{"id":71503,"date":"2023-04-03T15:22:33","date_gmt":"2023-04-03T13:22:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/?p=71503"},"modified":"2025-04-19T13:38:03","modified_gmt":"2025-04-19T11:38:03","slug":"eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/","title":{"rendered":"Eritritolo, il dolcificante sotto accusa. Un po&#8217; di chiarezza"},"content":{"rendered":"<p>Recenti notizie di stampa fanno apparire l\u2019eritritolo come un pericoloso ingrediente. All&#8217;origine dell&#8217;allarmismo vi \u00e8 una pubblicazione apparsa nel febbraio 2023 sulla rivista <em>Nature Medicine<\/em>, dal titolo &#8216;<em>The artificial sweetener erythritol and cardiovascular event risk<\/em>&#8216;, (1) nella quale il diffusissimo dolcificante, utilizzato abbondantemente sia come ingrediente che nelle diete chetogeniche, viene accusato di essere responsabile di attacchi cardiaci.<\/p>\n<p>Prima di gettare tutto l\u2019eritritolo conservato in casa, analizziamo meglio l\u2019articolo spiegando poi come tale studio e\u0300 stato effettuato e quali limiti evidenzia.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_86 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-light-blue ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Table of Contents<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Cose_leritritolo\" >Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;eritritolo?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Lo_studio_di_Nature_Medicine\" >Lo studio di Nature Medicine<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Lobiettivo_della_ricerca\" >L&#8217;obiettivo della ricerca<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#8_volontari_sani\" >8 volontari sani<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#I_limiti_dello_studio\" >I limiti dello studio<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Il_fascino_pericoloso_degli_studi_correlazionali\" >Il fascino pericoloso degli studi correlazionali<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Come_rimanere_in_zona_%E2%80%98sicurezza_scientifica\" >Come rimanere in zona &#8216;sicurezza scientifica&#8217;<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#I_limiti_dichiarati_dagli_stessi_ricercatori\" >I limiti dichiarati dagli stessi ricercatori<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Causa_o_effetto\" >Causa o effetto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-10\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Le_ricerche_sulleritritolo\" >Le ricerche sull&#8217;eritritolo<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-11\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#PS_Cose_uno_studio_correlazionale\" >P.S. Cos&#8217;\u00e8 uno studio correlazionale?<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-12\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/eritritolo-il-dolcificante-sotto-accusa-un-po-di-chiarezza\/#Bibliografia\" >Bibliografia<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Cose_leritritolo\"><\/span>Cos&#8217;\u00e8 l&#8217;eritritolo?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>L&#8217;eritritolo<\/strong> e\u0300 un poliolo a quattro atomi di carbonio (formula C4H10O4) che si trova naturalmente in frutta, verdura oltre che in cibi e bevande fermentati. (2)<\/p>\n<p><strong>A causa del suo potere calorico nullo<\/strong> e l\u2019indice glicemico e insulinemico irrilevanti, viene da molto tempo utilizzato come valido sostituto dello zucchero.<\/p>\n<p><strong>Ampiamente studiato<\/strong> dal punto di vista tossicologico e di sicurezza, l&#8217;eritritolo e\u0300 generalmente riconosciuto come sicuro (GRAS) dalla <em>Food and Drug Administration<\/em> (FDA) (3) cosi\u0300 come in Europa per l&#8217;uso previsto negli alimenti (4).