Bambini, clima e micotossine, gravi rischi in UE

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Il rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) – ‘Esposizione alle micotossine in un clima europeo che cambia’ – funge da catalizzatore critico per esporre la minaccia crescente, ma sottovalutata, delle micotossine in Europa, in particolare per bambini e adolescenti, esacerbata dal cambiamento climatico.

Le rilevazioni dell’EEA, assieme agli approfondimenti tossicologici del professor Carlo Brera, i dati di biomonitoraggio umano e l’esame delle regole vigenti in UE consentono di esprimere livelli di esposizione allarmanti, attraverso le comuni abitudini alimentari. Ed evidenziare le lacune critiche nelle attuali politiche dell’UE.

Micotossine: il male invisibile

Le micotossine sono sottoprodotti metabolici di funghi – come Aspergillus, Penicillium, Fusarium e Claviceps – che contaminano le colture durante la crescita o dopo la raccolta. Le principali micotossine di interesse includono aflatossina B1 (AFB1), DON, fumonisina B1 (FB1), zearalenone (ZEN) e ocratossina A (OTA).

Queste tossine contaminano i prodotti agricoli in tutto il mondo, con implicazioni significative per la sicurezza alimentare e la salute pubblica, poiché sono collegate a gravi effetti sulla salute, inclusi esiti cancerogeni, mutageni, reprotossici (CMR) e immunotossici.

Il rapporto di EEA si concentra sugli impatti sulla salute del deossinivalenolo (DON), una micotossina comunemente presente in grano, mais e orzo, ed esplora come il cambiamento climatico stia esacerbando i rischi di esposizione, specialmente per gruppi vulnerabili come bambini e adolescenti. Il DON è prevalente nelle regioni temperate ed è stato ampiamente studiato grazie ai dati di biomonitoraggio umano disponibili dall’iniziativa HBM4EU (si veda il successivo paragrafo 5).

2. Effetti sulla salute

Le micotossine rappresentano un rischio significativo per la salute, specialmente per le popolazioni vulnerabili. Bambini e adolescenti sono più esposti a causa del maggiore consumo di cibo rispetto al peso corporeo. Neonati e bambini piccoli sono particolarmente suscettibili, poiché le micotossine si trovano negli alimenti a base di cereali e in altri prodotti di base.

L’esposizione a micotossine come l’OTA e l’AFB1 può danneggiare reni e fegato in via di sviluppo, mentre lo ZEN, un interferente endocrino, può causare problemi riproduttivi. Anche le donne in gravidanza sono a rischio, poiché alcune micotossine possono attraversare la placenta e la barriera emato-encefalica, potenzialmente danneggiando lo sviluppo fetale.

lavoratori nel settore agricolo e della trasformazione alimentare affrontano un’esposizione occupazionale attraverso l’inalazione e il contatto cutaneo con polveri contaminate. L’esposizione acuta in questi contesti può portare a effetti immediati sulla salute, mentre l’esposizione cronica aumenta il rischio di effetti a lungo termine.

3. Esposizione umana alle micotossine in Europa

L’assunzione alimentare è la principale via di esposizione alle micotossine, con cereali e grano come fonti principali. Studi indicano che il 25% delle colture supera i limiti normativi dell’UE per le micotossine, mentre la contaminazione è rilevabile nel 60-80% delle colture. Le micotossine sono resistenti ai metodi di preparazione degli alimenti, rendendo difficile eliminare la contaminazione. L’inalazione e l’assorbimento cutaneo sono ulteriori vie di esposizione, specialmente negli ambienti lavorativi.

Emergono anche prove che le micotossine sono contaminanti ambientali nei sistemi idrici. Il deflusso agricolo, le acque reflue e lo smaltimento improprio di prodotti contaminati contribuiscono alla presenza di micotossine nelle acque superficiali e potabili. Alcune micotossine, come l’OTA, persistono nell’acqua anche dopo il trattamento, sollevando preoccupazioni per la sicurezza dell’acqua potabile.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha stabilito una dose giornaliera tollerabile (TDI) per il DON, rilevando tuttavia un’esposizione alimentare cronica che supera i livelli di sicurezza in neonati, bambini e adolescenti. Anche gli adulti affrontano livelli di esposizione elevati, indicando un problema di salute pubblica diffuso.

