Il panorama alimentare moderno è dominato da una forza insidiosa: i cibi ultra-processati (UPF), spesso ricchi di grassi, zuccheri e sodio (HFSS). Sebbene la loro iper-palatabilità e convenienza siano innegabili, la loro natura meticolosamente progettata nasconde una complessa rete di rischi per la salute. Questo articolo va oltre il semplice elenco di questi rischi. Presenta un approccio olistico e guidato da politiche, sostenendo una ristrutturazione fondamentale dei nostri sistemi alimentari.
Ci si possono aspettare raccomandazioni concrete, dall’etichettatura obbligatoria sulla parte anteriore della confezione (FOPNL) a misure fiscali e restrizioni pubblicitarie, tutte basate su quadri esistenti come il piano d’azione globale dell’OMS. Non si tratta solo di un altro avvertimento sugli UPF e sugli HFSS; è un invito al cambiamento sistemico, sostenuto da prove scientifiche dettagliate e ricerche lungimiranti, come dimostra l’inclusione della prossima revisione di Liang et al. (2025), per affrontare la crisi in escalation.
L’ascesa dei cibi ultra-processati nelle diete moderne
Cosa sono i cibi ultra-processati?
Gli UPF sono definiti dal sistema di classificazione NOVA, che categorizza gli alimenti in base al loro livello di trasformazione. A differenza degli alimenti minimamente processati o degli ingredienti culinari trasformati, gli UPF sono formulazioni industriali realizzate con più ingredienti, spesso con poco o nessun contenuto di cibo integrale. Esempi includono snack zuccherati, pasti pronti, bibite gassate e prodotti da forno confezionati.
Tendenze globali di consumo
Il consumo di UPF è aumentato a livello globale, specialmente nei paesi ad alto reddito. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, gli UPF rappresentano oltre il 50% dell’apporto energetico alimentare. Anche nei paesi a basso e medio reddito come Colombia e Messico, il consumo di UPF varia dal 16% al 30% dell’energia alimentare totale.
Questa tendenza è guidata dalla convenienza, dall’accessibilità economica e dal marketing aggressivo di questi prodotti (OMS, 2022).
Impatto sulla salute dei cibi ultra-processati
Aumento del rischio di mortalità per tutte le cause, cambiamenti genetici e invecchiamento
La revisione sistematica di Liang et al. (2025) ha sintetizzato i dati di 18 studi di coorte prospettici che coinvolgono oltre 1,1 milioni di partecipanti. I risultati hanno rivelato che:
– gli individui con il più alto consumo di UPF avevano un rischio aumentato del 15% di mortalità per tutte le cause rispetto a quelli con il consumo più basso;
– ogni incremento del 10% nel consumo di UPF era associato a un rischio di mortalità più alto del 10%.
I cibi processati e ultra-processati ricchi di zuccheri e grassi saturi, così come l’alcol, sono anche associati a un aumento dello stress ossidativo, dell’infiammazione e a telomeri più corti, accelerando il processo di invecchiamento (Marti, 2019).
Meccanismi che collegano gli UPF a esiti sanitari avversi
Diversi percorsi spiegano gli effetti dannosi degli UPF sulla salute:
– scarsa qualità nutrizionale: gli UPF sono tipicamente ricchi di grassi saturi, zuccheri e sale, che contribuiscono all’obesità, alle malattie cardiovascolari e ad altre condizioni croniche;
– additivi alimentari: emulsionanti, dolcificanti e altri additivi negli UPF possono disturbare il microbiota intestinale, portando a una ridotta diversità microbica e a un aumento dell’infiammazione;
– stili di vita non salutari: un alto consumo di UPF è spesso associato ad altri comportamenti non salutari, come il fumo, il consumo eccessivo di alcol e l’inattività fisica;
– sovraconsumo: le proprietà organolettiche degli UPF, come la loro iper-palatabilità, possono portare a un consumo più rapido (piuttosto che consapevole) e a segnali di sazietà ritardati, oltre a dipendenza da cibo (Filgueiras et al., 2019).
Prove da studi recenti
Progettazione e ambito dello studio
La revisione di Liang et al. (2025) includeva 18 studi di coorte prospettici condotti in varie regioni, tra cui Stati Uniti, Europa e Asia.
Questi studi hanno valutato il consumo di UPF utilizzando la classificazione NOVA e hanno esaminato la sua associazione con la mortalità per tutte le cause. La grande dimensione del campione (oltre 1,1 milioni di partecipanti) e le lunghe durate di follow-up (da 7,1 a 34 anni) forniscono prove robuste degli effetti dannosi degli UPF.
Principali risultati
– Relazione dose-risposta: la revisione ha trovato una relazione lineare dose-risposta tra il consumo di UPF e il rischio di mortalità. Anche piccoli aumenti nel consumo di UPF erano associati a tassi di mortalità più alti.
– Analisi sottogruppi: il rischio di mortalità era costantemente più alto in vari sottogruppi, inclusi diverse fasce d’età, sessi e regioni. In particolare, gli uomini mostravano un rischio più alto rispetto alle donne, probabilmente a causa di differenze nella dieta e nei fattori di stile di vita.
Conclusioni intermedie: un invito all’azione
Le prove sono chiare: ridurre il consumo di UPF e HFSS è cruciale per migliorare la salute pubblica e ridurre il carico delle malattie non trasmissibili (MNT). Per raggiungere questo obiettivo, devono essere implementate politiche nutrizionali complete a livello nazionale e globale, come raccomandato nel Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili dell’OMS (2013).
