Il recente rapporto della Corte dei Conti francese sulla prevenzione e l’assistenza precoce del diabete in Francia rivela lacune critiche nelle strategie nazionali, nonostante tassi di progressione relativamente contenuti. Questa analisi va al di là delle rilevazioni nazionali, sintetizzando il rapporto con la ricerca europea e internazionale per offrire una prospettiva più ampia sull’aumento delle spese sanitarie, le persistenti diseguaglianze in termini di salute e l’urgente necessità di solide misure preventive.
Le preziose osservazioni della Cour des Comptes di Parigi valgono infatti a promuovere politiche efficaci e basate sull’evidenza scientifica a livello UE. Si evidenziano raccomandazioni specifiche e di semplice attuazione, quali l’adozione obbligatoria del Nutri-Score e l’introduzione di restrizioni alla commercializzazione di alimenti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale (HFSS), quali passi essenziali per ridurre il significativo onere del diabete e promuovere l’equità sanitaria in tutta Europa.
Introduzione
Il diabete mellito rappresenta una delle sfide sanitarie cruciali del XXI secolo, colpendo oltre il 10% degli adulti a livello globale e imponendo sostanziali oneri economici sui sistemi sanitari (American Diabetes Association, 2024). L’ampio rapporto della Corte dei Conti francese (Cour des Comptes, 2025) sulla prevenzione del diabete e le cure precoci fornisce un esame critico della risposta della Francia a questa epidemia, rivelando sia i successi che le carenze nell’approccio della nazione alla gestione del diabete e alle cure preventive.
La rilevanza del rapporto si estende al di là dei confini della Francia, offrendo utili spunti sulle complessità che si incontrano nell’implementare efficaci programmi di prevenzione del diabete all’interno di sistemi sanitari consolidati. L’esperienza francese è emblematica delle sfide che Paesi con economie sviluppate si trovano ad affrontare per bilanciare gli interventi preventivi con le cure, con particolare riguardo a malattie che colpiscono in misura sproporzionata le popolazioni vulnerabili (Cour des Comptes, 2025).
Diabete, prevalenza e costi sanitari
Pressioni demografiche ed economiche
L’analisi della Corte rivela che mentre i tassi di progressione del diabete della Francia rimangono relativamente modesti rispetto alle tendenze internazionali, il Paese affronta la pressione crescente delle transizioni demografiche e dei costi sanitari associati. Il rapporto identifica l’invecchiamento della popolazione come un fattore primario sia dell’aumento della prevalenza del diabete che delle sue complicazioni, creando un impatto cumulativo sulla spesa sanitaria (Cour des Comptes, 2025).
Le stime attuali indicano che la prevalenza del diabete in Francia si attesta intorno al 6% della popolazione, rappresentando la condizione cronica con il tasso di prevalenza più elevato tra tutte quelle coperte dal sistema nazionale di assicurazione sanitaria obbligatoria (Bocquet et al., 2014). E il rapporto della Corte indica che i costi sanitari attribuibili al diabete continuano ad aumentare, principalmente a causa di una popolazione di pazienti in espansione e del numero crescente di individui che presentano complicazioni del diabete.
Tendenze della spesa sanitaria
L’onere economico del diabete in Francia riflette tendenze internazionali più ampie, con impatto significativo sui costi totali che comprendono sia le spese dirette di trattamento, sia i costi indiretti associati alle complicazioni. Bocquet e colleghi (2014) hanno documentato i costi dei pazienti diabetici sottoposti a terapia farmacologica, in Francia, pari a €17,7 miliardi nel solo 2010 (inclusi €2,5 miliardi direttamente correlati al trattamento del diabete e €4,2 miliardi per la gestione delle complicazioni). E la recente analisi della Corte suggerisce che queste spese sono continuate ad aumentare, particolarmente alla luce delle pressioni demografiche e dell’introduzione di nuovi interventi terapeutici.
Disparità sanitarie e determinanti sociali
Disuguaglianze socioeconomiche
Il rapporto della Corte enfatizza che il diabete di tipo 2 colpisce in misura sproporzionata le popolazioni svantaggiate, laddove gli individui nel decile socioeconomico più basso affrontano un rischio 2,8 volte maggiore di sviluppare la condizione rispetto a quelli nel decile più alto. Questo risultato si allinea con la vasta ricerca internazionale che dimostra come i determinanti sociali della salute giochino un ruolo cruciale nella prevalenza, gestione e risultati del diabete (Hill-Briggs et al., 2020).
