{"id":98224,"date":"2026-10-09T14:39:55","date_gmt":"2026-10-09T12:39:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/?p=98224"},"modified":"2026-10-09T14:39:55","modified_gmt":"2026-10-09T12:39:55","slug":"direttiva-ecgt-faq-mimit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/","title":{"rendered":"Direttiva ECGT, le FAQ del Mimit in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (<b>Mimit<\/b>) ha pubblicato quindici risposte alle domande frequenti (<b>FAQ<\/b>) sul <b>decreto legislativo 30\/2026<\/b>, che attua in Italia la direttiva (UE) 2024\/825 (<i>Empowering Consumers for the Green Transition<\/i>, ECGT o EMPCO) sulle <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali\/\">asserzioni ambientali<\/a>, in applicazione dal 27 settembre 2026. A seguire una disamina del documento, a confronto con l&#8217;ultima versione delle domande e risposte pubblicate dalla Commissione europea e con l&#8217;intesa delle autorit\u00e0 nazionali sulla gestione delle scorte.<\/p>\n<div id=\"ez-toc-container\" class=\"ez-toc-v2_0_88 counter-hierarchy ez-toc-counter ez-toc-light-blue ez-toc-container-direction\">\n<div class=\"ez-toc-title-container\">\n<p class=\"ez-toc-title\" style=\"cursor:inherit\">Table of Contents<\/p>\n<span class=\"ez-toc-title-toggle\"><a href=\"#\" class=\"ez-toc-pull-right ez-toc-btn ez-toc-btn-xs ez-toc-btn-default ez-toc-toggle\" aria-label=\"Toggle Table of Content\"><span class=\"ez-toc-js-icon-con\"><span class=\"\"><span class=\"eztoc-hide\" style=\"display:none;\">Toggle<\/span><span class=\"ez-toc-icon-toggle-span\"><svg style=\"fill: #999;color:#999\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" class=\"list-377408\" width=\"20px\" height=\"20px\" viewBox=\"0 0 24 24\" fill=\"none\"><path d=\"M6 6H4v2h2V6zm14 0H8v2h12V6zM4 11h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2zM4 16h2v2H4v-2zm16 0H8v2h12v-2z\" fill=\"currentColor\"><\/path><\/svg><svg style=\"fill: #999;color:#999\" class=\"arrow-unsorted-368013\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" width=\"10px\" height=\"10px\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.2\" baseProfile=\"tiny\"><path d=\"M18.2 9.3l-6.2-6.3-6.2 6.3c-.2.2-.3.4-.3.7s.1.5.3.7c.2.2.4.3.7.3h11c.3 0 .5-.1.7-.3.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7zM5.8 14.7l6.2 6.3 6.2-6.3c.2-.2.3-.5.3-.7s-.1-.5-.3-.7c-.2-.2-.4-.3-.7-.3h-11c-.3 0-.5.1-.7.3-.2.2-.3.5-.3.7s.1.5.3.7z\"\/><\/svg><\/span><\/span><\/span><\/a><\/span><\/div>\n<nav><ul class='ez-toc-list ez-toc-list-level-1 ' ><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-1\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Quindici_risposte_in_tre_sezioni\" >Quindici risposte in tre sezioni<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-2\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Il_valore_delle_risposte\" >Il valore delle risposte<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-3\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Garanzie_di_durabilita_in_breve\" >Garanzie di durabilit\u00e0, in breve<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-4\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Marchi_e_ragioni_sociali_che_evocano_lambiente\" >Marchi e ragioni sociali che evocano l&#8217;ambiente<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-5\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Societa_benefit_e_relazione_di_impatto\" >Societ\u00e0 benefit e relazione di impatto<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-6\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Scorte_esistenti_rimedi_e_definizioni\" >Scorte esistenti, rimedi e definizioni<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-7\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Imballaggi_ed_etichette_in_giacenza_sei_mesi\" >Imballaggi ed etichette in giacenza, sei mesi<\/a><\/li><li class='ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-8\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Conclusioni_provvisorie\" >Conclusioni provvisorie<\/a><ul class='ez-toc-list-level-3' ><li class='ez-toc-heading-level-3'><a class=\"ez-toc-link ez-toc-heading-9\" href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-faq-mimit\/#Riferimenti\" >Riferimenti<\/a><\/li><\/ul><\/li><\/ul><\/nav><\/div>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Quindici_risposte_in_tre_sezioni\"><\/span>Quindici risposte in tre sezioni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La pagina del ministero, aggiornata all&#8217;1 ottobre 2026, \u00e8 curata dalla Divisione IV, competente per le politiche dei consumatori e la cooperazione amministrativa europea. Le risposte sono ripartite in tre sezioni:<\/p>\n<ul>\n<li>sezione A, avviso ed etichetta armonizzati sulle garanzie, nove risposte;<\/li>\n<li>sezione B, asserzioni ambientali e asserzioni ambientali generiche, due risposte;<\/li>\n<li>sezione C, prodotti gi\u00e0 immessi in commercio, quattro risposte.