{"id":38345,"date":"2019-02-23T17:49:39","date_gmt":"2019-02-23T16:49:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/?p=38345"},"modified":"2025-11-03T10:06:11","modified_gmt":"2025-11-03T09:06:11","slug":"xylella-fastidiosa-la-soluzione-a-portata-di-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/xylella-fastidiosa-la-soluzione-a-portata-di-mano\/","title":{"rendered":"Xylella Fastidiosa, la soluzione a portata di mano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>XyIlella Fastidiosa<\/i>, origine o sintomo di una delle pi\u00f9 gravi crisi del sistema agricolo italiano. 5 anni di battaglie anche giudiziarie e diatribe ancora in cerca di soluzioni. Cronistoria, analisi ed evidenza di una soluzione che proviene dalla ricerca scientifica\u00a0<i>Made in Italy<\/i>, gi\u00e0 sperimentata con successo ma ancora sottovalutata. In ottica di conservazione degli ulivi e ripristino degli ecosistemi depressi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Olivicoltori pugliesi, 5 anni di battaglie<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Febbraio 2019<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0verr\u00e0 ricordato dalle comunit\u00e0 agricole in Italia per la crisi del latte ovino in Sardegna<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, ma anche per la quella degli\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">olivicoltori<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0in\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Puglia<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. I \u2018gilet arancioni\u2019 provano da mesi a richiamare l\u2019attenzione sulle disgrazie che li affliggono,\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Xylella Fastidiosa\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">e mancati rimborsi per le gelate del febbraio 2018. Oltre all\u2019inefficienza,\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>\u00e7a va sans dir<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, del Piano di Sviluppo Rurale (PSR).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La battaglia degli olivicoltori pugliesi\u00a0<\/b>prosegue senza tregua dall\u2019ottobre 2013, quando il Servizio Fitosanitario Regionale venne informato della probabile presenza\u00a0di\u00a0<i>Xylella Fastidiosa\u00a0<\/i>su alcune piante d\u2019ulivo nei pressi di Gallipoli (Le). La regione Puglia adott\u00f2 subito i primi provvedimenti, per cercare di eradicare il patogeno o quantomeno arginarne la diffusione. Il territorio contagiato venne suddiviso in zone, fissando un calendario di interventi per la gestione di piante e terreni in ragione della vicinanza ai focolai. (1)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il ministro Gian Marco Centinaio<\/b>, con decreto 14.2.19, ha adottato il \u2018<i>Piano di intervento per il rilancio del settore agricolo e agroalimentare nei territori colpiti da Xylella<\/i>\u2019. Con uno stanziamento complessivo di 100,65 milioni di euro (48,05 dal MiPAAFT, 52,60 dalla Regione) per compensare, almeno in parte, i danni causati dalla fitopatia che sta danneggiando gli ulivi. In aggiunta ai 30 milioni di euro assegnati dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), il 9.2.19, al nuovo \u2018<i>Piano di emergenza per il contenimento della Xylella Fastidiosa\u2019<\/i>. (2)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Xylella Fastidiosa<\/b><\/i><b>, il sintomo della crisi<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Xylella Fastidiosa<\/b><\/i><b>\u00a0\u00e8 un batterio<\/b>\u00a0gram-negativo asporigeno che colonizza i vasi xilematici delle piante e li occlude, impedendo alla linfa di raggiungere ogni parte del vegetale. I sintomi sono spesso simili a quelli che derivano dallo stress idrico (bruscature fogliari, disseccamenti di rami e porzioni della chioma). E non \u00e8 facile identificarli alla prima infezione, poich\u00e9 si manifestano anche dopo un anno.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La pianta prosegue<\/b>\u00a0il suo ciclo biologico e produce frutti sani (sebbene in quantit\u00e0 minore), fino a quando il batterio non raggiunge le radici, le impedisce di assorbire i nutrienti e cos\u00ec la conduce alla morte. Il batterio ha diverse sub-specie (il ceppo ST53, in Puglia) e si diffonde attraverso diversi vettori. Come la Sputacchina Media,\u00a0<i>Philaenus Spumarius<\/i>, che si nutre delle tenere foglie dell\u2019olivo e propaga il batterio su altre piante.