L’identificazione delle disparità sanitarie nelle cure del diabete – nel rapporto della Corte dei Conti francese – riflette modelli più ampi osservati in altre nazioni con economie sviluppate, ove le minoranze razziali, etniche e socioeconomiche sperimentano tassi più alti di diabete, controllo glicemico più scarso e maggiori complicazioni (Beckles & Chou, 2016). L’enfasi della Corte sull’affrontare queste disparità attraverso interventi mirati di sanità pubblica è dunque cruciale, anzitutto per la prevenzione del diabete.
Variazioni geografiche
Le disuguaglianze territoriali nella prevalenza del diabete rappresentano un altro risultato significativo, con i dipartimenti e le regioni d’oltremare che dimostrano tassi particolarmente elevati. Questa variazione geografica a sua volta rispecchia modelli osservati in altri Paesi, laddove alcune regioni sperimentano un onere sproporzionato di diabete a causa di combinazioni di fattori ambientali, accesso limitato all’assistenza sanitaria e svantaggio sociale concentrato (Hill-Briggs et al., 2020).
Il riconoscimento da parte della Corte di queste disparità geografiche sottolinea la necessità di interventi su misura che affrontino i contesti locali e le specifiche esigenze della popolazione. La ricerca ha infatti dimostrato come programmi efficaci di prevenzione del diabete debbano tenere conto dei fattori specifici della comunità, incluse le preferenze culturali, i vincoli economici e le limitazioni dell’infrastruttura sanitaria (Galaviz et al., 2018).
Diagnosi precoce e intervento, le criticità
Screening e rilevamento inadeguati
Il rapporto rivela che circa il 30% degli individui con nuova diagnosi diabetica nel 2021 si è presentato con malattia avanzata, indicando significativi fallimenti nello screening e la diagnosi precoce del diabete.
Questo risultato ha profonde implicazioni sia per i risultati individuali dei pazienti che per i costi del sistema sanitario, poiché l’intervento precoce è associato a un migliore controllo glicemico e tassi ridotti di complicazioni (American Diabetes Association, 2024).
La Corte identifica il programma ‘Mon bilan prévention‘, stabilito dalla Legge di Finanziamento della Sicurezza Sociale del 2023 e generalizzato dall’estate 2024, come una potenziale soluzione per uno screening più sistematico e mirato delle popolazioni a rischio.
Sistemi di supporto esistenti
Il rapporto riconosce diversi percorsi di cura e sistemi di supporto esistenti, incluso il servizio di supporto a distanza Sophia fornito dall’assicurazione sanitaria, il programma dell’associazione infermieristica Asalée e i programmi di educazione terapeutica finanziati dalle agenzie sanitarie regionali. Tuttavia, la Corte suggerisce che queste iniziative mancano di coordinamento e accesso equo, limitando la loro efficacia nell’affrontare le diverse esigenze dei pazienti diabetici.
L’educazione terapeutica e i programmi di attività fisica adattata rappresentano componenti centrali delle cure efficaci del diabete, tuttavia il rapporto indica che l’accesso a questi servizi rimane inconsistente tra diverse popolazioni e regioni. La raccomandazione della Corte per percorsi di cura integrati che includano sia l’educazione terapeutica che il supporto all’attività fisica riflette approcci basati sull’evidenza scientifica nella gestione del diabete (Rosenfeld et al., 2024).
Interventi sullo stile di vita
Stile di vita e prevenzione del diabete
L’attenzione della Corte verso gli interventi sullo stile di vita si allinea con la vasta ricerca che dimostra la loro efficacia nella prevenzione del diabete. La ricerca scientifica ha infatti dimostrato che:
- gli interventi sullo stile di vita che affrontano dieta, attività fisica e cambiamento comportamentale possono ottenere miglioramenti significativi nel controllo glicemico e ridurre il rischio di progressione del diabete;
- i programmi completi sullo stile di vita possono ridurre l’incidenza del diabete di tipo 2 del 25-58% tra le popolazioni ad alto rischio (Galaviz et al., 2018; Haw et al., 2017).
Sfide di implementazione
L’analisi della Corte rivela significative lacune tra le raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche e l’implementazione nel mondo reale dei programmi di intervento sullo stile di vita. Il rapporto suggerisce che gli approcci attuali mancano della struttura sistematica e del design centrato sul paziente necessari per un’efficacia ottimale. Questa osservazione si allinea con la ricerca che indica come i programmi di successo per la prevenzione del diabete richiedano interventi intensivi, multi-componente protratti per periodi estesi.
Gli interventi di salute digitale e le piattaforme eHealth rappresentano approcci promettenti per scalare i programmi di intervento sullo stile di vita, al punto che la ricerca ne dimostra un’efficacia comparabile ai metodi tradizionali. Il riconoscimento implicito da parte della Corte dell’esigenza di innovare i meccanismi di erogazione dell’assistenza riflette l’evoluzione, su scala più ampia, verso forme di sanità supportate dalle tecnologie digitali.
