Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita, i dubbi irrisolti

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Food Times_crisi Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita

Il 28 luglio 2025 Consorzi Agrari d’Italia, CAI S.p.A. – sotto la guida Coldiretta del suo ex amministratore delegato, Gianluca Lelli, frattanto rimosso dall’incarico – aveva preso in affitto l’intero ramo d’azienda del Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita (CECAS) al prezzo vile di 1000 euro al mese, come si è già riportato. In vista della sua acquisizione a un prezzo altrettanto vile, dopo il deprezzamento del patrimonio netto di circa 5 milioni di euro.

L’analisi di bilanci, verbali di assemblea e relazioni dei collegi sindacali, in aggiunta alle notizie raccolte, induce peraltro il sospetto che la crisi del Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita – il più grande tabacchificio cooperativo del Centro-Sud Italia, un tempo molto patrimonializzato – possa derivare da una serie di operazioni riconducibili alla sfera di influenza di Coldiretti. #VanghePulite.

Tabacco italiano, Coldiretti e ONT Italia

Coldiretti si è concentrata sul settore del tabacco, e lo ha ‘colonizzato’, già all’inizio degli anni 2000. Un’intuizione brillante, atteso che l’Italia è leader europeo nella coltivazione di tabacco, con una produzione di 34.000 tonnellate – focalizzata in Campania, Umbria, Toscana e Veneto – che esprime circa un terzo del totale UE.

Il 29.7.02 Coldiretti costituiva presso la propria sede in Roma a Palazzo Rospigliosi la Organizzazione Nazionale Tabacco Italia (ONT Italia) S.c.a.r.l., poi trasformata in Organizzazione di Produttori (OP), nel 2017, con riconoscimento dalla regione Campania. In accordo con Philip Morris Italia, che fattura 2,6 miliardi di euro con un utile di 82 milioni di euro, grazie a un regime di accise che nel Bel Paese non a caso è inferiore rispetto alla media dei Paesi membri dell’Unione Europea (Cergas-Unibocconi, 2025).

ONT Italia oggi fattura 78 milioni di euro e commercializza il 48% del tabacco italiano, come riporta il suo bilancio chiuso al 31.3.25.

ONT, il Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita e le cooperative ATAS, CTS

Gennarino Masiello, vice presidente nazionale di Coldiretti, è presidente di ONT Italia e al contempo presidente del Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita (CECAS).

Le cooperative ATAS e CTS di Benevento a loro volta sono associate a ONT Italia e storicamente associate a CECAS, avendo espresso i loro rappresentanti nel suo CdA.

Nel maggio 2024 – in occasione di una ispezione straordinaria del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MiMIT), come riferito nel verbale di assemblea 30.7.2024 di CECAS – è emerso che tali cooperative, da molti anni:

  • non conferivano il tabacco dei loro soci a CECAS, benché vi fossero obbligate per statuto, mentre
  • conferivano il tabacco dei loro soci a ONT Italia, la quale lo vendeva a Philip Morris o ad altre aziende, così
  • escludendo CECAS, che ha un grande tabacchificio, dal settore e dal circuito della lavorazione del tabacco.

Conflitti d’interessi, le contestazioni del MiMIT

Gli ispettori del MiMIT contestavano i conflitti d’interessi sia a Gennarino Masiello (presidente di ONT Italia e di CECAS), sia a Rino Lemmo (consigliere di amministrazione di ONT Italia e di CECAS, nonché della cooperativa ATAS).

Per rimediare alle contestazioni del MiMIT l’assemblea di CECAS deliberava:

  • l’autorizzazione a Masiello e Lemmo a essere amministratori di ONT Italia (sebbene essa operasse in diretta concorrenza con CECAS), nonché
  • l’abbandono ufficiale del settore tabacchicolo da parte di CECAS. Invitando le cooperative aderenti a conferire a CECAS, che era ed è un tabacchificio – prodotti agricoli diversi dal tabacco.

Poiché la cooperativa CTS non aderiva all’invito di conferire altri prodotti diversi dal tabacco, essa veniva esclusa da CECAS. Il verbale di assemblea riferisce che l’esclusione di CTS sarebbe stata ‘ordinata’ dal MiMIT, ma non si ha evidenza di tale notizia.

CECAS, la relazione del collegio sindacale

Il collegio sindacale di CECAS, nella relazione sul bilancio al 31.8.24, contestava all’organo amministrativo:

  • la gestione del consorzio, fissando il termine del 31.12.25 per proporre e attivare un piano industriale, subordinando alla sua proposizione il parere positivo alla proposta di cessione di beni e rami di azienda;
  • i criteri di contabilizzazione adottati, in quanto difformi da quelli utilizzati in precedenza e inapplicabili ad una azienda in esercizio.

CECAS, amministrazione o liquidazione controllata?

Sorge il sospetto, alla luce della citata relazione del collegio sindacale, che l’organo amministrativo di CECAS stia realizzando una liquidazione controllata, ma mai deliberata, nella prospettiva di cedere il suo ingente patrimonio a CAI S.p.A. Ad avvalorare tale sospetto si richiama il recente contratto di affitto di ramo d’azienda a prezzo vile, stipulato dall’allora amministratore delegato di CAI S.p.A. Gianluca Lelli, ex dirigente di Coldiretti con l’amministratore delegato di CECAS Stefano Melchiorri, a sua volta ex dipendente di Coldiretti con incarichi amministrativi.

Stefano Melchiorri ricopre tuttora molteplici cariche nella galassia di Coldiretti, quali la presidenza del collegio sindacale di CAI S.c.a.r.l. – socio della stessa CAI S.p.A. – e di CAI Real Estate S.r.l.. Oltre alla presidenza del collegio sindacale del Consorzio Agrario di Siena, l’ultimo tra i consorzi agrari territoriali ad aver ceduto i propri asset a CAI S.p.A..

Il 20.9.23, tra l’altro, la CECAS amministrata da Melchiorri aveva ceduto in pegno alla CAI S.p.A. sotto la gestione di Lelli una parte delle proprie quote nella CECAS Commercial S.r.l., per un valore nominale di 300.000 euro, a garanzia di un prestito infruttifero di 450.000 euro.

Il consiglio di amministrazione di CECAS, ça va sans dire, è a sua volta controllato da Coldiretti tramite Gennarino Masiello, presidente di CECAS nonché vicepresidente nazionale di Coldiretti (oltreché presidente di ONT Italia), Gerardo Dell’Orto (direttore di Coldiretti Latina), Rino Lemmo (amministratore di ONT Italia) e lo stesso Stefano Melchiorri.

Un segnale di speranza

Considerata la dubbia legittimità delle operazioni amministrative e societarie messe in atto su CECAS, già stigmatizzate prima dal MiMIT e poi dal collegio sindacale, v’è ora da attendersi che il neo nominato amministratore delegato di CAl S.p.A., Roberto Sambuco – che porta con sé un bagaglio professionale di spiccata esperienza anche sulla vigilanza delle società cooperative – vorrà ripristinare l’indipendenza e la legittimità.

Dario Dongo

Riferimenti

  • CECAS. Si vedano, nel registro imprese: bilancio anno 2024 e relativa relazione del collegio sindacale; verbali assemblea CECAS 30.7.24 e 6.8.25; atto notaio Gabriele Sciumbata di Roma, 20.9.23, costituzione in pegno quote ‘CECAS Commercial’
Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.