Il 3 settembre 2025 la Corte Amministrativa d’Appello di Parigi ha adottato una sentenza rivoluzionaria che sfida l’approccio dell’Unione Europea alla regolamentazione di pesticidi e altri agrofarmaci e stabilisce un precedente innovativo per la responsabilità per danni ecologici. Con l’Affaire à Tous and others v. Minister of Agriculture, la corte ha ordinato allo Stato francese di revisionare completamente il proprio sistema di valutazione dei fitofarmaci entro 24 mesi, riscontrando errori sistematici nelle procedure di valutazione del rischio che hanno contribuito a danni ambientali diffusi.
Particolarmente significativa è stata l’analisi dettagliata, da parte della Corte, del cosiddetto ‘effetto cocktail’, vale a dire gli impatti combinati dell’uso di più pesticidi che sono inadeguatamente valutati dagli attuali quadri normativi. Questa sentenza storica rappresenta il culmine di un lungo contenzioso da parte di cinque associazioni ambientali, le quali contestano l’implementazione da parte dello Stato delle normative UE sui pesticidi, considerando che gli effetti delle miscele rappresentano una carenza fondamentale delle attuali metodologie di valutazione.
Quadro giuridico e contesto normativo
Regolamentazione europea sui pesticidi viziata
Il caso si incentra sull’implementazione da parte della Francia del Regolamento (CE) n. 1107/2009 relativo all’immissione sul mercato di prodotti fitosanitari. Questo regolamento stabilisce norme armonizzate in tutti gli Stati membri dell’UE per la valutazione e autorizzazione dei prodotti fitosanitari, richiedendo che questi vengano sottoposti a una valutazione del rischio, presentata come rigorosa in teoria, ma costantemente indebolita da prassi normative viziate prima ancora di essere immessi sul mercato.
L’articolo 1(4) del regolamento incorpora esplicitamente il principio precauzionale, stabilendo che gli Stati membri ‘non preclusi dall’applicare il principio precauzionale quando vi sia incertezza scientifica riguardo ai rischi per la salute umana o animale o per l’ambiente posti dai prodotti fitosanitari da autorizzare nel loro territorio‘.
Tuttavia, la prassi attuale fallisce nell’affrontare significativamente il cosiddetto effetto cocktail, nonostante l’articolo 4(3)(e) preveda esplicitamente di tenere in considerazione gli ‘effetti cumulativi e sinergici noti quando i metodi scientifici per valutare tali effetti sono disponibili‘.
Comprensione scientifica dell’effetto cocktail
L’effetto cocktail, denominato anche “effetto miscela” o “effetto combinato”, si riferisce alla tossicità potenziata che si verifica quando gli organismi sono esposti a più sostanze chimiche simultaneamente. Questi effetti possono manifestarsi come:
- effetti additivi. Dove l’impatto combinato equivale alla somma degli effetti delle sostanze chimiche individuali, seguendo il principio dell’addizione delle dosi per sostanze chimiche con modalità d’azione simili (Kortenkamp et al., 2009);
- effetti sinergici. Dove le combinazioni chimiche producono effetti maggiori della somma degli impatti individuali, come spesso si verifica quando una sostanza chimica potenzia la tossicità di un’altra attraverso un metabolismo alterato o un aumentato assorbimento cellulare (Cedergreen, 2014).
La ricerca dimostra che le miscele di prodotti fitosanitari in ambienti reali frequentemente mostrano tossicità additiva o sinergica a concentrazioni individualmente considerate sicure dalla normativa (Cedergreen, 2014). Una revisione comprensiva di Malaj et al. (2014) ha trovato che il 42% delle acque superficiali europee contengono miscele di pesticidi potenzialmente in grado di causare danni ecologici.
Implementazione legale in Francia
La Francia ha recepito questi requisiti attraverso gli articoli L.253-1 e R.253-5 del Codice Rurale e della Pesca Marittima, che delegano le responsabilità della valutazione all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare, Ambientale e della Salute Occupazionale (ANSES) (Code rural et de la pêche maritime, 2025).
All’interno di questo quadro normativo, ANSES conduce valutazioni indipendenti, obiettive e trasparenti preliminari all’autorizzazione da parte del Direttore Generale per l’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari.
Tuttavia, la corte ha rilevato come le attuali procedure ANSES falliscano sistematicamente nel valutare gli effetti delle miscele, valutando ogni prodotto separatamente nonostante nella realtà nell’ambiente si verifichino esposizioni simultanee multiple.
