Dal 20 luglio 2016 gli alimenti senza glutine – finora classificati come dietetici – confluiscono nella categoria degli alimenti comuni, come previsto dal Regolamento UE 609/2013, che ha abrogato la direttiva 2009/39/CE sugli ADAP (Alimenti dietetici e per una alimentazione particolare).
Decaduta la registrazione
In conseguenza della nuova normativa, decade l’obbligo di registrare e notificare al ministero della Salute gli alimenti etichettati come “senza glutine”, vale a dire con un residuo massimo di glutine inferiore ai 20 mg/kg, realizzati con materie prime naturalmente prive di glutine o sottoposti a processo di deglutinizzazione.
Le nuove diciture in etichetta
Le nuove diciture ammesse per qualificare gli alimenti privi o a ridotto contenuto di glutine sono già utilizzabili, come precisato dalla nota diramata il 7 luglio 2015 dal ministero della Salute.
E sono:
1 – “senza glutine”. Tale indicazione può essere seguita dalla dicitura
- “adatto alle persone intolleranti al glutine” o
- “adatto per i celiaci”, se l’alimento è naturalmente privo di glutine (quindi non formulato specificamente per i celiaci).
2 – “con contenuto di glutine molto basso”. Questa indicazione è utilizzabile solo per alimenti contenenti nella composizione ingredienti degluteinizzati.
Alimenti formulati ad hoc per i celiaci
Una ulteriore differenziazione è tuttavia prevista all’articolo 3 del regolamento 828/2014, che consente l’adozione di due ulteriori diciture:
1 – “specificamente formulato per persone intolleranti al glutine”
2 – “specificamente formulato per celiaci”.
Tali menzioni sono ammesse se l’alimento è prodotto, preparato e/o lavorato al fine di:
a) ridurre il tenore di glutine di uno o più ingredienti contenenti glutine; oppure
b) sostituire gli ingredienti contenenti glutine con altri ingredienti che ne sono naturalmente privi.
Le due diciture seguono l’indicazione “senza glutine” o “con contenuto di glutine molto basso”.
Professional journalist since January 1995, he has worked for newspapers (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) and periodicals (NumeroUno, Il Salvagente). She is the author of journalistic surveys on food, she has published the book "Reading labels to know what we eat".








