{"id":97189,"date":"2026-06-10T15:04:22","date_gmt":"2026-06-10T13:04:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/?p=97189"},"modified":"2026-06-11T13:02:55","modified_gmt":"2026-06-11T11:02:55","slug":"integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/","title":{"rendered":"Integratori alimentari, i regimi di notifica preventiva violano il diritto UE"},"content":{"rendered":"<p>La <b>Corte di giustizia<\/b> dell&#8217;Unione europea, con la sentenza del 21 maggio 2026 nella causa C-626\/24 (<i>Pragon<\/i>, ECLI:EU:C:2026:414), ha statuito che il diritto UE osta a normative nazionali che impongano un <b>obbligo generale di notifica preventiva<\/b> a tutti gli operatori che ricevono <b>integratori alimentari<\/b> da un altro Stato membro. La pronuncia smantella il sistema ceco di segnalazione anticipata obbligatoria delle spedizioni intra-UE e chiarisce, per la prima volta, i limiti rigorosi posti dall&#8217;articolo 9, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2017\/625 sui <b>controlli ufficiali<\/b>: le notifiche di arrivo sono ammissibili solo in circostanze eccezionali, in assenza di misure meno restrittive.<\/p>\n<p>La sentenza offre occasione per riflettere su <b>un&#8217;anomalia ben pi\u00f9 ampia<\/b>. La <b>libera circolazione<\/b> degli integratori alimentari nel mercato unico rimane, a oggi, in larga parte fittizia: 23 Stati membri su 27 impongono tuttora agli operatori di notificare l&#8217;immissione dei loro prodotti su ciascun mercato nazionale, attraverso procedure divergenti che spesso assomigliano ad autorizzazioni preventive dissimulate. I conseguenti oneri economici e burocratici minano la competitivit\u00e0 di un settore in crescita, penalizzano anzitutto le <b>PMI<\/b> e riducono l&#8217;accesso dei <b>cittadini<\/b> agli integratori alimentari. Di qui l&#8217;urgenza \u2013 esaminata nel commento di chi scrive \u2013 di riformare la <b>direttiva 2002\/46\/CE<\/b>, sostituendo il mosaico di adempimenti nazionali con una notifica unica a livello UE.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-light-blue ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Table of Contents<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#La_controversia\" >La controversia<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#Armonizzazione_esaustiva_il_Trattato_si_fa_da_parte\" >Armonizzazione esaustiva, il Trattato si fa da parte<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#%E2%80%98Stretta_necessita_e_%E2%80%98circostanze_eccezionali\" >&#8216;Stretta necessit\u00e0&#8217; e &#8216;circostanze eccezionali&#8217;<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#Strumenti_meno_restrittivi_gia_in_essere\" >Strumenti meno restrittivi gi\u00e0 in essere<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#La_decisione\" >La decisione<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#Esigenza_di_riforma_della_direttiva_sugli_integratori_alimentari\" >Esigenza di riforma della direttiva sugli integratori alimentari<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#Conclusioni_provvisorie\" >Conclusioni provvisorie<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/integratori-alimentari-notifica-preventiva-viola-diritto-ue\/#Riferimenti\" >Riferimenti<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_controversia\"><\/span>La controversia<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il caso trae origine da un controllo eseguito il 7 giugno 2021 dall&#8217;autorit\u00e0 ceca di ispezione agroalimentare (St\u00e1tn\u00ed zem\u011bd\u011blsk\u00e1 a potravin\u00e1\u0159sk\u00e1 inspekce) su integratori alimentari ricevuti da <b>Pragon s.r.o.