Danno ecologico stabilito
Documentazione comprensiva dell’impatto ambientale
La corte ha documentato meticolosamente danni ecologici diffusi risultanti dall’uso di pesticidi, con particolare enfasi sull’effetto cocktail che contribuisce al danno ambientale che le valutazioni delle singole sostanze chimiche falliscono nel prevedere o prevenire.
Contaminazione delle acque ed effetto cocktail
La corte si è basata largamente su dati governativi ufficiali che dimostrano la contaminazione pervasiva delle acque da parte di miscele di pesticidi. Le pubblicazioni del Ministero della Transizione Ecologica del 2019-2020 hanno rivelato che mentre l’indice dei pesticidi è diminuito di circa il 20% dal 2008, le sostanze attive rimangono ampiamente presenti nei corpi idrici sia superficiali che sotterranei, manifestandosi tipicamente in forma di miscele complesse piuttosto che sostanze chimiche individuali (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 13).
La sentenza ha inoltre evidenziato che, quando gli effetti delle miscele sono considerati attraverso gli strumenti di valutazione disponibili, in ben ’29 dei 55 bacini idrografici del paese, più dell’80% dei punti di campionamento mostra livelli di rischio ecotossico inaccettabile‘ (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 13). Questo risultato evidenzia come la crescente comprensione scientifica e la valutazione della tossicità delle miscele sia in grado di rilevare rischi ambientali invisibili con approcci di valutazione delle singole sostanze chimiche.
La recente ricerca condotta da Schulz (2004) ha dimostrato che le miscele acquatiche di prodotti fitosanitari comunemente superano le soglie di tossicità previste per specie sensibili, specialmente con determinate combinazioni di principi attivi fungicidi-insetticidi caratterizzati da effetti sinergici particolarmente forti. Inoltre la valutazione dell’Agenzia Europea dell’Ambiente ha trovato che gli approcci normativi attuali sistematicamente sottostimano i rischi ecologici per fattori da 2 a 10 volte rispetto a quando gli effetti delle miscele sono propriamente considerati (Berenzen et al., 2005).
Contaminazione del suolo e interazioni complesse delle miscele
La sentenza ha fatto riferimento a uno studio francese pubblicato in Agriculture, Ecosystems and Environment (Pelosi et al., 2020) che dimostra che suoli presumibilmente liberi da sostanze sintetiche in realtà presentavano concentrazioni significative di prodotti fitosanitari che si manifestavano sotto forma di miscele complesse. La ricerca ha trovato che ‘una miscela di almeno un insetticida, un erbicida e un fungicida ha contaminato il 90% dei siti studiati e il 54% dei lombrichi testati a un livello tale da mettere in pericolo tutti gli organismi del suolo‘ (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 14).
Questo risultato riflette una comprensione sofisticata delle dinamiche delle miscele del suolo. Tang e colleghi (2021) hanno dimostrato come gli organismi che vivono nel suolo siano soggetti ad una vulnerabilità particolare agli effetti delle miscele a causa del fatto che nei suoli agricoli si accumulano diversi residui di pesticidi con caratteristiche di persistenza e mobilità variabili. I lombrichi, organismi chiave del suolo, mostrano effetti di una tossicità potenziata quando esposti a miscele realistiche di pesticidi rispetto alle esposizioni a singole sostanze chimiche. Difatti, nel loro caso, gli effetti sulla riproduzione e sul comportamento si verificano a concentrazioni inferiori rispetto alle soglie degli effetti delle singole sostanze chimiche (Altenburger et al., 2015).
La persistenza di fitofarmaci vietati menzionata nella decisione della corte – come il Clordecone nelle Antille e residui di Lindano nella Francia metropolitana – crea ulteriore complessità delle miscele, poiché i pesticidi di uso corrente interagiscono con contaminazioni pregresse “ereditate” generando miscele tossiche secondo modelli imprevedibili (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 14).
Declino della biodiversità ed effetti mediati dalle miscele
La corte ha stabilito un chiaro nesso causale tra l’esposizione alle miscele di pesticidi e il declino della biodiversità basandosi su molteplici fonti scientifiche. La Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha fornito evidenza di specie minacciate esposte a miscele di pesticidi, inclusi l’anguilla europea e il cavedano catalano ‘esposti a numerosi inquinanti e fitofamai che indeboliscono le loro difese immunitarie‘ a seguito di immunosoppressione mediata dalle miscele (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 16).
