{"id":60749,"date":"2022-03-07T11:15:22","date_gmt":"2022-03-07T10:15:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/?p=60749"},"modified":"2025-09-19T10:53:21","modified_gmt":"2025-09-19T08:53:21","slug":"legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/","title":{"rendered":"Legge italiana sul bio, pi\u00f9 ombre che luci. Intervista a Roberto Pinton"},"content":{"rendered":"<p>La legge italiana sul bio, approvata al Senato il 2.3.22, viene acclamata dai soliti noti come un grande traguardo. La stampa generalista si \u00e8 limitata a riferire la\u00a0<em>querelle<\/em> sul metodo biodinamico, che riguarda a malapena lo 0,3% degli operatori certificati.<\/p>\n<p>Si trascura invece la violazione dei diritti umani fondamentali\u00a0degli agricoltori, costretti per legge a subire le decisioni e addirittura le gabelle che Coldiretti potr\u00e0 imporre anche ai non associati. Fino a quando le malefatte italiche non verranno censurate in UE. (1)<\/p>\n<p>Ne parliamo con l\u2019amico Roberto Pinton, per decenni dirigente di organizzazioni biologiche nazionali, ora impegnato a livello internazionale, il quale annota come \u2018<em>la normativa presenta aspetti dubbi<\/em>\u2019.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_87_1 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-light-blue ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Table of Contents<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Agricoltura_biologica_non_e_piu_unattivita_economica_di_interesse_nazionale\" >Agricoltura biologica, non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019attivit\u00e0 economica di interesse nazionale?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#E_possibile_introdurre_e_finanziare_un_marchio_per_il_biologico_italiano\" >\u00c8 possibile introdurre e finanziare un marchio per il biologico italiano?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#E_necessario_formare_i_tecnici_sul_metodo_biologico_come_previsto_nel_ddl\" >\u00c8 necessario formare i tecnici sul metodo biologico, come previsto nel ddl?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Come_funziona_la_rappresentanza_degli_operatori_certificati_biologici\" >Come funziona la rappresentanza degli operatori certificati biologici?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Confagricoltura_tifa_per_gli_OGM_Coldiretti_per_i_mercati_Campagna_Amica_con_pesticidi_Ora_sono_tutti_amici_del_bio\" >Confagricoltura tifa per gli OGM, Coldiretti per i mercati Campagna Amica con pesticidi. Ora sono tutti amici del bio?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Cosa_succedera_alle_organizzazioni_da_sempre_impegnate_nel_biologico\" >Cosa succeder\u00e0 alle organizzazioni da sempre impegnate nel biologico?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Che_ruolo_hanno_avuto_i_veri_rappresentanti_del_settore_bio_nellapprovazione_del_ddl\" >Che ruolo hanno avuto i veri rappresentanti del settore bio nell\u2019approvazione del ddl?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Manca_una_base_rappresentativa_dei_produttori\" >Manca una base rappresentativa dei produttori<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/legge-italiana-sul-bio-piu-ombre-che-luci-intervista-a-roberto-pinton\/#Note\" >Note<\/a><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Agricoltura_biologica_non_e_piu_unattivita_economica_di_interesse_nazionale\"><\/span>Agricoltura biologica, non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019attivit\u00e0 economica di interesse nazionale?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><em>\u2018Il testo originale del ddl indicava l\u2019agricoltura biologica come un\u2019attivit\u00e0 d\u2019interesse nazionale con funzione sociale e ambientale. (2) Ma 13 membri della commissione Agricoltura &#8211; con\u00a07 emendamenti distinti, ma identici fino alle virgole, evidentemente sotto dettatura &#8211;\u00a0hanno declassato l\u2019agricoltura bio al livello di declinazione produttiva, come allevare conigli o coltivare il cavolo cappuccio.