{"id":34250,"date":"2018-08-22T21:36:38","date_gmt":"2018-08-22T21:36:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/?p=34250\/"},"modified":"2025-05-02T16:54:44","modified_gmt":"2025-05-02T14:54:44","slug":"agricoltura-e-turismo-assobio-protesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/agricoltura-e-turismo-assobio-protesta\/","title":{"rendered":"Agricoltura e Turismo, AssoBio protesta"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Palazzo della Burocrazia intestato alle Politiche Agricole ha complicato i requisiti di etichettatura degli alimenti biologici, DOP e IGP. Pretendendo che circa 280 mila imprese aggiornino l\u2019acronimo \u2018MiPAAF\u2019 in \u2018MiPAAFT\u2019. \u00c8 ora che il ministro Gian Marco Centinaio volti pagina. La condivisa protesta di\u00a0AssoBio.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ministero dell\u2019Agricoltura eccetera eccetera<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il Ministero dell\u2019Agricoltura<\/b>\u00a0\u00e8 dotato di una competenza fondamentale in un Paese come l\u2019Italia. Che \u00e8 terza in Europa, dopo Germania e Francia, nelle produzioni alimentari.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Gli esecutivi che si sono succeduti<\/b>\u00a0nelle ultime decadi si sono tuttavia impegnati ad accentrare poteri su questo dicastero. Dietro ordine delle confederazioni agricole, le quali da sempre ne detengono di fatto il potere politico, a prescindere dai colori delle bandiere di governo.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Alle Politiche Agricole<\/b>\u00a0si sono cos\u00ec aggiunte quelle forestali, che secondo logica dovrebbero ricadere nella delega del Ministero dell\u2019Ambiente. E poi quelle Alimentari, un tempo proprie dell\u2019ex Ministero dell\u2019Industria. Il quale a sua volta \u00e8 stato depauperato di ogni potere, in assenza di politiche industriali di sorta.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il MiPAAF<\/b>, acronimo gi\u00e0 sconosciuto ai pi\u00f9, ha da ultimo aggiunto una T che non sta per tabacchi (una voce di non trascurabile valore, nell\u2019agricoltura italiana, bens\u00ec gi\u00e0 compresa nel mandato), ma per Turismo. Del resto &#8211; se mangiare \u00e8 un atto agricolo, come da sempre predica Carlin Petrini &#8211; ogni attivit\u00e0 d\u2019intermezzo tra un pasto e l\u2019altro pu\u00f2 cadere tra le voraci fauci del Ministero pigliatutto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h2><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>&#8216;Certificato da<\/b><\/i><b>\u2019 MiPAAF a MiPAAFT, su ogni etichetta?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il Palazzo della burocrazia<\/b>\u00a0di Roma in via XX Settembre ha attuato con farraginosa solerzia la risoluzione politica del governo giallo-verde. Pretendendo che tutte le etichette dei prodotti alimentari sottoposti alla vigilanza del\u00a0Ministero delle Politiche Agricole\u00a0&#8211; e dunque\u00a0bio,\u00a0DOP,\u00a0IGP\u00a0&#8211; vengano d\u2019ora innanzi aggiornate aggiungendo la fatidica T.\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Non pi\u00f9\u00a0<\/b><b>MiPAAF<\/b><b>\u00a0ma\u00a0<\/b><b>MiPAAFT<\/b>, dovrebbe venire scritto, a margine di una dicitura pomposa quanto inutile e ovvia, \u2018<i>Certificato\u00a0da Organismo di Controllo autorizzato dal\u00a0Mipaaft<\/i>\u2018 o \u2018<i>Certificato da Autorit\u00e0 pubblica designata dal\u00a0Mipaaft<\/i>\u2019, a seconda dei casi. Tali diciture, si noti bene, non sono neppure previste dai regolamenti europei in materia di produzioni biologiche, DOP e IGP. Ed \u00e8 perci\u00f2 dubbia la loro legittimit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il ministro Gian Marco Centinaio<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0&#8211; dal quale si attende la promessa semplificazione degli odiosi cavilli burocratici romani &#8211; deve ora voltare pagina. Cambiare le teste al Palazzo della Burocrazia, eliminare subito l\u2019obbligo di citare la pomposa dicitura sulle etichette dei prodotti tutelati, avviare una politica basata sulle vere priorit\u00e0 della filiera agroalimentare italiana. A partire dall\u2019indicazione obbligatoria dell\u2019origine delle carni nei pubblici esercizi<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Si allegano<\/b>\u00a0le note del MiPAAFT, \u2018<i>Direzione generale per la promozione della qualit\u00e0 agroalimentare<\/i>\u2019. Di seguito, la posizione di\u00a0AssoBio\u00a0&#8211;\u00a0<i>Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici &#8211;\u00a0<\/i>che ne esprime con doverosa critica i concreti risvolti applicativi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Dario Dongo<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>ALLEGATI<\/strong><i>\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Circ.