Viene presentata un’analisi critica dello scenario sul benessere del pollame in UE, con una sintesi dei regolamenti ufficiali convenzionali e biologici, con le raccomandazioni di CIWF (Compassion in Food Farming), gli standard volontari e i risultati scientifici (inclusa l’EFSA).
Per i consumatori consapevoli, la distinzione più chiara che impatta sul benessere è tangibile: gli standard biologici prescrivono che gli uccelli abbiano uno spazio interno sostanziale (niente gabbie) e accesso obbligatorio all’esterno, in netto contrasto con le condizioni di maggiore densità, spesso esclusivamente al chiuso, dell’agricoltura convenzionale.
L’esame dei risultati reali in termini di selezione genetica, allevamento e uso di antibiotici evidenzia lacune significative e porta a un appello urgente per riforme specifiche dell’UE basate su queste prove complete.
Benessere animale del pollame, lo scenario normativo in UE
La produzione convenzionale di pollame nell’UE è principalmente disciplinata da:
- Direttiva 98/58/CE del Consiglio relativa alla protezione degli animali allevati a fini agricoli;
- Direttiva 1999/74/CE del Consiglio che stabilisce norme minime per la protezione delle galline ovaiole;
- Direttiva 2007/43/CE del Consiglio che stabilisce norme minime per la protezione dei polli allevati per la produzione di carne;
- Regolamento (CE) n. 1/2005 sulla protezione degli animali durante il trasporto;
- Regolamento (CE) n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento.
La produzione biologica di pollame deve conformarsi sia ai regolamenti di cui sopra che ai requisiti aggiuntivi di:
- Regolamento (UE) 2018/848 sulla produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici;
- Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464 della Commissione che stabilisce modalità dettagliate per l’applicazione del regolamento (UE) 2018/848.
Requisiti di selezione genetica
Allevamento avicolo convenzionale
La legislazione UE fornisce requisiti specifici limitati riguardo ai metodi di selezione genetica nella produzione convenzionale di pollame. Il quadro generale è stabilito nella Direttiva 98/58/CE del Consiglio, che afferma nell’Allegato, paragrafo 21:
‘Nessun animale deve essere tenuto a fini agricoli a meno che, in base al suo genotipo o fenotipo, si possa ragionevolmente prevedere che ciò non abbia effetti negativi sulla sua salute o sul suo benessere.’
Questa disposizione implica che la riproduzione non dovrebbe produrre volatili con caratteristiche che compromettono intrinsecamente il benessere degli animali, sebbene non limiti esplicitamente alcuna pratica specifica di riproduzione o criteri di selezione genetica comunemente utilizzati nella produzione convenzionale di pollame.
In pratica, la selezione genetica convenzionale tipicamente dà priorità a caratteristiche di produzione come rapidi tassi di crescita, efficienza di conversione del mangime, o produzione di uova, che possono portare a preoccupazioni per il benessere degli animali quando spinte all’estremo. Per i polli da carne in particolare, ciò ha portato a uccelli soggetti a disturbi delle zampe, problemi cardiovascolari e malattie metaboliche. Come componente fondamentale della produzione di bestiame avicolo, le pratiche di selezione genetica influenzano significativamente non solo la produttività ma anche la capacità intrinseca di benessere degli animali degli uccelli durante tutto il loro ciclo di vita.
Allevamento avicolo biologico
La selezione genetica nel settore avicolo biologico è soggetta a requisiti più rigorosi ai sensi del Regolamento (UE) 2018/848:
- ‘per quanto riguarda l’origine degli animali il bestiame biologico deve nascere o schiudersi e essere allevato in unità di produzione biologica’ (Articolo 16, Allegato II);
- ‘la scelta delle razze deve tenere conto della loro capacità di adattarsi alle condizioni locali, della loro vitalità e della loro resistenza alle malattie, senza compromettere il loro benessere’ (Articolo 14.1.c.iv);
- ‘nella scelta delle razze o ceppi, gli operatori devono considerare di dare preferenza a razze o ceppi con alta diversità genetica, la capacità di adattarsi alle condizioni locali, valore riproduttivo, longevità, vitalità e resistenza alle malattie o problemi di salute, tutto questo senza compromettere il loro benessere’ (Allegato II, Parte II, punto 1.9.4.4).