4. Gravi rischi per i bambini: il parere del tossicologo professor Carlo Brera

Il professor Carlo Brera – già responsabile scientifico del Laboratorio Nazionale di Riferimento in Italia per le Micotossine in alimenti e mangimi, nonché delegato nazionale italiano presso la DG Sante per i Contaminanti Agricoli, da noi intervistato – sottolinea i gravi rischi per la salute dei bambini, in età inferiore e superiore ai 3 anni, legati all’esposizione al DON’. Sebbene la tossicità di questa micotossina sia di gran lunga inferiore a quella dell’aflatossina B1 e dell’aocratossina A, spiega il professor Brera, ‘bisogna considerare l’esposizione complessiva dei bambini e degli adolescenti avendo riguardo non al singolo alimento ma alla dieta giornaliera che in diversi Paesi è caratterizzata da consumi anche significativi di un ‘paniere’ di alimenti a base di cereali che comprende pasta, pane, pizza, merendine, biscotti, cereali per la prima colazione e prodotti dolciari.

‘Il rischio di esposizione da DON per i bambini e gli adolescenti si rivela molto critico ed è tuttora sottovalutato dal legislatore europeo’, prosegue il professor Carlo Brera. ‘I limiti massimi di micotossine sono stati fissati senza alcuna distinzione tra gli alimenti destinati al consumo da parte di bambini di età superiore ai 3 anni, adolescenti e adulti. Nonostante sussistano significative differenze tra bambini, adolescenti e adulti sia nel rapporto tra l’assunzione di contaminanti e il peso corporeo, sia nella capacità di metabolizzare la presenza di sostanze contaminanti, a causa di una ridotta difesa immunitaria da parte dei bambini.

‘A titolo esemplificativo, considerando la soglia tossicologica giornaliera del DON pari a 1 microgrammo/kg pc/giorno e calcolando la esposizione media di un bambino di 3 anni di peso corporeo di circa 26 kg, con un livello di contaminazione medio del paniere degli alimenti a base di cereali pari al 50% del limite massimo tollerabile dei singoli alimenti e compreso nell’intervallo 200-300 µg/kg, il consumo totale giornaliero del paniere dovrebbe essere compreso, rispettivamente, tra 87 e 130 grammi. Il consumo giornaliero di quantità superiori a tali valori esporrebbe i bambini ad un rischio non accettabile’.

5. L’iniziativa HBM4EU e il biomonitoraggio umano

L’iniziativa HBM4EU (2017-2022) ha fornito informazioni cruciali sull’esposizione alle micotossine in Europa. Ha stabilito un Valore Guida per il Biomonitoraggio Umano (HBM-GV) per il DON, fissando una soglia oltre la quale possono verificarsi effetti sulla salute.

Il monitoraggio ha rivelato che il 14% degli adulti in sei Paesi europei presentava livelli rilevabili di DON, con un’esposizione maggiore in Polonia, Lussemburgo, Francia e Portogallo. È interessante notare che gli individui con un livello di istruzione più alto tendevano ad avere un’esposizione inferiore, probabilmente grazie a scelte alimentari e stili di vita più salutari.

6. Cambiamento climatico e micotossine

L’Europa si sta riscaldando due volte più velocemente della media globale, creando condizioni favorevoli alla crescita fungina e alla produzione di micotossine. Temperature più elevate e livelli di umidità aumenteranno la prevalenza di micotossine come AF, DON, ZEN e OTA.

I modelli climatici prevedono che l’Europa meridionale affronterà rischi di contaminazione più elevati, mentre le regioni settentrionali potrebbero sperimentare nuove minacce. Ed eventi meteorologici estremi come piogge intense e siccità aggravano lo stress delle piante, rendendo le colture più suscettibili alle infezioni fungine.

L’aumento delle precipitazioni e delle inondazioni può trasferire le micotossine dal suolo ai sistemi idrici, amplificando ulteriormente i rischi di contaminazione. Inoltre, l’aumento delle popolazioni di insetti può diffondere muffe tossigene, aumentando le infezioni delle colture.

7. Implicazioni economiche e di ‘food security’

La contaminazione da micotossine indotta dal clima minaccia la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari (‘food security’) e la stabilità economica.

Le colture contaminate portano infatti a rese inferiori, maggiori costi di analisi e possibili blocchi commerciali.

L’impatto globale è significativo, con l’Africa sub-sahariana che affronta rischi maggiori a causa del suo clima umido e delle sfide esistenti per la sicurezza alimentare.

8. Misure preventive, approccio ‘One Health’

Affrontare i rischi delle micotossine richiede un approccio One Health, integrando strategie per la salute umana, animale e ambientale. Le misure chiave includono:

  • implementazione di buone prassi agricole (GAPs), come la rotazione delle colture e l’adeguamento dei periodi di raccolta;
  • uso di misure di controllo biologiche, come ceppi fungini non tossici, per competere con i funghi tossigeni;
  • sviluppo di modelli predittivi per anticipare i rischi di contaminazione e guidare interventi tempestivi;
  • sviluppo di colture resistenti ai funghi per ridurre i rischi di contaminazione.

