Un recente sondaggio condotto da YouGov su incarico dell’ONG ambientalista danese NOAH indica che l’82% dei cittadini danesi ritiene che l’Unione Europea debba mantenere le attuali rigorose normative sugli organismi geneticamente modificati (OGM), anziché deregolamentare le nuove tecniche genomiche (NTG) che ne fanno parte.
Al tempo stesso però il governo danese – investito della presidenza del Consiglio dell’Unione Europea per il secondo semestre del 2025 – sta sostenendo attivamente la riforma della disciplina UE sui ‘nuovi OGM’, o NGT.
Questo articolo illustra i risultati del sondaggio danese, la precedente petizione a livello UE e i negoziati in corso sulla proposta di deregolamentazione delle NTG, offrendo al contempo una critica di questi sviluppi rispetto al principio di precauzione e alla volontà espressa dai cittadini europei.
Nuovi OGM: cosa pensano i danesi
I risultati del sondaggio di YouGov per NOAH mostrano che:
- l’82% degli adulti danesi intervistati (di età pari o superiore a 18 anni) ha indicato di essere fortemente d’accordo o abbastanza d’accordo con l’affermazione: ‘L’UE dovrebbe interrompere gli sforzi per deregolamentare i prodotti geneticamente modificati e mantenere regole rigorose per proteggere la sicurezza alimentare, l’ambiente e la scelta dei consumatori‘;
- l’84% degli intervistati non era a conoscenza del fatto che il proprio governo sostiene il piano della Commissione per allentare le norme sugli OGM;
- solo circa l’8% dei danesi sapeva che il governo danese sostiene la proposta di deregolamentazione.
Il campione includeva 1.022 intervistati ed era rappresentativo della popolazione danese di età pari o superiore a 18 anni.
Questi dati segnalano un forte disallineamento tra la traiettoria politica del governo e il sentimento pubblico. E soprattutto, il sondaggio suggerisce una scarsa informazione pubblica sulle riforme radicali della disciplina delle biotecnologie in agricoltura, con implicazioni sul consenso informato, la sovranità alimentare e la legittimità normativa.
La petizione della società civile
La petizione ‘#IChooseGMOFree – Keep New GMOs Strictly Regulated’, lanciata nel 2023 da una coalizione di organizzazioni biologiche e ONG europee, ha raccolto oltre 420.000 firme di cittadini europei contrari alla deregolamentazione dei nuovi OGM, noti anche come NTG. La petizione sottolinea le preoccupazioni relative alla scelta dei consumatori, alla trasparenza, alla tracciabilità e alla concentrazione di potere nei mercati delle sementi.
Da una prospettiva di politica e governance della ricerca, questa mobilitazione sottolinea due punti chiave:
- la fiducia pubblica nell’innovazione biotecnologica rimane subordinata a solide garanzie normative e a una governance partecipativa;
- i cittadini richiedono l’etichettatura e la tracciabilità delle colture OGM, a prescindere dalle tecnologie utilizzate.
Proposta UE sulle Nuove Tecniche Genomiche
Contesto
Il 5 luglio 2023 la Commissione europea ha adottato la sua proposta per un regolamento sulle piante prodotte mediante alcune nuove tecniche genomiche (NTG). La definizione di NTG include tecniche di manipolazione genetica come la mutagenesi mirata e la cisgenesi.
Caratteristiche chiave della proposta
La proposta introduce un regime binario:
- Categoria 1 (NTG 1). Le piante sviluppate mediante nuove tecniche genomiche (NTG) con meno di 20 modifiche genetiche sarebbero esentate dall’attuale legislazione sugli OGM. Sarebbero invece sottoposte a una sola procedura di notifica, con etichettatura delle sole sementi ma non anche dei prodotti alimentari;
- Categoria 2 (NTG 2). Tutte le altre piante ottenute mediante nuove tecniche genomiche (NTG) – comprese quelle appositamente progettate per resistere agli erbicidi – rimarrebbero soggette alle regole stabilite per gli OGM, per quanto riguarda tracciabilità ed etichettatura, beneficiando al contempo di procedure semplificate per la valutazione del rischio e l’autorizzazione.
