Le regole di importazione delle spezie dell’UE stanno creando barriere commerciali inutili, danneggiando sia i trasformatori europei che i piccoli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo. Una recente interrogazione parlamentare ha evidenziato il problema fondamentale: l’UE non distingue tra spezie grezze destinate alla lavorazione e prodotti pronti al consumo.
Questa lacuna normativa si traduce in una barriera sanitaria de facto che avvantaggia ingiustamente le aziende non-UE mentre ostacola l’industria europea. È necessaria una riforma urgente per garantire la concorrenza leale, la sovranità della sicurezza alimentare e un sostegno vitale ai produttori dei Paesi a basso e medio reddito (Low and Middle Income Countries, LMIC).
Il guaio: barriere ingiustificate e distorsione del mercato
I controlli alle frontiere UE bloccano inutilmente le spezie grezze
A causa dell’aumento delle notifiche del Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (RASFF), l’UE ha imposto controlli più severi sul pepe nero brasiliano, trattandolo come un prodotto finale per il consumatore anziché come materia prima per la lavorazione.
- I trasformatori europei di spezie (come l’italiana Webb James) hanno investito in modo sostanziale in tecnologie di sterilizzazione a vapore per eliminare agenti patogeni (Salmonella, E. coli, Listeria).
- Le spedizioni di pepe grezzo vengono tuttavia respinte alle frontiere UE sulla base di test condotti prima della sterilizzazione – anche se la sterilizzazione è una fase standard e comprovata nella lavorazione UE.
Ciò comporta che:
- i trasformatori di spezie in UE sono bloccati dall’importare materie prime che essi possono trattare in modo sicuro;
- i trasformatori non-UE (ad esempio, in India, Vietnam, Brasile) ottengono un vantaggio sleale, sterilizzando il pepe all’estero e riesportandolo nell’UE, talora impiegando tecniche di diluizione o pratiche vietate che gli operatori UE non possono utilizzare secondo le normative europee.
Le conseguenze: perdita di posti di lavoro, sicurezza alimentare esternalizzata, danni ai Paesi in via di sviluppo
- I trasformatori di spezie europei rischiano di perdere competitività. L’imposizione di lavorare le materie prime prima del loro ingresso in UE spinge le aziende a trasferire gli impianti in Paesi extra-UE, minacciando posti di lavoro e competenze vitali.
- Aumentano i rischi per la sicurezza alimentare. L’UE esternalizza la sterilizzazione a Paesi terzi, dove gli standard e l’applicazione potrebbero non soddisfare i requisiti UE.
- I produttori nei Paesi in via di sviluppo affrontano blocchi commerciali poiché il loro pepe grezzo viene respinto, costringendoli a vendere solo a trasformatori non-UE nei quali si concentra il valore aggiunto della lavorazione.
Il quadro normativo UE: inflessibile e controproducente
L’attuale approccio normativo UE alle importazioni di spezie è principalmente disciplinato dal Regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali e dal Regolamento (CE) n. 2073/2005 sui criteri microbiologici per i prodotti alimentari. Questi regolamenti stabiliscono un quadro rigido che non distingue tra prodotti finiti e materie prime destinate a ulteriore lavorazione. Infatti:
- ai sensi del Regolamento di esecuzione della Commissione (UE) 2019/1793 alcune spezie, compreso il pepe nero brasiliano, sono soggette a controlli ufficiali rafforzati che richiedono campionamento e analisi di laboratorio al punto di ingresso;
- il sistema UE applica in questo caso un’interpretazione insolitamente rigorosa del principio di precauzione. Qualsiasi rilevamento di agenti patogeni comporta infatti un rifiuto automatico, indipendentemente dall’uso previsto delle merci.
Questo approccio dimostra un evidente fallimento nel riconoscere il fondamentale concetto di ‘sdoganamento condizionale‘ per le materie prime destinate a impianti di lavorazione convalidati:
- le autorità di ispezione alle frontiere sono tenute ad applicare standard identici a tutte le spezie importate, senza alcun percorso legale per i materiali che subiranno trattamenti di riduzione degli agenti patogeni all’interno dell’UE;
- l’articolo 77 del Regolamento (UE) 2017/625 teoricamente consente condizioni di importazione specifiche, ma non è stato implementato per le catene di lavorazione delle spezie.
Questa lacuna normativa ha creato una situazione perversa per cui i trasformatori UE con impianti di sterilizzazione all’avanguardia non possono accedere alle materie prime, mentre le importazioni lavorate da paesi terzi con potenzialmente standard di sicurezza inferiori entrano senza impedimenti, creando preoccupazioni per la sicurezza alimentare e distorsioni del mercato.
L’approccio normativo USA
In USA la Food and Drug Administration (FDA) ha invece implementato un approccio logico e basato sul rischio alle importazioni di spezie, attraverso il Food Safety Modernization Act (FSMA). Ai sensi delle Code of Federal Regulations (CFR), titolo 21, parti 1, 11 e 117, il sistema statunitense distingue esplicitamente tra prodotti pronti al consumo e materie prime agricole destinate a ulteriore lavorazione. Il Foreign Supplier Verification Program (FSVP) consente l’importazione di spezie grezze che potrebbero non soddisfare gli standard dei prodotti finiti, a condizione che siano:
- Chiaramente classificate come destinate a un’ulteriore trasformazione che comprendente un kill-step validato;
- Accompagnate da documentazioni che attesta la destinazione d’uso all’interno di uno stabilimento dotato di piani di sicurezza alimentare approvati;
- Sottoposte a procedure basate sul sistema HACCP (Hazard Analysis on Critical Control Points), attuate dall’importatore.