La ricerca scientifica ha dimostrato che gli effetti cocktail rappresentano un pericolo particolare anche per gli insetti utili, essenziali per il funzionamento dell’ecosistema. Sánchez-Bayo & Wyckhuys (2019) hanno riscontrato che il declino mondiale dell’entomofauna mostra mortalità potenziata e compromissione riproduttiva quando esposta a combinazioni realistiche di pesticidi. Questo meccanismo coinvolge spesso fungicidi che inibiscono gli enzimi di disintossicazione, aumentando notevolmente la tossicità degli insetticidi (Pisa et al., 2015).
Il rapporto INRAE-IFREMER citato dalla corte ha concluso che ‘i prodotti fitosanitari sono, nelle aree agricole, una delle principali cause del declino degli invertebrati terrestri, inclusi insetti impollinatori e predatori di parassiti (coccinelle, carabidi…), così come gli uccelli‘ (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 16). Questo riflette come gli effetti ecologici delle miscele si propaghino attraverso le reti alimentari. Infatti, gli impatti sulle comunità di insetti determinano conseguenze negative anche per i loro predatori vertebrati, a causa della ridotta disponibilità di prede (Geiger et al., 2010).
Responsabilità dello Stato e fallimenti normativi
Carenze nelle valutazioni ANSES
La corte ha identificato fallimenti sistematici nell’implementazione da parte di ANSES dei requisiti di valutazione dei pesticidi dell’UE, con particolare enfasi sulla valutazione inadeguata degli effetti delle miscele, nonostante la comprensione scientifica e i requisiti normativi per la loro considerazione siano già presenti.
Fallimenti nella valutazione degli effetti combinati
La conclusione più schiacciante della corte ha riguardato il completo fallimento di ANSES nel valutare gli effetti cocktail nelle valutazioni dei prodotti fitosanitari. Un rapporto del 2017 dell’Ispezione Generale degli Affari Sociali (IGAS) e della Commissione Generale per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile (CGEDD) ha trovato che ‘ogni prodotto è valutato separatamente per ogni uso agronomico‘, nonostante il suolo possa poi essere potenzialmente esposto a prodotti multipli simultaneamente (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 31).
Fondamentalmente questo approccio contraddice la realtà ambientale. I sistemi agricoli tipicamente coinvolgono applicazioni di prodotti fitosanitari multipli durante le varie stagioni di crescita, creando scenari di esposizione complessi anche per organismi non-target. Köhler & Triebskorn (2013) hanno dimostrato come modelli realistici di applicazione di pesticidi agricoli mostrino esposizioni alle miscele di diversi ordini di grandezza più tossiche di quanto le valutazioni delle singole sostanze chimiche predirrebbero.
La corte ha evidenziato come questa fallacia metodologica ‘impedisca la valutazione appropriata degli effetti delle miscele‘, rappresentando una violazione fondamentale del principio precauzionale stabilito dal regolamento UE (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 31). Le linee guida dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare hanno riconosciuto i requisiti di valutazione delle miscele dal 2008, tuttavia l’implementazione rimane sporadica fra gli Stati membri (EFSA, 2019).
Evidenza scientifica per la valutazione normativa delle miscele
La letteratura scientifica a supporto della valutazione obbligatoria delle miscele nella regolamentazione dei pesticidi è vasta e robusta. Altenburger et al. (2015) hanno scoperto che il monitoraggio della qualità dell’acqua per lo studio delle miscele di pesticidi a concentrazioni ambientali rileva effetti additivi e sinergici significativi. Gli studi di Cedergreen (2014) mostrano che gli effetti cocktail si verificano sistematicamente a concentrazioni al di sotto delle soglie di effetto delle singole sostanze chimiche.
Gli effetti delle miscele spesso colpiscono stadi vitali vulnerabili e specie sensibili, risultando particolarmente preoccupanti per la protezione della biodiversità. La ricerca di Boedeker et al. (2020) ha mostrato che i modelli di avvelenamento acuto da pesticidi riflettono scenari di esposizione alle miscele che superano le previsioni ottenute basandosi sui dati di tossicità delle singole sostanze chimiche. Modelli simili emergono con effetti diversi fra i vari gruppi tassonomici, con gli impollinatori che mostrano una suscettibilità aumentata alle combinazioni di pesticidi (Pisa et al., 2015).