Sforzi collaborativi tra politici, agricoltori e ricercatori sono essenziali per mitigare i rischi delle micotossine e proteggere la salute pubblica in un clima che cambia.

9. Politiche UE sulle micotossine, progressi e lacune

L’Unione Europea ha compiuto passi avanti per regolamentare le micotossine negli alimenti e nei mangimi attraverso il Regolamento (UE) 2023/915 sui contaminanti alimentari, che ha sostituito il precedente Regolamento (CE) 1881/2006.

Questo nuovo regolamento armonizza le definizioni e chiarisce i livelli massimi (ML) per i contaminanti, incluse le micotossine, mantenendo le soglie esistenti.

Nonostante i progressi, tuttavia, permangono lacune critiche nell’approccio dell’UE alla gestione dei rischi legati alle micotossine.

9.1. DON, tossine T-2 e HT-2

Uno degli aggiornamenti chiave del 2024 è stato l’introduzione di nuovi ML per il deossinivalenolo (DON) tramite il Regolamento (UE) 2024/1022. Queste modifiche si concentrano sulla tossina madre (DON) e si basano sul principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable). Tuttavia, l’UE non ha ancora stabilito limiti per le micotossine modificate, che includono metaboliti e sottoprodotti della trasformazione. Queste forme modificate rappresentano un rischio significativo per la salute, e l’assenza di limiti rappresenta una lacuna nel diritto alimentare UE. L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha sottolineato la necessità di maggiori dati per affrontare il problema, ma i progressi sono lenti.

Per le tossine T-2 e HT-2, l’UE ha introdotto valori guida di gruppo e ML attraverso il Regolamento (UE) 2024/1038. Gli Stati membri sono tenuti a riferire sui livelli di contaminazione e sulle misure preventive entro il 2028. Allo stesso modo, i ML più severi per gli alcaloidi della segale cornuta sono stati posticipati con il regolamento (UE) 2024/1808 a causa dell’aumento della contaminazione legata al cambiamento climatico. Questo ritardo evidenzia la difficoltà di bilanciare la sicurezza alimentare con la realtà della produzione agricola.

9.2. Sfide e lacune in UE

Le micotossine negli alimenti a base vegetale – quali ad esempio le aflatossine nelle bevande a base di mandorle – rappresentano un problema, soprattutto per bambini e adolescenti. Nonostante i metodi di rilevamento aggiornati dall’UE (Regolamento (UE) 2023/2782), l’applicazione è disomogenea e le norme sulle micotossine emergenti come enniatine, beauvericina e sterigmatocistina rimangono indietro rispetto alle scoperte scientifiche.

Le principali lacune nelle politiche UE riguardano:

  • la considerazione del maggior rischio di esposizione dei bambini, in ragione della dieta da essi osservata, come ribadito dal professor Carlo Brera;
  • l’assenza di livelli massimi per le micotossine modificate;
  • la carenza di bio-monitoraggio umano (cruciale per valutare l’esposizione in gruppi vulnerabili come neonati, adolescenti e donne in gravidanza);
  • la mancanza di limiti più severi per i prodotti a base vegetale;
  • la considerazione inadeguata dell’impatto del cambiamento climatico.

È necessario un approccio proattivo e basato sulla scienza per rafforzare le politiche e la ricerca, dando priorità alla sicurezza alimentare e proteggendo le popolazioni vulnerabili.

10. Conclusioni provvisorie

Il rapporto di EEA evidenzia l’urgente necessità di un cambiamento di paradigma nella politica UE sulle micotossine, dedicando priorità alle specifiche vulnerabilità di bambini e adolescenti oltreché all’impatto crescente del cambiamento climatico.

Le normative vigenti non riescono ad affrontare i rischi critici posti dalle micotossine modificate e dall’esposizione dietetica nei giovani, come sottolineato nella valutazione tossicologica del professor Carlo Brera.

L’integrazione del biomonitoraggio umano e di un approccio globale ‘One Health’, come sottolineato da EEA, è essenziale a salvaguardare la salute pubblica e la sicurezza alimentare. Ciò richiede interventi proattivi e adeguamenti politici.

Dario Dongo

Note

European Environment Agency (EEA). (2025). Mycotoxin exposure in a changing European climate (Briefing No. 02/2025). doi:10.2800/2076941. ISBN: 978-92-9480-706-9. https://tinyurl.com/y8bs39h6

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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.