{"id":45205,"date":"2020-02-06T19:29:56","date_gmt":"2020-02-06T18:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/?p=45205"},"modified":"2025-11-03T09:11:30","modified_gmt":"2025-11-03T08:11:30","slug":"superfood-semi-di-chia-via-libera-dallue-senza-livelli-massimi-di-assunzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/superfood-semi-di-chia-via-libera-dallue-senza-livelli-massimi-di-assunzione\/","title":{"rendered":"Superfood, semi di chia. Via libera dall\u2019UE senza livelli massimi di assunzione"},"content":{"rendered":"<p>I\u00a0semi di chia\u00a0&#8211;\u00a0<em>superfood\u00a0<\/em>che risalgono alle civilt\u00e0 precolombiane &#8211; ricevono finalmente il via libera da Bruxelles, senza pi\u00f9 bisogno di riferire <em>\u2018livelli massimi di assunzione\u2019<\/em>. Salvo mantenere alcuni limiti di utilizzo su alimenti a base di cereali soggetti a cottura, in attesa di ulteriori valutazioni di Efsa, ai sensi del regolamento sui\u00a0<em>Novel Food.<\/em><\/p>\n<h1>Chia, storia e produzione<\/h1>\n<p><strong>La\u00a0<\/strong><em><strong>Salvia Hispanica L<\/strong>.<\/em>, comunemente nota come chia (\u2018oleoso\u2019, in lingua azteca), appartiene al genere\u00a0<em>Salvia<\/em>,\u00a0famiglia delle\u00a0<em>Lamiaceae<\/em>. E\u2019 una pianta erbacea annuale, uno \u2018pseudo-cereale\u2019, di altezza che raggiunge i 2 metri circa. Originaria di Messico centro-meridionale e Guatemala, \u00e8 utilizzata da migliaia di anni per finalit\u00e0 alimentari e di cura. Ed era infatti uno dei quattro alimenti a base della dieta nelle civilt\u00e0 maya e azteca (assieme ad amaranto, quinoa e mais).<\/p>\n<p><strong>La riscoperta\u00a0<\/strong>di questa coltura, negli ultimi decenni, \u00e8 dovuta al crescente interesse dei consumatori moderni verso i cibi ancestrali, dai grani antichi ai legumi, la frutta secca e altri ancora. Alla ricerca dei\u00a0<em>superfood\u00a0<\/em>che spesso invero si ritrovano proprio nelle tradizioni dei popoli.<\/p>\n<p><strong>La produzione<\/strong>\u00a0\u00e8 tuttora concentrata in Messico, ma ha luogo anche in Argentina, Bolivia, Colombia, Guatemala, Peru, Australia, Africa, Asia. E pure in Europa, Sud Italia e Grecia in particolare, ove la pianta viene coltivata in serra. Poich\u00e9 essa richiede meno acqua rispetto a quelle di cereali e altre oleaginose, ne \u00e8 stato tra l\u2019altro valutato il potenziale contributo a biodiversit\u00e0 e\u00a0<em>food security<\/em>.<\/p>\n<h1>Possibili utilizzi della chia nella filiera agroalimentare<\/h1>\n<p><strong>I semi di chia<\/strong>\u00a0&#8211; dal diametro di circa 1 mm &#8211; sono utilizzati tal quali in prodotti da forno,\u00a0<em>muesli\u00a0<\/em>e\u00a0<em>snack<\/em>, zuppe e piatti pronti,\u00a0<em>smoothies<\/em>,\u00a0etc.\u00a0Le propriet\u00e0 idrofile dei semi, che possono assorbire quantitativi di acqua superiori a 12 volte la propria massa, contribuiscono inoltre ad aumentare il senso di saziet\u00e0. Ed \u00e8 questa una delle ragioni per cui essi vengono aggiunti a vari cibi, dall\u2019insalata allo yogurt.<\/p>\n<p><strong>Nel pane,<\/strong> la sostituzione della farina con semi di chia in quota del 10% si \u00e8 rivelata migliorare in misura apprezzabile le propriet\u00e0 nutrizionali. Con aumento di umidit\u00e0, fibre alimentari e fenoli, grazie ai quali si riscontra anche un incremento significativo dell\u2019attivit\u00e0 antiossidante (+64%). La moderata riduzione del contenuto di carboidrati viene poi compensata dall\u2019apporto energetico degli acidi grassi polinsaturi (PUFA).