Gli Stati membri verrebbero poi privati del diritto di vietare la coltivazione di piante NGT sui loro territori nazionali (‘opt-out’). Non sono previste misure di coesistenza, né viene applicato il principio ‘chi inquina paga‘ in caso di danni ambientali o danni agli agricoltori biologici.
Presidenza danese e cittadini
In qualità di detentore della presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea per il secondo semestre del 2025, la Danimarca esercita un’influenza significativa nell’orientare le discussioni al trilogo e nel promuovere il consenso tra gli Stati membri. Secondo NOAH – una delle più antiche e attive organizzazioni ambientaliste del Paese – i gruppi industriali danesi affermano che gli esperti danesi avrebbero contribuito a plasmare il 95% della bozza di regolamento.
Dal punto di vista della governance, si intravede una criticità di non poco conto: un governo nazionale promuove la deregolamentazione degli OGM a discapito dell’opposizione interna schiacciante, o comunque senza informare i cittadini. Si sollevano così questioni formali sulla responsabilità democratica, la consultazione pubblica e l’allineamento dei mandati nazionali con gli interessi dei cittadini. Ciò vale per la Danimarca, come pure per gli altri 26 Paesi membri.
Principio di precauzione e rispetto dei cittadini
Ai sensi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il principio di precauzione – stabilito all’articolo 191, paragrafo 2 – stabilisce che, quando sussistono motivi ragionevoli di preoccupazione circa possibili rischi per la salute umana o per l’ambiente, la mancanza di certezza scientifica completa non può essere invocata per rinviare l’adozione di misure preventive o proporzionate volte a evitare il verificarsi di tali danni. La rinuncia a priori dell’autorizzazione basata su una solida analisi del rischi che questi nuovi OGM possono comportare per l’ambiente e la salute pubblica è in palese contrasto con questo principio.
Precedenti analisi giuridiche (ENGA, 2025) evidenziano tra l’altro che la proposta della Commissione trasferisce di fatto la responsabilità dagli sviluppatori di biotecnologie all’industria alimentare, introduce ambiguità nei requisiti di identificazione e tracciabilità e indebolisce in misura significativa i diritti dei cittadini. I dati del sondaggio mostrano che i cittadini richiedono informazioni trasparenti per mantenere la possibilità di scegliere se consumare alimenti che contengano o siano derivati da OGM. Senza tracciabilità ed etichettatura chiara, i diritti dei consumatori e la trasparenza del mercato vengono irrimediabilmente compromessi.
Una preoccupazione aggiuntiva riguarda il consolidamento nel settore dell’industria delle sementi. NOAH evidenzia che le grandi aziende biotecnologiche e sementiere potrebbero acquisire ulteriore potere e ridurre la biodiversità, inibendo l’autonomia degli agricoltori e limitando il controllo sociale sui sistemi agricoli.
Dal punto di vista scientifico, politico e sociale, la proposta di deregolamentazione delle NTG – nel contesto di un’opposizione pubblica così schiacciante e di una scarsa consapevolezza pubblica – è fondamentalmente disallineata con il principio di precauzione, il consenso democratico e il diritto dei consumatori a una scelta informata. L’UE e i governi nazionali dovrebbero perciò sospendere i negoziati, rafforzare la valutazione del rischio, applicare la piena tracciabilità ed etichettatura e dialogare adeguatamente con il pubblico prima di implementare riforme così profonde nel sistema agroalimentare.
