Crisi idrica globale, 4,4 miliardi di persone senza acqua potabile

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FoodTimes_4.4 miliardi di persone senza accesso all'acqua potabile

Un cambiamento epocale nella nostra comprensione della sicurezza idrica globale è avvenuto con la pubblicazione di uno studio rivoluzionario su Science. Questa ricerca, condotta dai ricercatori di Eawag con il supporto di importanti organizzazioni internazionali, rivela una sottostima scioccante della crisi, raddoppiando le cifre precedenti. Mentre le stime precedenti indicavano 2 miliardi di persone senza accesso ad acqua potabile sicura, questa nuova analisi geospaziale, che copre 135 Paesi a basso e medio reddito (LMIC), ora indica un incredibile platea di 4,4 miliardi di persone.

Solo una persona su tre, nei LMIC, ha accesso a servizi di acqua potabile gestiti in modo sicuro (SMDWS). Questa rivelazione è una dura condanna delle lacune nei dati e delle limitazioni metodologiche che hanno oscurato la vera portata del problema, specialmente in regioni come l’Africa Sub-Sahariana.

Lo studio, che utilizza 39 covariate e tecniche di modellazione avanzate, fornisce un livello di dettaglio senza precedenti, evidenziando il ruolo cruciale di fattori come la contaminazione fecale e il divario urbano-rurale. Questa nuova realtà richiede una rivalutazione urgente delle strategie globali e un rinnovato impegno per la cooperazione internazionale, poiché la lotta per l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile #SDG6 – accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari per tutti – assume un’urgenza drammaticamente maggiore.

1. Accesso all’acqua, la dimensione del problema

Lo studio (Greenwood et al., 2024) – guidato dai ricercatori di Eawag, con il supporto di ETH Zurigo, Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Istituto Svizzero di Salute Pubblica e Tropicale, e l’Università di Basilea – stima che nel 2020 solo il 33% della popolazione nei LMIC avesse accesso ad acqua sicura (SMDWS), lasciando circa 4,4 miliardi di persone senza acqua potabile sicura.

Questa cifra è più del doppio della stima precedente di 2 miliardi di persone del Programma di Monitoraggio Congiunto (JMP) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’UNICEF. La disparità sottolinea le gravi lacune nei dati del monitoraggio globale dell’acqua, specialmente in Africa Sub-Sahariana, dove alcuni Paesi riportano che meno del 10% della popolazione utilizza SMDWS.

La contaminazione fecale è identificata come il principale fattore limitante, che colpisce quasi metà della popolazione nei LMIC. Questa contaminazione è principalmente misurata dalla presenza di Escherichia coli (E. coli), un indicatore chiave della qualità dell’acqua. Nonostante l’uso diffuso di fonti idriche migliorate — definite come quelle progettate per fornire acqua sicura — il 48% della popolazione nei LMIC è ancora esposto a contaminazione fecale, evidenziando il divario tra infrastrutture e sicurezza idrica reale.

2. Metodo: un approccio geospaziale per mappare la sicurezza idrica

Lo studio di Greenwood et al. (2024), pubblicato su Science, utilizza un approccio di modellazione geospaziale, combinando dati di sondaggi familiari dei Multiple Indicator Cluster Surveys (MICS) con set di dati geospaziali globali.

I ricercatori hanno utilizzato una tecnica di modellazione random forest per prevedere l’uso di SMDWS a livello subnazionale in 135 LMIC. Il modello ha incorporato 39 co-varianti, inclusi indicatori umani, climatici, idrogeologici, biogeografici e topografici, per catturare la variazione spaziale nell’uso di SMDWS.

Le prestazioni del modello sono state validate utilizzando la validazione incrociata leave-one-country-out, raggiungendo un coefficiente di determinazione (R²) di 0,53, indicando che ha catturato il 53% della variazione spaziale nell’uso di SMDWS.