Questi requisiti pongono maggiore enfasi sulla selezione delle razze per la salute, l’adattamento e la vitalità piuttosto che esclusivamente per le caratteristiche di produzione. Inoltre, il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464 relativo alla produzione biologica di pollame stabilisce che ‘il pollame da carne che non appartiene a ceppi a crescita lenta non deve essere macellato prima dell’età di:
(a) 81 giorni per i polli;
(b) 150 giorni per i capponi;
(c) 49 giorni per le anatre di Pechino;
(d) 70 giorni per le anatre femmine di tipo Muscovy;
(e) 84 giorni per le anatre maschi di tipo Muscovy;
(f) 92 giorni per le anatre mute;
(g) 94 giorni per le faraone;
(h) 140 giorni per i tacchini maschi e le oche da arrosto;
(i) 100 giorni per i tacchini femmine’ (Articolo 26.2).
Questa disposizione incoraggia l’uso di razze a crescita più lenta nella produzione biologica. Gli Stati membri sono responsabili della definizione dei criteri per i ceppi a crescita lenta o della creazione di un elenco di tali ceppi utilizzati nel loro territorio. Come componente fondamentale della produzione di bestiame avicolo, questi requisiti di riproduzione riconoscono che la selezione genetica influenza direttamente la capacità degli uccelli di prosperare nei sistemi di gestione biologica durante tutto il loro ciclo di produzione.
Requisiti di allevamento
I requisiti di allevamento costituiscono una componente critica della produzione di bestiame avicolo, comprendendo le pratiche di gestione quotidiana, le condizioni di alloggiamento e i protocolli di cura che impattano direttamente sul benessere degli uccelli durante tutta la loro vita produttiva.
Allevamento avicolo convenzionale
Spazio consentito e sistemi di alloggiamento
Per le galline ovaiole, la Direttiva 1999/74/CE ha definito tre sistemi di produzione per le galline ovaiole, sebbene uno non sia più consentito:
- sistemi di gabbie non arricchite, vietati dal 2012;
- sistemi di gabbie arricchite;
- sistemi alternativi (senza gabbie).
Per le gabbie arricchite, l’Articolo 6 della Direttiva 1999/74/CE richiede:
‘Almeno 750 cm² di superficie della gabbia per gallina, di cui 600 cm² devono essere utilizzabili [leggermente più piccola di un foglio A4, che misura 623 cm², N.d.r.]; l’altezza della gabbia diversa da quella al di sopra della superficie utilizzabile deve essere di almeno 20 cm in ogni punto [leggermente più corta del lato corto di un foglio A4, che misura 21 cm, N.d.r.] e nessuna gabbia deve avere una superficie totale inferiore a 2000 cm²’ [all’incirca delle dimensioni di uno schermo di laptop standard da 15,6 pollici, Ndr].
Per i sistemi alternativi (senza gabbie), l’Articolo 4 della stessa direttiva stabilisce che ‘la densità non deve superare nove galline ovaiole per m² di area utilizzabile.’
Per i polli da carne, la Direttiva 2007/43/CE Articolo 3(2) stabilisce lo standard di ’33 kg/m² densità massima’. Questa può essere aumentata a 39 kg/m² o 42 kg/m² in determinate condizioni se vengono soddisfatti e documentati requisiti aggiuntivi di benessere.
Accesso all’esterno
I sistemi convenzionali di pollame non hanno alcun requisito obbligatorio per l’accesso all’esterno. I sistemi a terra (sistemi alternativi senza accesso all’esterno) sono consentiti dalla legislazione UE, a condizione che soddisfino i requisiti di spazio e arricchimento della Direttiva 1999/74/CE per le galline ovaiole o della Direttiva 2007/43/CE per i polli da carne.