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;introduzione dichiara quali <b>fonti<\/b> le <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/direttiva-ecgt-qa-commissione\/\">domande e risposte della Commissione europea<\/a>, nella versione del 22 settembre 2026, e il <i>Common Understanding<\/i> (intesa comune) sulle <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/environmental-claims-scorte-magazzino-road-map\/\">scorte esistenti<\/a>, <i>&#8216;raggiunto a giugno 2026 tra le Autorit\u00e0 europee di enforcement a tutela del consumatore&#8217;<\/i>, riunite nella rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (<i>Consumer Protection Cooperation<\/i>, CPC). A queste fonti si aggiunge la circolare dello stesso ministero del 27 agosto 2026, con le prime indicazioni sull&#8217;applicazione del decreto.<\/p>\n<p>Il campo di applicazione, ricorda il ministero, \u00e8 quello dei rapporti tra imprese e consumatori (<i>business to consumer<\/i>, <b>B2C<\/b>).<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_valore_delle_risposte\"><\/span>Il valore delle risposte<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Il documento della Commissione si apre con un&#8217;avvertenza: le risposte sono <i>&#8216;<\/i><b><i>opinioni preliminari<\/i><\/b><i> dei servizi della Commissione europea&#8217;<\/i>, poich\u00e9 l&#8217;interpretazione ufficiale compete alla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea e l&#8217;applicazione alle autorit\u00e0 e ai giudici nazionali. L&#8217;intesa della rete CPC precisa a sua volta di non costituire <i>&#8216;una posizione formale della rete CPC n\u00e9 un&#8217;interpretazione giuridicamente vincolante della direttiva ECGT&#8217;<\/i>, e fa salvi i poteri delle autorit\u00e0 nazionali e dei giudici di agire nei casi concreti.<\/p>\n<p>Le <b>FAQ del ministero<\/b> non contengono alcuna avvertenza di questo tipo e neppure nominano l&#8217;Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che in Italia ha competenza ad accertare le pratiche commerciali scorrette e a irrogare le relative <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/pratiche-commerciali-scorrette-il-codice-del-consumo-nellera-digitale\/\">sanzioni<\/a>, da 5.000 a 10 milioni di euro (Codice del consumo, art. 27.1 e 27.9). Lo stesso ministero riconosce che l&#8217;esistenza di una pratica ingannevole si valuta caso per caso, <i>&#8216;considerate le specifiche risultanze istruttorie&#8217;<\/i>. L&#8217;istruttoria per\u00f2 non gli appartiene.<\/p>\n<p>Le FAQ sono dunque un <b>orientamento amministrativo<\/b>: possono servire a dimostrare la buona fede dell&#8217;operatore che vi si \u00e8 attenuto, ma non vincolano l&#8217;AGCM n\u00e9 i giudici. Il ministero peraltro avverte che i contenuti del documento potranno venire modificati e aggiornati.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Garanzie_di_durabilita_in_breve\"><\/span>Garanzie di durabilit\u00e0, in breve<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La sezione A riguarda l&#8217;avviso armonizzato sulla garanzia legale di conformit\u00e0 e l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/consumatori-e-salute\/empowering-consumers-for-the-green-transition-via-libera-dal-parlamento-ue\/\">etichetta armonizzata<\/a> sulla garanzia commerciale di durabilit\u00e0. Il tema riguarda soprattutto i beni non alimentari che la distribuzione organizzata vende accanto agli alimenti, come piccoli elettrodomestici e utensili.