<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lo_studio_di_Nature_Medicine\"><\/span>Lo studio di <em>Nature Medicine<\/em><span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><b>Lo studio<\/b>\u00a0pubblicato su\u00a0<em>Nature Medicine<\/em>\u00a0sin dal titolo descrive l\u2019eritritolo come un dolcificante &#8216;artificiale&#8217;, insistendo su questo punto in tutto l\u2019articolo. Questo approccio fa sembrare quasi che ci sia l\u2019intenzione, sin da subito, di voler mettere sullo stesso piano polioli ottenuti dalla fermentazione della frutta e dolcificanti intensivi totalmente artificiali (es. aspartame, neotame, acesulfame K, <em>etc<\/em>.).<\/p>\n<p><strong>Andando avanti<\/strong> nella loro trattazione, gli autori iniziano ad argomentare la loro immagine ancora piu\u0300 negativa dell&#8217;eritritolo, citando ad esempio un piccolo studio prospettico effettuato su alcune matricole universitarie in cui si mettevano in correlazione i livelli di eritritolo nel sangue con l\u2019aumento del peso corporeo. (5)<\/p>\n<p><strong>Ma lo studio<\/strong> di <em>Nature<\/em> indica qualcosa di ancor piu\u0300 pericoloso: &#8216;<em>i risultati confermano che i livelli circolanti di eritritolo sono associati al rischio di <strong>eventi cardiovascolari avversi<\/strong>, indipendentemente dai tradizionali fattori di rischio CVD (Cardio Vascular Disease)&#8217;<\/em>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Lobiettivo_della_ricerca\"><\/span>L&#8217;obiettivo della ricerca<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>L\u2019obiettivo<\/strong> della ricerca era trovare una correlazione tra sostanze chimiche o composti sconosciuti nel sangue e soggetti che potrebbero avere il rischio di infarto, ictus o morte nei tre anni successivi. Per fare cio\u0300, il <em>team<\/em> ha analizzato 1.157 campioni di sangue, raccolti tra il 2004 e il 2011, in soggetti a rischio di malattie cardiache. (6)<\/p>\n<p><strong>Per confermare i risultati<\/strong>, il <em>team<\/em> di ricercatori ha\u00a0testato un altro gruppo di campioni di sangue di oltre\u00a02.100 persone negli Stati Uniti e altri 833 campioni\u00a0raccolti dai colleghi in Europa fino al 2018 (7). E\u0300\u00a0importante notare che circa tre quarti dei<br \/>\npartecipanti, in tutte e tre le popolazioni, <strong>avevano malattie coronariche o pressione sanguigna alta<\/strong>, e circa un quinto aveva il <strong>diabete<\/strong>. Piu\u0300 del 50% erano soggetti di genere maschile tra i 60 e i 70 anni.<\/p>\n<p><strong>Proseguendo<\/strong> nello studio, i ricercatori hanno scoperto che, nelle tre le popolazioni, livelli piu\u0300 elevati di eritritolo erano correlati a un maggior rischio di infarto, ictus o morte entro i successivi 3 anni.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"8_volontari_sani\"><\/span>8 volontari sani<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Nella parte finale<\/strong>, lo studio ha voluto esaminare otto volontari sani (si\u0300, ben 8 volontari in otto anni di studio) a cui e\u0300 stata somministrata una bevanda contenente 30 grammi di eritritolo. La quantita\u0300, secondo i ricercatori (che per\u00f2 non indicano la fonte di questo dato), contenuta in una pinta (circa mezzo litro) di gelato chetogenico.<\/p>\n<p><strong>In essi sono stati monitorati due valori<\/strong>: livelli ematici (millimolari) di eritritolo e rischio di coagulazione. I risultati affermano che 30 grammi di eritritolo facevano salire di mille volte i livelli ematici di eritritolo, rimanendo elevati per i successivi due o tre giorni e al di sopra della soglia necessaria per innescare e aumentare il rischio di coagulazione. A supporto di cio\u0300 gli autori riferiscono che, in vitro, l&#8217;aggiunta di eritritolo a un plasma ematico ricco di piastrine aumenta l&#8217;aggregazione di esse in risposta all&#8217;ADP (adenosina difosfato).<\/p>\n<p><strong>Costruito lo studio<\/strong> in questo modo, il <em>team<\/em> di ricercatori aveva essenzialmente tutti gli elementi per un titolo di articolo estremamente virale, su un argomento di grande attualita\u0300, dato che si parla molto di riduzione dello zucchero nella dieta e sua sostituzione con i dolcificanti.