{"id":97196,"date":"2026-06-03T15:20:23","date_gmt":"2026-06-03T13:20:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/?p=97196"},"modified":"2026-06-10T15:28:22","modified_gmt":"2026-06-10T13:28:22","slug":"cgue-aldi-igiene-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/","title":{"rendered":"Igiene alimentare: la storica sentenza ALDI"},"content":{"rendered":"<p>Il 13 maggio 2026 la <b>Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea<\/b> (CGUE) ha pronunciato la propria sentenza nella causa C-483\/24, un rinvio pregiudiziale destinato a riverberarsi nell&#8217;intero settore della <b>distribuzione alimentare<\/b> al dettaglio in Europa. Il caso trae origine da un procedimento penale promosso dal Procuratore Generale del Belgio dinanzi alla <i>Cour d&#8217;appel de Li\u00e8ge<\/i> nei confronti di <b>Aldi SA<\/b>, la filiale belga del colosso mondiale della distribuzione discount, a seguito di ripetuti <b>accertamenti ufficiali<\/b> che avevano riscontrato <b>deiezioni di roditori<\/b>, prodotti alimentari rosicchiati e tracce di infestazione in diversi punti vendita della societ\u00e0 e in almeno un magazzino. Il procedimento \u00e8 sfociato in un rinvio pregiudiziale proposto dalla <i>Cour de cassation belga<\/i> il 10 luglio 2024, con cui si chiedeva alla Corte di Giustizia di risolvere una questione di fondamentale importanza per l&#8217;applicazione della normativa sulla <b>sicurezza alimentare<\/b> in tutta l&#8217;Unione.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-light-blue ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Table of Contents<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#La_questione_giuridica_obbligazione_di_mezzi_o_obbligazione_di_risultato\" >La questione giuridica: obbligazione di mezzi o obbligazione di risultato?<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#Il_parere_dellAvvocato_Generale\" >Il parere dell&#8217;Avvocato Generale<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#La_sentenza_della_Corte\" >La sentenza della Corte<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#La_questione_HACCP\" >La questione HACCP<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#Il_quadro_normativo_di_riferimento\" >Il quadro normativo di riferimento<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#Leffetto_boomerang_quando_il_contenzioso_amplifica_il_danno\" >L&#8217;effetto boomerang: quando il contenzioso amplifica il danno<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#Implicazioni_per_il_settore_della_distribuzione\" >Implicazioni per il settore della distribuzione<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/cgue-aldi-igiene-alimentare\/#Riferimenti_bibliografici\" >Riferimenti bibliografici<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_questione_giuridica_obbligazione_di_mezzi_o_obbligazione_di_risultato\"><\/span>La questione giuridica: obbligazione di mezzi o obbligazione di risultato?<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il giudice del rinvio era la <i>Cour de cassation<\/i> belga, investita del ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la <i>Cour d&#8217;appel de Li\u00e8ge<\/i> avverso Aldi SA. La questione posta a Lussemburgo era tecnicamente raffinata, ma di rilevante portata pratica:<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><b>i requisiti igienici<\/b> imposti dal regolamento (CE) n. 852\/2004 agli operatori del settore alimentare <b>costituiscono un&#8217;obbligazione di risultato<\/b> tale per cui la mera rilevazione di tracce di infestazione in negozi e magazzini \u00e8 sufficiente, in assenza di forza maggiore o errore scusabile, a configurare una violazione? Oppure<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/li>\n<li><b>una semplice obbligazione di mezzi<\/b>, che richiederebbe altres\u00ec la prova del mancato adozione di tutte le misure preventive possibili da parte dell&#8217;operatore?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le <b>regole<\/b> oggetto di analisi erano l&#8217;articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 852\/2004 e alcune sezioni del relativo Allegato II, in particolare il paragrafo 2, lettera c), del Capitolo I, il paragrafo 1, lettera a), del Capitolo V, e i paragrafi 2, 3 e 4 del Capitolo IX.