Arricchimento ambientale
Per le galline ovaiole in gabbie arricchite, la Direttiva 1999/74/CE Articolo 6 richiede:
‘Un nido, lettiera che permetta di beccare e razzolare, e posatoi appropriati che consentano almeno 15 cm per gallina [approssimativamente la larghezza di due smartphone standard posizionati uno accanto all’altro, N.d.r.].
Per i sistemi alternativi, l’Articolo 4 richiede:
- ‘almeno un nido per ogni sette galline. Se si utilizzano nidi di gruppo, deve esserci almeno 1 m² di spazio nel nido [all’incirca delle dimensioni di due cuscini standard, ciascuno che misura circa 50 cm × 50 cm, Ndr] per un massimo di 120 galline‘;
- ‘posatoi senza spigoli vivi e che forniscano almeno 15 cm per gallina. I posatoi non devono essere montati sopra la lettiera e la distanza orizzontale tra i posatoi deve essere di almeno 30 cm e la distanza orizzontale tra il posatoio e la parete deve essere di almeno 20 cm’;
- ‘almeno 250 cm² di area con lettiera per gallina [all’incirca delle dimensioni di un piccolo taccuino, che misura circa 12 cm × 20 cm, N.d.r.], la lettiera deve occupare almeno un terzo della superficie del suolo’.
Per i polli da carne, la Direttiva 2007/43/CE non impone specificamente posatoi o nidi ma richiede che ‘tutti i polli abbiano accesso permanente a lettiera che sia asciutta e friabile in superficie’.
Debeccaggio e altre mutilazioni
La Direttiva 1999/74/CE con l’articolo 8 consente il debeccaggio per le galline ovaiole a determinate condizioni:
‘Fatte salve le disposizioni del punto 19 dell’allegato alla direttiva 98/58/CE, tutte le mutilazioni sono vietate. Tuttavia, al fine di prevenire il beccaggio delle penne e il cannibalismo, gli Stati membri possono autorizzare il debeccaggio a condizione che sia effettuato da personale qualificato su pulcini di età inferiore a 10 giorni e destinati alla deposizione.’
Per i polli da carne, la Direttiva 2007/43/CE non contiene disposizioni specifiche sul debeccaggio, ma si applicano le disposizioni generali della Direttiva 98/58/CE, che consentono le mutilazioni solo per scopi terapeutici o diagnostici o per l’identificazione degli animali.
Allevamento avicolo biologico
Spazio consentito e sistemi di alloggiamento
Il Regolamento (UE) 2018/848, Allegato II, Parte II, punto 1.9.4 vieta completamente i sistemi in gabbia per la produzione biologica.
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464 Articolo 15 stabilisce requisiti specifici di spazio per l’alloggiamento:
- per le galline ovaiole, ‘la densità non deve superare sei animali per m² di area utilizzabile per i ricoveri al chiuso per il pollame’;
- per gli uccelli da carne in alloggiamenti fissi, ‘la superficie totale utilizzabile dei ricoveri per pollame per la produzione di carne non deve superare i 1.600 m² per unità di produzione [all’incirca delle dimensioni di sei campi da tennis standard, ciascuno che misura circa 23,77 m × 10,97 m, N.d.r.]. La densità nei ricoveri per pollame non deve superare i 21 kg di peso vivo per m² di area utilizzabile’ [la metà del massimo consentito nell’allevamento convenzionale di pollame, N.d.r.].
Nell’agricoltura biologica, ‘i ricoveri per pollame devono essere costruiti in modo tale da permettere a tutti gli uccelli facile accesso a un’area all’aperto’ (Articolo 15.2), una disposizione non richiesta per gli uccelli allevati convenzionalmente, che non hanno accesso garantito a tali spazi.
