Esposizione agli interferenti endocrini e sviluppo neurocomportamentale dei bambini

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interferenti endocrini

L’esposizione delle donne in gravidanza a una varietà di interferenti endocrini è stata associata – in uno studio di coorte pubblicato su Science (Caporale et al., 2022) – a effetti avversi sullo sviluppo neurocomportamentale dei bambini. Con particolare riguardo ai ritardi nello sviluppo delle capacità di linguaggio. (1)

1) Interferenti endocrini

Gli interferenti endocrini sono sostanze che influenzano la regolare biosintesi degli ormoni, il metabolismo e la sua omeostasi. Possono altresì disturbare lo sviluppo del feto, interagendo con una moltitudine di recettori (es. recettori di membrana, neurotrasmettitori).

1.1) Fonti e modalità di esposizione

Le fonti e modalità di esposizione sono molteplici. Gli interferenti endocrini invero abbondano negli alimenti non bio – a causa dei residui di pesticidi e altri agrotossici che pervadono anche le abitazioni in aree rurali, come si è visto – e i beni di uso quotidiano.

Dai cosmetici ai tessuti e gli indumenti (ISS, 2021), i MOCA (materiali e oggetti a contatto con gli alimenti) e vari oggetti in plastica. Tra gli interferenti endocrini più diffusi e pericolosi si segnalano:

– pesticidi, erbicidi, fungicidi e loro cocktail. Es. clorpirifos, dietilstilbestrolo (DES), DDT,

– plastiche e plasticizzanti. Es. bisfenolo  (BPA), ftalati,

– sotto-prodotti industriali. Es. policlorobifenili (PCB), diossine, polibrominati bifenili (PBB). (2)

1.2) Esposizione alimentare

Gli alimenti, soprattutto quelli di origine vegetale, sono ricchi di micronutrienti e sostanze bioattive con proprietà benefiche per la salute (es. polifenoli e composti fenolici). Gli interferenti endocrini possono tuttavia residuarvi sotto forma di contaminanti, soprattutto su derrate in arrivo da Paesi ove i controlli sono carenti, come si è visto nel caso del pesticida ossido di etilene.

I rischi per la salute sono associati agli alimenti non biologici. In particolare:

– frutta e verdura. Residui di pesticidi, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti, bisfenolo A sono alcuni esempi di interferenti endocrini a cui è associato un aumento del rischio di cancro e di sviluppo del diabete gestazionale,

– uova, carne e pesce possono essere a loro volta contaminati da IPA, esaclorobenzene (HCB), naftalene poloclorinato (PCN), metali pesanti, ritardanti di fiamma. Nonché da residui di pesticidi usati nei mangimi. (3)

1.3) Tè, tisane e nutraceutici non bio, packaging

Il paradosso riguarda alimenti il cui consumo è spesso motivato da aspettative di salute come tè e tisane, nonché i prodotti designati come ‘nutraceutici’. Tè e tisane, come dimostrato nei recenti test di 60 millions de consommateurs, sono tra i prodotti a maggior rischio per residui di pesticidi anche non ammessi in UE per esigenze di salute pubblica. Stessi rischi per i prodotti nutraceutici a base di estratti vegetali. A meno che ovviamente non si tratti di prodotti con certificazione biologica.

Il packaging è un altro guaio. BPA e ftalati sono i principali interferenti endocrini che possono migrare negli alimenti e il loro effetto viene potenziato dai metalli pesanti. I lockdown degli ultimi anni hanno accelerato la crescita di food delivery e così dell’impiego di contenitori plastici che, in seguito a uso non corretto (es. microonde) ha causato elevate esposizioni a questi contaminanti. (3)

2) Impatto degli interferenti endocrini sullo sviluppo neurocomportamentale dei bambini

Lo studio di coorte SELMA è stato il punto di partenza per indagare le possibili correlazioni tra l’esposizione del feto agli interferenti endocrini e le anomalie nello sviluppo neurocomportamentale dei bambini.

2.1) La ricerca

Il ritardo nello sviluppo del linguaggio è stato identificato come primo marker di deficit nello sviluppo, poiché lo stesso studio di coorte ha mostrato una correlazione tra i ritardi nella favella a 30 mesi e i problemi nelle funzioni cognitive a 7 anni.

I ricercatori hanno così condotto, su 1.874 bambini, un’analisi sulle concentrazioni di ftalati, BPA, triclosani e sostanze perfluoro alchiliche (PFAS). Identificando uno specifico mix di interferenti endocrini (Mix N) quale responsabile dello sviluppo di ritardi linguistici nei bambini.

2.2) Studi in vitro e in vivo

Le proprietà della miscela di interferenti endocrini, sono poi state analizzate mediante appositi studi, in vitro e in vivo:

– cellule staminali del feto a 11 e 19 mesi di gestazione sono state impiegate per la valutazione in vitro del Mix N. Il quale ha attivato numerosi geni imputati allo sviluppo dei deficit neurocognitivi, con influenza su diversi pathways ormonali. Il cocktail di interferenti endocrini si è rivelato addirittura più pericoloso del solo BPA, utilizzato come sostanza di confronto,

– gli studi in vivo hanno invece identificato la capacità del Mix N di alterare l’attività dell’ormone tiroidale (TH), con un confronto analogo con il BPA. In aggiunta, si è osservato un effetto negativo sulla capacità di locomozione, in linea con gli effetti visti sul TH.

2.3) Conclusioni

L’applicazione di un sistema di equivalenza ha consentito un’analisi complessiva dei risultati emersi nei due tipi di studi, per effettuare le opportune considerazioni sul quesito di partenza. Esiste una correlazione tra l’esposizione delle donne in gravidanza agli interferenti endocrini e i ritardi e/o danni allo sviluppo neuro-comportamentale dei loro figli?