<\/p>\n<p>Tali disposizioni disciplinano, rispettivamente, i <b>requisiti strutturali<\/b> generali dei locali adibiti alla produzione alimentare, l&#8217;<b>obbligo di proteggere gli alimenti dalla contaminazione<\/b>, nonch\u00e9 i requisiti in materia di <b>controllo degli infestanti<\/b> e di gestione dei <b>rifiuti<\/b>. La posta in gioco era evidente: se gli obblighi fossero stati qualificati come semplici obbligazioni di mezzi, l&#8217;operatore alimentare avrebbe potuto venire prosciolto semplicemente dimostrando di aver predisposto alcune misure di disinfestazione, indipendentemente dalla loro effettiva efficacia. I giudici belgi di merito avevano in effetti prosciolto Aldi proprio sulla base di tale logica.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_parere_dellAvvocato_Generale\"><\/span>Il parere dell&#8217;Avvocato Generale<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Nel parere reso il 26 marzo 2026, l&#8217;Avvocato Generale Kokott ha sostenuto che <b>la ripetuta rilevazione di contaminazione da infestanti<\/b> nell&#8217;arco di diversi mesi, idonea a rendere gli alimenti non idonei al consumo umano e riscontrata in corrispondenza dei prodotti alimentari e nelle loro immediate vicinanze nella fase di commercializzazione, <b>\u00e8 sufficiente a configurare una violazione<\/b> degli obblighi imposti agli operatori del settore alimentare dalla normativa UE sull&#8217;igiene alimentare. Il ragionamento trovava fondamento nella funzione di tutela del regolamento e nella <b>responsabilit\u00e0 primaria<\/b> che il diritto dell&#8217;Unione attribuisce inequivocabilmente all&#8217;operatore del settore alimentare quale primo e principale garante della sicurezza alimentare. Il parere ha fornito alla Corte una solida base dottrinale su cui costruire la propria sentenza.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_sentenza_della_Corte\"><\/span>La sentenza della Corte<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La <b>sentenza della CGUE<\/b> del 13 maggio 2026 ha confermato e precisato la posizione dell&#8217;Avvocato Generale. La Corte ha statuito che <b>la ripetuta rilevazione di tracce<\/b> e deiezioni <b>di infestanti nei locali di vendita<\/b> al dettaglio e nelle strutture di stoccaggio <b>\u00e8<\/b>, in linea di principio, <b>sufficiente a configurare violazioni<\/b> delle disposizioni fondamentali <b>del regolamento (CE) n. 852\/2004<\/b>, in particolare laddove vengano rinvenuti prodotti alimentari contaminati o rosicchiati, ovvero siano identificati rischi per la sicurezza alimentare. Le autorit\u00e0 competenti non sono tenute a dimostrare, in aggiunta, che l&#8217;operatore non abbia adottato &#8216;tutti i mezzi possibili&#8217; per prevenire l&#8217;infestazione.<\/p>\n<p>La sentenza \u00e8 di chiarezza cristallina. Anzich\u00e9 richiedere alle autorit\u00e0 nazionali di controllo il laborioso e spesso inconcludente esercizio di dimostrare quali specifiche misure di disinfestazione un operatore del settore alimentare abbia omesso di adottare, la Corte ha collocato la <b>logica probatoria<\/b> saldamente sul piano del risultato osservabile: la presenza di tracce di infestazione \u00e8 essa stessa la prova dell&#8217;inadempimento, non un mero indicatore fattuale da cui l&#8217;inadempimento debba essere separatamente ricavato.<\/p>\n<p>Al contempo, la Corte ha introdotto una distinzione significativa con riguardo ai <b>requisiti strutturali<\/b> relativi alle caratteristiche fisiche dei locali adibiti alla produzione alimentare. In relazione agli obblighi concernenti la progettazione e le condizioni dei locali, la mera rilevazione di infestanti non \u00e8 automaticamente sufficiente a configurare una violazione: <b>occorre dimostrare<\/b>, in aggiunta, <b>che le caratteristiche fisiche dei locali<\/b> stessi <b>precludano l&#8217;attuazione di adeguate pratiche igieniche<\/b>. Una lettura che impedisce un&#8217;applicazione eccessivamente meccanica della logica di risultato ai requisiti di progettazione e manutenzione degli edifici, laddove un singolo episodio di penetrazione di infestanti potrebbe in ipotesi verificarsi anche in locali strutturalmente conformi, senza implicare alcuna carenza sistemica.