<\/b> La legge ceca \u2013 articolo 3d, paragrafo 3, della legge n. 110\/1997 sugli alimenti, attuata dal decreto n. 172\/2015 \u2013 impone al destinatario di determinati alimenti provenienti da un altro Stato membro o da un Paese terzo, inclusi gli integratori alimentari, di notificare all&#8217;autorit\u00e0, tramite il suo sistema informativo, &#8216;almeno 24 ore prima dell&#8217;arrivo degli alimenti al luogo di destinazione&#8217;, indicando tipologia, quantit\u00e0, origine, fornitore, destinatario e data di arrivo.<\/p>\n<p>Pragon ha contestato la legittimit\u00e0 del controllo, sostenendo che l&#8217;obbligo di notifica integri una <b>barriera non tariffaria<\/b>:<\/p>\n<ul>\n<li>le merci non possono essere consegnate nella Repubblica Ceca il giorno stesso dell&#8217;ordine, e<\/li>\n<li>gli alimenti provenienti da altri Stati membri subiscono un trattamento discriminatorio rispetto a quelli nazionali, i quali &#8216;non sono soggetti ad alcun obbligo di notifica preventiva e possono pertanto essere commercializzati immediatamente&#8217;.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La Corte suprema amministrativa (Nejvy\u0161\u0161\u00ed spr\u00e1vn\u00ed soud) ha rinviato la questione a Lussemburgo, chiedendo se gli articoli 34 e 36 TFUE e l&#8217;articolo 9, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2017\/625 ostino a un siffatto regime.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Armonizzazione_esaustiva_il_Trattato_si_fa_da_parte\"><\/span>Armonizzazione esaustiva, il Trattato si fa da parte<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il primo chiarimento sistemico riguarda il parametro applicabile. La Corte afferma che le condizioni alle quali gli Stati membri possono esigere la notifica dell&#8217;arrivo di integratori alimentari da un altro Stato membro &#8216;sono state oggetto di <b>armonizzazione esaustiva<\/b>&#8216; da parte del regolamento (UE) 2017\/625 (punto 36). Di conseguenza, le misure nazionali di tal genere devono essere valutate &#8216;alla luce delle sole disposizioni di tale regolamento, in particolare del suo articolo 9, paragrafo 7, e non degli articoli 34 e 36 TFUE&#8217; (punto 37), in linea con la giurisprudenza consolidata (CIHEF e altri, C-147\/21).<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 tutt&#8217;altro che accademico. Una volta che l&#8217;armonizzazione \u00e8 esaustiva, gli Stati membri non possono pi\u00f9 invocare la deroga di <b>sanit\u00e0 pubblica<\/b> dell&#8217;articolo 36 TFUE per giustificare restrizioni unilaterali: il bilanciamento tra libera circolazione e tutela della salute \u00e8 gi\u00e0 stato operato dal legislatore UE, e l&#8217;unico margine residuo per le autorit\u00e0 nazionali \u00e8 quello definito \u2013 restrittivamente \u2013 dal regolamento stesso.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"%E2%80%98Stretta_necessita_e_%E2%80%98circostanze_eccezionali\"><\/span>&#8216;Stretta necessit\u00e0&#8217; e &#8216;circostanze eccezionali&#8217;<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>L&#8217;articolo 9, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2017\/625 consente agli Stati membri di destinazione di esigere dagli operatori la segnalazione dell&#8217;arrivo di merci o animali da altri Stati membri solo &#8216;nella misura strettamente necessaria all&#8217;organizzazione dei <b>controlli ufficiali<\/b>&#8216;. La Corte interpreta tale condizione con rigore, sulla base di tre argomenti convergenti:<\/p>\n<ul>\n<li>primo, il tenore letterale. La condizione di &#8216;stretta necessit\u00e0&#8217; implica, di per s\u00e9, &#8216;che non devono esistere misure meno restrittive di un siffatto obbligo di notifica idonee a garantire efficacemente l&#8217;organizzazione dei controlli ufficiali&#8217; (punto 41);<\/li>\n<li>secondo, il contesto. L&#8217;articolo 9, paragrafo 7, deroga alla regola di <b>non discriminazione<\/b> dell&#8217;articolo 9, paragrafo 6, in base alla quale i controlli ufficiali