Dieci anni di Nutri-Score: evidenze, blocchi e fallimento politico

0
418
FoodTimes_il decennio di Nutri-Score

L’implementazione dell’etichettatura nutrizionale frontale (FOPNL) è diventata un intervento di salute pubblica critico in tutta Europa, con il Nutri-Score che emerge come il sistema più ampiamente adottato dalla sua creazione nel 2014. Una nuova analisi di Julia et al., pubblicata su Nutrients (2025), esamina i primi dieci anni del percorso del Nutri-Score per rivelare l’interazione spesso turbolenta tra solide evidenze scientifiche, l’influenza pervasiva delle industrie di retroguardia e la politica nutrizionale europea in stallo.

Il crescente peso delle malattie gravi e croniche (Non-Communicable Diseases, NCDs) legate alla dieta sottolinea l’urgente necessità di interventi efficaci e incentrati sul consumatore come i sistemi di etichettatura nutrizionale sul fronte della confezione (Front-of-Pack Nutrition Labelling, FOPNL) (Kelly, 2024). Le recenti evidenze di un ampio studio prospettico condotto in sette Paesi europei confermano infatti ad esempio l’efficacia del Nutri-Score nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, la prima causa di mortalità prematura in Europa (Deschasaux-Tanguy et al., 2024).

Dato atto dei vantaggi cruciali di Nutri-Score – nell’aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari più sane (Andreani et al., 2025) e incentivare la riformulazione dei prodotti (Bauner et al., 2024) – questo articolo espone le specifiche tattiche di lobby, i conflitti di interesse e i fallimenti politici che hanno finora impedito la sua adozione armonizzata a livello europeo. Si fa appello ai soggetti interessati responsabili – produzione agroalimentare, grande distribuzione, rappresentanze della società civile – per intraprendere un’azione urgente e coordinata volta a interrompere lo stallo in nome della salute pubblica.

Premesse e contesto

L’evoluzione dei sistemi FOPNL in Europa riflette approcci diversi alla comunicazione nutrizionale. Dal sistema pionieristico del ‘buco della serratura verde’ in Svezia dal 1989 sono emersi diversi modelli, inclusi loghi di approvazione, schemi graduati specifici per nutrienti, etichette di avvertimento e sistemi graduati riassuntivi. Il Nutri-Score, sviluppato nel 2014 da ricercatori accademici francesi, rappresenta un indicatore sintetico graduato, codificato a colori, progettato per comunicare con efficacia la qualità nutrizionale complsssiva dei singoli cibi e bevande.

Il quadro normativo dell’Unione Europea, stabilito attraverso il Food Information Regulation (EU) No 1169/2011, FIR, consente in effetti l’adozione di sistemi FOPNL volontari (oltre a imporre una dichiarazione nutrizionale sul retro della confezione). Gli Stati membri hanno così mantenuto o introdotto diversi sistemi, a livello nazionale, creando una frammentazione che la Commissione europea si era impegnata ad affrontare entro il 2022, nel rispetto del FIR e della propria strategia Farm to Fork (2020).

Approccio metodologico

Julia et al. (2025) hanno adottato un approccio scientifico nell’analisi politica, esaminando molteplici flussi di evidenze per valutare la traiettoria del Nutri-Score. La loro metodologia ha compreso:

  1. Revisione sistematica della letteratura scientifica sull’efficacia del FOPNL, con particolare attenzione agli studi che esaminano il comportamento dei consumatori, la comprensione e i modelli di acquisto;
  2. Analisi dei documenti politici della Commissione Europea, inclusi i rapporti del suo Joint Research Center (JRC) e le comunicazioni ufficiali;
  3. Esame critico delle posizioni dei soggetti interessati e delle attività di lobby, incluso la ricerca e gli sforzi di advocacy finanziati dall’industria di retroguardia;
  4. Valutazione dei modelli di conflitto di interesse nella ricerca pubblicata sul Nutri-Score.

Gli autori hanno impiegato quadri teorici consolidati — in particolare il modello di Grunert e Wills (2007) sulla risposta dei consumatori alle informazioni nutrizionali — per valutare la base di evidenze esistente. Questo modello distingue tra variabili di preferenza (come le percezioni e gli atteggiamenti dei consumatori) e variabili di prestazione (miglioramenti oggettivi nelle prestazioni del compito), offrendo una struttura analitica robusta per valutare l’efficacia dell’etichettatura nutrizionale frontale (FOPNL).

Studi recenti di Khoury et al. (2024) in Francia e Samper Márq (2024) in Spagna supportano ulteriormente questo quadro, evidenziando la sua rilevanza nella valutazione delle risposte dei consumatori al sistema Nutri-Score.