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"La_questione_HACCP\"><\/span>La questione HACCP<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Un ulteriore elemento della sentenza di diretta rilevanza per gli operatori del settore alimentare riguarda il trattamento riservato dalla Corte ai sistemi di autocontrollo basati sull&#8217;HACCP (<i>Hazard Analysis and Critical Control Points<\/i>). La Corte ha confermato che <b>le procedure HACCP<\/b> documentate <b>non esonerano gli operatori dal rispetto degli obblighi igienici generali<\/b> stabiliti nell&#8217;Allegato II del regolamento. L&#8217;esistenza di un sistema di gestione non esaurisce l&#8217;obbligo sostanziale di mantenere i locali e i prodotti alimentari esenti da contaminazione da infestanti.<\/p>\n<p>Non si tratta di un&#8217;osservazione marginale: una linea difensiva assai diffusa in procedimenti di questo tipo si fonda sulla prova che l&#8217;operatore aveva predisposto un piano HACCP documentato, effettuato audit periodici e incaricato un disinfestatore autorizzato. L&#8217;argomento implicito \u00e8 che il rispetto scrupoloso di un sistema di gestione esaurisca l&#8217;obbligo di diligenza dell&#8217;operatore. La Corte ha fermamente respinto tale confusione tra adempimento procedurale e adempimento sostanziale. <b>Un piano HACCP che non sia riuscito a prevenire <\/b>la presenza di deiezioni di roditori nelle aree di stoccaggio alimentare \u00e8, per definizione, un piano che <b>ha mancato al suo scopo essenziale<\/b>. La sua esistenza non trasforma retroattivamente un magazzino contaminato in un magazzino conforme.<\/p>\n<p>Tale ragionamento \u00e8 del tutto coerente con l&#8217;impianto generale del diritto alimentare dell&#8217;UE, che \u2014 fin dal regolamento (CE) n. 178\/2002 recante i principi generali della legislazione alimentare \u2014 ha attribuito la <b>responsabilit\u00e0 primaria per la sicurezza alimentare<\/b> all&#8217;operatore del settore alimentare, configurando tale responsabilit\u00e0 come sostanziale e non meramente procedurale.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_quadro_normativo_di_riferimento\"><\/span>Il quadro normativo di riferimento<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il regolamento (CE) n. 852\/2004 sull&#8217;igiene dei prodotti alimentari, come modificato dal <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/reg-ue-2081-382-cultura-della-sicurezza-redistribuzione-alimenti-gestione-allergeni\/\">regolamento (UE) 2021\/382<\/a>, costituisce la pietra miliare del <b>Pacchetto Igiene<\/b>. Il quale si applica a tutte le fasi della catena alimentare successive alla produzione primaria e impone requisiti graduati in funzione della natura dell&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;impresa alimentare. Per gli operatori della <b>distribuzione al dettaglio e all&#8217;ingrosso<\/b> \u2014 categoria alla quale Aldi SA appartiene senza dubbio alcuno \u2014 i <b>requisiti<\/b> di cui all&#8217;Allegato II sono direttamente applicabili e <b>giuridicamente vincolanti<\/b>.<\/p>\n<p>L&#8217;interpretazione accolta dalla Corte \u00e8 stata inequivocabilmente teleologica: il regolamento \u2018Igiene 1\u2019 persegue un <b>livello elevato di sicurezza alimentare <\/b>e di tutela dei consumatori, e gli operatori del settore alimentare sono i primi responsabili del rispetto dei requisiti igienici lungo l&#8217;intera catena alimentare. Tale approccio ermeneutico \u2014 che legge gli obblighi specifici attraverso il prisma degli obiettivi generali del regolamento \u2014 comporta che le ambiguit\u00e0 circa la portata o la natura dei singoli obblighi siano risolte in favore dell&#8217;interpretazione maggiormente idonea a tutelare la <b>salute pubblica<\/b> e l&#8217;integrit\u00e0 della catena alimentare, piuttosto che in favore dell&#8217;interpretazione pi\u00f9 conveniente per l&#8217;operatore.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Leffetto_boomerang_quando_il_contenzioso_amplifica_il_danno\"><\/span>L&#8217;effetto boomerang: quando il contenzioso amplifica il danno<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Vi \u00e8 un aspetto di questa vicenda che merita un commento diretto, il quale attiene non alla giurisprudenza ma alla <b>reputazione aziendale<\/b>.