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La sputacchina\u00a0<\/b>pu\u00f2 percorrere anche 100 metri la settimana e cos\u00ec diffondere il patogeno con potenziale rapidit\u00e0 (anche a causa di possibili tragitti passivi, tramite automezzi e vento). Proprio perci\u00f2 sarebbe stato utile un intervento rapido e incisivo, che tuttavia ha subito rallentamenti a causa di incertezze scientifiche sul ceppo batterico e conseguenti diatribe. (3)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La patogenicit\u00e0 del batterio\u00a0<\/b>viene a tutt\u2019oggi messa in dubbio da alcune parti, sebbene la comunit\u00e0 scientifica ne abbia esibito prova tramite dimostrazione dei c.d. postulati di Koch. Alcuni infatti considerano l\u2019impoverimento dei suoli dovuto al massiccio impiego di\u00a0pesticidi\u00a0e diserbanti (piuttosto che la presenza di funghi del legno e del lepidottero\u00a0<i>Zeuzera Pyrina<\/i>), quale prima causa delle fitopatie.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Xylella, il dibattito italo-europeo<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Le posizioni discordanti<\/b>\u00a0hanno raccolto i consensi di associazioni e politici interessati a tutelare gli olivicoltori (o pi\u00f9 verosimilmente i propri voti e favori), a fronte della prospettiva pi\u00f9 drastica, l\u2019eradicazione degli olivi. Immancabilmente \u00e8 sopraggiunta la teoria del complotto, col risultato che la gran parte degli olivicoltori si \u00e8 sentita \u2018al sicuro\u2019 senza bisogno di fare alcunch\u00e9 per provare ad arginare il contagio n\u00e9 per salvare le proprie piante.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La Commissione europea\u00a0<\/b>\u00e8 intervenuta con due successivi provvedimenti:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>&#8211; nel 2014<\/b>\u00a0Bruxelles ha vietato \u2018<i>lo spostamento di piante destinate alla piantagione in uscita dalla provincia di Lecce, regione Puglia, Italia\u2019<\/i>. Ordinando ispezioni annuali ufficiali per accertare la presenza del batterio Xylella e ingiungendo agli Stati membri di provvedere alla raccolta di segnalazioni sui territori a rischio,<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>&#8211; nel 2015<\/b>\u00a0ha poi ordinato la misura pi\u00f9 drastica, l\u2019eradicazione. Da estendersi a tutte le piante potenzialmente ospiti del batterio nel raggio di 100 m dall\u2019olivo infetto, a prescindere dal loro stato di salute apparente. (4)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Nel 2016 la Corte di Giustizia UE<\/b>\u00a0ha posto fine a tre anni di dibattiti. Affermando che l\u2019obbligo di eradicazione risulta \u2018<i>appropriato e necessario\u2019<\/i>\u00a0per garantire un elevato livello di protezione fitosanitaria nell\u2019Unione Europea. (5) Tenuto conto delle valutazioni scientifiche espresse dell\u2019Efsa, secondo cui non esiste cura alla fitopatia. Sebbene \u2018<i>\u00e8 possibile che dei cambiamenti apportati ai sistemi di coltura (ad esempio potatura, fertilizzazione e irrigazione) abbiano un certo impatto sulla malattia, ma ci\u00f2 in genere non \u00e8 sufficiente per curare le piante<\/i>\u2019. (6)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Nel 2017 i Tar Lazio e Puglia<\/b>\u00a0hanno perci\u00f2 respinto gli innumerevoli ricorsi amministrativi contro le ordinanze di estirpazione di alberi infetti, affermando la priorit\u00e0 d\u2019interesse alla salvaguardia della salute delle piante e il dovere di applicare il principio di precauzione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>A gennaio 2019 la Procura di Bari<\/b>\u00a0ha disposto il sequestro di un olivo infetto rinvenuto a Monopoli. Raccogliendo le dure critiche dei portavoce dei \u2018gilet arancioni\u2019 e di Confagricoltura, i quali invece invocano il via libera alle eradicazioni di ogni pianta che risulti positiva alle analisi. Gi\u00e0 nel 2015 la Procura di Lecce ottenne il sequestro preventivo di alcune piante, mettendo sotto accusa il Commissario Giuseppe Silletti (delegato per la gestione dell\u2019emergenza Xylella) e altri 9 esperti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Xylella<\/b><\/i><b>, il batterio viaggiatore<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La fitopatia avanza<\/b>\u00a0verso Nord, ove la Regione Puglia via via ridefinisce i confini delle aree \u2018delimitate\u2019 (zone infette e zone cuscinetto). Dal 2013 a oggi l\u2019area interessata si \u00e8 estesa da 8 mila ettari (nella sola provincia di Lecce) a 715 mila ettari. Le intere province di Lecce e Brindisi, buona parte di quella di Taranto e alcuni Comuni nel barese. Il 36% della Regione, circa 21 milioni di alberi (su un totale di 60).