{"id":43247,"date":"2019-10-03T16:32:12","date_gmt":"2019-10-03T14:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/?p=43247"},"modified":"2025-09-19T11:00:29","modified_gmt":"2025-09-19T09:00:29","slug":"dazi-usa-litalia-paga-il-conto-franco-tedesco-nuovi-orizzonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/dazi-usa-litalia-paga-il-conto-franco-tedesco-nuovi-orizzonti\/","title":{"rendered":"Dazi USA, l\u2019Italia paga il conto franco-tedesco. Nuovi orizzonti"},"content":{"rendered":"<p>ll\u00a0WTO\u00a0(<em>World Trade Organization<\/em>) ha dato ieri il via libera ai\u00a0dazi\u00a0USA sulle importazioni di merci europee, fino a 7,5 miliardi di US$. A titolo di ritorsione sui finanziamenti concessi dall\u2019UE al Consorzio Airbus. Cos\u00ec al danno &#8211; di avere contribuito con le nostre tasse ai finanziamenti illeciti del colosso aeronautico franco-tedesco (con quote minori di Inghilterra e Spagna) &#8211; si aggiunge la beffa. Poich\u00e9 l\u2019Italia sar\u00e0 tra i primi a pagare il conto degli illeciti europei. \u00c8 ora di guardare a nuovi orizzonti.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_84 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-light-blue ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Table of Contents<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/dazi-usa-litalia-paga-il-conto-franco-tedesco-nuovi-orizzonti\/#Dazi_USA_il_movente\" >Dazi USA, il movente<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/dazi-usa-litalia-paga-il-conto-franco-tedesco-nuovi-orizzonti\/#Dazi_USA_quanti_e_quali\" >Dazi USA, quanti e quali<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/dazi-usa-litalia-paga-il-conto-franco-tedesco-nuovi-orizzonti\/#La_spada_di_Damocle_sui_formaggi_italiani\" >La spada di Damocle\u00a0sui formaggi italiani<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/dazi-usa-litalia-paga-il-conto-franco-tedesco-nuovi-orizzonti\/#Nuovi_orizzonti\" >Nuovi orizzonti<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dazi_USA_il_movente\"><\/span>Dazi USA, il movente<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Nel 2004 gli USA\u00a0<\/strong>hanno denunciato al WTO i finanziamenti erogati dalla Commissione europea al gruppo Airbus. Deducendone l\u2019illegittimit\u00e0, in quanto riconducibili ad aiuti di Stato non ammessi dall\u2019accordo istitutivo del WTO (o OMC, Organizzazione Mondiale del Commercio). Poich\u00e9 in grado di alterare le condizioni della concorrenza internazionale nel settore aeronautico. In quello stesso anno gli Stati Uniti hanno a loro volta erogato al gruppo Boeing finanziamenti pubblici, che sono stati contestati dall\u2019Unione Europea in sede WTO.<\/p>\n<p><strong>Il 2.10.19 il WTO\u00a0ha riconosciuto<\/strong> la fondatezza delle contestazioni USA agli aiuti europei a favore di Airbus. Dichiarando legittima l\u2019applicazione di dazi supplementari, da parte di Washington, sulle importazioni di merci dall\u2019Europa. Quale misura ritorsiva atta a compensare i torti subiti, entro il limite di 7,5 miliardi di US$ (pari a \u20ac 6,8 mld). L\u2019OMC \u00e8 stata tra l\u2019altro indulgente nei confronti dell\u2019Europa, a fronte di una richiesta formale di compensazione per 11,2 mld di US$. In attesa, entro il primo semestre 2020, della pronuncia sulla controversia attivata dall\u2019UE nei confronti degli Stati Uniti per gli aiuti concessi a Boeing.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Dazi_USA_quanti_e_quali\"><\/span>Dazi USA, quanti e quali<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Come \u00e8 uso\u00a0nei contenziosi WTO<\/strong>, la pronuncia di riconoscimento del diritto ad applicare dazi ritorsivi definisce il\u00a0<em>quantum<\/em>, cio\u00e8 l\u2019entit\u00e0 complessiva della compensazione e la quota massima degli incrementi daziari (in questo caso, fino al raddoppio). Senza tuttavia specificare il\u00a0<em>quomodo<\/em>, vale a dire le categorie di merci investite dai dazi supplementari, e i tempi entro cui raggiungere la soglia di compensazione decisa.