<\/p>\n<p>Sulla collocazione il ministero segue la risposta n. 21 della Commissione. L&#8217;avviso \u00e8 obbligatorio e va esposto nel punto vendita, ad esempio accanto alla cassa, o sul sito <i>web<\/i> del venditore. L&#8217;etichetta \u00e8 volontaria per il produttore, ma \u00e8 l&#8217;unico mezzo ammesso per pubblicizzare una garanzia di durabilit\u00e0 <i>&#8216;che copra l&#8217;intero bene, duri pi\u00f9 di due anni e non comporti costi aggiuntivi per il consumatore&#8217;<\/i>. Il formato predisposto dalla Commissione non pu\u00f2 venire modificato, salvo i campi riservati a marca, modello e periodo di garanzia. Altre garanzie commerciali rimangono possibili, purch\u00e9 l&#8217;informazione al consumatore sia completa e corretta.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Marchi_e_ragioni_sociali_che_evocano_lambiente\"><\/span>Marchi e ragioni sociali che evocano l&#8217;ambiente<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La prima risposta della sezione B affronta un dubbio diffuso: se termini come <i>&#8216;<\/i><a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/07\/29\/marchio-natura-greenwashing-etichette-alimentari\/\"><i>natura<\/i><\/a><i>&#8216;<\/i> o <i>&#8216;verde&#8217;<\/i>, inseriti in un marchio registrato o in una ragione sociale, costituiscano di per s\u00e9 un&#8217;asserzione ambientale generica vietata (Codice del consumo, art. 23.1, lett. &#8216;d-bis&#8217;).<\/p>\n<p>Il ministero esclude l&#8217;automatismo e riproduce, in traduzione quasi letterale, la risposta n. 3 della Commissione: i nomi di marchi e prodotti, a prescindere dalla loro tutela come diritti di propriet\u00e0 intellettuale, possono venire valutati come asserzioni ambientali quando trasmettono un messaggio ambientale, esplicito o implicito. La valutazione considera il contesto commerciale complessivo: elementi visivi, imballaggio, <i>marketing<\/i>, percezione del consumatore medio.<\/p>\n<p>Ne discendono due ipotesi:<\/p>\n<ul>\n<li>parole come <i>&#8216;verde&#8217;<\/i> o <i>&#8216;blu&#8217;<\/i>, o i colori corrispondenti, non sono asserzioni ambientali se nel contesto ove si trovano non inducono il consumatore medio ad attendersi un beneficio ambientale;<\/li>\n<li>le stesse parole, come <i>&#8216;eco&#8217;<\/i>, <i>&#8216;naturale&#8217;<\/i> o <i>&#8216;clima neutro&#8217;<\/i>, si qualificano come asserzioni ambientali quando suggeriscono un&#8217;associazione con l&#8217;ambiente, anche senza altra pubblicit\u00e0. L&#8217;operatore deve allora specificare l&#8217;asserzione in termini chiari ed evidenti tramite lo stesso mezzo di comunicazione. In difetto di informazione specifica l&#8217;asserzione \u00e8 generica, e va dimostrata l&#8217;eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sul piano sostanziale non vi \u00e8 alcuna novit\u00e0 rispetto alla Commissione. Tre rilievi riguardano invece la fattura della risposta.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 un errore di citazione. La nota a pi\u00e8 di pagina rinvia alla <i>&#8216;FAQ n. 21&#8217;<\/i> della Commissione, che tratta avviso ed etichetta armonizzati. Il passo riprodotto \u00e8 la risposta n. 3.<\/p>\n<p>Il secondo riguarda il lessico. La risposta cita correttamente il Codice del consumo, poi prosegue con <i>&#8216;dichiarazioni ambientali&#8217;<\/i>, <i>&#8216;indicazione ambientale generica&#8217;<\/i>, <i>&#8216;eccellente prestazione ambientale riconosciuta&#8217;<\/i> e <i>&#8216;stesso supporto&#8217;<\/i>. I testi normativi usano <i>&#8216;asserzione ambientale&#8217;<\/i>, <i>&#8216;asserzione ambientale generica&#8217;<\/i>, <i>&#8216;eccellenza riconosciuta delle prestazioni ambientali&#8217;<\/i> e <i>&#8216;stesso mezzo di comunicazione&#8217;<\/i> (dir. 2005\/29\/CE, art. 2, lett. &#8216;o&#8217; e &#8216;p&#8217;, e Allegato I, punto 4 bis). In un documento destinato a orientare gli operatori, l&#8217;inesattezza dei richiami alle definizioni normative genera incertezza.<\/p>\n<p>Il terzo riguarda ci\u00f2 che manca. La domanda verte sui marchi registrati, ma la risposta omette proprio i passaggi che la Commissione dedica al diritto dei marchi:<\/p>\n<ul>\n<li>un marchio il cui uso pu\u00f2 venire vietato in forza di norme diverse dal diritto dei marchi, comprese quelle a tutela dei consumatori, pu\u00f2 venire escluso dalla registrazione o dichiarato nullo, se lo Stato membro lo prevede (dir. UE 2015\/2436, art. 4.3, lett. &#8216;a&#8217;);<\/li>\n<li>gli Stati membri dovrebbero garantire che le autorit\u00e0 possano agire contro i nomi ingannevoli senza venire ostacolate da diritti di propriet\u00e0 intellettuale preesistenti;<\/li>\n<li>i <b>marchi di certificazione<\/b> possono funzionare come <b>marchi di sostenibilit\u00e0<\/b> (a loro volta erroneamente ripresi come &#8216;etichette di sostenibilit\u00e0&#8217;, nel Codice del Consumo), e in tal caso devono basarsi su un sistema di certificazione oppure venire stabiliti da autorit\u00e0 pubbliche.