-2018-56944-modifica-denominazione-MIPAAF-in-MIPAAFT-1.pdf\">Circ. 2018 56944<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Circ.-2018-12297-modifica-denominazione-MIPAAF-in-MIPAAFT-1.pdf\">Circ. 2018-12297 <\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>L&#8217;INTERVENTO DI ROBERTO PINTON, SEGRETARIO DI ASSOBIO (1)<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L&#8217;accorpamento del turismo all&#8217;agricoltura? Per ora porta agli agricoltori una nuova tassa per centinaia di milioni\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Dato che il neo-ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio poco sa in materia di agricoltura, mentre sa nel campo del turismo (in passato ha svolto l&#8217;attivit\u00e0 di direttore<span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">commerciale di un tour operator), le competenze del suo dicastero gli sono state adattate su misura, dando vita all&#8217;inedito Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>e del Turismo,<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0con acronimo MiPAAFT.<\/span><\/p>\n<p>Fin qua, niente di male, per adeguarsi a nuove strategie e accontentare un ministro, questo e altro.<\/p>\n<p>Solo che il 2 agosto la Direzione generale per la promozione della qualit\u00e0 agroalimentare e dell\u2019ippica del ministero, con nota Prot. n. 56944 (allegata) ha informato tutti gli organismi di controllo dei prodotti DOP e IGP che le diciture \u201cCertificato da Organismo di Controllo autorizzato dal\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><b>Mipaaf<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d e \u201cCertificato da Autorit\u00e0 pubblica designata dal\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mipaaf<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d da riportarsi obbligatoriamente sulle etichette dovranno essere sostituite dalle diciture \u201cCertificato da Organismo di Controllo autorizzato dal\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mipaaft<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d o da \u201cCertificato da Autorit\u00e0 pubblica designata dal\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mipaaft<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d .<\/span><\/p>\n<p>E il 9 agosto la distinta Direzione generale per il riconoscimento degli organismi di controllo e certificazione e tutela del consumatore, con nota Prot. n.12297 (allegata)\u00a0ha informato tutti i 16 organismi di controllo del settore biologico (pi\u00f9 i tre autorizzati a operare soltanto nella Provincia autonoma di Bolzano) che la dicitura da riportare obbligattoriamente in etichetta \u201cOrganismo di Controllo autorizzato dal\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><b>Mipaaf<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d in vigore dal 2009 dovr\u00e0 essere sostituita da \u201cOrganismo di Controllo autorizzato dal\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Mipaaft<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;.<\/span><\/p>\n<p>Le note precisano che \u00e8 consentito l\u2019impiego delle etichette gi\u00e0 realizzate fino al loro esaurimento (e ci mancherebbe:<span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">le aziende le avevano fatte stampare con la dicitura allora obbligatoria).<\/span><\/p>\n<p>Sembra una sciocchezza o, ben che vada, una notiziola degna al pi\u00f9 dell&#8217;attenzione dei periodici tecnici, ma cos\u00ec non \u00e8.<\/p>\n<p>In Italia abbiamo 296 prodotti DOP e IGP (dalla A di\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><i>abbacchio romano<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0alla Z di\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>zampone Modena)\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">che interessano oltre\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>83mila aziende<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">(fonte: Istat) di cui oltre 7.500 si occupano della trasformazione.