Il 16 dicembre 2025 l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM o Antitrust Italia) ha avviato un’indagine conoscitiva sulle pratiche commerciali della GDO (Grande Distribuzione Alimentare) nella filiera agroalimentare, avendo riguardo sia ai rapporti con i produttori agricoli, sia a quelli con i fornitori di prodotti a marca del distributore (private label).
Il provvedimento con cui Antitrust ha avviato l’indagine conoscitiva sulla GDO muove dalle seguenti considerazioni:
- inflazione alimentare. Negli ultimi quattro anni, da ottobre 2021 a ottobre 2025, i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 24,9%, quasi otto punti percentuali in più rispetto all’indice generale dei prezzi al consumo (+17,3%);
- nell’ambito dei beni alimentari, la crescita dei prezzi è stata decisamente più marcata con riferimento al comparto dei prodotti non lavorati sino al mese di settembre 2025, mentre negli ultimi due mesi sembra essersi verificata un’inversione di tendenza;
- ’a fronte dei descritti incrementi dei prezzi al consumo, i produttori agricoli lamentano spesso una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei propri margini, che potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata’.
L’Antitrust evidenzia come a monte della filiera agroalimentare vi sia una base produttiva estremamente frammentata, composta da diverse migliaia di fornitori. Annotando altresì il ‘forte ritardo strutturale nella crescita della dimensione delle imprese agricole nazionali e nella costituzione di Organizzazioni di Produttori e di Associazioni di Organizzazioni di Produttori, strumenti specificamente individuati nell’ambito della Politica Agricola Comune per consentire ai produttori agricoli di incrementare il proprio potere negoziale, migliorare l’efficienza collettiva e sviluppare partnership più equilibrate con la distribuzione’.
A valle della filiera, viceversa, ‘si osserva un settore della distribuzione finale caratterizzato da un livello di concentrazione piuttosto elevato e crescente nel tempo, che potrebbe consentire alle catene della GDO di imporre unilateralmente le condizioni economiche e operative della fornitura, spuntando e trattenendo margini di guadagno “ingiustificatamente” superiori a quelli riconosciuti ai propri fornitori’.
Catena del valore ed evoluzione della GDO
In tale contesto, l’Autorità ritiene ‘meritevole di approfondimento il ruolo svolto dalla GDO nelle modalità di ripartizione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare e di formazione dei prezzi finali. In particolare, in tale ambito, assume rilievo il modo in cui le catene della moderna distribuzione esercitano il proprio potere negoziale in fase di acquisto (buyer power), dal quale discendono il livello di remunerazione delle attività a monte della catena produttiva e, in funzione dei meccanismi di trasmissione a valle dei risparmi di costo, il livello dei prezzi finali’.
L’Antitrust considera il ‘processo di profonda trasformazione strutturale e organizzativa’ in atto nel settore della GDO, e pone quale ‘principale obiettivo quello di verificare in che misura, e con quali modalità, l’evoluzione del settore in corso si riverberi sulle modalità di esercizio del potere di acquisto della GDO nei confronti dei propri fornitori e sul confronto concorrenziale tra operatori, posto che le strategie di ottimizzazione della supply chain rappresentano una delle principali leve competitive delle catene distributive’.
Livelli di negoziazione, remunerazione dei servizi di vendita
Assume perciò ‘particolare rilievo sotto il profilo concorrenziale il fatto che le catene della GDO esercitino il proprio potere di acquisto anche attraverso diverse e variegate forme di aggregazione non societaria, che si sviluppano spesso su più livelli (cooperative, centrali e supercentrali), a cui corrispondono altrettanti livelli di negoziazione con il medesimo fornitore (supercentrale, centrale, cooperativa, singolo operatore)’.
‘Il potere contrattuale delle catene della GDO nei confronti dei propri fornitori viene altresì esercitato nell’ambito della negoziazione dei pagamenti che i fornitori stessi sono tenuti a retrocedere alle imprese distributive come corrispettivo per l’acquisto dei servizi di vendita quali, ad esempio, l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti, ecc. (il c.d. trade spending)’.