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Societa_benefit_e_relazione_di_impatto\"><\/span>Societ\u00e0 benefit e relazione di impatto<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La seconda risposta della sezione B, nelle FAQ del Mimit, \u00e8 l&#8217;unica priva di un corrispondente nei documenti europei. La domanda \u00e8 se la pubblicazione obbligatoria della relazione di impatto sul sito <i>web<\/i> di una societ\u00e0 benefit attragga di per s\u00e9 il documento nella nozione di comunicazione commerciale B2C soggetta al d.lgs. 30\/2026.<\/p>\n<p>Il ministero risponde di no, perch\u00e9 <i>&#8216;i regimi normativi interessati operano in ambiti distinti e mirano a raggiungere finalit\u00e0 differenti&#8217;<\/i>. Aggiunge per\u00f2 che la rilevanza di ciascun documento diffuso <i>online<\/i> richiede una valutazione caso per caso, che tenga conto <i>&#8216;del contenuto e delle specificit\u00e0 della singola fattispecie anche in considerazione degli scopi informativi perseguiti&#8217;<\/i>.<\/p>\n<p>La Commissione, nella risposta n. 1, segue un criterio analogo per i <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/pianeta\/corporate-sustainability-reporting-directive-csrd-al-via-anche-in-italia\/\">bilanci di sostenibilit\u00e0<\/a>: di norma sono esclusi, perch\u00e9 spesso obbligatori e rivolti agli investitori. Precisando tuttavia che ricadono invece nel campo di applicazione della direttiva ECGT o EMPCO le informazioni che l&#8217;impresa ne estrae per la pubblicit\u00e0 volontaria rivolta ai consumatori.<\/p>\n<p>La risposta ministeriale \u00e8 meno netta di quanto appaia, e lascia aperte tre questioni:<\/p>\n<ul>\n<li>la relazione di impatto va allegata al bilancio e pubblicata sul sito internet della societ\u00e0, se esistente (legge 208\/2015, art. 1, commi 382 e 383). La legge la vuole dunque accessibile a chiunque, consumatori compresi. L&#8217;obbligo riguarda inoltre l&#8217;esistenza del documento, non le singole affermazioni che contiene: la definizione di asserzione ambientale esclude i soli messaggi aventi carattere obbligatorio;<\/li>\n<li>i due regimi non sono cos\u00ec distinti. La stessa legge assoggetta la societ\u00e0 benefit che non persegue le finalit\u00e0 di beneficio comune alle norme sulla pubblicit\u00e0 ingannevole e a quelle del Codice del consumo sulle pratiche commerciali scorrette, la cui applicazione compete all&#8217;AGCM (legge 208\/2015, art. 1, comma 384);<\/li>\n<li>nulla si dice sull&#8217;uso della qualifica <i>&#8216;Societ\u00e0 benefit&#8217;<\/i> o della sigla <i>&#8216;SB&#8217;<\/i> nella comunicazione ai consumatori (legge 208\/2015, art. 1, comma 379). La qualifica \u00e8 uno stato giuridico previsto dalla legge e non un marchio di fiducia rilasciato da terzi. Se viene spesa in pubblicit\u00e0 per suggerire un minore impatto ambientale dei prodotti, essa ricade nella valutazione ordinaria delle asserzioni. Diverso \u00e8 il caso della certificazione B Corp, schema privato di certificazione, da valutare come marchio di sostenibilit\u00e0 (dir. 2005\/29\/CE, art. 2, lett. &#8216;q&#8217;).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In pratica la relazione di impatto pubblicata nella sezione istituzionale del sito non si qualifica, di per s\u00e9, come una pratica commerciale. Diverso \u00e8 il caso dei suoi estratti riportati sul sito web, nei <i>social media<\/i> e nei materiali promozionali (incluse, ove del caso, le etichette).<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Scorte_esistenti_rimedi_e_definizioni\"><\/span>Scorte esistenti, rimedi e definizioni<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>La sezione C delle FAQ del Mimit riguarda le <b>scorte<\/b>. La prima risposta chiarisce che cosa si intenda per <b>informazioni supplementari al punto vendita<\/b>: etichette adesive, cartelli nei pressi degli scaffali e, per le vendite <i>online<\/i>, appositi <i>box<\/i> o <i>pop-up<\/i>.