Accesso all’esterno
L’accesso all’esterno è obbligatorio per il pollame biologico. Il Regolamento (UE) 2018/848 stabilisce che:
- ‘il pollame deve avere accesso a un’area all’aperto per almeno un terzo della sua vita. Tuttavia,
- le galline ovaiole e il pollame da ingrasso devono avere accesso a un’area all’aperto per almeno un terzo della loro vita, eccetto nei casi in cui sono state imposte restrizioni temporanee sulla base della legislazione dell’Unione.’ (Allegato II, Parte II, punto 1.9.4.4.c).
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464 specifica ulteriormente i requisiti per le aree all’aperto:
- ‘le aree all’aperto per il pollame devono essere principalmente coperte di vegetazione composta da una gamma diversificata di piante‘; ‘le aree all’aperto devono fornire al pollame facile accesso a numeri adeguati di abbeveratoi‘;
- ‘per le galline ovaiole, le aree all’aperto devono avere un raggio non superiore a 150 m dal foro di uscita più vicino del ricovero per pollame. Tuttavia, è consentita un‘estensione fino a 350 m dal foro di uscita più vicino del ricovero per pollame a condizione che un numero sufficiente di ripari da condizioni meteorologiche avverse e predatori siano distribuiti uniformemente in tutta l’area all’aperto con un minimo di quattro ripari per ettaro’;
- requisiti minimi di spazio. ‘Per le galline ovaiole; 4 m² per uccello’; ‘Per i polli da carne; 4 m² per uccello’ (Articolo 16).
Arricchimento ambientale
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2020/464 prevede che:
- ‘i ricoveri devono essere dotati di posatoi di dimensioni e numero commisurati alle dimensioni del gruppo e degli uccelli come stabilito nell’Allegato I’ (Articolo 15.5);
- ‘nei ricoveri fissi per pollame per galline ovaiole; almeno 18 cm di spazio sul posatoio per uccello’ (Allegato I);
- ‘i ricoveri per pollame devono avere fori di uscita/entrata di dimensioni adeguate per gli uccelli, e questi fori devono avere una lunghezza combinata di almeno 4 m per 100 m² di area utilizzabile’ (Articolo 15.6).
Debeccaggio e altre mutilazioni
Il Regolamento (UE) 2018/848 stabilisce:
- ‘sofferenza, dolore e angoscia devono essere evitati e mantenuti al minimo durante l’intera vita dell’animale, anche al momento della macellazione. Mutilazioni come il taglio delle ali, il debeccaggio e la decornazione, anche nel caso della castrazione, devono essere vietate‘;
- ‘tuttavia, in determinate condizioni tali operazioni possono essere consentite caso per caso dall’autorità competente per motivi di sicurezza o se sono destinate a migliorare la salute, il benessere o l’igiene del bestiame’;
- ‘la sofferenza degli animali deve essere ridotta al minimo applicando un’adeguata anestesia e/o analgesia e eseguendo l’operazione solo all’età appropriata da personale qualificato’ (Allegato II, Parte II, punto 1.7.8).
In pratica, ciò significa che il debeccaggio è generalmente vietato nella produzione biologica, con eccezioni concesse solo in casi specifici e a condizioni rigorose.
Restrizioni sugli antibiotici e altri medicinali
Gli interventi medici, incluso l’uso di antimicrobici, rappresentano un aspetto importante dei sistemi di produzione di bestiame avicolo che impatta significativamente sia sulle preoccupazioni per il benessere degli animali che sulla salute pubblica.
Produzione avicola convenzionale
Nella produzione convenzionale di pollame, il Regolamento (UE) 2019/6 sui medicinali veterinari disciplina l’uso di antibiotici e altri medicinali. Le disposizioni chiave includono che i medicinali antimicrobici:
- ‘non devono essere applicati di routine né utilizzati per compensare una scarsa igiene, cattiva gestione degli animali o mancanza di cure o per compensare una cattiva gestione dell’azienda’ (Articolo 107.1);
- ‘non devono essere utilizzati per la profilassi se non in casi eccezionali, per la somministrazione a un singolo animale o a un numero limitato di animali quando il rischio di un’infezione o di una malattia infettiva è molto alto e le conseguenze potrebbero essere gravi’ (Articolo 107.3);
- ‘devono essere utilizzati solo per la metafilassi quando il rischio di diffusione di un’infezione o di una malattia infettiva nel gruppo di animali è alto e dove non sono disponibili altre alternative appropriate. Tali medicinali antimicrobici devono essere somministrati per un periodo limitato, al numero minimo di animali necessario e limitati agli animali a rischio’ (Articolo 107.4).