\u2019<\/em><\/p>\n<p><strong>L\u2019<em>establishment<\/em> agroalimentare<\/strong> non poteva tollerare che il sistema di agricoltura meglio regolato e controllato &#8211;\u00a0a garanzia della salute e remunerazione degli stessi agricoltori, oltrech\u00e9 di salute pubblica, benessere animale ed ecosistemi, in linea con i <em>Sustainable Development Goals<\/em> (SDGs) &#8211; e con la strategia europea <em>Farm to Fork<\/em> ricevesse questo riconoscimento. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"E_possibile_introdurre_e_finanziare_un_marchio_per_il_biologico_italiano\"><\/span>\u00c8 possibile introdurre e finanziare un marchio per il biologico italiano?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><em>\u2018La previsione di un marchio del biologico italiano denota una preoccupante ignoranza del diritto europeo da parte dei deputati e senatori, ma anche di chi ora leva i calici per la novit\u00e0. Il marchio non servirebbe ad aumentare la trasparenza verso i consumatori: per tutti i prodotti biologici \u00e8 gi\u00e0 indicata in etichetta l\u2019origine delle materie prime agricole. La sua funzione, come evidenziano i commenti entusiastici \u00e8 quella di favorire prodotti nazionali a scapito di quelli provenienti da altri Stati membri, il che cozza con il Trattato dell\u2019Unione europea e con decenni di politiche unionali. <\/em><\/p>\n<p><em>Segni identificativi della sola origine territoriale, disgiunti da una riscontrata diversit\u00e0 delle qualit\u00e0 materiali del prodotto contrastano con le regole del libero scambio tra Stati membri. Ogni sostegno pubblico a un marchio nazionale che fosse concesso in funzione dell&#8217;origine della materia prima o della sede del produttore costituirebbe aiuto di Stato, vietato. E per l\u2019Italia, maggior esportatore di prodotti biologici della UE, \u00e8 un bene che sia cos\u00ec, le politiche protezionistiche ci fanno male&#8217; .<\/em><\/p>\n<p><strong>I marchi bio nazionali<\/strong> possono venire proposti a Bruxelles solo se si \u00e8 in grado di dimostrare l\u2019esistenza di una distinzione qualitativa dei prodotti, com\u2019\u00e8 il caso di DOP e IGP, non basta la provenienza: la Commissione europea boccer\u00e0 il marchio del biologico italiano. (3)<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"E_necessario_formare_i_tecnici_sul_metodo_biologico_come_previsto_nel_ddl\"><\/span>\u00c8 necessario formare i tecnici sul metodo biologico, come previsto nel ddl?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><em>\u2018La nuova legge dispone che lo Stato promuova la formazione di figure specializzate nel metodo biologico attraverso la possibilit\u00e0 di attivare corsi di laurea. Si tratta di una previsione inutile: Costituzione e leggi gi\u00e0 riconoscono a universit\u00e0 e accademie autonomia funzionale, didattica e scientifica. In parole povere gi\u00e0 adesso un ateneo \u00e8 libero di attivare corsi di laurea o master in agricoltura biologica e lo Stato non potrebbe certo impedirlo. Lo fanno gi\u00e0, per esempio, l&#8217;universit\u00e0 di Bologna e l\u2019universit\u00e0 di Parma con un master, a titolo congiunto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 invece necessario non solo genericamernte \u2018promuovere\u2019, ma sostenere davvero, anche economicamente, questi corsi, cos\u00ec come inserire l\u2019agricoltura biologica nei programmi d\u2019insegnamento degli istituti tecnici agrari. Entro il 2030 il 25% dei suoli agricoli dovr\u00e0 essere biologico ed \u00e8 fondamentale\u00a0 preoccuparsi della formazione scolastica, per scongiurare il rischio di trovarsi tra pochi anni con un quarto dell\u2019agricoltura italiana senza tecnici preparati. \u00c8 del tutto insufficiente limitarsi a prevedere percorsi per l\u2019aggiornamento dei docenti degli istituti tecnici agrari senza mettere mano all\u2019offerta didattica&#8217;.<\/em><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_funziona_la_rappresentanza_degli_operatori_certificati_biologici\"><\/span>Come funziona la rappresentanza degli operatori certificati biologici?