<\/p>\n<p><strong>Su questa nota<\/strong>, alla fine dell\u2019articolo, leggiamo anche che molti studi epidemiologici osservazionali riportano che l&#8217;uso di dolcificanti artificiali e\u0300 associato a vari esiti avversi per la salute, inclusa la mortalita\u0300 per malattie cardiovascolari, senza specificare pero\u0300 in alcun modo di quali dolcificanti artificiali si tratti (8). Dato che a rigor di scienza dovrebbe senza dubbio essere fornito. Un dato quindi mancante e di natura fondamentale, poiche\u0301 all\u2019interno della categoria &#8216;dolcificanti artificiali&#8217; troviamo una\u00a0grande variabilita\u0300 di molecole tra loro molto differenti e soprattutto dalle modalita\u0300 d\u2019uso (quantita\u0300, miscele&#8230;) tra loro differenti.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_limiti_dello_studio\"><\/span>I limiti dello studio<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>La prima riflessione<\/strong> da fare riguardo ai limiti della pubblicazione e\u0300 relativa al tipo di studio effettuato. Si tratta di una ricerca correlazionale, questo significa quindi che non e\u0300 basata sul principio fondamentale di causa-effetto.<\/p>\n<p><strong>Questo tipo<\/strong> di ricerche si concentra esclusivamente sul trovare e mettere in correlazione le osservazioni nella variabile Y, osservando e registrando la variabile X (vedi l\u2019approfondimento sugli studi correlazionali in fondo all\u2019articolo).<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_fascino_pericoloso_degli_studi_correlazionali\"><\/span>Il fascino pericoloso degli studi correlazionali<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Facendo un esempio pratico<\/strong>, nel grafico riportato qui sotto e\u0300 possibile rilevare una eccellente correlazione tra consumo di margarina pro-capite (causa) e il tasso di divorzio (effetto) nello stato del Maine nell\u2019arco di 10 lunghi anni. Incredibilmente le due curve sono identiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-71508 size-full\" src=\"http:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO.jpg\" alt=\"STUDIO ERITRITOLO\" width=\"1166\" height=\"586\" srcset=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO.jpg 1166w, https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO-1024x515.jpg 1024w, https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO-768x386.jpg 768w, https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO-150x75.jpg 150w, https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO-696x350.jpg 696w, https:\/\/www.foodtimes.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/GRAFICO-1068x537.jpg 1068w\" sizes=\"auto, (max-width: 1166px) 100vw, 1166px\" \/><\/p>\n<p><strong>Per la sua natura<\/strong> elementare (e paradossale se vogliamo), questa correlazione permette a tutti di capire in modo ovvio che non puo\u0300 esistere una relazione tra causa ed effetto.<\/p>\n<p><strong>Per essere credibile<\/strong> uno studio correlazionale deve necessariamente essere corredato da uno studio sperimentale causa-effetto in cui manipolando una variabile (causa) si misura l&#8217;effetto diretto e correlato sulla seconda variabile (effetto). Se questo non viene fatto, risultera\u0300 semplice affascinare i lettori con correlazioni che sembrano convincenti ma poi all\u2019atto pratico se la reale correlazione causa-effetto non viene fornita lo studio rischia di essere quanto meno fuorviante. L\u2019esempio della correlazione tra divorzi e consumo di margarina in Maine ne e\u0300 l\u2019esempio piu\u0300 illuminante.