L’approccio della FDA si basa sulla valutazione scientifica del rischio piuttosto che su rigidi controlli alle frontiere. Pone la responsabilità sugli importatori qualificati di dimostrare che i loro processi mitigheranno efficacemente i pericoli identificati. Questo sistema si è dimostrato efficace nel mantenere standard elevati di sicurezza alimentare e allo stesso tempo facilitare il commercio internazionale e sostenere i produttori dei Paesi in via di sviluppo. È importante sottolineare che riconosce che i trattamenti di riduzione degli agenti patogeni sotto la supervisione della FDA all’interno degli Stati Uniti forniscono una garanzia di sicurezza superiore rispetto all’esternalizzazione di tali fasi critiche a paesi terzi con livelli variabili di supervisione normativa.
La soluzione: una riforma equa e logica
La Commissione Europea deve rivedere il suo approccio per allinearlo alle migliori pratiche globali (come il sistema statunitense, che consente lo sdoganamento dopo la sterilizzazione).
1. Riconoscere le spezie grezze come input industriali, non come prodotti finali
- Stabilire percorsi normativi separati per le materie prime (destinate alla sterilizzazione nell’UE) e le spezie pronte al consumo.
- Implementare un sistema di sdoganamento condizionale per il pepe grezzo soggetto a sterilizzazione basata nell’UE, piuttosto che bloccare completamente le spedizioni.
2. Smettere di esternalizzare la sicurezza alimentare europea
- Garantire che la sterilizzazione avvenga sotto rigorosa supervisione UE, non in Paesi terzi con controlli potenzialmente più deboli.
- Prevenire la concorrenza sleale da parte degli operatori non-UE, i quali potrebbero aggirare le norme UE sulla sicurezza alimentare con metodi talora impossibili da intercettare (es. diluizione).
3. Sostenere i produttori nei Paesi in via di sviluppo e il commercio equo
- Evitare di interrompere le catene di approvvigionamento consolidate da cui dipendono i piccoli agricoltori in Brasile e in altri Paesi in via di sviluppo per il loro sostentamento.
- Incoraggiare partenariati diretti tra produttori nei Paesi in via di sviluppo e trasformatori UE, garantendo prezzi equi e pratiche commerciali sostenibili.
Chiamata all’azione: l’UE deve agire ora
Questa carenza normativa rivela un fallimento critico che danneggia l’industria europea, i produttori nei Paesi in via di sviluppo e, in ultima analisi, la sicurezza alimentare. La Commissione Europea deve:
- Chiarire la sua posizione sul perché il pepe grezzo viene trattato come un prodotto finale nonostante le chiare evidenze di catene di lavorazione consolidate;
- Modificare il Regolamento sui Controlli Ufficiali per distinguere espressamente tra spezie grezze e lavorate;
- Consentire la sterilizzazione negli impianti UE come misura di controllo valida, allineandosi alle migliori pratiche internazionali come esemplificato dal sistema statunitense.
L’attuale quadro normativo mina la sovranità alimentare europea, sacrifica investimenti e posti di lavoro qualificati, avvantaggia gli operatori non-UE a spese dei trasformatori UE e degli agricoltori LMIC. La riforma è urgente — prima che più aziende europee siano costrette a chiudere o trasferire le loro operazioni al di fuori dell’Unione.
L’UE deve difendere le sue industrie, i suoi lavoratori e i suoi principi — non esternalizzarli.
#Égalité
Dario Dongo
Cover art copyright ©️ 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)
Riferimenti
- Commission Implementing Regulation (EU) 2019/1793 of 22 October 2019 on the temporary increase of official controls and emergency measures governing the entry into the Union of certain goods from certain third countries implementing Regulations (EU) 2017/625 and (EC) No 178/2002 of the European Parliament and of the Council and repealing Commission Regulations (EC) No 669/2009, (EU) No 884/2014, (EU) 2015/175, (EU) 2017/186 and (EU) 2018/1660 (Text with EEA relevance). Latest consolidated version: 08/01/25 https://bit.ly/3SHaYuX
- Regulation (EU) 2017/625 of the European Parliament and of the Council of 15 March 2017 on official controls and other official activities performed to ensure the application of food and feed law, rules on animal health and welfare, plant health and plant protection products. Latest consolidated version: 05/01/25 https://bit.ly/44K18zZ
- U.S. Food and Drug Administration. (2015). Current good manufacturing practice, hazard analysis, and risk-based preventive controls for human food. 21 CFR Parts 1, 11, and 117. https://www.fda.gov/food/food-safety-modernization-act-fsma/fsma-final-rule-preventive-controls-human-food
- Vannacci, R. (2025, May 7). Impact of strengthened controls on Brazilian black pepper: Unfair competition for Italian and European spice processors (Parliamentary question E-001849/2025). European Parliament. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-001849_EN.html
Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