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><em>&#8216;La legge istituisce il Tavolo tecnico per la produzione biologica, composto anche da un rappresentante della cooperazione agricola, da quattro rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole a vocazione generale, da un rappresentante per ciascuna delle associazioni maggiormente rappresentative nell\u2019ambito della produzione biologica.<\/em><\/p>\n<p><em>Il criterio di calcolo della rappresentanza \u00e8 vago: si considerano maggiormente rappresentative le associazioni i cui aderenti gestiscano almeno il 20 per cento dell\u2019economia del settore. L\u2019unico aspetto sicuro \u00e8 che non potranno essere pi\u00f9 di cinque a livello nazionale. Ma non c\u2019\u00e8 una rilevazione del valore di mercato dei cereali piuttosto che dell\u2019olio o delle uova, ci son solo stime prudenti, e attribuire la rappresentanza sulla base di stime e delle dichiarazioni del richiedente non \u00e8 il massimo. Vedremo cosa indicheranno i successivi decreti del ministero delle Politiche agricole, senza i quali non ci saranno accordi quadro, organizzazioni interprofessionali, ma nemmeno il Tavolo tecnico per la produzione biologica&#8217;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ma la conclusione della selezione \u00e8 prevedibile. (4)\u00a0Nel tavolo tecnico che deve discutere le politiche, i criteri, gli incentivi, la rappresentanza verr\u00e0 concentrata nelle mani delle organizzazioni agricole convenzionali, mai pi\u00f9 di tanto vocate per il biologico.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Confagricoltura_tifa_per_gli_OGM_Coldiretti_per_i_mercati_Campagna_Amica_con_pesticidi_Ora_sono_tutti_amici_del_bio\"><\/span>Confagricoltura tifa per gli OGM, Coldiretti per i mercati Campagna Amica con pesticidi. Ora sono tutti amici del bio?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><em>\u2018La quasi totalit\u00e0 delle aziende agricole aderisce a un\u2019organizzazione generalista, al cui interno, tuttavia, quelle biologiche costituiscono ancora una minoranza. L\u2019atteggiamento delle organizzazioni generaliste, ma direi di tutto l\u2019establishment agricolo nei confronti del movimento biologico \u00e8 stato per anni quantomeno molto cauto: se il 90% dei tuoi aderenti pratica agricoltura convenzionale, a questi pensi per primi.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019atteggiamento delle organizzazioni generaliste \u00e8 migliorato, ma \u00e8 dura abbandonare la comfort zone del \u201cma si \u00e8 sempre fatto cosi\u201d e modelli organizzativi ormai stratificati. Anche di recente, la loro rappresentanza europea Copa-Cogeca si \u00e8 impegnata, fortunatamente invano, per smontare la strategia europea Farm to Fork e restringere lo spazio dell\u2019agricoltura biologica, di concerto con le lobby di OGM, pesticidi e antibiotici\u2019.<\/em> (5)<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della diplomazia, potremmo tradurre che le organizzazioni generaliste, dopo avere remato contro per molti anni si preparano oggi ad assumere il controllo di un settore che inizia a presentarsi come fonte di opportunit\u00e0 economiche e di rappresentanza, quindi di potere.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cosa_succedera_alle_organizzazioni_da_sempre_impegnate_nel_biologico\"><\/span>Cosa succeder\u00e0 alle organizzazioni da sempre impegnate nel biologico?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>Rete Humus<\/strong>, la rete sociale promossa da una dozzina di organizzazioni di base &#8216;storiche&#8217; che operano nell\u2019agricoltura biologica italiana, ha espresso preoccupazione. La nuova legge prevede il riconoscimento delle organizzazioni interprofessionali, che rappresentino almeno il 30% del valore della produzione nazionale, oppure di singoli prodotti o gruppi di prodotti. Questa soglia sale al\u00a040%\u00a0per le organizzazioni regionali o interregionali, ma a condizione che coprano almeno il\u00a025%\u00a0del valore a livello nazionale: impossibile, nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>In sostanza, denunciano i pionieri, <strong>le organizzazioni locali dei produttori<\/strong>, quelle generalmente pi\u00f9 attente allo sviluppo rurale e territoriale e ai sistemi distributivi locali a filiera corta <strong>sarebbero estromesse dalla rappresentanza<\/strong>, che rimarrebbe affare di qualche <em>big<\/em>.