<\/p>\n<p>La Commissione, nella risposta n. 18 delle proprie Q&amp;A, riferisce ad adesivi che coprono o correggono le asserzioni e a informazioni supplementari in prossimit\u00e0 dei prodotti interessati. L&#8217;intesa della rete CPC ammette le informazioni correttive nel punto vendita, anche <i>online<\/i>, ove appropriate e fattibili. Chiede per\u00f2 prima di tutto di <b>rimuovere o correggere le asserzioni <\/b><b><i>online<\/i><\/b>, che non incontrano le difficolt\u00e0 di quelle stampate sugli imballaggi. Il <i>pop-up<\/i> ha senso soltanto per l&#8217;immagine di una confezione non ancora aggiornata. I testi delle pagine <i>web<\/i> vanno corretti subito.<\/p>\n<p>La domanda pubblicata dal ministero parla di informazioni utili <i>&#8216;ai fini della sanatoria dei claim generici presenti sulle confezioni&#8217;<\/i>. Il termine \u00e8 improprio. Nessuna sanatoria \u00e8 prevista: per la Commissione le nuove regole si applicano dal 27 settembre 2026 anche ai prodotti esistenti, e per la rete CPC le situazioni di scorte esistenti non esonerano gli operatori dal rispettarle.<\/p>\n<p>La seconda risposta introduce quattro definizioni:<\/p>\n<ul>\n<li><b><i>shelf life<\/i><\/b>: periodo di conservabilit\u00e0 tra la produzione e il momento entro il quale il prodotto \u00e8 destinato al consumo o all&#8217;uso. Per gli alimenti corrisponde al termine minimo di conservazione o alla data di scadenza;<\/li>\n<li><b>bene deperibile<\/b>: <i>&#8216;prodotto, alimentare o non alimentare, caratterizzato da una shelf life non superiore a 30 giorni&#8217;<\/i>;<\/li>\n<li><b>bene durevole<\/b>: prodotto con <i>shelf life<\/i> superiore a 30 giorni;<\/li>\n<li><b><i>existing products<\/i><\/b>: nozione estesa ai prodotti <i>&#8216;gi\u00e0 fabbricati e confezionati entro tale data, ancorch\u00e9 destinati ad essere commercializzati successivamente&#8217;<\/i>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La soglia dei 30 giorni non compare nei documenti europei sulla direttiva. Coincide con quella che definisce i prodotti deperibili nella disciplina delle <a href=\"https:\/\/www.foodtimes.eu\/it\/sistemi-alimentari\/pratiche-commerciali-sleali-la-direttiva-ue-2019-633\/\">pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare<\/a>, cio\u00e8 i prodotti che rischiano di diventare inadatti alla vendita entro 30 giorni dalla raccolta, produzione o trasformazione (dir. UE 2019\/633, art. 2.5). Si tratta peraltro di una normativa sui rapporti tra imprese, con finalit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>L&#8217;espressione <i>&#8216;bene durevole&#8217;<\/i> \u00e8 a sua volta infelice allorch\u00e9 applicata al settore alimentare. Nello stesso documento la sezione A tratta la garanzia di durabilit\u00e0 di beni destinati a durare pi\u00f9 di due anni, e qui diventa <i>&#8216;durevole&#8217;<\/i> uno yogurt con 35 giorni di vita commerciale.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 ampia nozione di <i>existing products<\/i> \u00e8 invece coerente con quella proposta dalla Commissione, che riferisce le scorte esistenti a <i>&#8216;prodotti o <\/i><b><i>imballaggi gi\u00e0 fabbricati<\/i><\/b><i>, ordinati, distribuiti o collocati sugli scaffali dei rivenditori prima della data di applicazione&#8217;<\/i>.<\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Imballaggi_ed_etichette_in_giacenza_sei_mesi\"><\/span>Imballaggi ed etichette in giacenza, sei mesi<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Le ultime due risposte del Mimit rappresentano una novit\u00e0, rispetto ad altre interpretazioni. I prodotti fabbricati o confezionati prima del 27 settembre 2026 possono continuare a venire commercializzati dopo tale data, secondo il Mimit <i>&#8216;purch\u00e9 sia possibile dimostrarne la produzione o il confezionamento antecedente e fermo rimanendo ogni sforzo ragionevole e proporzionato per informare correttamente i consumatori&#8217;<\/i>.<\/p>\n<p>Anche le scorte di imballaggi ed etichette prodotti o acquistati prima di quella data vengono ricondotte alle scorte esistenti. Possono venire utilizzate per confezionare nuovi prodotti <i>&#8216;sia con riferimento ai beni durevoli che a quelli deperibili, fermo rimanendo che l&#8217;orizzonte temporale per l&#8217;esaurimento dei prodotti dovrebbe mantenersi nell&#8217;indicazione orientativa dei 6 mesi di cui alla circolare del 27 agosto 2026&#8217;<\/i>. Il ministero richiama i cicli degli imballaggi, i volumi delle scorte e gli ordini di produzione o acquisto gi\u00e0 effettuati, che l&#8217;intesa della rete CPC annovera tra i vincoli pratici.