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Ufficio dello\u00a0<em>US Trade\u00a0Representative<\/em><\/strong>\u00a0ha perci\u00f2 sottolineato la possibilit\u00e0, per Washington, \u2018<em>di aumentare le tariffe in qualsiasi momento<\/em>\u2019. Fino al 100%, a decorrere dal 18.10.19. E di modificare nel tempo la lista dei \u2018<em>prodotti interessati<\/em>\u2019. Secondo lo schema \u2018<em>Carousel<\/em>\u2019, che a discrezione del vincitore pu\u00f2 abbattersi sulle filiere di questo o quel Paese. Ivi comprese quelle, gi\u00e0 annunciate, dei settori lattiero-caseario e vitivinicolo in Italia.<\/p>\n<p><strong>Una rassicurazione transitoria<\/strong>\u00a0\u00e8 rivolta agli \u2018alleati\u2019 a cui frattanto si richiede di aumentare i contributi alle spese militari NATO. Nonch\u00e9 di seguire gli ordini di isolare nostri storici\u00a0<em>partner<\/em>\u00a0&#8211; come Russia, Iran e Siria &#8211; oltre a Cina e Venezuela. Senza dimenticare le pressioni per concludere il\u00a0TTIP, coi suoi non trascurabili riflessi. E dunque, \u2018<em>in questo momento<\/em>\u2019 i dazi supplementari sulle merci degli \u2018alleati\u2019 saranno pi\u00f9 contenuti.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_spada_di_Damocle_sui_formaggi_italiani\"><\/span>La spada di Damocle\u00a0sui formaggi italiani<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>I nuovi dazi<\/strong>\u00a0si applicheranno presumibilmente a whisky scozzesi, vini francesi, formaggi italiani, olive da Spagna, Francia e Germania. Oltre a lana e abbigliamento inglese, e un \u2018<em>dazio del 10%\u2019 sui \u2018grandi velivoli civili\u2019<\/em>. Non rimane che attendere l&#8217;elenco provvisorio dei prodotti su cui cadr\u00e0 questa spada di Damocle, per prevederne l\u2019impatto sul settore agroalimentare italiano. Sebbene Mike Pompeo, ora in visita in Italia, abbia riferito ai formaggi e vini italiani. Forse anche per costringerci a interrompere le collaborazioni in essere con la Cina sul 5G.<\/p>\n<p><strong>Il Pecorino Romano<\/strong>\u00a0prodotto in Sardegna \u00e8 il prodotto pi\u00f9 a rischio. Considerato che gli USA rappresentano oltre il 60% delle esportazioni complessive. E neppure l\u2019adempimento postumo della promessa elettorale dell\u2019ex ministro dell\u2019Interno &#8211; latte ovino sardo a 1 euro al litro &#8211; potrebbe evitare la disintegrazione della filiera. (1)<\/p>\n<p><strong>Le filiere di Parmigiano Reggiano<\/strong>, Grana Padano e Provolone DOP a loro volta rischiano di subire il crollo delle esportazioni sul loro primo destino di\u00a0<em>export<\/em>. Col duplice danno di ridurre le vendite e perdere quote di mercato conquistate a fatica nel corso dei decenni. A vantaggio delle contraffazioni\u00a0<em>Made in USA<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Made in Canada<\/em>, che lo scellerato accordo CETA &#8211; tanto voluto da Matteo Renzi e la sua Teresa Bellanova &#8211; ha gi\u00e0 sdoganato, ammettendo l\u2019evocazione dei nomi delle nostre DOP (casearie e non). (2)<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Nuovi_orizzonti\"><\/span>Nuovi orizzonti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Pantalone paga<\/strong>, per ben due volte. Prima accettando la devoluzione dei propri contributi pubblici all\u2019Europa, a favore della\u00a0<em>Corporation<\/em>\u00a0di francesi e tedeschi, spagnoli e inglesi. Poi pagando il conto di aiuti illeciti da cui non ha tratto alcun vantaggio, salvo rischiare di venire colpita in un suo settore strategico. (3) Chi continua a blaterare di un\u2019Europa che \u2018<em>ci ha dato settant&#8217;anni di pace<\/em>\u2019 dovr\u00e0 rendere conto ai pastori sardi e ragusani, agli allevatori padani. Oltre alle industrie di alimenti e macchinari, e a chi affida il proprio sostentamento ai relativi indotti. Quali compensazioni?