3. Risultati dello studio. La ‘water security’ nei cinque continenti

  • Africa. L’Africa Sub-Sahariana ha i tassi più bassi di utilizzo di SMDWS, con 12 paesi che riportano meno del 10% della popolazione che utilizza SMDWS. In 89 regioni subnazionali, meno del 5% della popolazione ha accesso ad acqua potabile sicura. La contaminazione fecale è il principale fattore limitante, che colpisce oltre la metà della popolazione in molte aree. La mancanza di accessibilità all’acqua in casa è anche un problema significativo, con oltre 650 milioni di persone in Africa Sub-Sahariana che non dispongono di servizi idrici domestici.
  • Asia. L’Asia Meridionale ha il numero più alto di persone senza accesso a SMDWS, con circa 1,2 miliardi di persone colpite. L’Asia Orientale, inclusa la Cina, affronta anche sfide significative, specialmente nelle aree rurali. La contaminazione fecale è un problema grave, con oltre il 50% della popolazione in alcune regioni esposta ad acqua contaminata. Le fonti idriche migliorate sono più comuni, ma non garantiscono sempre la sicurezza.
  • Americhe. L’America Latina e i Caraibi mostrano livelli moderati di utilizzo di SMDWS, ma disparità significative esistono tra aree urbane e rurali. La contaminazione fecale e la mancanza di accessibilità sono i principali fattori limitanti. In alcune regioni, le variazioni stagionali delle precipitazioni aggravano la scarsità idrica, portando a una maggiore dipendenza da fonti idriche non migliorate.
  • Europa. L’Europa Orientale ha tassi relativamente più alti di utilizzo di SMDWS rispetto ad altre regioni, ma disparità esistono all’interno dei Paesi. La contaminazione fecale è meno diffusa, ma la contaminazione chimica – specialmente da arsenico, fluoro e PFAS – rappresenta un rischio significativo in alcune aree.
  • Oceania. Le Isole del Pacifico affrontano sfide uniche a causa del loro isolamento geografico e della vulnerabilità ai cambiamenti climatici. La contaminazione fecale e la mancanza di accessibilità sono problemi significativi, con molte comunità che dipendono dalla raccolta dell’acqua piovana e altre soluzioni improvvisate.

4. Fattori ambientali e socioeconomici

I ricercatori evidenziano la natura interconnessa dei fattori ambientali e socioeconomici nel determinare la sicurezza idrica. Fattori ambientali come precipitazioni, temperatura e vegetazione svolgono un ruolo significativo nella disponibilità e qualità dell’acqua. Ad esempio, temperature più elevate e precipitazioni intense sono associate a livelli più alti di contaminazione da E. coli, mentre le variazioni stagionali delle precipitazioni influenzano la disponibilità idrica.

Fattori socioeconomici, tra cui densità di popolazione e urbanizzazione, influenzano anche l’accesso all’acqua sicura. Le aree rurali, caratterizzate da bassa densità di popolazione e infrastrutture urbane limitate, affrontano le maggiori sfide nell’accesso a SMDWS. Questo divario urbano-rurale è particolarmente pronunciato in Africa Sub-Sahariana, dove oltre 650 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile in casa, costringendo molti, specialmente donne, a trascorrere molto tempo a raccogliere acqua da fonti lontane.

5. Cooperazione internazionale necessaria e urgente

I risultati dello studio di Eawag sottolineano l’urgente necessità di cooperazione internazionale per affrontare la crisi idrica globale. Raggiungere l’SDG 6 richiede non solo investimenti finanziari, ma anche la condivisione di conoscenze, tecnologie e migliori pratiche oltre i confini. Lo studio evidenzia il potenziale dei dati di Osservazione della Terra (EO) per integrare i sondaggi familiari tradizionali, fornendo una comprensione più completa delle sfide della sicurezza idrica.

Tuttavia, l’attuale risoluzione dei dati sulla qualità dell’acqua è spesso limitata a grandi aree amministrative, rendendo necessaria la raccolta di dati georeferenziati ad alta risoluzione per identificare e affrontare le disuguaglianze locali.