Inoltre, il Regolamento (UE) 2019/6 stipula che ‘i medicinali antimicrobici designati per uso esclusivo umano non devono essere utilizzati sugli animali. Gli antimicrobici designati come riservati al trattamento di determinate infezioni negli esseri umani non devono essere utilizzati sugli animali.’ (Articolo 118).
Sebbene questi regolamenti pongano restrizioni sull’uso di antibiotici, non ci sono limiti specifici sul numero di trattamenti consentiti, a condizione che siano somministrati in conformità con i principi di cui sopra e sotto supervisione veterinaria.
Produzione avicola biologica
La produzione biologica di pollame ha restrizioni più rigorose sull’uso di antibiotici e medicinali. Il Regolamento (UE) 2018/848 stabilisce:
- una gerarchia di preferenze. ‘I prodotti fitoterapici [vedi ad esempio alghe, microalghe e tannini, nell’esperienza dell’avicoltura italiana ‘senza antibiotici’ N.d.r.], i prodotti omeopatici, gli oligoelementi e i prodotti elencati nell’Allegato II, Parte E, devono essere utilizzati di preferenza ai trattamenti veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica, compresi gli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e per la condizione per la quale è destinato il trattamento’ (punto 1.5.2.1);
- limitazioni specifiche sui trattamenti. ‘Ad eccezione delle vaccinazioni, dei trattamenti antiparassitari e dei piani obbligatori di eradicazione, nel caso in cui un animale o un gruppo di animali riceva più di tre cicli di trattamenti con medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica inclusi gli antibiotici nell’arco di 12 mesi, o più di un ciclo di trattamento se il loro ciclo di vita produttivo è inferiore a un anno, né il bestiame interessato né i prodotti derivati da tale bestiame devono essere venduti come biologici, e il bestiame deve essere sottoposto ai periodi di conversione di cui al punto 1.2′ (punto 1.5.2.4);
- ‘il periodo di sospensione tra l’ultima somministrazione a un animale di un medicinale veterinario allopatico ottenuto per sintesi chimica, compreso un antibiotico, in condizioni normali di uso, e la produzione di alimenti ottenuti biologicamente da tale animale deve essere doppio rispetto al periodo di sospensione di cui all’Articolo 11 della Direttiva 2001/82/CE e di almeno 48 ore’ (punto 1.5.2.5);
- in caso di malattia o lesione. ‘Qualora nonostante le misure preventive per garantire la salute degli animali, un animale si ammali o si ferisca, deve essere trattato immediatamente’ (Allegato II, Parte II, punto 1.5).
Queste disposizioni limitano efficacemente l’uso di antibiotici nei sistemi biologici a tre cicli di trattamento all’anno (o uno per animali con cicli di vita inferiori a un anno), con periodi di sospensione più lunghi prima che i prodotti possano essere commercializzati come biologici. Come componente chiave della produzione di bestiame avicolo, queste restrizioni sul trattamento medico mirano a bilanciare le immediate esigenze di benessere degli animali con preoccupazioni più ampie riguardo alla resistenza antimicrobica e ai residui nei prodotti alimentari.
Raccomandazioni CIWF per un miglior benessere
Compassion in World Farming (CIWF) ha sviluppato raccomandazioni complete per migliorare il benessere del pollame oltre gli attuali requisiti normativi. Le loro raccomandazioni chiave affrontano tutte e tre le componenti della produzione di bestiame avicolo — allevamento, gestione e pratiche generali di produzione.