<\/p>\n<p><strong>Una riflessione\u00a0<\/strong>pi\u00f9 profonda merita il \u2018sogno americano\u2019, che molti si ostinano a inseguire. Trascurando i riflessi negativi della dipendenza da un padrone prepotente che pretende l\u2019esclusiva, allontanandoci da mercati che presentano opportunit\u00e0 ben maggiori in una prospettiva di breve, medio e lungo termine. Come la Russia e la Cina, oltre a India e Brasile.<\/p>\n<p><strong>I BRICs<\/strong>\u00a0sono scomparsi solo dai giornali economici italiani. Ove gli N11,\u00a0<em>the Next Eleven<\/em>, pure compaiono di rado. Trascurando in particolare 4 di questi \u2013 Indonesia, Corea del Sud, Messico e Turchia &#8211; che gi\u00e0 da un quinquennio il brillante analista Jim O\u2019Neill definisce \u2018<em>i mercati della crescita<\/em>\u2019. (4) 15 Paesi ove si attende, entro il 2030, la formazione di una \u2018<em>classe media globale<\/em>\u2019 che ben potr\u00e0 apprezzare le merci\u00a0<em>Made in Italy<\/em>. Senza neppure pretendere di installare basi militari con ordigni nucleari a casa nostra, n\u00e9 di bombardare i nostri vicini con l\u2019avallo di servili piddioti.<\/p>\n<p><strong>La domanda interna<\/strong>, a sua volta, sfugge alle dovute attenzioni di alcuni protagonisti della filiera italiana. I quali paiono \u2018esterofili incalliti\u2019, anche nelle dichiarazioni pubbliche dei loro rappresentanti, da Federalimentare a Coldiretti. \u00c8 forse un retaggio culturale del sogno americano, dedicare pi\u00f9 risorse alle fiere di Colonia e New York che al presidio di un territorio sempre pi\u00f9 arido. Un po\u2019 come andare a cercare l\u2019acqua su Marte anzich\u00e9 avere cura dei propri ecosistemi socio-ambientali. Perdendo di vista il bisogno essenziale di costruire filiere corte, eque e sostenibili. Creare Valore e Lavoro &#8211; VALORO, nella crasi di Vito Gulli &#8211; per rafforzare alle radici l\u2019economia del Paese.<\/p>\n<p>#\u00c9galit\u00e9!<\/p>\n<p><em>Dario Dongo e Giuseppe Masala<\/em><\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>(1) Varrebbe anzi la pena di chiedere alla Regione Sardegna cosa abbiano fatto le sue centinaia di esperti per diversificare il prodotto e i mercati, oltre a rilanciare la filiera. Si veda il precedente articolo\u00a0https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/consum-attori\/c-\u00e8-latte-e-latte-le-ragioni-degli-allevatori-in-sardegna<\/p>\n<p>(2) Vale anche la pena di ricordare come l\u2019impiego della denominazione Parmesan sia stato espressamente legittimato dalla Commissione di Jean-Claude Juncker, nel successivo trattato UE-Giappone (JEFTA). Si veda\u00a0https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/idee\/jefta-lettera-aperta-ai-consorzi-delle-nostre-dop-e-igp<\/p>\n<p>(3) Il settore agroalimentare, si ricorda, esprime il 13% del PIL italiano e ci colloca al primo posto in Europa per valore aggiunto in agricoltura, al secondo per la produzione agricola e al terzo per quella industriale. Si veda\u00a0https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/idee\/al-nuovo-governo-alcune-proposte-per-il-settore-agroalimentare<\/p>\n<p>(4) Jim O\u2019Neill, su \u2018<em>the Growth Map<\/em>\u2019 (2014), sottolinea le prospettive rosee di BRICs e N 11, legate a crescita demografica e incremento di produttivit\u00e0 che si abbina ad altri fattori, come l\u2019accesso all\u2019istruzione, la tecnologia e i tassi di inflazione stabili. V. recensione del prezioso libro su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/libri\/letture\/il-libro-the-growth-map\">https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/libri\/letture\/il-libro-the-growth-map<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ll\u00a0WTO\u00a0(World Trade Organization) ha dato ieri il via libera ai\u00a0dazi\u00a0USA sulle importazioni di merci europee, fino a 7,5 miliardi di US$. A titolo di ritorsione sui finanziamenti concessi dall\u2019UE al Consorzio Airbus. 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