Vecchioni, Coldiretti e Dompé alla conquista di BF

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Arum e Dompé Holdings hanno lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su BF S.p.A., società quotata su Euronext Milan attiva nell’agroalimentare. L’operazione, del valore massimo di 666,2 milioni di euro (circa 2 miliardi ove si consideri l’intero capitale di BF), rappresenta una delle più rilevanti OPA degli ultimi decenni in Italia nel settore agricolo, per dimensioni e rilevanza strategica. (1)

L’azionariato di Arum rivela peraltro un forte radicamento nella galassia Coldiretti: quello che si presenta come il principale ‘sindacato agricolo’ italiano partecipa infatti all’operazione finanziaria più importante del settore attraverso la sua ‘holding’ Germina Campus, le sue federazioni provinciali, le società Impresa Verde, e varie altre entità.

Un assetto singolare per un’acquisizione che punta al controllo di BF, gruppo le cui attività sono strettamente collegate a investimenti pubblici, dal ‘Piano Mattei’ a numerosi progetti finanziati con risorse nazionali ed europee. A suggellare l’operazione, la recente nomina di Vincenzo Gesmundo a presidente di BF International. L’operazione Federconsorzi 2 disvela così il proprio ‘asset nella manica’.

L’OPA è promossa congiuntamente da Arum S.p.A. e Dompé Holdings S.r.l. che già detengono, complessivamente, il 49,122% di BF: Arum possiede il 24,147% del capitale (24,999% dei diritti di voto), mentre Dompé Holdings il 24,975% (26,917% dei diritti di voto grazie al voto maggiorato).

L’offerta riguarda le restanti 133.242.020 azioni (50,878% del capitale), a un corrispettivo di 5,00 euro per azione che incorpora un premio del 13,80% rispetto al prezzo ufficiale del 20 aprile 2026 (4,394 euro) e premi compresi tra il 14,40% e il 18,89% rispetto alle medie ponderate degli ultimi 1-12 mesi.

Finanziamento e governance futura

Arum finanzierà la propria quota (50% dell’esborso massimo, pari a 333,1 milioni di euro) in parte con equity da un aumento di capitale sottoscritto da soci e terzi, in parte con debito bancario. Dompé Holdings – controllata al 100% da Sergio Dompé e dotata di un capitale sociale di 101 milioni di euro – utilizzerà invece esclusivamente mezzi propri, senza ricorso a finanziamenti esterni.

Gli offerenti si sono impegnati, tramite un accordo quadro sottoscritto contestualmente, a stipulare alla data di pagamento un patto parasociale che disciplinerà governance, trasferimento azioni e partecipazione in BF International. Le azioni acquistate saranno ripartite pari passu (50% ciascuno).

Condizioni di efficacia

L’offerta è soggetta all’avveramento di due condizioni cumulative:

  • condizioni MAC/MAE (Material Adverse Change/Material Adverse Effect): a livello nazionale o internazionale non devono verificarsi fatti, circostanze o eventi non noti al mercato alla data dell’annuncio che comportino mutamenti negativi significativi nella situazione politica, sanitaria, finanziaria, economica, valutaria, normativa o di mercato con effetti pregiudizievoli sull’offerta o sulla situazione di BF. Inoltre, non devono emergere fatti relativi all’emittente o alle sue controllate/collegate, non noti al mercato, che modifichino in modo pregiudizievole l’attività o la situazione patrimoniale, finanziaria, economica o reddituale del gruppo BF rispetto a quanto risultante dal bilancio consolidato al 31 dicembre 2025;
  • condizione autorizzazioni: ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti in materia di golden power (D.L. 21/2012), antitrust e sovvenzioni estere distorsive (regolamento UE 2022/2560), o decorso dei relativi termini senza opposizione. Le autorizzazioni devono essere rilasciate senza imporre agli offerenti impegni, prescrizioni, obbligazioni, requisiti, condizioni o altre misure.