Le conclusioni dei ricercatori confermano, purtroppo, lo scenario peggiore. Con l’ulteriore preoccupazione legata al fatto che ben il 54% delle donne all’interno della coorte presentavano livelli di interferenti endocrini nell’organismo sufficienti a instaurare preoccupazioni sul futuro sviluppo neurologico e comportamentale della loro prole.

3) Analisi del rischio, nuovi metodi cercasi

Una grave lacuna si riscontra a tutt’oggi sui metodi di analisi per l’individuazione degli interferenti endocrini. Le linee guida OECD più recenti non sono complete per tutte le vie metaboliche, ma solo per quelle principali. E diversi metodi ora in uso, se pure validati a livello scientifico, non sono considerati ai fini del rilascio e rinnovo di autorizzazione di sostanze con proprietà di interferenza endocrina. (4)

3.1) Adagio a Bruxelles

La Commissione europea – dopo i ripetuti solleciti del Tribunale e del Parlamento UE, oltreché della comunità scientifica – ha iniziato a introdurre alcune modifiche ai reg. CE 1107/2009 (fitosanitari) e reg. UE 528/2012 (biocidi), per i requisiti scientifici relativi all’identificazione degli interferenti endocrini in questi prodotti.

A Bruxelles e a Strasburgo, paradossalmente, l’esigenza di ridurre quanto più possibile i test in vivo sugli animali vertebrati – e così di identificare strategie e metodi alternativi, soprattutto in vitro (5) – sembra addirittura prioritaria rispetto a quella di tutelare con efficacia la salute pubblica degli esseri umani. Vale la pena annotare, tra l’altro, le falle della banca dati UE proprio sugli interferenti endocrini alimentari. E l’inazione sulle microplastiche, alle quali i neonati sono particolarmente esposti (Zhang et al., 2021).

3.2) Pepper in Francia

Pepper – la piattaforma pubblico-privata per la pre-validazione dei metodi di test sugli interferenti endocrini – è stata organizzata in Francia a partire dal 2019. Grazie all’iniziativa di Ineris, Institut national de l’environnement industriel et des risques, ente pubblico che fa capo al ministero dell’ambiente.

Gli esperti di Pepper stanno ora mettendo a punto una lista di 17 metodi pre-validati, da sottoporre agli stakeholder (società civile, accademia ed enti di ricerca, industria), la fondazione Maison de la Chimie e i ministeri competenti coinvolti nella strategia nazionale sugli interferenti endocrini. Per favorirne la replicabilità nei diversi laboratori e la considerazione dal punto di vista regolatorio.

4) Conclusioni provvisorie

I pericoli associati agli interferenti endocrini sono gravi e i rischi di loro esposizione attraverso numerose vie sono elevati. Si tratta infatti di sostanze ubiquitarie con le quali tutti entrano ogni giorno in contatto, se pure con variazioni significative in relazione all’ambiente, i consumi e gli stili di vita. Come si è visto nel grande progetto di ricerca UE Human Early-Life Exposome, che ha correlato la dieta biologica al migliore sviluppo del sistema cognitivo dei bambini. (6)

La ricerca scientifica è essenziale per individuare e dimostrare gli effetti di queste sostanze e dei loro cocktail sull’organismo, avendo anche riguardo al microbiota (7,8). Ed è altrettanto fondamentale che le istituzioni europee diano effettivo seguito ai rischi che emergono grazie al progresso sui vari fronti della valutazione del rischio. Adottando limiti insuperabili e non blande ‘raccomandazioni’, già rivelatesi del tutto inidonee.

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

 Note

(1) Nicolò Caporale et al. (2022) From cohorts to molecules: Adverse impacts of endocrine disrupting mixtures. Science 375:735, https://doi.org/10.1126/science.abe8244

(2) Padmanabhan et al. (2021) Praegnatio Perturbatio – Impact of Endocrine-Disrupting Chemicals. Endocrine Reviews 42(3):295-353, https://doi.org/10.1210/endrev/bnaa035

(3) Mukherjee et al. (2021) Endocrine Disruptors – ‘Food’ for Thought. Proc. Zool. Soc. 74/4):432-442, https://doi.org/10.1007/s12595-021-00414-1

(4) Grignard et al. (2022) Regulatory Testing for Endocrine Disruptors; Need for Validated Methods and Integrated Approaches. Front. Toxicol. 3:821736, https://doi.org/10.3389/ftox.2021.821736

(5) Reg. UE 2017/2100 (criteri di determinazione delle proprietà di interferenza endocrina), reg. UE 2018/605 (fitosanitari), reg. UE 2021/525 (biocidi)

(6) Elena Bosani. Dieta bio e pochi inquinanti per proteggere il sistema cognitivo dei bambini. Lo studio Human Early-Life Exposome. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.7.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-bio-e-pochi-inquinanti-per-proteggere-il-sistema-cognitivo-dei-bambini-lo-studio-human-early-life-exposome

(7) Dario Dongo. Pesticidi e microbioma, intervista al Prof. Alberto Mantovani. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.5.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/pesticidi-e-microbioma-intervista-al-prof-alberto-mantovani

(8) Alberto Mantovani. Cocktail tossici? Valutazione del rischio delle esposizioni multiple a interferenti endocrini. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.9.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/cocktail-tossici-valutazione-del-rischio-delle-esposizioni-multiple-a-interferenti-endocrini

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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.

Graduated in Food Technologies and Biotechnologies, qualified food technologist, he follows the research and development area. With particular regard to European research projects (in Horizon 2020, PRIMA) where the FARE division of WIISE Srl, a benefit company, participates.