La consociazione presenta interessanti opportunità per la coltivazione di cereali e legumi, soprattutto in un regime di agricoltura biologica. È per questo che il progetto LEGUMINOSE si presta a supportare gli agricoltori nello sviluppo di sistemi sostenibili per implementare questa tecnica colturale in diversi Paesi dell’UE. (1)
Consociazione colturale
La consociazione è una tecnica utilizzata in agronomia per incrementare l’efficienza delle risorse impiegate nella coltivazione delle differenti colture, inserite nella misura di due o più tipi diversi nella stessa porzione di suolo. La combinazione tra legumi e cereali è una delle pratiche più interessanti, grazie all’azotofissazione delle prime, generalmente colture miglioratrici (i.e. che migliorano la fertilità del suolo), a favore delle seconde, che invece sono colture depauperanti (i.e. che privano il suolo di fertilità). (2)
Ulteriori vantaggi forniti dalla consociazione comprendono il miglioramento della struttura del suolo e un aumento della resistenza all’allettamento, in particolar modo le graminacee. Inoltre, permette di ridurre la competitività da parte delle infestanti e l’attacco da parte di insetti, con conseguente riduzione dei pesticidi applicati in campo e i relativi residui presenti negli alimenti.
La scelta delle specie e delle varietà da consociare è funzione di diversi fattori, ma elementi di natura ambientale e la compatibilità tra le specie consociate è di primaria importanza. Una scelta oculata permette di potenziare gli effetti normalmente previsti, e migliorare le rese produttive qualitative e quantitative.
I diversi tipi di consociazione
Esistono diversi tipi di consociazione, ma i principali sono:
- Consociazione interfilare: prevede la coltivazione di colture intercalari all’interno o all’esterno delle file mentre si coltivano una o più colture nelle file tipiche. Una strategia popolare per massimizzare la produzione e sfruttare al meglio le risorse disponibili;
- Consociazione mista: coltivazione di due o più colture insieme senza rispettare una proporzione prestabilita tra le file. Quando le risorse (suolo e nutrienti) sono limitate, spesso si ricorre alla coltivazione mista per soddisfare sia il fabbisogno alimentare che quello foraggero;
- Consociazione a strisce: consiste nel coltivare due o più colture in strisce su terreni in pendenza. Ha dimostrato di migliorare l’efficienza nell’utilizzo delle radiazioni (RUE), ossia la biomassa prodotta per unità di radiazione solare intercettata, nelle aree emarginate e povere;
- Consociazione a staffetta: tecnica di coltivazione di due o più colture contemporaneamente durante una parte della stagione di crescita di ciascuna coltura. La seconda coltura viene piantata dopo che la prima ha completato una parte significativa del suo ciclo di vita e ha raggiunto la fase riproduttiva o è quasi matura ma non ancora pronta per il raccolto.
Progetto LEGUMINOSE
LEGUMINOSE (Legume-cereal intercropping for sustainable agriculture across Europe) è un progetto finanziato dal programma Horizon Europe, che mira a incrementare l’implementazione della consociazione colturale da parte delle aziende agricole dell’UE, con un focus su legumi e cereali (al momento solo il 2% dei terreni è usato per la consociazione di legumi e cereali), in modo da sopperire ai futuri incrementi di fabbisogni alimentari dovuti all’importante previsione di crescita della popolazione mondiale nel 2050.
L’Università degli Studi di Firenze si occupa di coordinare il progetto, con il contributo della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) che, come partner, intende promuovere e diffondere l’uso della consociazione nelle aziende agricole nazionali, valutando i diversi benefici e le limitazioni culturali o di altro tipo che possono ostacolare l’utilizzo di questa tecnica in campo, garantendo supporto e formazione per la rimozione di ogni forma di barriera e ottimizzare l’efficienza produttiva.
7 casi studio
Il progetto comprende ben 7 casi studio implementati in 6 Stati membri e in un Paese associato al programma Horizon Europe, il Regno Unito. In ogni Paese sono valutati gli effetti dovuti dalle condizioni pedoclimatiche sulle colture consociate scelte, usando diversi parametri di riferimento come, ad esempio, le rese colturali, le proprietà chimico-fisiche del suolo, il microbiota del suolo e l’emissione di gas serra.
Risultati principali
Un tool online è stato sviluppato per supportare gli utenti nella scelta delle combinazioni ottimali delle specie o varietà di cereali e legumi da impiegare per la consociazione più appropriata, anche grazie all’uso di dati meterologici e del suolo associati all’epoca di semina e l’eventuale uso di fertilizzanti. La crescita giornaliera e i fabbisogni delle colture sono altresì previsti dallo strumento, come altri parametri quali lo sviluppo fenologico e dell’area fogliare, l’uso di luce, produzione di biomassa secca e altri. (3)
Per facilitare l’adozione delle consociazioni colturali, sono state concepite le cd. Dynamic Innovation Partnership (DIP), ove avvengono scambi di vedute e opinioni sui requisiti tecnici, le sfide di mercato e i gap nella filiera della consociazione legumi-cereali. Un DIP è generalmente avviato con un facilitatore (es. agricoltore, ricercatore) e lavora su una specifica filiera con diverse altre parti interessate che si incontrano frequentemente per trattare delle tematiche di interesse.
