UE: la società civile chiede di mantenere le regole sui pesticidi

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Il 27 ottobre 2025 una coalizione di 138 organizzazioni della società civile ha inviato una lettera aperta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiedendo la piena attuazione e difesa della normativa UE vigente sui pesticidi. La lettera sottolinea che la salute dei cittadini, l’ambiente, la biodiversità e così anche la food security nel lungo termine dipendono dall’applicazione rigorosa del regolamento (CE) n. 1107/2009, piuttosto che dal suo indebolimento attraverso le proposte di ‘semplificazione’ normativa (Dermine, 2025).

Le organizzazioni, che includono enti di rilievo come Pesticide Action Network Europe (PAN Europe), European Environmental Bureau (EEB), FoodWatch, Greenpeace e ClientEarth, sostengono che tale regolamento rappresenta una pietra angolare della legislazione dell’UE concepita per garantire un elevato livello di protezione della salute umana e animale, nonché dell’ambiente. Esse affermano che «alla luce delle prove scientifiche schiaccianti sugli effetti nocivi dei pesticidi di sintesi», l’attenzione deve concentrarsi sull’applicazione effettiva della normativa.

Danni documentati per la salute umana e l’ambiente

La lettera della coalizione fonda le sue preoccupazioni su un ampio corpo di prove scientifiche che dimostrano i rischi diffusi dei pesticidi di sintesi. Essa richiama i dati di biomonitoraggio del progetto di ricerca SPRINT, finanziato dall’UE, che confermano l’esposizione continua dei cittadini, inclusi i bambini, a complessi cocktail di residui di pesticidi attraverso molteplici vie, tra cui dieta, acqua e aria. L’esposizione cronica e a basso livello a queste miscele chimiche rappresenta una questione centrale, poiché studi epidemiologici la collegano a una maggiore incidenza di gravi malattie. La lettera sottolinea in particolare i rischi elevati per le comunità agricole, tra cui «aumenti dei casi di tumori del sangue, cancro alla prostata e morbo di Parkinson». La vulnerabilità dei bambini è particolarmente evidenziata, con prove che indicano disturbi cognitivi e ritardi nello sviluppo derivanti dall’esposizione precoce (van den Dries et al., 2023).

Gli impatti sull’ambiente vengono presentati come sistemici e gravi. La lettera cita il progetto di ricerca INSIGNIA-EU, che ha utilizzato le api mellifere come sentinelle ambientali per dimostrare la diffusa contaminazione degli ecosistemi da parte di residui di pesticidi legali e illegali. Tale contaminazione è identificata come una principale causa del ‘tasso allarmante’ di declino delle popolazioni di insetti e uccelli (Dermine, 2025). L’effetto a cascata sull’integrità degli ecosistemi è evidente: la deriva dei pesticidi ha dimostrato, ad esempio, di ridurre la diversità delle piante selvatiche di oltre il 50% nelle aree prossime ai campi trattati, riducendo drasticamente le risorse per impollinatori e altra fauna selvatica (Dermine, 2025). Questa erosione della biodiversità compromette direttamente la resilienza dei sistemi agricoli, minacciando servizi essenziali quali l’impollinazione, il controllo naturale dei parassiti e la fertilità del suolo – una preoccupazione condivisa dalle principali valutazioni scientifiche globali (IPBES, 2019).

Critica alle proposte degli Stati membri e alle scappatoie normative

La coalizione esprime profonda preoccupazione per le recenti proposte di diversi Stati membri volte a estendere i periodi di transizione per le sostanze vietate e ad ampliare l’uso delle deroghe d’emergenza ai sensi dell’articolo 4.7 e dell’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1107/2009. Le organizzazioni sostengono che tali misure «vanno direttamente contro lo scopo del Regolamento» (Dermine, 2025).

La società civile evidenzia che tali scappatoie sono già oggetto di sistematici abusi, i quali conducono a un «fallimento persistente nel dare piena attuazione alle disposizioni del Regolamento».