L’indagine conoscitiva comprenderà quindi:
- ‘una mappatura delle diverse organizzazioni di acquisto attive nel settore, analizzandone le funzioni, il grado e le forme di coordinamento attivato’;
- ‘il ruolo svolto nella definizione delle complessive condizioni di acquisto e nella conseguente formazione dei prezzi finali’, con analisi delle caratteristiche e l’incidenza dei flussi di contributi corrisposti per i servizi promozionali e di vendita, generalmente negoziati in modo contestuale alle condizioni di acquisto, anche al fine di valutarne l’idoneità a remunerare servizi effettivamente richiesti dal fornitore e concretamente erogati dalle catene’.
‘Private label’
Nell’analisi dei rapporti negoziali tra catene della GDO e fornitori di prodotti agroalimentari, l’Antitrust attribuisce grande rilievo anche al tema dei prodotti a marchio del distributore, le c.d. ‘private label’ (PL, o Marca del Distributore, MDD). Le quali nel 2024 hanno registrato un aumento di fatturato superiore al 2,4 % rispetto al 2023, + 35,4 % rispetto al 2019, ‘e incidono in misura crescente sugli assortimenti delle catene, rafforzandone ulteriormente il potere contrattuale nei confronti dei propri fornitori. Con questi ultimi, infatti, oltre al tradizionale rapporto contrattuale di tipo verticale, si viene a configurare anche un rapporto di concorrenza diretta di tipo orizzontale. A tale riguardo, rileva la circostanza che la gestione degli acquisti e del marketing delle PL, che rappresenta un’importante leva strategica di competizione a valle tra gli operatori della GDO, sia generalmente demandata alle centrali di acquisto’.
Antitrust intende perciò approfondire il ruolo e l’importanza dei prodotti a ‘private label’, ‘con particolare riferimento alla loro incidenza sull’assortimento, alla tipologia e alle caratteristiche dei fornitori, alle condizioni di acquisto da parte delle catene e al successivo posizionamento di prezzo sui mercati a valle del consumo’.
Indagine conoscitiva di Antitrust
L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha così deliberato di ‘procedere all’avvio di un’indagine conoscitiva sulla filiera agroalimentare e sulla GDO, con particolare riferimento alle tematiche sopra richiamate’. Il termine di chiusura dell’indagine è fissato al 31 dicembre 2026.
Entro il breve termine del 31 gennaio 2026, ogni soggetto interessato potrà fornire contributi all’indagine, con particolare riguardo a:
- ‘eventuali criticità relative alle modalità di esercizio del potere di acquisto da parte degli operatori della GDO, anche con particolare riferimento a quei settori – tipicamente rappresentati dai prodotti freschi pronti per il consumo – dove si riscontra un maggiore sbilanciamento del potere contrattuale a favore degli acquirenti;
- eventuali inefficienze, malfunzionamenti o criticità concorrenziali connessi all’esistenza di diversi livelli di aggregazione tra operatori della GDO in fase di acquisto;
- ‘’eventuali specifiche criticità, inefficienze o deficit di trasparenza presenti nella negoziazione e gestione del trade spending, ossia del flusso di contributi versati agli operatori della GDO per la remunerazione dei servizi promozionali e di vendita;
- opportunità e difficoltà per i produttori connesse alla fornitura di prodotti a marchio del distributore (PL o MDD);
- eventuali anomalie di funzionamento o criticità riscontrate nel meccanismo di trasferimento a valle, da parte degli operatori della GDO, delle oscillazioni di prezzo degli input produttivi e degli eventuali risparmi di costo ottenuti in fase di approvvigionamento’.
La nostra squadra di FARE e la sua rete di professionisti esperti in materia è a disposizione degli operatori che intendano ricevere supporto per la partecipazione all’indagine in esame, anche in forma riservata.
Dario Dongo
Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)
Riferimenti
- Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM). Indagini conoscitive 207 IC58 – GDO e filiera agroalimentare. Provvedimento n. 31773. Bollettino settimanale 22.12.25 n. 49
Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