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Un terzo dell\u2019olio d\u2019oliva italiano<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0\u00e8 prodotto in Puglia (40-45% extravergine, 30-35% vergine, 25-30% lampante), ove la produzione olivicola esprime il 15% in valore della produzione agricola regionale. La fitopatia avrebbe contribuito alla cessazione di attivit\u00e0 di circa 400 frantoi, negli ultimi 5 anni.\u00a0Il decreto Centinaio verr\u00e0 ora attuato mediante assegnazione di ruoli e responsabilit\u00e0, semplificazione degli\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>iter<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0di eradicazione e incentivo ai reimpianti di\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>cultivar<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0che tollerano il batterio (es. Leccino, <a href=\"https:\/\/terraevita.edagricole.it\/olivicoltura\/fs-17-la-favolosa-i-segreti-della-varieta-resistente-alla-xyella-spiegati-dal-suo-creatore\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Favolosa FS17<\/a><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Altri focolai<\/b>\u00a0di sub-specie diverse sono per\u00f2 gi\u00e0 stati segnalati in Spagna, oltrech\u00e9 in Francia. Arginare la propagazione del batterio appare dunque velleitario, se non del tutto utopistico. Senza perdere la speranza, bisogna piuttosto stimolare la\u00a0resilienza\u00a0di quelle stesse piante che gi\u00e0 ora nutrono l\u2019economia dei due primi produttori mondiali di olio d\u2019oliva, Spagna e Italia appunto. Rispettandone i\u00a0<i>cultivar<\/i>\u00a0originari,\u00a0magari anche.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ulivi in Salento, il problema di fondo<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019ulivo in Salento<\/b>\u00a0\u00e8 una coltura di tradizione povera, con infime marginalit\u00e0, storicamente destinata a produrre olio da lampada (lampante, infatti). Il risparmio sulla conduzione \u00e8 sempre stato un imperativo, al punto che le olive venivano raccolte dalle reti gettate a terra e portate al frantoio dopo diversi giorni, senza fretta n\u00e9 cura dell\u2019ossidazione dei drupi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La terra per\u00f2<\/b>\u00a0veniva lavorata, almeno sotto le piante. Fino a quando il diserbo chimico sistematico non ha preso il sopravvento sul lavoro umano. (7) Col risultato di azzerare la sostanza organica nei suoli. Gli olivicoltori credevano di risparmiare (pi\u00f9 la terra era dura, tanto meglio si lavorava) e hanno invece causato la pre-desertificazione dei terreni (al di sotto dei quali spesso si trova roccia calcarea). Stress idrico e sistemico.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La biologa e fitopatologa<\/b>\u00a0Margherita D\u2019Amico, responsabile del progetto \u2018<i>Sistemi di lotta ecocompatibili contro il Codiro<\/i>\u2019, ha rilevato come proprio nel Salento le specie vegetali dominanti siano quelle resistenti al\u00a0glifosate. Proponendo perci\u00f2 di verificare se e in quale misura l\u2019erbicida ad ampio spettro abbia afflitto le radici, che negli ulivi malati del Salento sono spesso risultate marce.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Le ricerche scientifiche<\/b>\u00a0condotte in Puglia a seguito dell\u2019emergenza, secondo la ricercatrice, non hanno mai considerato l\u2019apparato radicale. Sebbene gli studi internazionali condotti sul batterio, gi\u00e0 dal 2004, abbiamo mostrato il deterioramento dello xylema degli alberi. Vale a dire il tessuto delle piante vascolari, dalle radici alle foglie, adibito alla conduzione della linfa grezza (cio\u00e8 dell\u2019acqua e dei soluti in essa disciolti).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Lo studio sugli uliveti\u00a0<\/b>condotto dall\u2019Universit\u00e0 della Basilicata nell\u2019arco di 15 anni evidenzia a sua volta la necessit\u00e0 di analisi sui terreni e le radici (dei vegetali infettati dal batterio come di quelli esposti ai relativi rischi, ai fini di una diagnosi esatta dei problemi da affrontare. Laddove la carenza di sostanze organiche gi\u00e0 di per s\u00e9 costituisce premessa di svariate patologie e improduttivit\u00e0, rispetto alle quali \u00e8 indispensabile un intervento di ripristino degli equilibri perduti. (8)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Micorrize, la soluzione\u00a0<\/b><i><b>Made in Italy<\/b><\/i>\u00a0<b>a portata di mano<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\">\u2018<\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>Biodiversit\u00e0<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>di un suolo agrario, Xylella causa o conseguenza?