Raccomandazioni sulla selezione genetica
CIWF sostiene l’uso di razze a crescita più lenta per i polli da carne, raccomandando specificamente razze che:
- crescono a un ritmo di non più di 45g al giorno (rispetto ai fino a 60g al giorno nei ceppi convenzionali a crescita rapida);
- hanno migliore salute delle zampe e livelli di attività naturale;
- mostrano tassi di mortalità più bassi e meno disturbi metabolici.
Per le galline ovaiole, CIWF raccomanda di selezionare razze che:
- sono meno inclini all’osteoporosi e alle fratture ossee;
- hanno ridotta tendenza al beccaggio delle penne e al cannibalismo;
- mantengono buona produttività senza stress metabolico estremo.
Raccomandazioni sulla gestione dell’allevamento
CIWF raccomanda:
- eliminare tutti i sistemi in gabbia, incluse le gabbie arricchite per le galline ovaiole;
- ridurre le densità a non più di 30 kg/m² per i polli da carne e 6-8 uccelli/m² per le galline ovaiole;
- fornire accesso obbligatorio all’esterno per tutto il pollame con un minimo di 4m² per uccello (come già previsto per i soli allevamenti biologici);
- garantire che le aree esterne siano attraenti con ripari naturali e artificiali, vegetazione diversificata e gestione a rotazione;
- fornire posatoi elevati, substrati di lettiera appropriati e materiali che incoraggino comportamenti naturali come bagni di polvere e foraggiamento;
- evitare il debeccaggio di routine affrontando le cause principali del beccaggio delle penne attraverso il miglioramento della gestione, dell’alimentazione e della selezione genetica.
Raccomandazioni sugli antibiotici
CIWF chiede:
- eliminare completamente l’uso profilattico degli antibiotici;
- ridurre l’uso terapeutico degli antibiotici attraverso il miglioramento delle pratiche di gestione degli allevamenti;
- rendicontazione trasparente dei dati sull’uso di antibiotici da parte dei produttori;
- limitare l’uso di antibiotici di importanza critica eccetto dove assolutamente necessario sulla base di test di sensibilità;
- sviluppare obiettivi nazionali per la riduzione degli antibiotici nella produzione di pollame.
Standard volontari
Diversi schemi di certificazione volontaria superano i requisiti legali dell’UE per la produzione convenzionale e talvolta anche biologica. Questi standard affrontano vari aspetti della produzione di bestiame avicolo, offrendo spesso approcci più completi al benessere degli animali rispetto ai minimi normativi.
Beter Leven (Paesi Bassi)
Lo schema Beter Leven (Vita Migliore) della Società Olandese per la Protezione degli Animali offre valutazioni a 1, 2 o 3 stelle:
- i requisiti di livello tre stelle includono razze a crescita più lenta con crescita giornaliera massima di 45g (come raccomandato da CIWF);
- densità più basse (massimo 25 kg/m² per i polli da carne, che è del 20% superiore a quelle consentite nell’agricoltura biologica);
- accesso obbligatorio all’esterno con vegetazione (minimo 1m² per pollo da carne);
- arricchimento inclusi posatoi, substrati per beccare e luce naturale;
- divieto di debeccaggio;
- limiti severi sull’uso di antibiotici con requisiti di documentazione.
Label Rouge (Francia)
Lo schema di qualità francese consolidato per i prodotti avicoli vieta l’uso routinario di antibiotici e richiede:
- razze a crescita più lenta con periodo minimo di crescita di 81 giorni (lo stesso previsto nella produzione biologica di pollame);
- densità più basse al chiuso (un massimo di 11 uccelli/m², come raccomandato dall’EFSA nei suoi pareri sulla materia);
- accesso obbligatorio all’esterno (minimo 2m² per uccello);
- mangime contenente almeno il 75% di cereali.
RSPCA Assured (Regno Unito)
Gli standard di benessere RSPCA superano leggermente i minimi legali del Regno Unito e dell’UE:
- vieta tutti i sistemi in gabbia per le galline ovaiole, che sono attualmente vietati solo nell’allevamento biologico di pollame;
- richiede arricchimento incluso adeguato spazio sui posatoi, lettiera e substrati per beccare;
- densità massima di 30 kg/m² per i polli da carne (solo il 10% in meno rispetto allo standard per l’allevamento convenzionale), con monitoraggio continuo dei risultati di benessere;
- consente il debeccaggio solo in condizioni specifiche e con adeguato monitoraggio.
