NGTs, i nuovi OGM al bivio dell’agricoltura UE

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Una profonda trasformazione sta maturando nel cuore dell’Unione Europea, ed è destinata a ridefinire il panorama alimentare e agricolo del continente (Dongo, 2025). L’UE si trova nelle fasi finali della creazione di un nuovo quadro giuridico per le New Genomic Techniques (NGT), vale a dire i nuovi OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Sebbene le tecnologie di ‘precision breeding’ come CRISPR-Cas9 vengano presentate come uno strumento per l’innovazione, il processo di deregolamentazione ha innescato un acceso dibattito politico ed etico che contrappone gli interessi dei colossi finanziari ai principi fondanti della precauzione nella tutela ambientale e sanitaria, alla scelta dei consumatori, alla sovranità alimentare e all’agricoltura biologica.

Questa analisi approfondisce i punti principali dei negoziati in corso – in sede di trilogo, tra i rappresentanti di Commissione europea, Parlamento e Consiglio (degli Stati) – e le posizioni della società civile che evidenzia rischi senza precedenti.

Le NGT come ‘nuovi OGM’? La realtà scientifica e il dibattito legale

Da un punto di vista tecnico, gli organismi sviluppati con le nuove tecniche genomiche (NGT) sono inequivocabilmente Organismi Geneticamente Modificati (OGM). La distinzione non risiede infatti nella natura della modificazione, ma nella metodologia: le NGT utilizzano tecnologie nuove e ipoteticamente precise come CRISPR-Cas9, a differenza delle tecniche transgeniche ‘tradizionali’.

Questa realtà scientifica è alla base dell’attuale dibattito legale. La Corte di Giustizia Europea (2018), nella sua sentenza storica sulla Causa C-528/16, ha confermato che gli organismi ottenuti attraverso mutagenesi – incluse le NGTrientrano nella definizione di OGM ai sensi della Direttiva 2001/18/CE, che esenta solo quelle tecniche con una lunga e consolidata storia di sicurezza (es. grano Creso, ndr).

L’attuale proposta legislativa mira quindi a stabilire una nuova categoria giuridica per i cosiddetti ‘nuovi OGM’, affermando che la loro precisione e le modifiche mirate giustificano un percorso normativo più flessibile. Le organizzazioni della società civile sostengono tuttavia che questo approccio rappresenti una deroga, guidata dalle Corporation ma scientificamente infondata, rispetto alla normativa OGM esistente.

La proposta a due livelli della Commissione: una premessa difettosa?

Nel luglio 2023, la Commissione Europea ha proposto un nuovo regolamento che istituisce un sistema a due categorie per le piante NGT (Commissione Europea, 2023). Questa categorizzazione è stata peraltro ritirata dall’ANSES (2023) in quanto priva di alcun fondamento scientifico.

  • NGT di Categoria 1: gli organismi che la Commissione considera ‘equivalenti a quelli convenzionali’ sarebbero esentati dalla vigilanza prevista per gli OGM. E quindi, nessuna valutazione del rischio, nessuna etichettatura OGM e nessun metodo di rilevamento. Gli Stati membri perderebbero inoltre la loro sovranità per vietarne la coltivazione sul proprio territorio.
  • NGT di Categoria 2: questi organismi sarebbero soggetti a un’applicazione semplificata dell’attuale disciplina degli OGM, anche per quanto attiene alla valutazione del rischio.