Principali risultati e discussione

Evidenze scientifiche a supporto del Nutri-Score

Le evidenze accumulate dimostrano l’efficacia del Nutri-Score su molteplici dimensioni. Gli studi sulle prestazioni mostrano costantemente che il Nutri-Score supera i formati alternativi nell’aiutare i consumatori a identificare il valore nutrizionale. Gli studi randomizzati controllati, inclusi esperimenti di scelta, simulazioni di supermercati online e implementazioni in negozi reali, dimostrano miglioramenti nella qualità nutrizionale degli acquisti e riduzioni nelle calorie, grassi saturi e zuccheri acquistati.

Gli studi di modellizzazione dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) proiettano sostanziali benefici per la salute pubblica. L’implementazione obbligatoria del Nutri-Score in tutta l’UE potrebbe prevenire quasi due milioni di casi di NCDs tra il 2023 e il 2050, migliorando al contempo la produttività della forza lavoro con un guadagno annuale stimato di 10,6 lavoratori equivalenti a tempo pieno per 100.000 individui in età lavorativa.

Influenza dell’industria e manipolazione delle evidenze

Un risultato critico rivela un bias sistematico nella ricerca finanziata dall’industria. Gli studi condotti da autori con conflitti di interesse avevano 21 volte più probabilità di produrre risultati sfavorevoli per il Nutri-Score. La ricerca sponsorizzata dall’industria impiegava quadri teorici alternativi – come il ‘Nutri(dis)inform’ – che davano priorità agli atteggiamenti dei consumatori rispetto alle misure oggettive di prestazione, divergendo dagli approcci scientifici consolidati.

L’analisi identifica specifiche tattiche di lobbying impiegate dai soggetti interessati dell’industria alimentare, tra cui:

  • produzione di studi che enfatizzano le preferenze soggettive per sistemi alternativi (Garde et al., 2024);
  • tentativi di screditare i team di ricerca accademica;
  • spostamento del discorso dall’empowerment sanitario al protezionismo economico e al ‘patriottismo alimentare’;
  • coinvolgimento sproporzionato con le direzioni generali della Commissione europea.

Fallimenti del processo politico

Il fallimento della Commissione europea nel fornire la legislazione promessa entro il 2022 riflette significative carenze del processo politico. L’analisi dei registri delle riunioni rivela che le direzioni generali per la salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE) e per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (DG AGRI) hanno tenuto consultazioni prevalentemente focalizzate sull’industria, con un limitato coinvolgimento della società civile.

Le indagini del Mediatore Europeo hanno esposto gravi fallimenti di trasparenza, inclusa la scarsa documentazione delle attività di lobby e il diniego di accesso pubblico ai registri legislativi. Mentre questi risultati confermano problemi sistemici nel modo in cui viene gestita l’influenza dei soggetti interessati, essi non hanno condotto ad alcuna misura correttiva significativa. Il fallimento nella risposta alle raccomandazioni del Mediatore permette agli squilibri esistenti di persistere, prevalendo sulle priorità di salute pubblica.

Implicazioni e risultati politici

Lo stallo del processo legislativo comporta serie conseguenze per l’efficacia della politica di salute pubblica in Europa. Nonostante gli impareggiabili consenso scientifico e sostegno di Nutri-Score da parte di organismi internazionali — inclusa l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (International Agency for the Research on Cancer, IARC), associazioni professionali (ad es. EUPHA), e organizzazioni della società civile — la proposta per un’etichetta nutrizionale frontale (FOPNL) armonizzata rimane non pubblicata fino ad oggi.

Una legislazione europea armonizzata sull’etichettatura nutrizionale di sintesi sul fronte della confezione (FOPNL) vede quindi Nutri-Score quale l’unico sistema a poter venire applicato, grazie al solido supporto scientifico e alla sua diffusa applicazione in tre grandi Paesi come Germania, Francia e Spagna (oltre a vari altri). Ciò comporterebbe considerabili benefici per tutte le parti interessate:

  • maggiore empowerment dei consumatori attraverso informazioni nutrizionali coerenti e basate sulle evidenze;
  • riduzione della frammentazione normativa e delle barriere commerciali per le imprese alimentari;
  • supporto alle strategie di prevenzione delle malattie legate alla dieta degli Stati membri;
  • allineamento con gli impegni internazionali per promuovere ambienti alimentari più sani.