<\/p>\n<p>Il confronto con le fonti europee mette in luce alcuni punti critici:<\/p>\n<ul>\n<li>il <b>termine di sei mesi<\/b> non compare nelle risposte della Commissione n\u00e9 nell&#8217;intesa della rete CPC. Quest&#8217;ultima ammette un approccio graduale <i>&#8216;nelle prime fasi di applicazione&#8217;<\/i>, a fronte di difficolt\u00e0 transitorie effettive e specifiche, da valutare caso per caso. La Commissione, a proposito dei marchi di sostenibilit\u00e0, ricorda che la direttiva <i>&#8216;non prevede un periodo transitorio&#8217;<\/i> oltre il 27 settembre 2026. Il ministero trasforma dunque un criterio di valutazione in un orizzonte temporale generale, sia pure orientativo;<\/li>\n<li>il riferimento a una <i>shelf-life<\/i> di 30 giorni per definire i <b>beni deperibili<\/b> \u00e8 a sua volta problematico. Tra i controlli che le autorit\u00e0 possono anticipare nella fase iniziale, la rete CPC indica i <i>&#8216;prodotti con durata di conservazione pi\u00f9 breve o rotazione delle scorte pi\u00f9 rapida&#8217;<\/i>, senza riferire termini esatti proprio in ragione della variet\u00e0 e complessit\u00e0 delle situazioni;<\/li>\n<li>l&#8217;utilizzo delle scorte rimane <b>condizionato<\/b>. Il ministero premette che \u00e8 comunque necessaria ogni attivit\u00e0 ragionevole e proporzionata per la corretta informazione del consumatore, senza tuttavia soffermarsi sulla fattibilit\u00e0 tecnica ed economica di soluzioni alternative quali l&#8217;apposizione di adesivi sulle etichette in giacenza;<\/li>\n<li>le pratiche dell&#8217;Allegato I alla direttiva 2005\/29\/CE sono vietate in ogni caso, senza necessit\u00e0 di provare l&#8217;effetto sulle scelte del consumatore. L&#8217;asserzione generica stampata su un&#8217;etichetta in giacenza rimane una violazione. La tolleranza riguarda le priorit\u00e0 e la misura dell&#8217;intervento dell&#8217;autorit\u00e0, come indicano i richiami della Commissione a proporzionalit\u00e0, certezza del diritto e legittimo affidamento.<\/li>\n<\/ul>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Conclusioni_provvisorie\"><\/span>Conclusioni provvisorie<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h2>\n<p>Le FAQ del ministero aggiungono poco in materia di marchi, dove traducono la Commissione con qualche imprecisione, e molto in materia di scorte. Le novit\u00e0 rispetto alle fonti europee si riducono a tre:<\/p>\n<ul>\n<li>la risposta sulle societ\u00e0 benefit, prudente e incompleta;<\/li>\n<li>le definizioni di bene deperibile e durevole, con la soglia dei 30 giorni che \u00e8 poco realistica rispetto alla stragrande maggioranza dei prodotti alimentari;<\/li>\n<li>l&#8217;orizzonte orientativo di sei mesi, esteso alle scorte di imballaggi ed etichette, altrettanto poco realistico ove si considerino i cicli di approvvigionamento dei materiali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli <b>operatori della filiera agroalimentare<\/b> devono in ogni caso eseguire subito censimento e verifica di conformit\u00e0 della loro informazione commerciale per correggere subito siti <i>web<\/i> e <i>social network<\/i>; adeguare i nuovi ordini di etichette e imballaggi, espositori, materiali pubblicitari stampati e materiali non stampati; ove necessario e possibile, adottare soluzioni correttive transitorie sui materiali stampati gi\u00e0 in uso ovvero quelli destinati all&#8217;impiego fino a smaltimento delle scorte; documentare gli sforzi ragionevoli e proporzionati in un apposito programma di <i>compliance<\/i>.<\/p>\n<p>La nostra squadra di <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/\"><b>FARE<\/b> (<i>Food and Agriculture Requirements<\/i>)<\/a>, divisione di WIISE S.r.l. Societ\u00e0 Benefit, assiste gli operatori della filiera agroalimentare nella verifica dei livelli di conformit\u00e0, nella definizione di soluzioni quanto possibili conservative degli investimenti di marketing gi\u00e0 eseguiti e nella messa a punto di programmi di adeguamento. Proponendo altres\u00ec la costruzione di <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/09\/19\/responsabilita-amministrativa-enti-novita\/\">sistemi di governance<\/a> utili a prevenire rischi di sopravvenienze passive legate anche a possibili non-conformit\u00e0 dell&#8217;informazione commerciale B2C e B2B.