Fallimenti nella valutazione dell’interazione tra livelli trofici
Il rapporto INRAE-IFREMER del 2022 ha evidenziato un’altra mancanza critica: ‘i cosiddetti effetti indiretti o interazioni tra livelli trofici di gruppi diversi di organismi non sono presi in considerazione affatto nelle valutazioni condotte da ANSES, che tratta separatamente gli effetti dei prodotti fitosanitari su ogni gruppo di organismi (piante, artropodi, uccelli), e che si limita agli effetti diretti‘ (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 31).
Questo approccio a compartimenti stagni ignora gli effetti combinati a livello ecosistemico dove le combinazioni chimiche influiscono sulle interazioni della rete alimentare. Per esempio, le miscele erbicida-insetticida possono simultaneamente ridurre la diversità delle piante (colpendo gli insetti erbivori) e impattare direttamente gli insetti benefici, creando effetti sinergici sul funzionamento dell’ecosistema (Potts et al., 2010). Gli uccelli soffrono sia di tossicità diretta che di effetti indiretti a causa della disponibilità ridotta di prede, con gli effetti delle miscele che amplificano entrambi gli effetti (Geiger et al., 2010).
Dinamiche temporali e spaziali delle miscele
Gli attuali quadri di valutazione falliscono anche nel valutare le dimensioni temporali e spaziali dell’esposizione alle miscele. I paesaggi agricoli creano esposizioni alle miscele spazialmente eterogenee poiché campi diversi ricevono trattamenti fitosanitari differenti, mentre la deriva dello spray nebulizzato e le varie modalità di trasporto ambientale creano combinazioni di miscele non intenzionali (Schulz, 2004).
Dal punto di vista temporale, molti sistemi agricoli prevedono applicazioni successive di diversi prodotti fitosanitari creando composizioni di miscele variabili nel tempo. Le applicazioni di insetticidi di inizio stagione possono interagire con fungicidi di metà stagione ed erbicidi di fine stagione, creando scenari di esposizione impossibili da prevedere dalle valutazioni delle singole sostanze chimiche (Tang et al., 2021).
La decisione della Corte e gli ordini correttivi
Riconoscimento degli effetti delle miscele nel danno ecologico
Il riconoscimento da parte della corte del danno ecologico sotto l’articolo 1247 del Codice Civile ha esplicitamente riconosciuto gli effetti delle miscele come contribuenti al danno ambientale. Il riscontro di ‘danni non trascurabili agli elementi o funzioni degli ecosistemi così come ai benefici collettivi derivati dagli umani dall’ambiente‘ riconosce specificamente come gli attuali approcci di valutazione di singole sostanze chimiche sottostimino sistematicamente i rischi ambientali (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, para. 24).
Questo rappresenta il primo riconoscimento giuridico a dichiarare che il fallimento normativo nel valutare gli effetti delle miscele costituisce una violazione degli obblighi di protezione ambientale, stabilendo un precedente importante per i futuri contenziosi ambientali a livello globale.
Requisiti obbligatori di valutazione delle miscele
Gli ordini correttivi della corte richiedono implicitamente l’implementazione di metodologie di valutazione delle miscele. L’obbligo di ‘implementare la valutazione del rischio dei prodotti fitosanitari alla luce dello stato più recente della conoscenza scientifica, particolarmente riguardo alle specie non-target‘ necessariamente comprende gli effetti delle miscele data l’ampia letteratura scientifica che documenta la loro significanza ambientale (Cour Administrative d’Appel de Paris, 2025, Articolo 3).
La timeline di implementazione di 24 mesi richiede sviluppo rapido di protocolli operativi di valutazione delle miscele. Questa timeline riflette l’urgenza data dal consenso scientifico sugli effetti combinati delle miscele, unita all’incapacità degli attuali strumenti normativi nell’affrontarli sistematicamente.
Implicazioni nazionali e riforma normativa
Sfide nell’implementazione della valutazione delle miscele
La Francia affronta sfide tecniche sostanziali nell’implementare una valutazione comprensiva delle miscele entro le tempistiche stabilite dalla corte, come delineato di seguito.