Implicazioni per i sistemi alimentari e i consumatori
Le potenziali conseguenze della proposta di deregolamentazione vanno ben oltre i dibattiti normativi. La deregolamentazione dei nuovi OGM potrebbe ridurre le informazioni obbligatorie per i consumatori, indebolendo la fiducia e la scelta informata. I produttori biologici e non-OGM potrebbero affrontare maggiori rischi di contaminazione senza solide regole di coesistenza, con il rischio di perdere le loro certificazioni e il valore di mercato.
I sostenitori della deregulation sostengono che le nuove tecniche genomiche possono accelerare l’adattamento delle colture ai cambiamenti climatici e ridurre gli input chimici, ma tali affermazioni rimangono in gran parte non verificate e distolgono l’attenzione da soluzioni agroecologiche i cui risultati sono invece comprovati.
Il trasferimento della responsabilità dagli sviluppatori agli operatori a valle nella catena alimentare, insieme ad ampie protezioni brevettuali, potrebbe inoltre intensificare la concentrazione aziendale e compromettere l’accesso degli agricoltori alle risorse genetiche. Un approccio precauzionale e trasparente è quindi fondamentale per salvaguardare la biodiversità, i diritti dei consumatori e l’integrità dei sistemi alimentari sostenibili.
Conclusioni provvisorie
Una maggioranza significativa dei cittadini danesi si oppone alla deregulation dei nuovi OGM. Una petizione ampiamente partecipata in tutta Europa ha già mostrato la diffusa preoccupazione della società civile circa la sicurezza alimentare, la salute pubblica e la protezione dell’ambiente, la trasparenza e i diritti dei consumatori. Ciò nonostante, l’UE sta sottraendo le nuove tecniche genomiche a un regime di tutela di questi diritti basato sull’analisi del rischio.
Il governo danese, durante la sua presidenza UE, promuove attivamente la deregolamentazione dei nuovi OGM nonostante l’opposizione pubblica, sollevando questioni sulla legittimità democratica e sulla precauzione nella progettazione delle politiche.
Tenuto conto delle incertezze scientifiche irrisolte, la proposta deregolamentazione appare in conflitto con il principio di precauzione e la volontà espressa dai cittadini. I responsabili politici dovrebbero garantire che il pubblico sia pienamente informato, che la valutazione del rischio rimanga rigorosa, che la tracciabilità e l’etichettatura siano applicate e che una consultazione autentica preceda qualsiasi riforma con implicazioni così vaste.
Dario Dongo
Photo by Gilberto Olimpio
Riferimenti
- Biodynamic Federation Demeter International. (2023, 7 February). More than 420 000 citizens oppose the deregulation of new GMOs. https://demeter.net/more-than-420-000-citizens-oppose-deregulation-of-new-gmos/
- European Parliament. (2024, February 2). New Genomic Techniques: MEPs back rules to support green transition of farmers. https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20240202IPR17320/new-genomic-techniques-meps-back-rules-to-support-green-transition-of-farmers
- European Commission. (2023, July 5). Proposal for a new Regulation on plants produced by certain new genomic techniques – Fact Sheet. https://food.ec.europa.eu/plants/genetically-modified-organisms/new-techniques-biotechnology_en
- ENGA. (2025, January 14). New legal opinion: New Genomic Techniques deregulation proposal shifts safety testing and liability risks to the EU food industry. https://www.enga.org/newsdetails/new-legal-opinion-new-genomic-techniques-deregulation-proposal-shifts-safety-testing-and-liability-risks-to-the-eu-food-industry
- Council of the European Union. (2025, March 14). New genomic techniques: Council agrees negotiating mandate. Retrieved from https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2025/03/14/new-genomic-techniques-council-agrees-negotiating-mandate
- NOAH. (2025, November 3). 82 % af danskerne er imod. Alligevel er den danske regering fast besluttet på at lempe EU’s GMO-regler. https://noah.dk/nyheder/82-af-danskerne-er-imod-alligevel-er-den-danske-regering-fast-besluttet-paa-lempe-eus-gmo
Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