Le sostanze chimiche pericolose spesso restano sul mercato per anni successivi allo scadere del periodo di autorizzazione, a causa di ritardi nella valutazione del rischio, e ricevono lunghi periodi di tolleranza dopo il divieto. La lettera cita l’esempio del flufenacet, un interferente endocrino e sostanza PFAS, che è rimasto approvato per 11 anni oltre la sua scadenza originaria con ulteriore proroga di 18 mesi, nonostante contaminasse le acque sotterranee.

Un percorso sostenibile: agroecologia e gestione integrata dei parassiti

I firmatari sostengono che i pesticidi di sintesi sono sostituibili, come evidenziato anche in un recente rapporto INRAE (Mora et al., 2023). Essi indicano un corpus di prove scientifiche e progetti concreti che dimostrano come l’Europa possa nutrire la propria popolazione senza dipendere da sostanze nocive. L’alternativa risiede nell’agroecologia e nell’attuazione effettiva della gestione integrata dei parassiti, che dovrebbe cooperare con la natura per «migliorare la biodiversità, la salute del suolo, catturare carbonio e costruire resilienza» (Dermine, 2025).

Pur riconoscendo il ruolo dell’iniziativa della Commissione ‘Omnibus’ nel semplificare la legislazione sulla sicurezza alimentare e facilitare l’accesso al mercato delle sostanze di controllo biologico, la coalizione avverte che ciò non deve ‘comportare alcun indebolimento degli standard di protezione’ (Dermine, 2025). Si sottolinea perciò che la disponibilità di alternative debba venire accompagnata da misure volte a garantire l’adozione concreta della gestione integrata dei parassiti, la quale rimane scarsamente attuata tra gli Stati membri nonostante sia obbligatoria dal 2014.

Un appello alla leadership

Le 138 organizzazioni concludono con una richiesta chiara: «la Commissione europea deve mantenere la legislazione esistente sui pesticidi e servire i cittadini dell’UE concentrandosi sulla piena attuazione delle sue disposizioni» (Dermine, 2025, p. 4).

La lettera rappresenta un forte segnale politico: la scelta tra mantenere standard rigorosi di tutela della salute e dell’ambiente o cedere alle pressioni di deregolamentazione avrà conseguenze profonde per il futuro dell’Europa.

Vale la pena ricordare che i residui di pesticidi restano la principale preoccupazione per la sicurezza alimentare tra i cittadini europei, come evidenziato dall’ultimo Eurobarometro (EFSA, 2025).

Dario Dongo

Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)

Riferimenti

  • IPBES. (2019). Summary for policymakers of the global assessment report on biodiversity and ecosystem services. Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services. https://doi.org/10.5281/zenodo.3553579
  • Lechenet, M., Dessaint, F., Py, G., Makowski, D., & Munier-Jolain, N. (2017). Reducing pesticide use while preserving crop productivity and profitability on arable farms. Nature Plants, 3, 17008. https://doi.org/10.1038/nplants.2017.8
  • Mora, O., Berne, J.-A., Drouet, J.-L., Le Mouël, C., Meunier, C., Forslund, A., Kieffer, V., & Paresys, L. (2023). European chemical pesticide-free agriculture in 2050: Foresight report. INRAE. https://doi.org/10.17180/ca9n-2p17
  • Pe’er, G., et al. (2023). Scientists support the EU’s Green Deal and reject the unjustified argumentation against the Sustainable Use Regulation and the Nature Restoration Law. Science of The Total Environment, 885, 163692. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2023.163692
  • Van den Dries, M. A., Guxens, M., Spaan, S., Ferguson, K. K., Philips, E., Santos, S., Jaddoe, V. W. V., & Longnecker, M. P. (2023). Prenatal pesticide exposure and child development of executive function and behaviour: A meta-analysis. Environmental Research, 227, 115709. https://doi.org/10.1016/j.envres.2023.115709
Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.