<\/p>\n<p><b>Aldi<\/b> \u00e8, per qualsiasi parametro, un successo commerciale straordinario. Nata ad Essen da un modesto negozio di alimentari di famiglia gestito dai fratelli Karl e Theo Albrecht nel dopoguerra, il gruppo conta oggi oltre 12.000 punti vendita in pi\u00f9 di 20 paesi, con ricavi annui stimati superiori ai <b>130 miliardi di euro<\/b>. Il suo <b>modello di business<\/b> \u2014 selezione rigorosa dell&#8217;assortimento, controllo ossessivo dei costi, predominanza del marchio privato ed espansione aggressiva \u2014 ha ridisegnato la distribuzione alimentare al dettaglio in Europa e oltre. Le due entit\u00e0 del gruppo, Aldi Nord e Aldi S\u00fcd, costituiscono uno dei marchi della distribuzione pi\u00f9 riconoscibili al mondo.<\/p>\n<p>In questo contesto, la decisione di Aldi SA \u2014 o, pi\u00f9 precisamente, la <b>strategia legale<\/b> adottata nel procedimento penale belga \u2014 di resistere alla condanna fino alla <i>Cour de cassation<\/i>, innescando cos\u00ec un rinvio pregiudiziale alla CGUE, ha prodotto un esito che, dal punto di vista della comunicazione, \u00e8 <b>profondamente controproducente<\/b>.<\/p>\n<p>Il procedimento porta ora il nome Procureur g\u00e9n\u00e9ral pr\u00e8s la Cour d&#8217;appel de Li\u00e8ge c. Aldi SA nella Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea. Le espressioni &#8216;<i>deiezioni di roditori<\/i>&#8216; e <i>&#8216;prodotti rosicchiati<\/i>&#8216; compaiono nel verbale ufficiale pubblicato di una sentenza di Lussemburgo. Le specifiche disposizioni del diritto alimentare europeo in relazione alle quali la CGUE \u2014 la pi\u00f9 alta corte dell&#8217;Unione \u2014 ha accertato potenziali violazioni di natura penale da parte di Aldi figurano, con il suo nome, nella giurisprudenza vincolante dell&#8217;Unione, accessibile a ogni autorit\u00e0 di controllo, tribunale, accademia, giornale e concorrente.<\/p>\n<p>Un <b>marchio<\/b> che ha investito enormi risorse per promuoversi come la scelta intelligente, affidabile e conveniente per milioni di consumatori europei ha, attraverso l&#8217;atto di escalation di una controversia penale interna fino alla suprema autorit\u00e0 giurisdizionale dell&#8217;UE, ottenuto la registrazione permanente nella giurisprudenza europea come il colosso i cui magazzini e punti vendita sono stati accertati come habitat di ratti. I proscioglimenti in sede di merito, che l&#8217;azienda presumibilmente intendeva preservare, sono stati ora superati da una sentenza della CGUE che chiarisce \u2014 a sfavore di Aldi e a beneficio di tutte le autorit\u00e0 di controllo \u2014 quanto sia agevole accertare una violazione delle norme igieniche.<\/p>\n<p>\u00c8 un esempio da manuale dell&#8217;<b>effetto boomerang<\/b> nella strategia del contenzioso aziendale: il tentativo di ottenere uno scudo legale sul territorio ha invece prodotto un precedente giuridico definitivo, che porta il nome dell&#8217;azienda nella sentenza e sar\u00e0 d&#8217;ora in poi invocato ogni volta che un ispettore sanitario rilevi tracce di infestazione in un supermercato o magazzino in qualsiasi punto dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Implicazioni_per_il_settore_della_distribuzione\"><\/span>Implicazioni per il settore della distribuzione<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La sentenza nella causa C-483\/24 produce <b>conseguenze immediate e concrete<\/b> per gli operatori della distribuzione al dettaglio e all&#8217;ingrosso in tutta l&#8217;UE.<\/p>\n<p>In primo luogo, la sentenza eleva di fatto gli <b>standard di responsabilit\u00e0<\/b> <b>per le violazioni igieniche<\/b> legate alle infestazioni. Le autorit\u00e0 nazionali di controllo, che in alcune giurisdizioni erano tenute a dimostrare non solo il fatto della contaminazione ma anche il mancato adempimento procedurale dell&#8217;operatore, possono ora contestare una violazione <i>prima facie<\/i> sulla base dei soli rilievi ispettivi. \u00c8 probabile che ci\u00f2 aumenti la frequenza e la gravit\u00e0 delle sanzioni amministrative e penali nel settore.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la sentenza esercita una pressione rinnovata sugli operatori affinch\u00e9 i sistemi di disinfestazione producano <b>risultati concreti<\/b>, non soltanto processi documentati. Audit periodici, formazione (come quella offerta dalla nostra <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/?s=Formazione+\">divisione <b>FARE<\/b><\/a>),<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>incarichi a ditte specializzate e piani HACCP scritti rimangono necessari ma non sono pi\u00f9 sufficienti. <b>Il risultato deve essere la conformit\u00e0<\/b>; il processo ne \u00e8 soltanto lo strumento.