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Come_rimanere_in_zona_%E2%80%98sicurezza_scientifica\"><\/span>Come rimanere in zona &#8216;sicurezza scientifica&#8217;<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Gli stessi autori<\/strong> della ricerca costruiscono l\u2019articolo con un\u2019architettura &#8216;narrativa&#8217; molto efficace:<\/p>\n<p>1) la parte iniziale (titolo incluso) intrisa di negativita\u0300 sui dolcificanti,<\/p>\n<p>2) la parte successiva dedicata a descrivere l\u2019interessante e semplice studio correlazionale,<\/p>\n<p>3) la parte finale scientificamente ineccepibile, in cui finalmente si dichiara l\u2019assenza dello studio causa-effetto, affermando che, in base alla progettazione messa in campo, questo studio puo\u0300 solo mostrare un\u2019associazione e non la causalita\u0300, riconoscendo finalmente la possibilita\u0300 di confusione non modellata (ad esempio, dieta) che potrebbe aver direttamente o indirettamente influenzato i risultati da fattori che non sono stati affatto inclusi nei loro modelli sperimentali.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"I_limiti_dichiarati_dagli_stessi_ricercatori\"><\/span>I limiti dichiarati dagli stessi ricercatori<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Poiche\u0301 i pazienti<\/strong> arruolati mostravano gia\u0300 un&#8217;elevata prevalenza di patologie cardiovascolari e fattori di rischio tradizionali, inoltre, non e\u0300 realisticamente possibile determinare la traducibilita\u0300 dei risultati alla popolazione generale.<\/p>\n<p><strong>Nello studio<\/strong> si rilevano anche limitazioni all&#8217;interpretazione delle misurazioni effettuate in vitro. Storicamente, le misurazioni della funzione piastrinica in vitro si utilizzano per dimostrare gli effetti di farmaci che inibiscono la funzione piuttosto che migliorarla. Questo studio non ha misurato la funzione piastrinica nel sangue dei soggetti a seguito del consumo di eritritolo. Gli autori hanno infatti estrapolato i dati dalle loro misurazioni in vitro per prevedere gli effetti basati sui livelli ematici di eritritolo a seguito del consumo del dolcificante in un gruppo diverso di soggetti.<\/p>\n<p><strong>I risultati<\/strong> di questo studio sarebbero stati piu\u0300 convincenti se le misurazioni della funzione piastrinica fossero state effettuate su piastrine di soggetti dopo il consumo di eritritolo vs placebo, o meglio ancora misurando il numero di piastrine circolanti attivate mediante citometria a flusso. Ed anche questo non e\u0300 stato fatto.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Causa_o_effetto\"><\/span>Causa o effetto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Il limite<\/strong> piu\u0300 sottovalutato e\u0300 forse che l&#8217;eritritolo (che gli autori indicano come dolcificante artificiale) viene sintetizzato in modo endogeno dal glucosio attraverso la via del pentoso-fosfato (PPP) e che e\u0300 stato dimostrato che alti livelli di eritritolo ematici sono causati da alti livelli di glucosio e stress ossidativo (cosa che accade praticamente in tutti i soggetti affetti da metabolismo glucidico perturbato!), due fattori chiave nella patogenesi delle malattie cardiometaboliche [9]. In altre parole, sono gli alti livelli di glucosio e di stress ossidativo ad essere correlati alle CVD, mentre l\u2019eritritolo circolante e\u0300 solo una loro conseguenza.<\/p>\n<p><strong>Il dottor Oliver Jones<\/strong>, professore di chimica alla RMIT University di Victoria in Australia, ha affermato che qualsiasi rischio possibile (ancora non provato) di eccesso di livelli di eritritolo dovrebbe anche essere bilanciato con i reali rischi per la salute del consumo eccessivo di glucosio e ha sostenuto che &#8216;<em>poiche\u0301 le persone nello studio avevano gia\u0300 molti fattori di rischio cardiovascolare, non si puo\u0300 dimostrare che non si tratti di uno di questi altri fattori a causare un aumento del rischio di coagulazione<\/em>&#8216;. [8]<\/p>\n<p><strong>Ecco perche\u0301<\/strong> lo studio effettuato in questo modo non puo\u0300 assolutamente indicare la correlazione causa-effetto.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Le_ricerche_sulleritritolo\"><\/span>Le ricerche sull&#8217;eritritolo<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>L\u2019eritritolo<\/strong> e\u0300 un ingrediente studiato sin dal 1935. Da quella data si sono susseguite tantissime pubblicazioni scientifiche effettuate da moltissime Universita\u0300 e gruppi di ricercatori mondiali sul suo uso e gli effetti benefici riscontrati utilizzandolo nella dieta.