<\/p>\n<p><i>Dario Dongo<\/i><\/p>\n<h3><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Riferimenti\"><\/span>Riferimenti<span class=\"ez-toc-section-end\"><\/span><\/h3>\n<h4>Fonti normative dell&#8217;Unione Europea<\/h4>\n<p>Commission Implementing Regulation (EU) 2025\/1960 of 25 September 2025 on the design and content of the harmonised notice on the legal guarantee of conformity and of the harmonised label for the commercial guarantee of durability. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg_impl\/2025\/1960\/oj\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg_impl\/2025\/1960\/oj<\/a><\/p>\n<p>Directive 2005\/29\/EC of the European Parliament and of the Council of 11 May 2005 concerning unfair business-to-consumer commercial practices in the internal market (Unfair Commercial Practices Directive). Consolidated text: 27\/09\/2026. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2005\/29\/2026-09-27\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2005\/29\/2026-09-27<\/a><\/p>\n<p>Directive 2011\/83\/EU of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on consumer rights. Consolidated text: 27\/09\/2026. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2011\/83\/2026-09-27\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2011\/83\/2026-09-27<\/a><\/p>\n<p>Directive (EU) 2015\/2436 of the European Parliament and of the Council of 16 December 2015 to approximate the laws of the Member States relating to trade marks (recast). OJ L 336, 23.12.2015. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2015\/2436\/oj\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2015\/2436\/oj<\/a><\/p>\n<p>Directive (EU) 2019\/633 of the European Parliament and of the Council of 17 April 2019 on unfair trading practices in business-to-business relationships in the agricultural and food supply chain. OJ L 111, 25.4.2019, p. 59. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2019\/633\/oj\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2019\/633\/oj<\/a><\/p>\n<p>Directive (EU) 2024\/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005\/29\/EC and 2011\/83\/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and through better information. OJ L, 2024\/825, 6.3.2024. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2024\/825\/oj\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/dir\/2024\/825\/oj<\/a><\/p>\n<p>Regulation (EU) 2017\/2394 of the European Parliament and of the Council of 12 December 2017 on cooperation between national authorities responsible for the enforcement of consumer protection laws and repealing Regulation (EC) No 2006\/2004. Consolidated text: 31\/07\/2026. <a href=\"http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2017\/2394\/2026-07-31\">http:\/\/data.europa.eu\/eli\/reg\/2017\/2394\/2026-07-31<\/a><\/p>\n<h4>Fonti normative italiane<\/h4>\n<p>Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, &#8216;Codice del consumo, a norma dell&#8217;articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229&#8217;. <i>Normattiva<\/i>. Ultima versione consolidata: 16\/05\/2026. <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2005\/10\/08\/005G0232\/CONSOLIDATED\">https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2005\/10\/08\/005G0232\/CONSOLIDATED<\/a><\/p>\n<p>Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, &#8216;Attuazione della direttiva (UE) 2024\/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, che modifica le direttive 2005\/29\/CE e 2011\/83\/UE per quanto riguarda la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela dalle pratiche sleali e dell&#8217;informazione&#8217;. <i>Normattiva<\/i>. Ultima versione consolidata: 24\/03\/2026. <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2026\/03\/09\/26G00047\/CONSOLIDATED\">https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2026\/03\/09\/26G00047\/CONSOLIDATED<\/a><\/p>\n<p>Legge 28 dicembre 2015, n. 208, &#8216;Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilit\u00e0 2016)&#8217;, articolo 1, commi 376-384. <i>Normattiva<\/i>. Ultimo aggiornamento all&#8217;atto: 06\/08\/2026. <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2015\/12\/30\/15G00222\/CONSOLIDATED\">https:\/\/www.normattiva.it\/eli\/id\/2015\/12\/30\/15G00222\/CONSOLIDATED<\/a><\/p>\n<h4>Documenti istituzionali<\/h4>\n<p>Consumer Protection Cooperation Network. (2026, 30 giugno). <i>Common understanding on