<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2019 Giusto Giovannetti &#8211; geniale biologo del Centro Colture Sperimentali (<a href=\"http:\/\/www.micosat.it\/azienda-ccs\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CCS<\/a><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">) di Aosta, che chi scrive ha avuto onore di conoscere gi\u00e0 in tempi lontani &#8211; lavora da decenni sui batteri microbici per promuovere salute, resilienza e crescita delle piante. Le comunit\u00e0 microbiche intervengono infatti sulla rizosfera (dal greco\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>rh\u00ecza<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, radice e\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>sph\u00e0ira<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, sfera), cio\u00e8 la porzione di suolo attorno alle radici da cui le piante assorbono i nutrienti e l&#8217;acqua necessaria per crescere. Attraverso le micorrize.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Le micorrize<\/b>\u00a0(dal greco\u00a0<i>mikos<\/i>, fungo e\u00a0<i>rh\u00ecza<\/i>, radice) sono associazioni simbiotiche tra funghi del terreno e radici non lignificate delle piante. La pianta ospite cede al fungo materie organiche (zuccheri, proteine, vitamine) e ottiene un migliore assorbimento degli elementi nutritivi. Dove si sviluppano micorrize (come in natura, in prossimit\u00e0 del 90% degli alberi nei boschi) le piante sono pi\u00f9 sane, vigorose e meno soggette agli stress ambientali. (9)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La sperimentazione<\/b>\u00a0condotta su 1350 ulivi a Presicce (LE) con un gruppo di agricoltori di \u2018<i>Salento Sostenibile<\/i>\u2019 si \u00e8 basata su un intervento di recupero del patrimonio microbico dei terreni, mediante inoculazione di una concentrazione elevata di bioti microbici. Si \u00e8 cos\u00ec riattivata la funzione metabolica degli ulivi, con risultati pi\u00f9 che positivi. Dopo i trattamenti si sono infatti evidenziati ricacci sulle branche principali e secondarie, oltre a succhioni basali anche su tratti gi\u00e0 secchi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Il\u00a0<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i><b>cocktail<\/b><\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>\u00a0di microbiota<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0utilizzato \u00e8 prodotto da CCS in Valle D\u2019aosta da diversi decenni e viene regolarmente utilizzato per migliorare la salute dei suoli. L\u2019apparato vascolare della pianta \u00e8 a sua volta ricco di biota, che viene appunto assorbito dal suolo in buona salute. I microorganismi, da milioni di anni, sono parte viva delle piante e degli animali e attivano quindi una sorta di \u2018epidemia positiva\u2019. Il \u2018super-organismo\u2019 tende a recuperare le funzionalit\u00e0 indebolite da condizioni di stress grazie al riequilibrio dell\u2019attivit\u00e0 simbiotica. Con un intervento per certi versi analogo a quello che pu\u00f2 realizzarsi con i prebiotici sul microbioma<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0umano.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<h4><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Conclusioni. Crisi di sistema o di cervelli?<\/b><\/span><\/span><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Dalla met\u00e0 del XX secolo<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0i microorganismi (considerati patogeni) sono stati considerati nemici. E appariva ragionevole, a quel tempo, programmarne l\u2019eliminazione. L\u2019errore che tuttavia si ripete &#8211; e non \u00e8 pi\u00f9 giustificabile, allo stato attuale della ricerca &#8211; \u00e8 invece quello di continuare a distruggere microorganismi indispensabili, col pretesto di distruggere quelli nocivi. Tale approccio \u00e8 gi\u00e0 in corso di revisione nella medicina, ove i probiotici<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0spesso risultano pi\u00f9 efficaci degli antibiotici, sui quali \u00e8 maturata diffusa resistenza<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Ed \u00e8 ora che venga riconsiderato anche in agronomia.