La proposta della Commissione europea per la Politica Agricola Comune (PAC) 2028-2034 ha scatenato un’ondata di proteste tra agricoltori, sindacati e associazioni della società civile. Presentata il 16 luglio 2025, la riforma prevede un taglio del 20% delle risorse destinate all’agricoltura e una gestione più centralizzata a livello nazionale, suscitando forti critiche per la mancanza di attenzione alla transizione ecologica, alla sostenibilità sociale e alla tutela dei piccoli produttori.
La proposta di bilancio europeo e il capitolo PAC
Il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 presentato dalla Commissione europea ammonta a 1.800 miliardi di euro, con un aumento nominale rispetto al ciclo precedente (2021-2027), ma sostanzialmente invariato in termini reali a causa dell’inflazione. La vera novità è la riduzione del peso della PAC e dei fondi di coesione, che passano dal 70% al 45% del bilancio UE.
La Commissione propone un Fondo unico da 850 miliardi, che accorpa PAC, coesione, immigrazione e controlli alle frontiere, gestito direttamente dagli Stati membri seguendo il modello del Pnrr. Sebbene siano previsti paletti minimi (300 miliardi per la PAC, 218 per le regioni povere, 34 per l’immigrazione), la riforma riduce il ruolo delle Regioni e del Parlamento europeo, aumentando la discrezionalità nazionale.
In parallelo, crescono gli investimenti in competitività (410 miliardi), difesa (130 miliardi), transizione digitale e decarbonizzazione. Al capitolo ‘Global Europe’ vengono dedicati 200 miliardi in buona parte a vantaggio di Paesi che attualmente non fanno parte della UE, a cui si aggiungono 100 miliardi per l’Ucraina, il cui ingresso nella UE avrebbe gravi implicazioni per la PAC. Critici anche i nuovi meccanismi di finanziamento, con l’introduzione di tasse su tabacco (obiettivo 11 miliardi di incasso), grandi imprese (7 miliardi) e rifiuti elettronici (15 miliardi di euro).
Le proteste degli agricoltori
Le reazioni degli agricoltori e le associazioni di categoria alla parte del nuovo bilancio dedicata alla PAC sono durissime:
– ECVC (Coordinamento europeo Via Campesina) denuncia lo ‘smantellamento della PAC’, con rischi per i redditi degli agricoltori e l’aumento delle disuguaglianze tra gli Stati. Critica l’assenza di regole di mercato per garantire prezzi equi e la rinazionalizzazione della politica agricola;
– il Collettivo Nourrir teme un indebolimento della transizione agroecologica e una corsa al ribasso tra Paesi, con fondi insufficienti per sostenere i piccoli produttori.
Sindacati e diritti dei lavoratori affievoliti
Il lavoro degli agricoltori e dei braccianti non viene tenuto nella giusta considerazione, reclamano i sindacati.
EFFAT (European Federation of Food, Agriculture and Tourisme Trade Unions), cui aderiscono tutti i sindacati nazionali degli agricoltori (e del turismo) denuncia un indebolimento della condizionalità sociale, il meccanismo che vincola la concessione dei pagamenti diretti al rispetto di norme relative alle condizioni di lavoro e di impiego dei lavoratori agricoli, inclusa la salute e la sicurezza sul lavoro.
Il progetto della Commissione europea prevede infatti esenzioni per le aziende sotto i 10 ettari (70% delle realtà UE) e sanzioni meno severe, con evidente aumento del rischio per i diritti dei lavoratori.
Ambientalisti, trascurati i temi clima e biodiversità
Unanime la bocciatura delle maggiori associazioni ambientaliste. IFOAM (agricoltori biologici), WWF e Greenpeace bocciano la riforma, definendola un passo indietro nella sostenibilità. Il WWF avverte che senza vincoli obbligatori per clima e biodiversità, gli Stati potrebbero tagliare i fondi verdi. Rincara Greenpeace: la flessibilità nazionale favorirà solo le grandi aziende inquinanti.
C’è ancora tempo per rimediare
Il processo di approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale europeo durerà almeno due anni, con negoziati complessi tra Commissione, Consiglio UE e Parlamento europeo. Le proteste degli agricoltori e delle organizzazioni potrebbero influenzare il dibattito, soprattutto sui temi più caldi:
– ridistribuzione dei fondi. L’obiettivo è evitare che i tagli colpiscano i piccoli produttori;
– condizionalità sociale e ambientale. Urgente reintrodurre obblighi chiari per clima e diritti dei lavoratori;
– regole di mercato. È essenziale garantire prezzi equi e ridurre la concorrenza sleale.
Se la Commissione non modificherà la proposta, le mobilitazioni potrebbero intensificarsi, come già avvenuto nel 2024. La posta in gioco è alta: il futuro dell’agricoltura europea, tra sovranità alimentare, giustizia sociale e crisi climatica.
Marta Strinati
Riferimenti
– Bordignon M. Bilancio europeo 2028-2034: cosa cambia. lavoce.info 18.7.25 https://lavoce.info/archives/
– Collectif Nourrir. Future PAC : une renationalisation et un budget amputé au détriment de la souveraineté alimentaire européenne. 17.7.25 https://collectifnourrir.fr/
– EFFAT. Not a New Day for CAP: New Architecture Hides Dangerous Threats for Agricultural Workers. 18.7.25 https://effat.org/featured/
– European Commission. The 2028-2034 EU budget for a stronger Europe. 16.7.25. https://commission.europa.eu/
– European Coordination Via Campesina. Farmers reject disastrous budget proposal for Multiannual Financial Framework and CAP. 16.7.25 https://www.eurovia.org/press-
– TerraNuova. PAC: FederBio, WWF e Greenpeace bocciano la proposta di riforma. 18.7.25 https://www.terranuova.it/
Professional journalist since January 1995, he has worked for newspapers (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) and periodicals (NumeroUno, Il Salvagente). She is the author of journalistic surveys on food, she has published the book "Reading labels to know what we eat".