old stock situations under Directive (EU) 2024\/825 on Empowering Consumers for the Green Transition<\/i>. European Commission. <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/document\/264d8c70-2f9a-4955-8e7b-154d55a9b684_en\">https:\/\/commission.europa.eu\/document\/264d8c70-2f9a-4955-8e7b-154d55a9b684_en<\/a><\/p>\n<p>European Commission, Directorate-General for Justice and Consumers. (2026, 22 settembre). <i>Questions &amp; Answers &#8211; Directive on empowering consumers for the Green Transition<\/i>. <a href=\"https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/3c257883-bb2a-4dd9-a6dc-501d587bb34f_en?filename=Q&amp;A+ECGT_Directive_Sept+2026.pdf\">https:\/\/commission.europa.eu\/document\/download\/3c257883-bb2a-4dd9-a6dc-501d587bb34f_en?filename=Q%26A%20ECGT_Directive_Sept%202026.pdf<\/a><\/p>\n<p>Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2026, 27 agosto). <i>Circolare 27 agosto 2026 &#8211; Tutela dalle pratiche sleali e responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde<\/i>. <a href=\"https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/normativa\/circolari-note-direttive-e-atti-di-indirizzo\/circolare-27-agosto-2026-tutela-dalle-pratiche-sleali-e-responsabilizzazione-dei-consumatori-per-la-transizione-verde\">https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/normativa\/circolari-note-direttive-e-atti-di-indirizzo\/circolare-27-agosto-2026-tutela-dalle-pratiche-sleali-e-responsabilizzazione-dei-consumatori-per-la-transizione-verde<\/a><\/p>\n<p>Ministero delle Imprese e del Made in Italy. (2026, 1 ottobre). <i>Responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde &#8211; Risposte alle domande frequenti (FAQ)<\/i>. <a href=\"https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/assistenza\/domande-frequenti\/responsabilizzazione-dei-consumatori-per-la-transizione-verde-risposte-alle-domande-frequenti-faq\">https:\/\/www.mimit.gov.it\/it\/assistenza\/domande-frequenti\/responsabilizzazione-dei-consumatori-per-la-transizione-verde-risposte-alle-domande-frequenti-faq<\/a><\/p>\n<h4>Articoli di FARE e GIFT<\/h4>\n<p>Dongo, D. (2025, 15 dicembre). &#8216;Environmental claims&#8217; su plastica riciclata. <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)<\/i>. <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/2025\/12\/15\/green-claims-plastica-riciclata\/\">https:\/\/fareagrifood.com\/2025\/12\/15\/green-claims-plastica-riciclata\/<\/a><\/p>\n<p>Dongo, D. (2026a, 22 giugno). &#8216;Made Green in Italy&#8217;: il marchio di sostenibilit\u00e0. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)<\/i>. <a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/certificazioni-e-analisi\/made-green-in-italy-marchio-sostenibilita\/\">https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/certificazioni-e-analisi\/made-green-in-italy-marchio-sostenibilita\/<\/a><\/p>\n<p>Dongo, D. (2026b, 29 luglio). Marchio &#8216;Natura\u2026&#8217; e greenwashing. <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)<\/i>. <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/07\/29\/marchio-natura-greenwashing-etichette-alimentari\/\">https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/07\/29\/marchio-natura-greenwashing-etichette-alimentari\/<\/a><\/p>\n<p>Dongo, D. (2026c, 18 agosto). Modello 231, reati alimentari e greenwashing. <i>FARE (Food and Agriculture Requirements)<\/i>. <a href=\"https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/08\/18\/reati-alimentari-modello-231\/\">https:\/\/fareagrifood.com\/2026\/08\/18\/reati-alimentari-modello-231\/<\/a><\/p>\n<p>Dongo, D. (2026d, 12 settembre). Certificazioni ambientali di alimenti e servizi. <i>GIFT (Great Italian Food Trade)<\/i>. <a href=\"https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/certificazioni-e-analisi\/certificazioni-ambientali-alimenti-servizi-standard-schemi\/\">https:\/\/www.greatitalianfoodtrade.it\/certificazioni-e-analisi\/certificazioni-ambientali-alimenti-servizi-standard-schemi\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha pubblicato quindici risposte alle domande frequenti (FAQ) sul decreto legislativo 30\/2026, che attua in Italia la direttiva (UE) 2024\/825 (Empowering Consumers for the Green Transition, ECGT o EMPCO) sulle asserzioni ambientali, in applicazione dal 27 settembre 2026. 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