<\/p>\n<p><strong>In altri prodotti da forno<\/strong>\u00a0(anche dolciari) la chia, anche sotto forma di gel, pu\u00f2 sostituire anche solo in parte altre matrici grasse (es. burro, uova, grassi animali e vegetali vari), con il duplice vantaggio di:<\/p>\n<p>&#8211; ridurre calorie e grassi, apportando acidi grassi\u00a0Omega-3\u00a0(\u03c9-3),<\/p>\n<p>&#8211; migliorare consistenza, sapore e colore. (1)<\/p>\n<p><strong>La farina<\/strong>\u00a0pu\u00f2 anche venire aggiunta nella pasta di varie matrici , anche senza glutine, per incrementarne i tenori di proteine, PUFA, fibra alimentare e micronutrienti. La pasta mostra ottime propriet\u00e0 tecnologiche e alti livelli di gradimento, anche nella versione\u00a0<em>gluten-free<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Nei mangimi<\/strong>, l\u2019utilizzo di semi \u00e8 stato dimostrato contribuire al miglioramento della salute degli animali e aumentare il contenuto di Omega-3 nei prodotti da esso derivati. Senza compromettere le qualit\u00e0 organolettiche della carne e migliorando la salute. Anche nell\u2019allevamento di insetti a uso alimentare, con risultati sorprendenti. (2)<\/p>\n<h1>Propriet\u00e0 nutrizionali e salutistiche<\/h1>\n<p><strong>La ricerca\u00a0scientifica<\/strong>\u00a0sulla chia, pi\u00f9 che triplicata negli ultimi dieci anni, ha consentito di mettere a fuoco il suo elevato valore nutritivo e le propriet\u00e0 benefiche, tuttavia ancora prive di<em>\u00a0health claim\u00a0<\/em>autorizzati in UE. Si \u00e8 evidenziato, in particolare:<\/p>\n<p><strong>&#8211; un effetto positivo<\/strong>\u00a0sul profilo lipidico del sangue, grazie a effetti ipotensivi, ipoglicemici, antimicrobici e immunostimolatori, (3)<\/p>\n<p><strong>&#8211; la riduzione<\/strong>\u00a0degli apporti di acidi grassi saturi, e il corrispondente apporto di acidi grassi \u03c9-3, legati all\u2019introduzione di questo ingrediente nella dieta.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista nutrizionale<\/strong>, i semi di chia si caratterizzano favorevolmente sotto diversi aspetti:<\/p>\n<p><strong>&#8211; ALA<\/strong>\u00a0(acido \u03b1lfa-linolenico). La\u00a0<em>Salvia Hispanica L.<\/em> \u00e8 considerata una delle fonti botaniche pi\u00f9 ricche di Omega-3 (ancor pi\u00f9 dei semi di lino). Con un rapporto tendenzialmente ideale tra Omega-6 e Omega-3 (0.3:0.35 circa),<\/p>\n<p><strong>&#8211; fibre alimentari\u00a0<\/strong>(30% ca.)\u00a0<strong>e proteine<\/strong>\u00a0(16-24% circa, a seconda dell\u2019ambiente di coltivazione). Le analisi confermano la presenza di dieci aminoacidi esogeni (tra i quali arginina, leucina, fenilalanina, valina e lisina) e aminoacidi endogeni (acidi glutammici e aspartici, alanina, serina e glicina soprattutto),<\/p>\n<p><strong>&#8211; vitamine<\/strong>\u00a0(del gruppo B, niacina in particolare, oltre ad A e C)\u00a0<strong>e minerali\u00a0<\/strong>(manganese, fosforo, magnesio, calcio, ferro e zinco), antiossidanti naturali.