KRAV (Svezia)
Certificazione biologica svedese con requisiti che superano gli standard biologici dell’UE:
- richiede razze adatte ai sistemi di produzione all’aperto;
- densità più basse rispetto ai requisiti biologici dell’UE;
- requisiti più estesi per l’accesso all’esterno;
- limitazioni più severe sui trattamenti medici;
- vieta completamente il debeccaggio.
Analisi comparativa e implicazioni per il benessere
Confronti sulla riproduzione
Mentre gli standard convenzionali forniscono restrizioni minime sulle scelta delle razze, i regolamenti biologici promuovono razze a crescita più lenta e più robuste, più adatte ai sistemi all’aperto. Tuttavia, nessuno dei due quadri normativi impone criteri dettagliati di selezione genetica, come recentemente evidenziato nel confronto più completo dei due sistemi (Sanders et al., 2025).
Le implicazioni per il benessere sono significative:le razze convenzionali di polli da carne a crescita rapida spesso soffrono di:
- disturbi dolorosi alle zampe (fino al 30% degli uccelli in alcuni studi);
- problemi cardiovascolari che portano ad ascite e sindrome della morte improvvisa;
- funzione immunitaria compromessa.
Le razze a crescita più lenta utilizzate nei sistemi biologici generalmente mostrano:
- punteggi di andatura migliorati (un metodo scientificamente validato per valutare la mobilità e rilevare la zoppia), e migliore salute delle zampe;
- maggiori livelli di attività e espressione di comportamenti naturali;
- tassi di mortalità più bassi.
Come componente fondamentale della produzione di bestiame avicolo, la selezione genetica determina significativamente il potenziale di benessere degli uccelli durante tutta la loro vita produttiva, con gli attuali standard biologici che forniscono una base migliore per il benessere rispetto ai requisiti convenzionali.
Confronti sulle condizioni di allevamento
Esistono differenze sostanziali tra la produzione convenzionale e biologica di pollame in termini di requisiti di allevamento:

Queste differenze impattano significativamente sui risultati del benessere. Gli studi mostrano costantemente che densità più basse e accesso ad aree esterne appropriate sono associati a:
- indicatori di stress ridotti;
- meno lesioni;
- minore incidenza di dermatite del cuscinetto plantare;
- maggiore espressione di comportamenti naturali come il foraggiamento e i bagni di polvere.
Confronto sugli antibiotici
Gli standard biologici impongono limitazioni più severe sull’uso di antibiotici rispetto ai sistemi convenzionali:

Queste differenze possono contribuire a un minore sviluppo di resistenza antimicrobica nei sistemi biologici. Tuttavia, limitazioni più severe possono creare dilemmi di benessere se i produttori ritardano il trattamento necessario per mantenere lo status biologico.
Pareri scientifici dell’EFSA sul benessere del pollame
Recenti pareri scientifici dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) forniscono intuizioni cruciali sulle esigenze di benessere del pollame:
- per i polli da carne, la valutazione del 2023 dell’EFSA (Nielsen et al., 2023) identifica la selezione genetica per la crescita rapida come la principale preoccupazione per il benessere, risultante in disturbi scheletrici, problemi cardiovascolari e mobilità ridotta. L’EFSA raccomanda tassi di crescita massimi di 50g/giorno, significativamente inferiori agli standard attuali dell’industria;
- per le galline ovaiole, il parere parallelo dell’EFSA evidenzia che le gabbie arricchite limitano severamente i comportamenti naturali come il foraggiamento, i bagni di polvere e il battito delle ali. L’organo scientifico sostiene sistemi di alloggiamento che garantiscano spazio adeguato per il movimento, aree di riposo separate dalle zone di attività, substrati appropriati e sufficiente complessità ambientale per soddisfare le esigenze comportamentali delle galline.