<\/p>\n<p>Piu\u0300 esattamente sono piu\u0300 di 2.500 gli articoli pubblicati su riviste scientifiche di nazionalita\u0300, taglio e autorevolezza diversi. Specificato questo, esistono diverse ricerche sull\u2019eritritolo e sui suoi effetti benefici, tra cui<\/p>\n<ul>\n<li>\u00e8 stato dimostrato che l&#8217;eritritolo non influenza le concentrazioni di glucosio e di insulina e sembra avere effetti protettivi sulla funzione endoteliale nei pazienti con DMT2, (10, 11, 12)<\/li>\n<li>uno studio effettuato su 24 diabetici di tipo 2, che consumano 36 grammi di eritritolo al giorno per 4 settimane, conclude che &#8216;<em>L&#8217;eritritolo in acuto ha migliorato la funzione endoteliale misurata mediante tonometria arteriosa periferica della punta delle dita. L&#8217;eritritolo cronico ha ridotto la pressione del polso centrale e tendeva a diminuire la velocita\u0300 dell&#8217;onda del polso carotido-femorale. Pertanto, il consumo di eritritolo ha migliorato nettamente la funzione endoteliale dei piccoli vasi e il trattamento cronico ha ridotto la rigidita\u0300 dell&#8217;aorta centrale&#8217;<\/em>. In altre parole, ha migliorato la pressione sanguigna che aiuta a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari, (13)<\/li>\n<li>un recente studio ha dimostrato che le concentrazioni di grelina vengono soppresse in seguito alla somministrazione orale di eritritolo in soggetti sani, (14)<\/li>\n<li>uno studio pilota ha documentato che l&#8217;ingestione acuta di eritritolo non influenza le concentrazioni di lipidi nel sangue ne\u0301 di acidi urici, (15)<\/li>\n<li>l&#8217;eritritolo puo\u0300 avere anche altri effetti benefici, ad esempio puo\u0300 agire come antiossidante [16] e puo\u0300 migliorare la salute dentale negli esseri umani. (17)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Detto questo, avendo analizzato come lo studio sia stato condotto ed osservando quante pubblicazioni ancora oggi indichino questo ingrediente naturale come la risposta migliore allo zucchero (e ai suoi danni dimostrati dalla scienza), appare soprattutto necessario sottolineare la differenza tra correlazione e causalita\u0300 e la differenza tra i livelli endogeni rispetto a quelli esogeni di eritritolo in soggetti sani o a rischio di patologie cardiovascolari.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"PS_Cose_uno_studio_correlazionale\"><\/span>P.S. Cos&#8217;\u00e8 uno studio correlazionale?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p><strong>Uno studio correlazionale<\/strong> e\u0300 un tipo di ricerca scientifica che esamina la relazione tra due o piu\u0300 variabili senza manipolarle in alcun modo. In uno studio correlazionale, i ricercatori raccolgono dati su due o piu\u0300 variabili e utilizzano tecniche statistiche per determinare se esiste una relazione tra di esse.<br \/>\nAd esempio, un ricercatore potrebbe condurre uno studio correlazionale per esaminare la relazione tra l&#8217;eta\u0300 e la pressione sanguigna. In questo caso, il ricercatore raccoglierebbe dati su un gruppo di persone, registrando la loro eta\u0300 e la loro pressione sanguigna, e quindi utilizzerebbe tecniche statistiche per determinare se esiste una relazione tra queste due variabili.<\/p>\n<p>Uno studio correlazionale puo\u0300 essere utile per identificare le relazioni tra le variabili, ma <strong>non puo\u0300 stabilire la causa e l&#8217;effetto<\/strong> tra di esse. Pertanto, se i ricercatori vogliono determinare se una variabile causa l&#8217;altra, dovrebbero condurre uno studio sperimentale in cui manipolano una variabile (causa) e misurano l&#8217;effetto sulla seconda variabile (effetto).<\/p>\n<p><em>Gianluca Baccheschi<\/em><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Bibliografia\"><\/span>Bibliografia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>(1) Witkowski, M., Nemet, I., Alamri, H.\u00a0et al.\u00a0The artificial sweetener erythritol and cardiovascular event risk.