Gli offerenti potranno rinunciare, in tutto o in parte, a una o più condizioni. In caso di mancato avveramento senza rinuncia, l’offerta non si perfezionerà e le azioni portate in adesione saranno restituite agli aderenti.

Obiettivi strategici e ‘no delisting’

L’operazione non è finalizzata al delisting: Arum e Dompé intendono consolidare l’azionariato di riferimento e garantire stabilità proprietaria per sostenere i piani industriali di medio-lungo periodo di BF, attiva nella produzione di alimenti tracciabili ‘dal seme’ e nello sviluppo di tecnologie agro-industriali.

Qualora a esito dell’offerta gli offerenti raggiungessero il 90% del capitale, si impegnano a ripristinare il flottante entro 90 giorni mediante collocamento o ABB (Accelerated Bookbuilding), senza avvalersi del diritto di acquisto residuo ex art. 111 TUF (Testo Unico della Finanza). In caso di superamento del 95%, adempiranno all’obbligo di acquisto ex art. 108 TUF, ripristinando comunque il flottante.

Iter procedurale

Il documento di offerta sarà presentato a Consob nei termini di legge. Il periodo di adesione durerà tra 15 e 40 giorni di borsa aperta. Si applicheranno le disposizioni sugli amministratori indipendenti (art. 39-bis Regolamento Emittenti) e sulla riapertura dei termini (art. 40-bis), trattandosi di offerta su società in cui gli offerenti superano già il 30%.

L’operazione consolida il progetto strategico di Vecchioni, supportato dalla galassia Coldiretti e dalla partnership con Dompé, per posizionare l’agricoltura italiana e le sue eccellenze tecnologiche ‘al centro del mondo’, come dichiarato dallo stesso Vecchioni.

Arum S.p.A. e la galassia Coldiretti

Arum S.p.A. (capitale sociale 14,96 milioni di euro, deliberato 25,54 milioni) è una holding partecipativa con sede a Torino. Il capitale è suddiviso in tre categorie: azioni A (10,52 milioni), BC (1,85 milioni, con triplo voto e diritto di nomina maggioritaria CdA) e BE (2,59 milioni, con triplo voto). È controllata indirettamente da Federico Vecchioni – che ne presiede il CdA – attraverso le due società di famiglia Elfe S.r.l. e Società Agricola Tenuta il Cicalino, le quali assieme detengono 3.770.939 azioni di categoria BC (pari al 12,86% del capitale sociale, con potere di nomina della maggioranza del CdA).

Nell’azionariato di Arum SpA spiccano peraltro:

  • la Società Consortile Consorzi Agrari (589.286 azioni A), SCCA, partecipata da 19 Consorzi Agrari e partecipante al capitale di CAI S.p.A;
  • le 38 Impresa Verde regionali e provinciali di Coldiretti, per un totale di 391.555 azioni A;
  • la ‘cassaforte’ di Coldiretti Germina Campus (56.668 azioni di categoria A);
  • le federazioni provinciali Coldiretti di Reggio Emilia (20.000 azioni A), Piacenza (13.125 azioni A), Mantova (6.667 azioni A), e quelle interprovinciali di Como e Lecco (6.667 azioni A), Milano-Lodi-Monza Brianza (6.250 azioni A);
  • il broker telefonico captive Agritel S.r.l. (34.167 azioni di categoria A);
  • la società BIT Informativa Srl (31.250 azioni di categoria A).

L’ingresso del sistema Coldiretti in Arum, con una partecipazione complessiva pari al’11,33% del capitale sociale totale (1.191.885 azioni di categoria A), è stato accompagnato da:

  • la recentissima nomina di Vincenzo Gesmundo, il sempiterno segretario generale di Coldiretti, a presidente di BF International. Non a caso, il patto parasociale tra Arum e l’imprenditore Dompé Holdings prevede apposite clausole proprio con riguardo alla cessione delle partecipazioni di BF International;
  • i cambi di governance in Consorzi Agrari d’Italia, CAI S.p.A., a valle di BF. Laddove – dopo la sostituzione dell’amministratore delegato Gianluca Lelli con Roberto Sambuco, a ottobre 2025 – è intervenuta la nomina a direttore generale di Alberto Olivieri Allaria, (2) già direttore regionale di Coldiretti Emilia Romagna, a marzo 2026.