<\/span><\/p>\n<p>Aggiungiamo oltre 600 vini DOP E IGP (o, alla vecchia maniera, DOCG, DOC e IGT), che sono declinati nelle diverse varianti: bianco, rosso, rosato, spumante, passito, vendemmia tardiva, anche con la citazione di centinaia di sottozone e di vitigni, che pesano per oltre il 70% della superficie a vite nazionale (fonte:\u00a0Unione Italiana Vini), prodotti da\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><b>125mila aziende agricole<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0(fonte:Istat) con una produzione che varia d\u2019anno in anno, ma si aggira intorno ai 30 milioni di ettolitri, che fanno circa 4 miliardi di bottiglie da 0,75 litri.<br \/>\nSe pensiamo che al solo consorzio di tutela del Chianti aderiscono 3.000 produttori d\u2019ogni dimensione e quello del Prosecco raggruppa 1.500 tra cantine e spumantizzatori, e se pensiamo che ogni cantina ha in catalogo un\u2019ampia variet\u00e0 di prodotti, distinti per denominazione, uvaggio, cru e metodo di produzione, possiamo avere una vaga idea dell\u2019impatto di disposizioni sulle modifiche dell\u2019etichetta.<\/span><\/p>\n<p>Aggiungiamo poi oltre\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><b>70mila aziende<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0nel settore biologico (pi\u00f9 di 64mila agricoltori, 7.500 dei quali trasformano direttamente i propri prodotti, e oltre 7.500 imprese di sola trasformazione, fonte: MiPAAFT).<\/span><\/p>\n<p>Determinare quante etichette possano essere interessate dal provvedimento \u00e8 impossibile, si pu\u00f2 solo buttar l\u00ec una stima molto prudente di oltre 2 milioni, destinate a essere applicate su decine di miliardi di confezioni.<\/p>\n<p>Ebbene, tutte queste\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><b>280.000 aziende<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0(dal grande caseificio che esporta Grana Padano in Giappone alla micro-azienda agricola che confeziona duecento vasetti di confettura delle sue pesche biologiche per venderle ai mercatini, al piccolo viticoltore che sta a galla solo perch\u00e8<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">imbottiglia una quindicina di etichette diverse invece di vendere l&#8217;uva alla cantina) saranno obbligati a sborsare alcune centinaia di milioni (non certo di un investimento produttivo, ma\u00a0uno spreco che grida vendetta al cospetto di Dio):\u00a0l\u2019apparentemente banale aggiunta di una \u201ct\u201d (o, per i prolissi, di una pi\u00f9 esaustiva \u201ce del turismo\u201d) comporta, infatti, la necessit\u00e0 di rivolgersi allo studio grafico per modificare gli esecutivi di questi 2 milioni di etichette.<\/span><\/p>\n<p>Comunque la si chiami, si tratta di un\u2019assurda tassa speciale sulle spalle che colpisce migliaia di aziende agricole, imprese di trasformazione e distribuzione.<\/p>\n<p>Il tragico \u00e8 che non stiamo parlando delle anonime commodities malviste dagli appassionati del\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><i>made in Italy:<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0la disposizione penalizza proprio le aziende delle filiere italiane di cui lo stesso ministero decanta l&#8217;eccellenza.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>&#8220;Il sistema delle Indicazioni Geografiche dell&#8217;Ue favorisce il sistema produttivo e l&#8217;economia del territorio; tutela l&#8217;ambiente, perch\u00e9 il legame indissolubile con il territorio di origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversit\u00e0; sostiene la coesione sociale dell&#8217;intera comunit\u00e0&#8221;<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0scrive nel suo sito il MiPAAF(T).