\u00a0Nat Med\u00a029, 710\u2013718 (2023). <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41591-023-02223-9\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41591-023-02223-9<\/a><\/p>\n<p>(2) Suitability of sugar alcohols as antidiabetic supplements: A review. Nontokozo Z. Msomi et Al. J Food Drug Anal. 2021; 29(1): 1\u201314.<\/p>\n<p>(3) GRN No. 789 Erythritol: <a href=\"https:\/\/www.cfsanappsexternal.fda.gov\/scripts\/fdcc\/index.cfm?set=GRASNotices&amp;id=789\">https:\/\/www.cfsanappsexternal.fda.gov\/scripts\/fdcc\/index.cfm?set=GRASNotices&amp;id=789<\/a><\/p>\n<p>(4) Regolamento (UE) 2015\/1832 della Commissione del 12 ottobre 2015: <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32015R1832&amp;from=SL\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32015R1832&amp;from=SL<\/a><\/p>\n<p>(5) Erythritol is a pentose-phosphate pathway metabolite and associated with adiposity gain in young adults, Katie C. Hootman et Al. PNAS May 8, 2017 114 (21) E4233-E4240<\/p>\n<p>(6) clinicaltrials.com: <a href=\"https:\/\/clinicaltrials.gov\/ct2\/show\/NCT00590200\">https:\/\/clinicaltrials.gov\/ct2\/show\/NCT00590200<\/a><\/p>\n<p>(7) clinicaltrials.com: <a href=\"https:\/\/clinicaltrials.gov\/ct2\/show\/NCT00590200\">https:\/\/clinicaltrials.gov\/ct2\/show\/NCT00590200<\/a><\/p>\n<p>(8) Dietamecicale.it\/approfondimenti: <a href=\"https:\/\/www.dietamedicale.it\/approfondimenti\/il-dolcificante-eritritolo-e-il-rischio-di-patologie-cardiovascolari-un-approccio-scientifico\">https:\/\/www.dietamedicale.it\/approfondimenti\/il-dolcificante-eritritolo-e-il-rischio-di-patologie-cardiovascolari-un-approccio-scientifico<\/a>; 02\/03\/2023<\/p>\n<p>(9) Regulation of Erythritol Metabolism, a Biomarker of Cardiometabolic Disease. Semira Ortiz and Martha Field Current Developments in Nutrition, Volume 5, Supplement 2, June 2021, 5140515<\/p>\n<p>(10) Gut hormone secretion, gastric emptying, and glycemic responses to erythritol and xylitol in lean and obese subjects. Bettina K. Wo\u0308lnerhanssen et Al. American Journal of Physiology, 14 JUN 2016 <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1152\/ajpendo.00037.2016\">https:\/\/doi.org\/10.1152\/ajpendo.00037.2016<\/a><\/p>\n<p>(11) Gastric emptying of solutions containing the natural sweetener erythritol and effects on gut hormone secretion in humans: A pilot dose-ranging study. Bettina K. Wo\u0308lnerhanssen MD et Al, Diabetes, Obesity and Metabolism 10 February 2021 <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/dom.14342\">https:\/\/doi.org\/10.1111\/dom.14342<\/a><\/p>\n<p>(12) Effects of Oral Administration of Erythritol on Patients with Diabetes. Masashi Ishikawa et Al. Regulatory Toxicology and Pharmacology, Volume 24, Issue 2, October 1996, Pages S303-S308<\/p>\n<p>(13) Effects of erythritol on endothelial function in patients with type 2 diabetes mellitus: a pilot study. Nir Flint et Al. Acta Diabetologica volume 51, pages 513\u2013516 (2014)<\/p>\n<p>(14) An Erythritol-Sweetened Beverage Induces Satiety and Suppresses Ghrelin Compared to Aspartame in Healthy Non-Obese Subjects: A Pilot Study. Zachary A Sorrentino et Al. Cureus. 2020 Nov; 12(11): e11409.<\/p>\n<p>(15) Gastric emptying of solutions containing the natural sweetener erythritol and effects on gut hormone secretion in humans: A pilot dose-ranging study. Bettina K. Wo\u0308lnerhanssen MD et Al. Diabetes, Obesity and Metabolism, 10 February 2021 <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/dom.14342\">https:\/\/doi.org\/10.1111\/dom.14342<\/a><\/p>\n<p>(16) Erythritol is a sweet antioxidant. Gertjan J.M. den Hartog Ph.D. et Al. Nutrition, Volume 26, Issue 4, April 2010, Pages 449-458<\/p>\n<p>(17) Effect of Erythritol and Xylitol on Dental Caries Prevention in Children. Honkala S. et Al. Caries Res 2014; 48: 482-490<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recenti notizie di stampa fanno apparire l\u2019eritritolo come un pericoloso ingrediente. 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