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;olio di chia\u00a0<\/strong>\u00e8 composto principalmente di trigliceridi, con elevato tenore di acidi grassi polinsaturi (PUFA, acidi linoleico \u03b1\u2014linolenico). E\u2019 considerato una preziosa fonte di \u03c9-3, al pari dell\u2019olio di canapa, in particolare per vegetariani e persone allergiche al pesce. L\u2019aggiunta di olio di chia (in quota 10-20%) all\u2019olio di girasole consente altres\u00ec un utile bilanciamento degli acidi grassi. (4)<\/p>\n<h1>Chia e<em>\u00a0Novel Food,<\/em>\u00a0limiti agli utilizzi alimentari in UE<\/h1>\n<p><strong>L\u2019immissione in commercio in UE\u00a0<\/strong>di alimenti che contengano semi di chia e loro derivati \u00e8 tuttora soggetto ad alcune limitazioni. Sebbene infatti si tratti di cibi con una tradizione millenaria di consumo in Centro America, non si \u00e8 raccolta prova del loro utilizzo alimentare nella Comunit\u00e0 Europea prima del 15.5.07, data di entrata in vigore del primo regolamento sui c.d.\u00a0<em>Novel Food\u00a0<\/em>(reg. CE 258\/97). l relativi prodotti sono perci\u00f2 sottoposti al regime di autorizzazione centralizzata stabilito nella citata disciplina (ora reg. UE 2015\/2283). Ed eventualmente rispettare requisiti specifici, condizioni d\u2019uso e di etichettatura.<\/p>\n<p><strong>L\u2019utilizzo<\/strong>\u00a0di semi di chia negli alimenti in UE \u00e8 stato autorizzato a partire dal 2009, nel pane, nella misura massima del 5%. La Commissione europea ne ha poi gradualmente esteso l\u2019autorizzazione all\u2019impiego, nelle categorie di alimenti che seguono:<\/p>\n<p><strong>&#8211; prodotti da forno<\/strong>, cereali da colazione, frutta, noci e\u00a0<em>mix\u00a0<\/em>di semi, fino al 10%, oppure in quanto tali. Con determinati limiti e un livello massimo di assunzione di 15 g\/die, da indicare in etichetta (a partire dal 2013),<\/p>\n<p><strong>&#8211; succhi di frutta\u00a0<\/strong>e bevande miscelate a base di frutta\/verdura, prodotti da spalmare a base di frutta, yogurt, posti pronti sterilizzati a base di cereali, pseudocereali e\/o legumi secchi (dal 2017). Ancora, con limiti d\u2019impiego e obbligo di indicare la soglia dei 15 g giornalieri. (5)<\/p>\n<p><strong>L\u2019Autorit\u00e0 europea<\/strong>\u00a0per la sicurezza alimentare (EFSA), il 14.3.19, pubblicava una valutazione in merito all\u2019esposizione alimentare complessiva a questo \u2018nuovo alimento\u2019. (6)\u00a0Rilevando la sicurezza del suo consumo, senza bisogno di mantenere i livelli massimi d\u2019utilizzo. (7) L\u2019Autorit\u00e0 ha peraltro rinviato la propria valutazione circa gli alimenti che richiedono un trattamento termico a temperatura\u00a0&gt;120 \u00b0C, onde valutare la possibile formazione di acrilammide. (8)<\/p>\n<h1>Semi di chia nei prodotti alimentari, le regole in vigore<\/h1>\n<p><strong>Il regolamento (UE) 2020\/24<\/strong>\u00a0ha infine ampliato l\u2019autorizzazione all\u2019impiego dei semi di chia, eliminando le previsioni relative ai quantitativi massimi d\u2019uso e il corrispondente obbligo di indicare un livello di assunzione massima giornaliera in etichetta. E dunque:<\/p>\n<p><strong>&#8211; i limiti<\/strong>\u00a0gi\u00e0 previsti permangono soltanto sui prodotti a base di cereali generalmente sottoposti a trattamenti termici superiori ai 120 \u00b0C: 5% massimo di semi di chia sui prodotti di panetteria e 10% su prodotti da forno, cereali per la prima colazione, pasti pronti sterilizzati a base di cereali, pseudocereali