devono essere eseguiti &#8216;allo stesso modo&#8217; a prescindere dal fatto che le merci provengano dallo Stato membro che effettua il controllo o da un altro Stato membro. In quanto deroga, va interpretata restrittivamente (punto 42);<\/li>\n<li>terzo, il preambolo. Il considerando 37 precisa che le autorit\u00e0 competenti dovrebbero poter esigere tali informazioni solo &#8216;in circostanze eccezionali&#8217; (punto 44). La Corte conclude pertanto che gli Stati membri possono imporre notifiche di arrivo &#8216;solo in circostanze eccezionali nelle quali l&#8217;obbligo di effettuare tale notifica sia strettamente necessario, in assenza di misure meno restrittive, a garantire l&#8217;efficacia dei controlli ufficiali&#8217; a tutela della salute umana e dei consumatori (punto 49).<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Strumenti_meno_restrittivi_gia_in_essere\"><\/span>Strumenti meno restrittivi gi\u00e0 in essere<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La sentenza passa quindi in rassegna gli strumenti che il regolamento (UE) 2017\/625 gi\u00e0 mette a disposizione delle autorit\u00e0 nazionali, concludendo che un regime di notifica generalizzato esteso a &#8216;tutti gli integratori alimentari provenienti da altri Stati membri&#8217; e a &#8216;tutti gli operatori&#8217; (punto 53) non \u00e8 necessario per controlli basati sul rischio. Gli Stati membri dispongono gi\u00e0 di:<\/p>\n<ul>\n<li>informazioni su tipologia, numero ed esiti dei controlli ufficiali e delle violazioni accertate negli altri Stati membri (articolo 11, paragrafo 1);<\/li>\n<li>i <b>piani di controllo nazionali pluriennali<\/b> dei loro omologhi (articolo 111, paragrafo 1);<\/li>\n<li>le informazioni sulle violazioni intenzionali veicolate dai meccanismi di <b>assistenza amministrativa<\/b> di cui agli articoli 102\u2013108 (punto 56).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Essi devono inoltre tenere un <b>registro aggiornato degli operatori<\/b> (articolo 10, paragrafo 2), che consente controlli mirati al primo stadio della filiera agroalimentare anche in assenza di qualsiasi notifica di arrivo (punti 58\u201359).<\/p>\n<p>La Corte ricorda altres\u00ec che l&#8217;articolo 10 della direttiva 2002\/46\/CE offre gi\u00e0 agli Stati membri uno strumento specifico: la facolt\u00e0 di imporre al fabbricante o al soggetto che immette un integratore alimentare sul loro mercato di informarne l&#8217;autorit\u00e0 competente &#8216;trasmettendole un modello dell&#8217;etichetta utilizzata per il prodotto&#8217; (punto 60).<\/p>\n<p>Gli argomenti del governo ceco \u2013 riscontri ricorrenti di agenti anabolizzanti, farmaci, ormoni, metalli pesanti e idrocarburi aromatici negli integratori, e frequenti difformit\u00e0 tra etichette e contenuto effettivo \u2013 non sono stati ritenuti sufficienti a dimostrare &#8216;circostanze eccezionali&#8217; (punti 61\u201362). Decisivo, al riguardo, \u00e8 il principio ribadito al punto 64, su osservazione della Commissione europea: &#8216;il semplice fatto che un prodotto provenga da un altro Stato membro non significa di per s\u00e9 che tale prodotto presenti automaticamente un determinato rischio&#8217;, poich\u00e9 le merci provenienti da altri Stati membri sono gi\u00e0 state assoggettate alle norme UE armonizzate di <b>sicurezza alimentare<\/b>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_decisione\"><\/span>La decisione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il dispositivo non lascia spazio ad ambiguit\u00e0. L&#8217;articolo 9, paragrafo 7, del regolamento (UE) 2017\/625 &#8216;osta a una normativa nazionale che imponga a ogni operatore che riceva integratori alimentari da un altro Stato membro l&#8217;obbligo di notificare anticipatamente l&#8217;arrivo di tali integratori al loro luogo di destinazione e di fornire i dati necessari all&#8217;analisi dei rischi che essi possono presentare e alla pianificazione dei controlli ufficiali&#8217;.