Federconsorzi 2, lo scenario d’insieme

L’OPA totalitaria di Arum SpA su BF SpA si inquadra nel progetto ‘Federconsorzi 2’ che così rivela il proprio terzo ‘asset’ sul quale, non a caso, Vincenzo Gesmundo ha poggiato il cappello. Dopo CAI SpA e CAI Real Estate Srl, BF International:

  • CAI – Consorzi Agrari d’Italia: oltre il 90% dei ricavi, ma nessun margine, derivano a BF S.p.A. dalla partecipata CAI – Consorzi Agrari d’Italia S.p.A., nella quale tanto BF S.p.a., quanto i cinque Consorzi Agrari soci (Bologna, Grosseto, Abruzzo, Verona e Siena) hanno deciso di ridurre significativamente le proprie quote per ottenere nel 2025 una ricapitalizzazione da 145 milioni di euro, grazie alla decisione politica del Fondo Nazionale Strategico che vi ha immesso i soldi pubblici di Cassa Depositi e Prestiti. Il mondo agricolo è così divenuto minoranza, nella principale iniziativa agroindustriale del gruppo;
  • CAI Real Estate Srl: i 180 immobili dei Consorzi Agrari, confluiti nella CAI REAL ESTATE S.r.l. nell’arco temporale 2020-2025, per un valore di oltre 100 milioni di euro, (3) sono stati ceduti in blocco a una fiduciaria Svizzera, a dicembre 2025, per il vile prezzo di 50.000 euro. Il mondo agricolo italiano è stato così totalmente escluso dalla proprietà e dal godimento del proprio patrimonio immobiliare, ormai avviato verso percorsi speculativi all’estero;
  • BF International Best Fields Best Food Ltd: l’ultimo ‘asset’ controllato da BF SpA – fondato a Londra nel 2023 – è sua divisione internazionale che, ‘attraverso alleanze strategiche con partner istituzionali e industriali, collabora con governi e comunità locali per costruire un nuovo modello di agricoltura sostenibile, inclusiva e tecnologicamente avanzata’. BF International opera quindi – attraverso il Regno Unito, con fondi pubblici dei contribuenti italiani, quale mandatario del Fondo Nazionale Strategico – per realizzare in Africa il Piano Mattei del governo Meloni. Un’operazione che non interessa gli agricoltori italiani, ma risulta tanto remunerativa e strategica da indurre il cerchio magico di Coldiretti a mantenerne e rafforzarne il controllo.

#VanghePulite

Dario Dongo

Foto di Owen.outdoors

Note

(1) BF, Vecchioni e Dompé lanciano Opa da 666 milioni. Il Sole 24 Ore. 21.4.26 https://www.ilsole24ore.com/art/bf-vecchioni-e-dompe-lanciano-opa-666-milioni-AIIADzbC?refresh_ce=1

(2) Lo stesso Marco Allaria Olivieri che nel dicembre del 2020, attraverso la procura rilasciatagli da Coldiretti, provvedeva ad acquistare al prezzo di € 516,46 dalla Cooperativa AgriCentroSud (già CreditAgri), condotta al dissesto e alla liquidazione dalla disastrosa gestione del suo presidente Vincenzo Gesmundo, l’immobile situato a Bologna all’interno di Palazzo Merendoni – palazzo nobiliare del XVII sec. con scalone monumentale, statue marmoree di Domenico Piò e stucchi di Gaetano Gandoli – ove insistevano e tuttora insistono gli uffici della Coldiretti

(3) Héra Partecipazioni One punta sul mattone agricolo: rilevato Caire-Consorzi Agrari d’Italia Real Estate. Riparte Italia. 26.3.26 https://www.ripartelitalia.it/hera-partecipazioni-one-punta-sul-mattone-agricolo-rilevato-caire-consorzi-agrari-ditalia-real-estate/

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Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.