<br \/>\nMa<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00a0<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">dovrebbe aggiungere\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>&#8220;E noi lo tartassiamo per valorizzare le competenze in materia di turismo del nuovo ministro&#8221;&#8230;<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il primo punto del programma presentato alle Camere dal neo-ministro Centinaio s\u2019intitola\u00a0\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Semplificazione e organizzazione\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, recita che la prima istanza \u00e8\u00a0\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>ridurre drasticamente i costi della burocrazia che gravano sul mondo della agricoltura\u201d<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0ed esprime l\u2019impegno\u00a0\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>In tutte le azioni dobbiamo ridurre al minimo il peso della burocrazia. Un costo occulto delle nostre aziende, che troppo spesso spendono giornate e giornate dietro moduli, richieste, duplicazioni di controlli\u201d,<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0annunciando che\u00a0\u201c<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>Semplificazione, quindi, non dovr\u00e0 essere una parola vuota, ma la nostra cifra distintiva\u201d.<\/i><\/span><\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche qualche altra considerazione:<\/p>\n<p>a) Qual \u00e8 l\u2019utilit\u00e0\u00a0della modifica\u00a0per il consumatore? Prima non aveva idea di cosa fosse il MiPAAF, ora non avr\u00e0 la minima idea di cosa sia il MiPAAFT&#8230;<\/p>\n<p>b) Dato che l\u2019autorizzazione agli organismi di controllo o alle autorit\u00e0 pubbliche \u00e8 stata a suo tempo rilasciata con decreti del MiPAAF e su carta intestata del MiPAAF, come pu\u00f2 il ministero imporre che\u00a0 in etichetta si inserisca un&#8217;indicazione falsa? Il MiPAAFT esiste solo dal 15 agosto 2018, data di entrata in vigore della legge 9 agosto 2018, n. 97 che ha convertito il decreto legge 12 luglio 2018, n. 86, e da allora non ha ancora autorizzato un solo organismo di controllo che sia uno.<br \/>\nSe, per evidente legame tra uno stile di vita attivo e benessere, la competenza sullo sport fosse stata trasferita al ministero della Salute, si sarebbe imposto il cambio di confezione dell&#8217;aspirina e degli sciroppi per la tosse, indicando l&#8217;autorizzazione come rilasciata dal nuovo ipotetico ministero della Salute e dello Sport?<\/p>\n<p>c) Peggio: nessun regolamento europeo prescrive indicazioni quali\u00a0\u201c<span style=\"font-size: medium;\"><i>Certificato da Organismo di Controllo autorizzato dal Mipaaft<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u201d. Il ministero, nel tempo, ha pi\u00f9 volte dimostrato insofferenza nei confronti della normativa UE, ma rimane il fatto che le disposizioni nazionali non possono obbligare a indicazioni in etichetta diverse da quelle tassativamente richieste dalla pertinente disciplina europea.<br \/>\nPer garantire il funzionamento del mercato unico ed evitare\u00a0la bolgia di 28 legislazioni differenti, la facolt\u00e0 dello Stato membro di prevedere proprie disposizioni \u00e8 strettamente limitata a problemi specifici relativi a soli motivi di moralit\u00e0 pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale, di tutela della propriet\u00e0 industriale e commerciale, oppure a fronte di nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell&#8217;ambiente o dell&#8217;ambiente di lavoro, esclusa ogni altra motivazione. Il ministero adotta disposizioni (le precedenti e la pi\u00f9 recente) che vanno disapplicate per conflitto con la normativa gerarchicamente superiore, ma in ogni caso dan luogo a contestazioni e verbali.<\/span><\/p>\n<p>Delle due l&#8217;una: o i tecnici del ministero hanno somministrato al neo ministro Centinaio una polpetta avvelenata che fa infuriare 280mila aziende o fluttuano in un iper-uranio lontano mille miglia dalla realt\u00e0 quotidiana degli operatori del settore primario, che rimane uno dei pi\u00f9 importanti per l&#8217;economia del nostro Paese e merita ben altra considerazione.<br \/>\nE non so quale delle due ipotesi sia peggiore.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><i>Roberto Pinton<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Palazzo della Burocrazia intestato alle Politiche Agricole ha complicato i requisiti di etichettatura degli alimenti biologici, DOP e IGP. Pretendendo che circa 280 mila imprese aggiornino l\u2019acronimo \u2018MiPAAF\u2019 in \u2018MiPAAFT\u2019. \u00c8 ora che il ministro Gian Marco Centinaio volti pagina. La condivisa protesta di\u00a0AssoBio. 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