<\/p>\n<p>I regimi generalizzati e sistematici di <b>notifica preventiva<\/b> per gli scambi intra-UE di integratori alimentari sono dunque incompatibili con il diritto UE, nella Repubblica Ceca come altrove.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Esigenza_di_riforma_della_direttiva_sugli_integratori_alimentari\"><\/span>Esigenza di riforma della direttiva sugli integratori alimentari<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La sentenza Pragon abbatte la notifica a destinazione delle singole spedizioni, ma lascia intatta l&#8217;anomalia pi\u00f9 profonda del settore: la <b>notifica di immissione sul mercato<\/b> autorizzata dall&#8217;articolo 10 della direttiva 2002\/46\/CE. Tale facolt\u00e0, concepita nel 2002 &#8216;per facilitare un controllo efficace&#8217;, \u00e8 degenerata in un mosaico di <b>27 procedure nazionali divergenti <\/b>che frammenta de facto il mercato interno. Una ricognizione puntuale delle norme vigenti mostra che <b>23 Stati membri su 27<\/b> esigono la notifica ministeriale dei prodotti alle autorit\u00e0 competenti prima dell&#8217;immissione sul mercato \u2013 Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Spagna \u2013 con Austria, Paesi Bassi, Slovenia e Svezia quali uniche eccezioni.<\/p>\n<p>Queste procedure sono tutt&#8217;altro che uniformi. Si va dalla mera trasmissione dell&#8217;etichetta a una <b>autorizzazione pre-market<\/b> de facto, in taluni casi con un periodo di stand-still prima che il prodotto possa essere immesso sul mercato. I tempi variano tipicamente da una settimana a tre mesi, e in casi eccezionali fino a sei mesi, con tariffe fino a 250 \u20ac per prodotto; la Danimarca applica persino tariffe annuali per azienda e per prodotto registrato.<\/p>\n<p>Un operatore che intenda servire l&#8217;intero mercato unico deve cos\u00ec completare fino a <b>23 adempimenti separati<\/b> \u2013 ciascuno con il proprio portale, <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/04\/04\/vendita-online-integratori-alimentari\/\">lingua<\/a>, fascicolo e tempistica \u2013 per un prodotto identico gi\u00e0 legittimamente commercializzato nel suo Stato membro di origine. L&#8217;onere economico e burocratico \u00e8 insostenibile soprattutto per le <b>PMI<\/b>, che rappresentano la spina dorsale di un settore europeo in crescita, e finisce per limitare l&#8217;accesso dei cittadini agli integratori alimentari e la concorrenza sui prezzi.<\/p>\n<p>La logica di Pragon mette a nudo la contraddizione. Se la mera provenienza di un alimento da un altro Stato membro &#8216;non significa di per s\u00e9 che tale prodotto presenti automaticamente un determinato rischio&#8217;, e se i controlli basati sul rischio possono fondarsi sui registri degli operatori, sullo scambio reciproco di informazioni e sull&#8217;assistenza amministrativa, la proliferazione di notifiche pre-market nazionali \u2013 spesso operanti come autorizzazioni dissimulate \u2013 appare altrettanto sproporzionata. Una <b>riforma della direttiva 2002\/46\/CE<\/b> non \u00e8 pi\u00f9 rinviabile: urge sostituire i 27 adempimenti nazionali con un&#8217;<b>unica<\/b> <b>notifica digitale a livello UE<\/b>, valida in tutta l&#8217;Unione e accessibile a tutte le autorit\u00e0 competenti, per preservare il monitoraggio del mercato ripristinando al contempo l&#8217;effettiva libera circolazione delle merci che la direttiva stessa, al considerando 2, indicava come sua stessa ragion d&#8217;essere.<\/p>\n<p>La Commissione europea, che ha lasciato la direttiva sostanzialmente invariata per oltre due decenni \u2013 inclusa la persistente mancata armonizzazione dei livelli massimi di vitamine e minerali ai sensi dell&#8217;articolo 5, paragrafo 4 \u2013 dispone ora di un indirizzo giurisprudenziale che punta con fermezza verso la semplificazione.