L’analisi evidenzia tuttavia come gli squilibri di potere tra i sostenitori della salute pubblica e i lobbisti delle industrie retrograde stiano ostacolando lo sviluppo di politiche basate sulle evidenze scientifiche. Nonché la vulnerabilità del processo decisionale alla manipolazione, in particolare quando le misure proposte minacciano la redditività di alcuni colossi della finanza-industria (vedi anche Garde et al., 2025).

Conclusioni

Questa analisi completa del percorso decennale di Nutri-Score illustra con chiarezza cristallina la sfida erculea – anzi, Hercbergea – nell’affrontare un’emergenza di salute pubblica con uno strumento semplice ed efficace, radicato sull’evidenza scientifica. A fronte sia della lobby pervasiva delle industrie che macinano profitti miliardari sulla produzione e vendita di alimenti ultraprocessati con profili nutrizionali, sia dell’opacità istituzionale e della debolezza politica.

I risultati sottolineano l’imperativo per processi politici trasparenti e basati sulle evidenze che affrontino gli squilibri di potere e resistano alla strumentalizzazione della scienza. Il fallimento della Commissione Europea nel mantenere il suo impegno per l’armonizzazione del FOPNL rappresenta un’opportunità mancata per far progredire la salute pubblica in tutta l’Unione.

Andando avanti, l’implementazione di successo di una politica di etichettatura nutrizionale efficace richiede:

  • allineamento dei processi politici con gli obiettivi di salute pubblica piuttosto che con il protezionismo economico;
  • priorità alle evidenze scientifiche indipendenti di alta qualità;
  • impegno per la trasparenza in tutti i coinvolgimenti dei soggetti interessati;
  • riconoscimento e mitigazione dei conflitti di interesse.

Il caso studio del Nutri-Score fornisce lezioni preziose per la definizione di politiche basate sulle evidenze in ambiti controversi, dimostrando sia il potenziale della ricerca scientifica di informare interventi efficaci sia le vulnerabilità dei processi politici alla manipolazione strategica da parte di interessi acquisiti.

Appello all’azione

Alla luce della continua inazione della Commissione, i soggetti interessati devono perseguire percorsi alternativi per far progredire la politica nutrizionale di salute pubblica. Sul fronte giuridico, la Relazione Speciale 23/2024 della Corte dei Conti Europea sull’etichettatura alimentare conferma il fallimento della Commissione nell’adempiere ai suoi obblighi ai sensi del Regolamento (UE) n. 1169/2011, avendo affrontato solo 4 degli 11 argomenti delegati che richiedevano azione.

Questo palese fallimento apre la via per azioni legali risolutive presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ai sensi dell’articolo 265 TFUE per mancata azione. Cittadini, organizzazioni dei consumatori e Stati membri che supportano il Nutri-Score dovrebbero considerare di portare casi che richiedano alla Commissione di implementare le disposizioni obbligatorie armonizzate sull’etichettatura nutrizionale frontale come richiesto dal Food Information Regulation.

Contemporaneamente, il settore privato può dimostrare leadership dove i decisori politici hanno fallito. I rivenditori responsabili stanno già agendo:

  • Carrefour France ha reso obbligatoria la visualizzazione del Nutri-Score per tutti i fornitori delle sue piattaforme di e-commerce;
  • Albert Heijn nei Paesi Bassi ha annunciato l’implementazione completa del Nutri-Score nei negozi e nelle piattaforme online;
  • le principali catene tra cui Lidl, Aldi, Delhaize ed Eroski hanno ampliato l’adozione, riconoscendo il Nutri-Score come parte integrante dei loro impegni ESG, in particolare il pilastro Sociale focalizzato sulla salute e il benessere dei consumatori.

La straordinaria domanda dei consumatori per la trasparenza nutrizionale è evidenziata dal successo delle piattaforme digitali:

  • Yuka ha raggiunto 71 milioni di utenti a livello globale, mentre
  • Open Food Facts mantiene un database collaborativo di oltre 3,7 milioni di prodotti riconosciuto dalle Nazioni Unite come Bene Pubblico Digitale.

Queste cifre dimostrano la fame dei cittadini per informazioni nutrizionali accessibili, oltre a creare una pressione di mercato che le aziende lungimiranti non possono ignorare. La distribuzione moderna, i produttori alimentari – incluse le PMI – e le catene di ristorazione possono canalizzare questa domanda adottando subito il Nutri-Score, su base volontaria. Per affermare in termini concreti la loro responsabilità sociale d’impresa, supportando la più attuale e importante iniziativa di salute pubblica nel settore alimentare.

#Égalité

Dario Dongo

Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)

Riferimenti

Dario Dongo
+ posts

Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.