Il dibattito in corso nel trilogo

Il Parlamento e il Consiglio dell’UE hanno definito posizioni che si scontrano con la visione della Commissione su diversi fronti critici:

1. Tracciabilità e diritto di conoscere l’identità dei cibi

La questione più significativa per i consumatori è la trasparenza. Per le NGT di Categoria 1, la Commissione e il Consiglio propongono solo un’etichetta per le sementi, rendendo lo status genetico invisibile per il consumatore finale. Il Parlamento Europeo chiede la piena tracciabilità per tutti i prodotti contenenti queste piante, una salvaguardia vitale per la scelta informata;

2. La minaccia della contaminazione e il divieto per il biologico

Sebbene le tre istituzioni concordino sul vietare l’uso delle NGT nella produzione biologica, la preoccupazione maggiore risiede nel rischio di contaminazione da colture vicine. In assenza di rigorose misure di coesistenza per le NGT di Categoria 1, la deriva genetica potrebbe minare l’integrità dell’agricoltura biologica, erodere la biodiversità e mettere in pericolo le filiere di varietà agricole tradizionali. In questo contesto, la proposta del Parlamento di una clausola che protegga gli agricoltori biologici da penalizzazioni in caso di contaminazione accidentale – un problema che già esiste con l’attuale normativa OGM – rappresenta un rimedio modesto per i sintomi piuttosto che una soluzione al problema di fondo;

3. Brevetti e sovranità degli agricoltori

La Commissione propone un mero studio, mentre il Consiglio suggerisce un gruppo di esperti. Il Parlamento Europeo chiede il divieto totale dei brevetti per tutte le piante NGT. Questa richiesta risponde direttamente alle preoccupazioni che i brevetti consoliderebbero il potere nelle mani di poche grandi Corporations – le ‘Big 4’ che dominano l’industria delle sementi e dei pesticidi – minacciando i diritti degli agricoltori di conservare e scambiare i semi e indebolendo la sovranità alimentare.

4. Il principio di precauzione: rischi non affrontati

Il dibattito politico in corso lascia grandi preoccupazioni irrisolte, poiché rischiano di venire messe da parte nella corrente spinta verso la deregolamentazione. Queste preoccupazioni riguardano:

  • rischi ambientali, in particolare il potenziale impatto del rilascio deliberato di un numero e di varietà imprevedibili di OGM sulla biodiversità e gli ecosistemi;
  • il principio di precauzione, poiché la proposta disapplica di fatto questo principio fondamentale del diritto UE, privilegiando l’interesse commerciale rispetto a una rigorosa e indipendente valutazione del rischio.

Conclusioni provvisorie

I negoziati finali del trilogo sono in corso, con un potenziale accordo atteso entro la fine del 2025. L’esito su brevetti, tracciabilità e coesistenza determinerà se l’UE abbraccerà un modello di agricoltura opaca e controllata dalle Corporation o uno che salvaguardi la trasparenza, la sovranità degli Stati membri e degli agricoltori, e l’integrità del settore biologico.

Questa decisione ha implicazioni cruciali anche per i diritti dei consumatori, poiché il 59% dei cittadini europei intervistati dall’EFSA nell’ultimo rapporto Eurobarometro (2025) ha dichiarato di essere preoccupato per gli OGM, sottolineando la richiesta del pubblico del diritto di conoscere l’identità degli alimenti per poter compiere scelte consapevoli. Il futuro del cibo europeo è, letteralmente, a un bivio.

Dario Dongo

Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)

Riferimenti

  • ANSES. (2023). Avis de l’Anses relatif à l’analyse scientifique de l’annexe I de la proposition de règlement de la Commission européenne du 5 juillet 2023 relative aux nouvelles génomiques (NTG) – Examen des critères d’équivalence proposés pour définir les plantes NTG de catégorie 1. Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (Anses). https://www.anses.fr
  • Dongo, D. (2025, 15 March). NGTs: a dark future for EU agriculture? FT (Food Times).
  • European Commission. (2023). Proposal for a Regulation of the European Parliament and of the Council on plants obtained by certain new genomic techniques and their food and feed. COM(2023) 411 final
  • European Court of Justice. (2018). Judgment of the Court (Grand Chamber) of 25 July 2018, Confédération paysanne and Others v Premier ministre and Ministre de l’Agriculture, de l’Agroalimentaire et de la Forêt, Case C-528/16. ECLI:EU:C:2018:583
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      Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.