I decisori politici devono prioritizzare gli investimenti nelle infrastrutture idriche, specialmente nelle aree rurali e svantaggiate, per avvicinare l’acqua potabile alle famiglie. Ciò non solo migliorerà i risultati sanitari, ma promuoverà anche l’uguaglianza di genere riducendo il tempo che le donne trascorrono a raccogliere acqua. Inoltre, indicatori di governance come la qualità e l’efficacia normativa sono associati a stime più alte di utilizzo di SMDWS, suggerendo che istituzioni forti e politiche efficaci sono cruciali per migliorare la sicurezza idrica.

6. Giornata Mondiale dell’Acqua

Il 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, l’attenzione dovrebbe spostarsi dai conflitti e dalle armi al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), in particolare garantendo il diritto umano fondamentale all’acqua potabile sicura e accessibile per tutti. Pedro Arrojo-Agudo, il Relatore Speciale alle Nazioni Unite sul Diritto Umano all’Acqua e ai Servizi Igienico-Sanitari, in un’intervista recente dell’ONG svizzera Helvetas, sottolinea che l’accesso all’acqua sicura non è un’opera di carità, ma un dovere democratico.

Arrojo-Agudo invita i governi a dare priorità all’acqua come diritto umano, applicare leggi più severe contro l’inquinamento e investire in infrastrutture, specialmente per le comunità emarginate. Sebbene siano stati fatti progressi, come il riconoscimento costituzionale in alcuni paesi, l’implementazione rimane insufficiente. La società civile e le ONG svolgono un ruolo cruciale nel promuovere trasparenza, responsabilità e gestione partecipativa dell’acqua come bene comune.

Il Relatore Speciale delle Nazioni Unite mette in guardia contro i pericoli della privatizzazione, che spesso mina i diritti umani e l’equità, e sostiene una gestione pubblica democratizzata con coinvolgimento locale. La Giornata Mondiale dell’Acqua serve come promemoria per dare priorità alla sicurezza idrica rispetto ai conflitti, garantendo che nessuno sia lasciato indietro nella ricerca di questo diritto umano essenziale.

7. Un appello all’azione

L’accesso all’acqua potabile sicura è un diritto umano fondamentale, ma rimane un obiettivo irraggiungibile per miliardi di persone in tutto il mondo. Lo studio di Eawag è un campanello d’allarme per la comunità internazionale, sollecitando la mobilitazione di risorse e competenze per affrontare la crisi idrica globale.

La sottostima del numero di persone senza accesso all’acqua potabile sicura evidenzia la necessità di dati più accurati e interventi mirati. Sfruttando i dati geospaziali e promuovendo la collaborazione internazionale, possiamo identificare le aree prioritarie, allocare le risorse in modo efficace e garantire che il diritto umano fondamentale all’acqua potabile sicura sia soddisfatto per tutti.

In conclusione, la sfida della ‘water security’ nei Paesi a basso e medio reddito (LMICs) è immensa, ma non insormontabile. Con sforzi concertati da governi, organizzazioni internazionali e società civile, è possibile compiere progressi significativi verso il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 6. Ed è tempo di agire ora, per la salute, la dignità e il futuro di miliardi di persone in tutto il mondo.

#Égalité, #PaceTerraDignità

Dario Dongo

Note

  • Greenwood, E. E.; Lauber, T.; van den Hoogen, J.; Donmez, A.; Bain, R. E. S.; Johnston, R.; Crowther, T. W.; Julian, T. R. (2024). Mapping Safe Drinking Water Use in Low- and Middle-Income Countries. Science, 385(6710), 784-790. doi:10.1126/science.adh9578
  • Barbara Vonarburg. Four Billion People Estimated to Lack Safe Drinking Water Services. Eawag. August 15, 2024. https://tinyurl.com/bdzj5xpa
  • “I Can Make Problems Visible”. Helvetas. March 15, 2025. https://tinyurl.com/4drjjbez
Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.