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Conclusioni_provvisorie\"><\/span>Conclusioni provvisorie<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La Corte di giustizia conferma che i controlli ufficiali sugli alimenti che circolano nell&#8217;Unione devono essere <b>basati sul rischio, non discriminatori e minimamente onerosi<\/b>. Le amministrazioni nazionali non possono pi\u00f9 trattare le spedizioni intra-UE di integratori alimentari come presuntivamente sospette. Il prossimo, necessario passo spetta al legislatore UE: allineare la direttiva sugli integratori alimentari ai principi del mercato unico che la sentenza Pragon ha cos\u00ec chiaramente riaffermato.<\/p>\n<p><em>Dario Dongo<\/em><\/p>\n<p><em>Credit cover\u00a0<a href=\"https:\/\/pixabay.com\/users\/tbit-715211\/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=943758\">Thomas Breher<\/a> from <a href=\"https:\/\/pixabay.com\/\/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=943758\">Pixabay<\/a><\/em><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Riferimenti\"><\/span>Riferimenti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Court of Justice of the European Union. (2026, May 21). <i>Judgment in Case C-626\/24, Pragon s.r.o. v St\u00e1tn\u00ed zem\u011bd\u011blsk\u00e1 a potravin\u00e1\u0159sk\u00e1 inspekce<\/i> (ECLI:EU:C:2026:414).<\/p>\n<p>Directive 2002\/46\/EC of 10 June 2002 on the approximation of the laws of the Member States relating to food supplements. Consolidated text: 26\/11\/2025. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2002\/46\/2025-11-26\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2002\/46\/2025-11-26<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>European Food Safety Authority. (2026, 6 January). <i>Food supplements<\/i>. <a href=\"https:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/topics\/topic\/food-supplements\">https:\/\/www.efsa.europa.eu\/en\/topics\/topic\/food-supplements<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Regulation (EC) No 178\/2002 of the European Parliament and of the Council of 28 January 2002 laying down the general principles and requirements of food law, establishing the European Food Safety Authority and laying down procedures in matters of food safety. Consolidated text: 01\/01\/2026 <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2002\/178\/2026-01-01\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2002\/178\/2026-01-01<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Regulation (EU) 2017\/625 of 15 March 2017 on official controls and other official activities. Consolidated text: 05\/01\/2025 <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2017\/625\/2025-01-05\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2017\/625\/2025-01-05<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>USDA Foreign Agricultural Service. (2017). <i>Exporting food supplements to the European Union<\/i> (GAIN Report). <a href=\"https:\/\/apps.fas.usda.gov\/newgainapi\/api\/report\/downloadreportbyfilename?filename=Exporting+Food+Supplements+to+the+European+Union_Brussels+USEU_EU-28_1-11-2017.pdf\">https:\/\/apps.fas.usda.gov\/newgainapi\/api\/report\/downloadreportbyfilename?filename=Exporting+Food+Supplements+to+the+European+Union_Brussels+USEU_EU-28_1-11-2017.pdf<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea, con la sentenza del 21 maggio 2026 nella causa C-626\/24 (Pragon, ECLI:EU:C:2026:414), ha statuito che il diritto UE osta a normative nazionali che impongano un obbligo generale di notifica preventiva a tutti gli operatori che ricevono integratori alimentari da un altro Stato membro. 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