Requisiti di Sviluppo Metodologico. ANSES deve sviluppare protocolli di valutazione che affrontino:
- valutazione basata sui componenti. Valutare la tossicità delle miscele basata sulle proprietà e concentrazioni delle singole sostanze chimiche, usando modelli stabiliti come l’addizione di concentrazione e l’azione indipendente (Backhaus & Faust, 2012);
- test dell’intera miscela. Test di tossicità diretti di combinazioni realistiche di pesticidi, richiedendo l’espansione sostanziale della capacità di laboratorio e protocolli standardizzati di preparazione delle miscele (Kortenkamp et al., 2009);
- valutazione probabilistica del rischio. Incorporare variabilità spaziale e temporale nei modelli di esposizione alle miscele usando approcci di simulazione Monte Carlo (Altenburger et al., 2015);
- quadri di valutazione a livelli. Implementare valutazione delle miscele a livello di screening per tutte le combinazioni di pesticidi con valutazione dettagliata per miscele ad alta priorità basate sul potenziale di esposizione e sulle preoccupazioni in merito alla tossicità (toxicity concerns) (EFSA, 2019).
Requisiti di dati e implicazioni per l’industria
Teoricamente, potenziare la valutazione delle miscele presuppone anche modifiche fondamentali nella produzione dei dati:
- studi di combinazione. I produttori potrebbero dover condurre studi di tossicità su combinazioni rilevanti di pesticidi (Köhler & Triebskorn, 2013);
- studi di interazione e del destino ambientale. Comprendere come le combinazioni di pesticidi influiscano sulla persistenza ambientale, mobilità e biodisponibilità rispetto alle singole sostanze chimiche (Tang et al., 2021);
- valutazione dell’esposizione realistica sul campo. Sviluppare scenari di esposizione che riflettano modelli di pratica agricola reali piuttosto che modelli semplificati di singola applicazione (Schulz, 2004).
Adattamento del settore agricolo
L’implementazione di una valutazione comprensiva delle miscele probabilmente influenzerà le pratiche agricole:
- implementazione completa e appropriata della gestione integrata dei parassiti . Una valutazione più rigorosa delle miscele può limitare le applicazioni simultanee di pesticidi, accelerando l’adozione di strategie di gestione integrata dei parassiti (IPM) che riducono gli input chimici complessivi mantenendo l’efficacia del controllo dei parassiti (Barzman et al., 2015);
- tecnologie di applicazione di precisione. Gli agricoltori potrebbero investire in tecnologie di applicazione di precisione che minimizzino la sovrapposizione e la deriva dello spray, riducendo la creazione non intenzionale di miscele e ottimizzando l’efficacia dei singoli pesticidi (Zhang & Kovacs, 2012).
Implicazioni per l’Unione Europea
Armonizzazione normativa e valutazione delle miscele
L’enfasi della sentenza francese sugli effetti delle miscele potrebbe dare impulso a una riforma normativa a livello UE:
- sviluppo delle linee guida EFSA. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha riconosciuto i requisiti di valutazione delle miscele, ma manca ancora lo sviluppo di linee guida operative per le pratiche di uso comune (EFSA, 2019). Il caso francese può accelerare lo sviluppo di protocolli di valutazione pratici applicabili negli Stati membri;
- revisione del Regolamento (CE) 1107/2009. Il regolamento UE attuale sui pesticidi affronta inadeguatamente gli effetti delle miscele nonostante il consenso scientifico sulla loro rilevanza (Kortenkamp, 2020). La sentenza francese dimostra la vulnerabilità legale degli approcci attuali, supportando potenzialmente una revisione normativa che renda obbligatoria la valutazione complessiva delle miscele.
Esposizione a miscele oltre confine
Le miscele di pesticidi attraversano confini nazionali a causa della deriva in atmosfera o tramite la contaminazione dei corpi idrici, richiedendo risposte europee coordinate. L’enfasi francese sulla valutazione delle miscele potrebbe quindi richiedere approcci armonizzati di monitoraggio e valutazione per affrontare gli effetti ambientali transfrontalieri (Altenburger et al., 2015).
Esigenze future di ricerca e implementazione
Aree di ricerca prioritarie
L’implementazione efficace della valutazione delle miscele richiede investimenti continui nella ricerca:
- classificazione delle modalità d’azione. Sviluppare database comprensivi che classifichino i pesticidi per modalità d’azione per predire le interazioni delle miscele e guidare l’impostazione delle priorità di valutazione (Kienzler et al., 2016);
- sviluppo di biomarcatori. Creare biomarcatori sensibili capaci di rilevare gli effetti delle miscele nei programmi di monitoraggio ambientale, permettendo la validazione delle previsioni di valutazione grazie alle osservazioni sul campo (Clements & Rohr, 2009);
- integrazione dei servizi ecosistemici. Comprendere come gli effetti delle miscele impattino i servizi ecosistemici quali l’impollinazione, il controllo naturale dei parassiti e il ciclo dei nutrienti per ampliare la comprensione e quantificazione delle implicazioni ambientali ed economiche (Kremen & Miles, 2012).