<\/p>\n<p>Alle organizzazioni interprofessionali la nuova legge attribuisce <strong>competenze non di poco conto<\/strong>, tra cui la programmazione delle produzioni e l\u2019istituzione di fondi finanziari alimentati da contributi obbligatori sia per gli operatori aderenti che per quelli non associati, con sanzioni fino a 50mila euro per l\u2019agricoltore che non intendesse versarli. A operare come agente della riscossione per conto di un privato, la legge incarica l\u2019Ispettorato centrale della tutela della qualit\u00e0 e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero.<\/p>\n<p>Le associazioni di categoria pi\u00f9 rappresentative a livello nazionale possono stipulare <strong>accordi<\/strong> quadro con l\u2019industria di trasformazione e con la distribuzione che prevedano il pagamento dei prodotti a <strong>prezzi pari almeno ai costi medi di produzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Sembrerebbe suonare bene, ma non ha <strong>nulla a che fare con il concetto di giusto prezzo<\/strong>: un conto \u00e8 prevedere che i produttori agricoli conseguano un\u00a0reddito dignitoso per s\u00e9 e le loro famiglie, un conto \u00e8 ritenere sufficiente il &#8216;coprire i costi&#8217;, svilendone il ruolo e ritenendo corretto che debbano lavorare per niente, soddisfatti di chiudere il bilancio in pareggio, senza utili da poter investire per migliorare produzione, condizioni di lavoro e di vita.<\/p>\n<p>Il fatto che l\u2019organizzazione interprofessionale possa chiedere al ministero che i contributi obbligatori imposti agli agricoltori aderenti per il conseguimento dei suoi fini istituzionali vengano estesi anche a quelli non aderenti <strong>calpesta il diritto costituzionale alla libert\u00e0 di associazione<\/strong>.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Che_ruolo_hanno_avuto_i_veri_rappresentanti_del_settore_bio_nellapprovazione_del_ddl\"><\/span>Che ruolo hanno avuto i veri rappresentanti del settore bio nell\u2019approvazione del ddl?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>Susanna Cenni<\/strong>, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, responsabile Agricoltura del Pd e prima firmataria di una delle proposte di legge fa poca fatica ad ammettere che il testo, il cui iter si \u00e8 trascinato per 13 anni, \u00e8 stato frutto di faticose mediazioni per fondere una dozzina di progetti proposti da diverse parti politiche.<\/p>\n<p><strong>Pur di ottenere l\u2019approvazione<\/strong> del testo, le organizzazioni biologiche han fatto buon viso a cattivo gioco e ora devono esprimere soddisfazione per un testo che presenta notevoli criticit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La linea del Piave<\/strong> che hanno scelto \u00e8 stata la difesa dell\u2019agricoltura biodinamica (che, al di l\u00e0 di alcune pratiche esoteriche,\u00a0 \u00e8 comunque certificata biologica, esprime passione e s\u2019impegna in prassi ambientali, alla salvaguardia della biodiversit\u00e0 e alla tutela dell\u2019ecosistema).<\/p>\n<p><strong>Il loro <em>pressing<\/em><\/strong> fino all\u2019ultima ora verso i capigruppo in Parlamento non \u00e8 servito: un cenno di dissenso da parte del presidente della Repubblica ha messo in riga tutte le forze politiche che pure avevano resistito all\u2019accanita ostinazione della senatrice Elena Cattaneo per affossare prima la legge nel suo complesso, poi ogni riferimento al metodo biodinamico.