Affrontare i determinanti sociali e i fattori ambientali
Politica nutrizionale e ambiente alimentare
Le raccomandazioni della Corte per affrontare i determinanti nutrizionali del rischio diabete rappresentano un aspetto cruciale delle strategie di prevenzione. Il rapporto richiama i risultati della precedente analisi sulla prevenzione dell’obesità (Cour des Comptes, 2019) per sottolineare la necessità di riforme normative efficaci su marketing alimentare, etichettatura nutrizionale e politiche fiscali di dissuasione al consumo di prodotti alimentari non salutari.
La critica della Corte verso le iniziative volontarie dell’industria riflette evidenze scientifiche che dimostrano come gli interventi normativi cogenti risultino ben più efficaci nel promuovere ambienti alimentari più sani. La ricerca ha dimostrato ad esempio che le politiche fiscali, incluse le tasse sulle bevande zuccherate e i sussidi per cibi sani, possono influenzare significativamente i comportamenti dietetici e il rischio diabete (Rogers et al., 2024).
Strategie di prevenzione complete
La Corte suggerisce specificamente di estendere le restrizioni pubblicitarie su alimenti squilibrati dal punto di vista nutrizionale alle piattaforme di social media e implementare politiche atte a incoraggiare la riformulazione dei prodotti alimentari per ridurre il loro contenuto di zucchero. Queste raccomandazioni riflettono approcci basati sull’evidenza scientifica volti a creare ambienti di supporto alle scelte di stile di vita salutari.
Gli interventi ambientali che affrontano i fattori di rischio del diabete nel loro contesto più ampio si sono dimostrati efficaci nel ridurre l’onere della malattia a livello di popolazione. Il riconoscimento, da parte della Corte, della necessità di adottare approcci multisettoriali — che coinvolgano i ministeri della salute, dell’agricoltura e dell’economia — riflette l’attuale visione integrata della salute pubblica, fondata sui principi del modello ‘salute in tutte le politiche’ (Hill-Briggs et al., 2020).
Prospettive internazionali e analisi comparativa
Tendenze globali nella prevenzione del diabete
L’esperienza della Francia nella prevenzione del diabete riflette modelli internazionali più ampi, dove i sistemi sanitari lottano per bilanciare le richieste di trattamento con gli investimenti in cure preventive. La ricerca dimostra sfide simili nei sistemi sanitari mondiali, dove i programmi di prevenzione basati sulla evidenza scientifica rimangono sottoutilizzati nonostante l’ampia disponibilità.
Le disparità sanitarie nelle cure del diabete rappresentano un fenomeno globale, con le minoranze razziali, etniche e socioeconomiche che sperimentano un onere di malattia sproporzionato in diversi sistemi sanitari. L’identificazione da parte della Corte di queste disparità nel contesto francese si allinea con la ricerca internazionale che dimostra persistenti iniquità nei risultati del diabete.
Modelli di prevenzione di successo
Esempi internazionali di programmi di prevenzione del diabete di successo forniscono preziosi approfondimenti per migliorare gli approcci francesi. Il Finnish Diabetes Prevention Study e lo United States Diabetes Prevention Program hanno dimostrato che gli interventi intensivi sullo stile di vita possono ottenere riduzioni sostanziali nell’incidenza del diabete tra le popolazioni ad alto rischio (Tuomilehto et al., 2001; Knowler et al., 2002).
Gli interventi basati sulla comunità che integrano fattori culturali e affrontano i determinanti sociali hanno mostrato particolare promessa nel ridurre le disparità sanitarie. La ricerca ha dimostrato che i programmi culturalmente adattati che incorporano approcci centrati sulla famiglia possono ottenere miglioramenti significativi nei risultati della prevenzione del diabete tra popolazioni diverse.
Integrazione del sistema sanitario e implicazioni politiche
Approcci di cura coordinata
La raccomandazione della Corte per percorsi di cura integrati riflette evidenze che supportano modelli di cura coordinata nella gestione del diabete. La ricerca ha dimostrato che gli approcci sistematici che incorporano cure primarie, servizi specialistici e risorse comunitarie possono migliorare i risultati dei pazienti e ridurre i costi sanitari (American Diabetes Association, 2024).
I modelli di cura delle malattie croniche che enfatizzano l’autogestione del paziente, l’educazione del fornitore di servizi e il supporto a livello di sistema hanno mostrato efficacia nel migliorare i risultati del diabete tra popolazioni diverse. Il riconoscimento da parte della Corte della necessità di integrazione sistematica dell’educazione terapeutica e del supporto all’attività fisica si allinea con questi approcci evidence-based alla cura completa del diabete.