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la sentenza riveste particolare rilevanza per i grandi operatori della distribuzione con reti di punti vendita diffuse su pi\u00f9 aree geografiche. La <b>delega<\/b> delle mansioni relative a igiene e sicurezza alimentare al personale di negozio, a fornitori terzi o a supervisori regionali <b>pu\u00f2 non estinguere la responsabilit\u00e0 legale<\/b> del responsabile legale al vertice della struttura societaria. L&#8217;esperienza di Aldi SA \u2014 in cui ripetuti accertamenti in pi\u00f9 punti vendita e in un magazzino sono stati imputati all&#8217;entit\u00e0 giuridica che gestisce l&#8217;attivit\u00e0 \u2014 illustra l&#8217;<b>esposizione sistemica<\/b> a cui le strutture societarie della distribuzione al dettaglio sono soggette quando la gestione igienica non \u00e8 omogenea tra i diversi siti.<\/p>\n<p>Da ultimo, la sentenza rafforza il principio che il diritto alimentare dell&#8217;UE \u00e8 <b>diritto cogente<\/b>, non orientamento programmatico. Il regolamento (CE) n. 852\/2004 impone obblighi sanzionabili, la cui violazione pu\u00f2 innescare \u2014 in Belgio, come in Italia \u2014 una responsabilit\u00e0 penale. La conferma da parte della CGUE della natura di tali obblighi trasmette un messaggio inequivocabile agli operatori del settore alimentare di tutta l&#8217;Unione: <b>lo standard<\/b> giuridico non <b>\u00e8<\/b> &#8216;<i>abbiamo provato<\/i>&#8216;; \u00e8 &#8216;<b><i>ci siamo riusciti<\/i><\/b>&#8216;.<\/p>\n<p><em>Dario Dongo<\/em><\/p>\n<p><em>Credit cover\u00a0<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/@nathaliarosa?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Nath\u00e1lia Rosa<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/foto\/merce-a-scaffale-rWMIbqmOxrY?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a><\/em><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Riferimenti_bibliografici\"><\/span>Riferimenti bibliografici<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<p>Court of Justice of the European Union. (2026, May 13). <i>Judgment in Case C-483\/24, Procureur g\u00e9n\u00e9ral pr\u00e8s la Cour d&#8217;appel de Li\u00e8ge v Aldi SA<\/i>. ECLI:EU:C:2026:396. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX:62024CJ0483\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX%3A62024CJ0483<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Court of Justice of the European Union. (2024, October 7). <i>Request for a preliminary ruling \u2014 Case C-483\/24, Aldi SA<\/i>. Official Journal of the European Union, C\/2024\/5788. <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/C\/2024\/5788\/oj\/eng\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/eli\/C\/2024\/5788\/oj\/eng<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Court of Justice of the European Union. (2026, March 26). <i>Opinion of Advocate General Kokott in Case C-483\/24, Aldi SA<\/i>. Curia. <a href=\"https:\/\/op.europa.eu\/en\/publication-detail\/-\/publication\/0a0cca1f-290d-11f1-a7dd-01aa75ed71a1\/language-en\">https:\/\/op.europa.eu\/en\/publication-detail\/-\/publication\/0a0cca1f-290d-11f1-a7dd-01aa75ed71a1\/language-en<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Regulation (EC) No 852\/2004 of the European Parliament and of the Council of 29 April 2004 on the hygiene of foodstuffs. Consolidated text: 24\/03\/2021 <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2004\/852\/2021-03-24\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2004\/852\/2021-03-24<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Regulation (EC) No 178\/2002 of the European Parliament and of the Council of 28 January 2002 laying down the general principles and requirements of food law, establishing the European Food Safety Authority and laying down procedures in matters of food safety. Consolidated text: 01\/01\/2026 <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2002\/178\/2026-01-01\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2002\/178\/2026-01-01<\/a><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 13 maggio 2026 la Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea (CGUE) ha pronunciato la propria sentenza nella causa C-483\/24, un rinvio pregiudiziale destinato a riverberarsi nell&#8217;intero settore della distribuzione alimentare al dettaglio in Europa. 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