<\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Manca_una_base_rappresentativa_dei_produttori\"><\/span>Manca una base rappresentativa dei produttori<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p><strong>L\u2019associazionismo biologico<\/strong> esiste dagli anni \u201970 e ha cominciato a darsi una stabile organizzazione negli anni \u201980, prima del regolamento CEE 2092\/1991.<\/p>\n<p>Aspetto curioso \u00e8 che proprio a un <strong>uomo di Coldiretti<\/strong> si devono i primi informali stati generali del biologico.<\/p>\n<p><strong>A gennaio 1988<\/strong> Giovanni Zarro, sottosegretario alle Politiche agricole (dal 1987 al 1989) eman\u00f2 una circolare in cui invitava i propri uffici periferici a <strong>intervenire contro gli &#8216;<em>alimenti definiti \u00abbiologici\u00bb&#8217;<\/em><\/strong>, a &#8216;<em>contrastare tali infrazioni ed adottare i provvedimenti necessari<\/em>&#8216;, il che si tradusse in sequestri cautelativi di gran parte della merce presente negli scaffali dei negozi di alimentazione naturale di tutta Italia.<\/p>\n<p>&#8216;<em>Ci siamo sentiti trattati alla stregua di <strong>delinquenti o spacciatori<\/strong> della peggior specie<\/em>&#8216;, dichiar\u00f2 il gestore del negozio Naturalmente di Scordia, a 40 km da Catania.<\/p>\n<p><strong>In quell\u2019emergenza<\/strong>, senza e-mail e cellulari, si autoconvocarono le prime riunioni nazionali del settore che decise di darsi forme di organizzazione per contrastare quell\u2019attacco. (6)<\/p>\n<p>Da allora, le organizzazioni sono cresciute e <strong>rimangono l\u2019unico riferimento qualificato<\/strong>. Tuttavia, 40 anni non sono bastati a darsi un\u2019organizzazione effettiva nei territori, rischiando di dover a cedere il passo ai soliti noti quando si tratta di dimostrare di essere una base reale rappresentativa dei produttori e non il volonteroso salotto buono.<\/p>\n<p><strong>Lo stesso settore produttivo<\/strong> (pensiamo alla grande industria e ai suoi <em>brand<\/em> biologici, ma non solo) ha un profilo per molti versi distante dalla filosofia che animava l\u2019agricoltura biologica originaria. E tuttavia, anche queste imprese devono essere rappresentate. Viceversa, si rimane a dire le cose giuste, ma nella posizione della mosca bianca.<\/p>\n<p><strong>E per la rappresentanza<\/strong>, al di l\u00e0 delle tessere che ognuno pu\u00f2 avere in tasca, bisogna chiedere a tutti cosa ne pensano. \u00c8 il \u2018difetto\u2019 della democrazia.\u2019<\/p>\n<p>#VanghePulite<\/p>\n<p><em>Marta Strinati e Dario Dongo<\/em><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Note\"><\/span>Note<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>(1)\u00a0Dario Dongo.\u00a0<em>Biologico italiano, il disegno\u00a0di\u00a0legge su misura di Coldiretti\u00a0in\u00a0voto\u00a0al\u00a0Senato. #VanghePulite.<\/em> GIFT (<em>Great Italian Food Trade<\/em>). 18.5.21,\u00a0https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/idee\/biologico-italiano-il-disegno-di-legge-su-misura-di-coldiretti-in-voto-al-senato-vanghepulite<\/p>\n<p>(2) Il testo originario del ddl recitava: \u2018<em>La produzione biologica \u00e8 attivit\u00e0 di interesse nazionale con funzione sociale e ambientale, in quanto settore economico basato prioritariamente sulla qualit\u00e0 dei prodotti, sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale, sulla tutela dell\u2019ambiente e dell\u2019ecosistema e sulla salvaguardia della biodiversit\u00e0, che concorre alla tutela della salute e al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell\u2019intensit\u00e0 delle emissioni di gas a effetto serra stabiliti dall\u2019articolo 7-bis, paragrafo 2, della direttiva 98\/70\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 1998, e fornisce in tale ambito appositi servizi eco-sistemici, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi dell\u2019Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, nel rispetto dei vincoli derivanti dall\u2019ordinamento dell\u2019Unione europea e delle competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Lo Stato favorisce e promuove ogni iniziativa volta all\u2019incremento delle superfici agricole condotte con il metodo biologico, anche attraverso interventi volti a incentivare la costituzione di organismi, punti e piattaforme di aggregazione del prodotto e di filiere biologiche<\/em>\u2019.