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2018<i><b>Per combattere il batterio<\/b><\/i>\u00a0<i>\u00e8 necessario guardare all\u2019oliveto nel suo insieme e migliorarne il \u00absistema immunitario\u00bb, adottando pratiche agronomiche sostenibili che aumentino le capacit\u00e0 delle piante a contrastare gli stress biotici e abiotici. Cos\u00ec facendo \u00e8 possibile convivere con il batterio limitandone la diffusione e recuperando le piante infette<\/i>\u2019. (10)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019eradicazione<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0di milioni di ulivi &#8211; oggi in Puglia, domani chiss\u00e0 &#8211; giover\u00e0 nel breve termine all\u2019economia dei comparti interessati. Non v\u2019\u00e8 dunque da stupirsi se gli avvoltoi finanziati dai monopoli delle sementi<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0e dei pesticidi inneggino ai finanziamenti a pioggia, per devastare e ricostruire. Rimane da chiedersi se sia giusto, per noi e per i nostri figli, ostinarsi a distruggere l\u2019<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>habitat<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0e i suoi unici paesaggi. Anzich\u00e9 curare l\u2019ecosistema e la\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">biodiversit\u00e0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, sviluppando un\u2019economia sana e libera da semi standardizzati, diserbanti e\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">pesticidi<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dario Dongo<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>(con la collaborazione di Marina De Nobili e Guido Cortese. Foto di copertina di Alberto Mileti)<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Note<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(1) A fronte del pericolo immediato di diffusione di organismi nocivi come quello in esame, gli Stati membri devono infatti adottare misure protettive provvisorie. Cfr. dir. 2000\/29\/CE, \u2018<i>concernente le misure di protezione contro l&#8217;introduzione nella Comunit\u00e0 di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunit\u00e0<\/i>\u2019<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(2) A integrazione del Piano Operativo Agricoltura, con utilizzo delle residualit\u00e0 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(3)\u00a0<i>Xylella Fastidiosa<\/i>\u00a0era stata ampliamente studiata in altre aree del pianeta (soprattutto in USA, ove la malattia di Pierce da essa causata ha colpito le viti) ma non altrettanto in Europa<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(4) Cfr. decisioni (UE) 2014\/497 e 2015\/789, entrambe relative a \u2018<i>misure per impedire l&#8217;introduzione e la diffusione nell&#8217;Unione della Xylella fastidiosa (Wells et al.)<\/i>\u2019. La Commissione europea, dopo avere messo in mora il governo italiano, a dicembre 2015 ha deferito l\u2019Italia alla Corte di Giustizia. Ed \u00e8 ancora attesa la sentenza (di condanna, con ogni probabilit\u00e0)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(5) ECJ, casi riuniti C\u00a078\/16 e\u00a0C\u00a079\/16, sentenza 9.6.16<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(6) Cfr. pareri EFSA 6.1.15 e 20.3.15. Margherita Ciervo, geografa dell\u2019Universit\u00e0 di Foggia, annota come entrambi i documenti dell\u2019Autorit\u00e0 Europea per la Sicurezza Alimentare manchino di evidenze scientifiche su ipotetici successi dell\u2019eradicazione<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(7) Le province di Lecce e Brindisi hanno raggiunto il podio per il consumo di erbicidi (dati Istat, 2003-2008)<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(8) Cfr. Cristos Xiloyannis, Adriano Sofo, Assunta Maria Palese (2015). \u2018<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Contro Xylella da olivo, buone pratiche agronomiche<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2019. L\u2019Informatore Agrario, 19-2015,\u00a0<\/span><\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.scribd.com\/document\/378573314\/Xylella-articolo-Xiloyannis#download\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #1155cc;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">https:\/\/www.scribd.com\/document\/378573314\/Xylella-articolo-Xiloyannis#download<\/span><\/span><\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(9) Sulle micorrize e i lavori di CSS, si veda anche\u00a0<\/span><\/span><\/span><a href=\"https:\/\/www.arsacweb.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Opuscolo-funghi-micorrizici.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"color: #1155cc;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">https:\/\/www.arsacweb.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Opuscolo-funghi-micorrizici.pdf<\/span><\/span><\/span><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #222222;\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">(10) Vedi nota 8<\/span><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XyIlella Fastidiosa, origine o sintomo di una delle pi\u00f9 gravi crisi del sistema agricolo italiano. 5 anni di battaglie anche giudiziarie e diatribe ancora in cerca di soluzioni. 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