Approcci analitici e computazionali avanzati possono anche facilitare lo sviluppo di tecnologie innovative per la valutazione pratica delle miscele:
- screening ad alto rendimento. Piattaforme automatizzate di test di tossicità che permettano una valutazione rapida di numerose combinazioni di pesticidi su specie multiple e diversi target (endpoints) (Judson et al., 2010);
- applicazioni di machine learning. Approcci di intelligenza artificiale basata sull’apprendimento automatico per predire la tossicità delle miscele a seconda della struttura chimica e dei dati di tossicità individuali, riducendo la necessità di test empirici e mantenendo l’accuratezza della valutazione (Backhaus & Faust, 2012).
Contesto del diritto ambientale internazionale
Tendenze globali della valutazione delle miscele
La decisione francese si allinea con il riconoscimento internazionale emergente degli effetti delle miscele nella regolamentazione ambientale:
- considerazioni della Convenzione di Stoccolma. La Convenzione di Stoccolma sui Inquinanti Organici Persistenti riconosce sempre più che inquinanti “ereditari” interagiscono con sostanze chimiche di uso corrente creando esposizioni complesse alle miscele per la quale sarebbero necessari approcci di valutazione integrati (Stockholm Convention Secretariat, 2017);
- linee guida WHO/UNEP sulle miscele. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente hanno sviluppato quadri per la valutazione dell’impatto delle miscele sulla salute umana che forniscono modelli validi per le applicazioni ambientali (WHO/UNEP, 2020).
Conclusione
La decisione della Corte Amministrativa d’Appello di Parigi in Notre Affaire à Tous and Others v. Minister of Agriculture rappresenta un momento spartiacque nel diritto ambientale, con la sua analisi dettagliata dell’effetto cocktail che stabilisce nuovi standard per la valutazione del rischio ambientale. Il riconoscimento della corte che gli attuali approcci di valutazione di singole sostanze chimiche sistematicamente sottostimino i rischi ambientali a causa della mancata valutazione degli effetti delle miscele crea precedenti convincenti per la riforma normativa nelle varie giurisdizioni.
L’enfasi della sentenza sull’effetto cocktail riflette una comprensione sofisticata della tossicologia ambientale e del funzionamento dell’ecosistema. Invitando all’implementazione di metodologie di valutazione che riflettano ‘lo stato più recente della conoscenza scientifica‘, la corte richiede esplicitamente che la Francia affronti gli effetti delle miscele che le procedure attuali sistematicamente ignorano nonostante l’evidenza scientifica estesa della loro rilevanza ambientale.
Le sfide di implementazione sono considerevoli ma superabili con investimenti adeguati nell’infrastruttura scientifica e nella capacità normativa. La timeline di 24 mesi crea urgenza, fornendo comunque tempo sufficiente per sviluppare protocolli operativi di valutazione delle miscele basati su metodologie scientifiche stabilite.
Le implicazioni più ampie della decisione si estendono oltre la Francia, potenzialmente incentivando una riforma normativa dell’Unione Europea e influenzando a livello globale gli approcci di protezione ambientale. Mentre le nazioni lottano con le prove crescenti dell’effetto cocktail nella contaminazione ambientale, l’esperienza francese fornisce una roadmap per i sistemi legali che cercano di far sì che la regolamentazione ambientale rifletta la comprensione scientifica degli effettivi rischi delle miscele chimiche.
Il successo dell’implementazione di una valutazione comprensiva delle miscele di fitofarmaci richiederà la collaborazione tra agenzie normative, istituzioni scientifiche, rappresentanti dell’industria e sostenitori ambientali. La decisione francese dimostra che i sistemi legali possono imporre una protezione ambientale basata sull’evidenza, stabilendo quadri normativi che traducano la comprensione scientifica in una riforma pratica, proteggendo la salute degli ecosistemi e il benessere umano.
Dario Dongo
Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