Queste politiche devono partire dalla definizione di profili nutrizionali scientificamente validi, come raccomandato anche dall’OMS (2023). Un buon esempio è offerto dai profili nutrizionali sviluppati dalla Food Standards Agency (FSA, Regno Unito) e dall’Università di Oxford, ulteriormente sviluppati e aggiornati dal Comitato Scientifico Nutri-Score.
Etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore della confezione
I sistemi di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore della confezione (FOPNL), come il Nutri-Score, possono aiutare i consumatori a fare scelte informate e più sane (Deschasaux-Tanguy et al., 2024), fornendo informazioni chiare sulla qualità nutrizionale degli alimenti.
Queste etichette dovrebbero essere obbligatorie per tutti gli alimenti confezionati e quelli offerti dalle catene di ristorazione (ad esempio fast-food), come raccomandato dall’OMS (2019, 2023). Inoltre, con un focus sulla segnalazione degli UPF, come proposto dal professor Serge Hercberg, inventore del Nutri-Score, nel 2021.
Misure fiscali
La tassazione sugli UPF, in particolare quelli ricchi di zuccheri, sale e grassi saturi, può scoraggiarne il consumo. E dovrebbe essere introdotta in modo completo, come raccomandato dall’OMS (Politiche fiscali per promuovere diete sane, 2024).
Allo stesso tempo, dovrebbero essere implementate riduzioni dell’IVA e sussidi per i prodotti freschi e gli alimenti minimamente processati, per rendere le opzioni più sane più accessibili e convenienti.
Restrizioni sulla pubblicità e sulle vendite
La pubblicità degli UPF, specialmente rivolta ai bambini, dovrebbe essere rigorosamente regolamentata. Il legislatore europeo dovrebbe riformare la Direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMS) – il cui fallimento è stato riconosciuto dalla Commissione e sottolineato da EPHA (European Public Health Association) – per proteggere i minori dal marketing predatorio del cibo spazzatura.
Le vendite di UPF nelle scuole, negli ospedali e in altri spazi pubblici dovrebbero essere limitate, seguendo gli esempi di India e Messico. I distributori automatici in questi contesti dovrebbero offrire alternative più sane, per aumentare la consapevolezza sul ruolo della nutrizione e ridurre gli esiti negativi del consumo di UPF (Volpe et al., 2023).
Collaborazione globale: l’imperativo dell’inclusività
Le politiche dovrebbero allinearsi con le strategie, le dichiarazioni politiche e le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per garantire una risposta globale coordinata. Tuttavia, la lotta contro l’epidemia di UPF non può essere vinta senza la partecipazione attiva di Cina e India, le nazioni più popolose del mondo. Questi Paesi, con le loro classi medie in rapida crescita e i modelli dietetici in cambiamento, sono sempre più vulnerabili agli impatti sulla salute degli UPF. Il loro coinvolgimento è cruciale non solo per le loro popolazioni, ma anche per stabilire un precedente per altri paesi a basso e medio reddito.
Cina e India devono essere partner integrali negli sforzi globali per regolamentare gli UPF. Ciò include l’adozione e l’adattamento delle politiche raccomandate dall’OMS, come FOPNL, misure fiscali e restrizioni pubblicitarie. Inoltre, queste nazioni dovrebbero sfruttare i loro contesti culturali ed economici unici per sviluppare soluzioni innovative che possano essere scalate a livello globale. Ad esempio, i progressi della Cina nella tecnologia digitale potrebbero essere utilizzati per creare app di tracciamento nutrizionale in tempo reale, mentre la vasta rete di produttori alimentari locali dell’India potrebbe essere mobilitata per promuovere cibi tradizionali e minimamente processati.
I Paesi a basso e medio reddito, dove il consumo di UPF sta aumentando rapidamente, dovrebbero anche ricevere supporto mirato per implementare queste misure. Questo sostegno dovrebbe includere aiuti finanziari, competenze tecniche e iniziative di sviluppo delle capacità, per garantire che nessun Paese venga lasciato indietro nella lotta globale contro le UPF.
Considerazioni finali
La convergenza di denutrizione, carenze di micronutrienti e l’epidemia crescente di obesità – il triplo carico della malnutrizione – richiede un allontanamento radicale dalle soluzioni convenzionali. Smantellare l’influenza pervasiva dei cibi ultra-processati non è semplicemente un aggiustamento dietetico; è una ristrutturazione fondamentale dei nostri sistemi alimentari.
Dobbiamo andare oltre le politiche incrementali per abbracciare una strategia olistica e preventiva che responsabilizzi gli individui, regolamenti l’industria e dia priorità alla salute pubblica rispetto al profitto. Solo attraverso un’azione così trasformativa, con la partecipazione attiva di tutte le nazioni, specialmente Cina e India, possiamo costruire un futuro in cui il cibo nutre, piuttosto che erodere, il benessere dell’umanità.
Dario Dongo
Riferimenti
- Deschasaux-Tanguy, Mélanie et al. (2024). Nutritional quality of diet characterized by the Nutri-Score profiling system and cardiovascular disease risk: a prospective study in 7 European countries. The Lancet Regional Health – Europe, 46. Doi: 10.1016/j.lanepe.2024.101006
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- R. Volpe et al. (2023). Results of European Heart Network Pilot Project “A Vending Machine for a Friend.” Journal of Food and Nutrition Sciences. 11(3): 63-69. DOI: http://dx.doi.org/10.11648/j.jfns.20231103.11
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