Sono presenti, oltre a risultati positivi e interessanti, anche diverse sfide e criticità che dimostrano e confermano come la consociazione non possa essere sempre adottata. Diverse prove hanno determinato una limitata compatibilità tra diverse colture (es. lupino e frumento) o un difficile adattamento alle condizioni del suolo (es. pisello invernale sensibile a un’elevata umidità del suolo). Una corretta semina in termini di tempo e metodo può migliorare queste limitazioni.
Consociazione e microbioma del suolo
Il microbioma del suolo, determinato dalla composizione dei microrganismi in esso presenti, è influenzato dalle proprietà del suolo e dalle piante presenti, coltivate o meno. La rizosfera, grazie al contatto con le radici della pianta, vede il rilascio di sostanze a effetto di promozione o inibizione della crescita microbica. Con combinazioni adeguate di specie coltivate e le relative sostanze rilasciate nella rizosfera, è anche possibile controllare il microbioma del suolo. (4)
In LEGUMINOSE, la consociazione legumi-cereali ha mostrato avere effetti positivi sul microbioma del suolo, visibile dalla migliorata capacità di contrastare i microrganismi patogeni e migliorare la biodiversità e la salute complessiva del suolo. La corretta distribuzione di microrganismi positivi permette di incrementare la disponibilità di nutrienti per le piante e la loro crescita, così come la fertilità del suolo.
Sfide e raccomandazioni
I progetti LEGUMINOSE e IntercropVALUES (Developing Intercropping for agrifood Value chains and Ecosystem Services delivery in Europe and Southern countries) (5) hanno unito le forze per redigere un policy brief da sottoporre ai policy makers dell’UE e dei singoli Stati membri, per favorire l’adozione della consociazione colturale in agricoltura. (6)
Una serie di raccomandazioni è stata fornita con lo scopo di migliorare le politiche e le normative dell’UE, così da raggiungere l’obiettivo di migliorare l’uso della pratica di consociazione. Le principali raccomandazioni sono:
- Adozione di pratiche agroecologiche all’interno della Politica Agricola Comune (PAC), a beneficio della salute del suolo, della biodiversità e del ciclo dell’acqua. La consociazione può essere inserita come pratica per garantire la conformità ad alcune Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (BCAA);
- Incremento dei pagamenti diretti con la PAC per la consociazione;
- Sviluppo di eco-schemi per la consociazione da parte degli Stati membri;
- Incremento degli investimenti pubblici per lo sviluppo di filiere basate sulla consociazione colturale;
- Potenziamento dei servizi di consulenza e strategia, formazione e addestramento da parte degli Stati membri;
- Sviluppo di una strategia sulle proteine (già tenuto in considerazione dal Parlamento europeo e dalla stessa Commissione), che includa la consociazione.
Conclusioni provvisorie
La consociazione colturale rappresenta una strategia interessante per migliorare le rese in agricoltura. Essa permette di ottenere diversi vantaggi in termini di produzione e di remunerazione, e sfruttare una minore superficie di terreno per avere una maggiore produzione con minori input e migliore salute del suolo, incluso il microbioma.
Il suo utilizzo è purtroppo ancora limitato ed è necessario investire tempo e risorse, come sta facendo il progetto LEGUMINOSE, per diffondere la conoscenza di questa pratica e massimizzare il suo potenziale, nel rispetto delle colture scelte e delle capacità pedoclimatiche del contesto geografico di riferimento.
Nuove politiche e regolamenti dovrebbero accogliere positivamente la diffusione di questa pratica, che dovrebbe divenire norma comune in regimi di agricoltura convenzionale e biologica.
Andrea Adelmo Della Penna e Dario Dongo
Note
(1) V. https://www.leguminose.eu/
(2) Amandeep Kaur A. & Sharma S. (2025) Intercropping a sustainable holistic approach for improving growth and productivity of crops. International Journal of Research in Agronomy 8(4):133-139, https://www.doi.org/10.33545/2618060X.2025.v8.i4b.2757
(3) V. https://leguminose.farming.software/login
(4) Ge A.H. & Wang E. (2025) Exploring the plant microbiome: A pathway to climate-smart crops. Cell 188(6):1469-1485, https://doi-org.unimib.idm.oclc.org/10.1016/j.cell.2025.01.035
(5) V. https://intercropvalues.eu/