Entrambi i pareri dell’EFSA sottolineano che gli attuali standard legali minimi non affrontano diverse gravi conseguenze sul benessere degli animali identificate attraverso valutazioni scientifiche sistematiche, rafforzando la necessità di una riforma normativa basata sulla scienza contemporanea del benessere piuttosto che su compromessi decennali con l’industria.
Conclusioni intermedie
Il confronto tra i sistemi di produzione convenzionale e biologica di pollame rivela diverse scoperte chiave nelle componenti primarie della produzione di bestiame avicolo:
- Gli standard biologici dell’UE generalmente forniscono condizioni migliorate di benessere animale rispetto ai requisiti convenzionali, in particolare per quanto riguarda gli spazi consentiti, l’accesso all’esterno e le restrizioni sulle mutilazioni;
- i sistemi convenzionali consentono metodi di produzione (ad es., gabbie arricchite) che limitano i comportamenti naturali, mentre i sistemi biologici impongono condizioni che consentono l’espressione comportamentale;
- le restrizioni sull’uso di antibiotici sono più severe nella produzione biologica, bilanciando le esigenze di benessere con le preoccupazioni sulla resistenza antimicrobica;
- gli standard volontari dimostrano il potenziale guidato dal mercato per miglioramenti del benessere oltre i requisiti legali.
Mentre queste differenze sono stabilite, rimane un significativo margine di miglioramento nei requisiti di selezione genetica per la produzione biologica di pollame.
È tempo per un’azione decisiva dell’UE sul benessere degli animali
L’urgenza di un Regolamento completo dell’UE sul benessere degli animali non può più essere ignorata. La proposta a lungo ritardata della Commissione Europea è essenziale per affrontare le carenze dimostrabili nella legislazione attuale, come evidenziato da iniziative di successo dei cittadini europei come ‘End the Cage Age’, che ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme verificate che chiedono la completa eliminazione dei sistemi in gabbia nell’allevamento degli animali. Nonostante questo enorme sostegno pubblico, è stata ora avviata un’azione legale contro la Commissione Europea per non aver adempiuto alle sue promesse di porre fine all’allevamento in gabbia. Come la società civile ha ripetutamente sottolineato, l’impegno della Commissione del 2021 di eliminare gradualmente le gabbie entro il 2027 rimane inadempiuto, con tempi di attuazione continuamente posticipati.
Questa revisione normativa deve includere meccanismi di sostegno finanziario per i piccoli agricoltori, consentendo loro di passare a sistemi di maggiore benessere senza mettere a repentaglio i loro mezzi di sussistenza. Altrettanto critica è la riforma della Direttiva sulle pratiche commerciali sleali (UE) 2019/633 per introdurre un divieto assoluto di vendite sotto costo di prodotti agricoli. Come precedentemente evidenziato qui, l’attuale squilibrio di potere tra produttori e rivenditori alimenta una corsa al ribasso sui prezzi, compromettendo in definitiva gli standard di benessere degli animali.
Una riforma normativa ed economica coordinata è essenziale se l’UE vuole onorare il suo impegno per migliorare il benessere degli animali e garantire una transizione giusta per tutte le parti interessate nel sistema alimentare. Questo deve anche affrontare altre pressanti preoccupazioni sul benessere, come l’uccisione dei pulcini maschi di un giorno nell’industria delle uova, dove confusione sulle date di attuazione e sui metodi continua a ostacolare i progressi, dimostrando il lento ritmo della riforma anche su questioni etiche ampiamente riconosciute.
Dario Dongo
Riferimenti
- Compassion in World Farming. (2022). Better Chicken Commitment: Technical information for food businesses. Retrieved from https://www.compassioninfoodbusiness.com/key-tools-for-success/better-chicken/
- Council Directive 1999/74/EC of 19 July 1999 laying down minimum standards for the protection of laying hens. Official Journal of the European Communities, L 203, 03/08/1999, p. 53–57.
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