e\/o legumi secchi,<\/p>\n<p><strong>&#8211; nessun limite<\/strong>\u00a0su semi di chia preimballati ovvero inseriti in frutta, noci e miscele di semi, dolciumi (incluso il cioccolato, esclusi i chewing-gum), prodotti lattiero-caseari (yogurt incluso) e prodotti sostitutivi, ghiacci alimentari, ortofrutta (incluse creme da spalmare a base di frutta, composte con o senza cereali, preparati di frutta, dessert a base di frutta, frutta mista con latte di cocco), bevande analcoliche, budini (non sottoposti a temperature\u00a0&gt;120 \u00b0C),<\/p>\n<p><strong>&#8211; la denominazione legale\u00a0<\/strong>da riferire in etichetta \u00e8 \u2018Semi di chia (<em>Salvia hispanica<\/em>)\u2019. (9)<\/p>\n<p><em>Dario Dongo<\/em> e <em>Giulia Torre<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>(1) V. Maria Herminia Ferrari Felisberto et al. (2015).\u00a0<em>Use of chia (Salvia hispanica L.) mucilage gel to reduce fat in pound cakes.<\/em> Elsevier, LWT- Food science and technology, 2015, 63 2, 1049:1055.\u00a0<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.lwt.2015.03.114\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.lwt.2015.03.114<\/a><\/p>\n<p>(2) V. A.M. Jamshidi et al. (2019).\u00a0<em>Chia (Salvia hispanica L.) as a novel forage and feed source: a review<\/em>. Italian\u00a0Journal of Agronomy 2019, volume 14:1297. doi : 10.4081\/ija.2019.1297<\/p>\n<p>(3) V. B. Kulczynski et al. (2019). <em>The chemical composition and nutritional value of Chia Seeds \u2013 current State of knowledge. <\/em>Nutriens<em>,<\/em> 2019, 11 1242. doi: 10.3390\/nu11061242<\/p>\n<p>(4) V.Zettel, B. Hitzmann. (2018).\u00a0<em>Applications of chia (Salvia hispanica L.) in food products.\u00a0<\/em>Trends in Food Science &amp; Technology, vol. 80 2018, 43:50.\u00a0https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.tifs.2018.07.011<\/p>\n<p>(5) V. decisioni della Commissione europea 13.10.09 e 22.10.13, decisione di esecuzione (UE) 2017\/2354, reg. UE 2017\/2470<\/p>\n<p>(6) EFSA. (2019). <em>A\u00a0Safety of chia seeds (Salvia hispanica L.) as a novel food for extended uses pursuant to Regulation (EU) 2015\/2283<\/em>. EFSA Journal 2019;17(4):5657.\u00a0https:\/\/doi.org\/10.2903\/j.efsa.2019.5657<\/p>\n<p>(7) L\u2019EFSA ha indicato due segnalazioni di reazioni allergiche al consumo di semi di chia a reazioni allergiche. L\u2019episodicit\u00e0 e irrilevanza statistica rispetto al consumo diffuso in UE ha peraltro indotto la Commissione a non prescrivere informazioni obbligatorie specifiche a tale riguardo.<\/p>\n<p>(8) V.\u00a0https:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/consultations\/call\/call-data-relevant-safety-assessment-heat-treated-chia-seeds<\/p>\n<p>(9) Cfr.\u00a0reg. UE 2020\/24,\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/reg.-UE-2020_24-1.pdf\">Allegato<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I\u00a0semi di chia\u00a0&#8211;\u00a0superfood\u00a0che risalgono alle civilt\u00e0 precolombiane &#8211; ricevono finalmente il via libera da Bruxelles, senza pi\u00f9 bisogno di riferire \u2018livelli massimi di assunzione\u2019. Salvo mantenere alcuni limiti di utilizzo su alimenti a base di cereali soggetti a cottura, in attesa di ulteriori valutazioni di Efsa, ai sensi del regolamento sui\u00a0Novel Food. 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