<\/p>\n<p>(3) Sul marchio, v. http:\/\/dspace.crea.gov.it\/bitstream\/inea\/385\/1\/1359.pdf , pag. 190 e seguenti<\/p>\n<p>(4)\u00a0La legge impone di avere il 30% del valore della produzione nazionale per essere riconosciuto a livello nazionale. Chi opera a livello regionale o pluriregionale deve avere almeno il 40% (di pi\u00f9, per ostacolare le organizzazioni locali potenzialmente pi\u00f9 autonome), con l&#8217;ulteriore sbarramento di dover rappresentare comunque almeno il 25% del valore nazionale. In questo modo un&#8217;associazione di produttori della Basilicata, anche se avesse il 70% della produzione regionale, non potrebbe essere riconosciuta, perch\u00e9 non ha almeno il 25% della produzione nazionale. In linea teorica, potrebbero esserci 20 associazioni regionali, ciascuna con il 50% del mercato regionale, ma non almeno il 25% della produzione nazionale: nessuna potrebbe essere riconosciuta, mentre lo sarebbe chi a livello nazionale ha il 30% e in nessuna regione \u00e8 maggioritaria. Serve a escludere i &#8220;piccoli&#8221; e a dare lo scettro alle organizzazioni agricole nazionali. E anzi anche meno, poich\u00e9 si riferisce a organizzazioni interprofessionali ove partecipano anche trasformatori e\/o commercianti e basta che il totale (non solo la quota Coldiretti) sia 30%.<\/p>\n<p>Sul numero di soci delle organizzazioni agricole \u00e8 opportuno ricordare l\u2019usanza di gonfiare i numeri. Le tre organizzazioni agricole vantano 2,5 milioni di soci. Ma gli agricoltori italiani attivi, con partita Iva, sono molto meno di un milione. L\u2019ammanco \u00e8 dovuto alle attivit\u00e0 di patronato sindacale. Molti loro soci non partecipano affatto alle attivit\u00e0 agricole o correlate, ma aderiscono per ottenere a prezzo scontato servizi come la dichiarazione dei redditi, le pratiche di pensione, <em>etc<\/em>. Trattandosi di organizzazioni private non sono obbligate a certificare i soci, ma sicuramente vi afferiscono intere famiglie, pensionati agricoli, contribuenti completamente estranei al mondo agricolo. Si tratta di un sistema di affiliazione improprio, che gonfia l\u2019organico a dismisura e attribuisce rendite di posizione infondate<\/p>\n<p>(5)\u00a0Dario Dongo, Marta Strinati.\u00a0<em>PAC post 2020, ambiente e salute a rischio. Appello al Parlamento UE<\/em>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade<\/em>). 16.10.20,\u00a0https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/consum-attori\/pac-post-2020-ambiente-e-salute-a-rischio-appello-al-parlamento-ue<\/p>\n<p>(6) Il sottosegretario alle Politiche agricole Giovanni Zarro, DC, eman\u00f2 la circolare n.1 del 16.1.88 \u2018<em>con la quale si stabilisce di non consentire la vendita di \u00abprodotti alimentari di origine vegetale e animale\u00bb con la dicitura di \u00abprodotti biologici\u00bb in quanto \u00abtracce di inquinamento possono per via indiretta residuare in tali prodotti a causa di possibile inquinamento del terreno, dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua\u00bb e che, a seguito di tale circolare, alcuni operatori sono stati multati o hanno sub\u00ecto il sequestro dei prodotti<\/em>\u2019. V. resoconto stenografico della interrogazione presentata alla 84a seduta pubblica in Senato il 24.2.88 (pagine 58-59). <a href=\"https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/318308.pdf\">https:\/\/www.senato.it\/service\/PDF\/PDFServer\/BGT\/318308.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La legge italiana sul bio, approvata al Senato il 2.3.22, viene acclamata dai soliti noti come un grande traguardo. La stampa generalista si \u00e8 limitata a riferire la\u00a0querelle sul metodo biodinamico, che riguarda a malapena lo 0,3% degli operatori certificati. 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