Frutta e verdura, consumi incerti in Italia. Tutto bene secondo Coldiretti, tutto male secondo Ismea-Agroter
L’andamento dei consumi di ortofrutta in Italia oscilla tra due notizie antitetiche. Secondo Coldiretti il settore cresce, gli italiani hanno moltiplicato i consumi di frutta e verdura e sono sempre più consapevoli dei loro benefici per la salute. Secondo Ismea-Agroter, invece, il settore perde quota e serve un cambiamento di rotta nell’intero corso della filiera.
Due conclusioni apparentemente opposte paiono poggiare, peraltro, su altrettante rilevazioni statistiche. Il mistero dei dati, a seguire.
Ortofrutta italiana in crescita, la versione di Coldiretti
Coldiretti ha presentato a Macfrut 2018 (9-11 maggio 2018 a Rimini) dati che esprimono grande ottimismo. Frutta e verdura italiane risulterebbero molto apprezzate nel Bel Paese e i consumi interni sarebbero aumentati del 2,2% nel 2017, raggiungendo gli 8,52 miliardi di kg. Una tendenza registrata anche nel primo bimestre 2018, con +1%. Mele, arance, patate, pomodori e insalate sono in cima alla lista dell’ortofrutta più amata. Gli italiani spenderebbero 102,33 euro/mese per l’ortofrutta, il 23% della spesa alimentare mensile.
Tutto bene, a quanto pare. L’unico nemico pare localizzarsi oltre confine, in Nord Africa. Da lì – grazie agli accordi commerciali stipulati con la UE – proviene un flusso di ortofrutta ottenuta con manodopera a basso costo e il probabile impiego di pesticidi da noi vietati. Pomodori, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine dal Marocco. Fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi dall’Egitto. Merci ben più economiche di quelle italiane, come si può constatare nei punti vendita che rispettano i doveri d’informazione sull’origine.
Ad avviso di Coldiretti, peraltro, la minaccia nordafricana non dovrebbe preoccupare. L’88% degli italiani, afferma l’associazione di categoria, compra solo ortofrutta Made in Italy, la migliore al mondo, con appena lo 0,6% di campioni con residui chimici irregolari. Ammesso che i venditori, anche nei mercati rionali, permettano ai consumatori di eseguire scelte informate.
Ortofrutta italiana in calo, la versione di Ismea-Agroter
L’Osservatorio Ortofrutta di Ismea-Agroter sembra invece descrivere un’altra Italia, nel rapporto presentato al ‘Think Fresh – Il valore al centro‘, l’8 maggio 2018 a Rimini.
Lo scenario, secondo Ismea, non è affatto roseo. I consumi di frutta e verdura italiane – incluse quarta gamma e frutta a guscio – resterebbero al palo, aumentano solo nei mesi estivi. E il primo trimestre 2018 non farebbe eccezione, segnando pure un –2,5% in valore.
La qualità percepita dell’ortofrutta viene poi messa in discussione, in un’indagine condotta da Agroter e Toluna su 3mila persone incaricate di fare la spesa in famiglia. Un terzo degli italiani intervistati giudica insoddifacente il sapore della frutta e della verdura oggi sul mercato nazionale. ‘Il sapore dei pomodori è peggiorato per il 56% dei consumatori, quello delle fragole per il 54% e poi ancora albicocche (36%), ciliegie (32%) e meloni (29%)‘.
Professional journalist since January 1995, he has worked for newspapers (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) and periodicals (NumeroUno, Il Salvagente). She is the author of journalistic surveys on food, she has published the book "Reading labels to know what we eat".