Raccomandazioni politiche e loro implementazione
Le raccomandazioni specifiche della Corte volte a rafforzare la prevenzione all’interno del quadro delle Condizioni cliniche a Lungo Termine (CLD) rappresentano un’importante innovazione in ambito politico-sanitario. In particolare, la proposta di includere percorsi di cura non farmacologici nella copertura garantita dal regime CLD potrebbe contribuire in modo significativo a migliorare l’accesso a interventi sullo stile di vita e a programmi di educazione terapeutica.
Le riforme del sistema che supportano gli interventi preventivi rappresentano componenti cruciali delle strategie efficaci di prevenzione del diabete. La ricerca ha dimostrato che modelli di pagamento basati sul valore (cioè l’efficacia dei servizi sulla salute della popolazione) che premiano la prevenzione e l’intervento precoce possono migliorare i risultati dei pazienti riducendo i costi sanitari complessivi.
Innovazione tecnologica e direzioni future
Soluzioni di salute digitale
Il riconoscimento implicito da parte della Corte della necessità di meccanismi di consegna innovativi si allinea con l’evidenza crescente che supporta gli interventi di salute digitale nella prevenzione del diabete. La ricerca ha dimostrato che le applicazioni di salute mobile, le piattaforme di telemedicina e i sistemi di monitoraggio remoto possono efficacemente consegnare interventi sullo stile di vita e supportare l’autogestione del paziente.
Le applicazioni di intelligenza artificiale e machine learning rappresentano approcci promettenti per personalizzare gli interventi di prevenzione del diabete e identificare individui ad alto rischio. L’enfasi della Corte sullo screening sistematico e gli interventi mirati potrebbe beneficiare delle innovazioni tecnologiche che migliorano la stratificazione del rischio e gli approcci di cura personalizzata.
Approcci di medicina di precisione
La ricerca emergente in medicina di precisione offre opportunità per adattare le strategie di prevenzione del diabete basate su fattori genetici, ambientali e di stile di vita individuali. Il riconoscimento da parte della Corte della necessità di percorsi di cura personalizzati riflette tendenze più ampie verso approcci di assistenza sanitaria individualizzata che potrebbero migliorare l’efficacia dell’intervento.
Lo screening basato su biomarcatori e l’analisi predittiva rappresentano aree di ricerca attiva che potrebbero migliorare il rilevamento precoce e il targeting degli interventi. Il focus della Corte sullo screening sistematico potrebbe beneficiare dei progressi tecnologici che migliorano l’accuratezza diagnostica e le capacità di predizione del rischio.
Considerazioni economiche e costo-efficacia
Investimenti nella prevenzione
I risultati della Corte riguardanti l’escalation dei costi sanitari sottolineano l’imperativo economico per investire nella prevenzione del diabete. La ricerca ha costantemente dimostrato che gli interventi preventivi generano sostanziali ritorni sull’investimento attraverso costi di trattamento ridotti e produttività migliorata (Haw et al., 2017).
Le analisi costo-efficacia dei programmi di prevenzione del diabete hanno mostrato che gli interventi intensivi sullo stile di vita possono ottenere significativi risparmi sanitari per periodi estesi.
Il riconoscimento da parte della Corte dell’importanza di approcci sistemici alla prevenzione è coerente con le evidenze che mostrano come gli interventi precoci e strutturali (‘upstream’) possano generare benefici economici significativi nella gestione delle malattie croniche.
Sostenibilità del sistema sanitario
L’enfasi della Corte sulla sostenibilità del sistema sanitario riflette preoccupazioni più ampie sulla viabilità a lungo termine degli approcci focalizzati sul trattamento e la gestione del diabete. La ricerca ha dimostrato che i sistemi sanitari orientati alla prevenzione possono ottenere migliori risultati di salute della popolazione mantenendo il controllo dei costi (Rosenfeld et al., 2024).
I modelli di assistenza sanitaria basata sul valore che enfatizzano i risultati di salute della popolazione piuttosto che il volume dei servizi rappresentano approcci promettenti all’assistenza sostenibile del diabete. Le raccomandazioni della Corte per approcci sistematici alla prevenzione si allineano con questi modelli innovativi di consegna sanitaria.
Epidemia di diabete in Unione Europea
L’epidemia di diabete nell’Unione Europea a sua volta rappresenta una formidabile sfida di sanità pubblica che richiede un’azione urgente e coordinata in tutti gli Stati membri. Le stime attuali indicano che oltre 33 milioni di adulti in UE vivono con il diabete, con previsione di crescita significativa, fino a 38 milioni entro il 2030 (Commissione Europea, 2024). WHO Europe (2024) riporta che circa 74 milioni di adulti (11,9% degli uomini e 10,9% delle donne) vivono con il diabete.
La circostanza poi che circa un paziente diabetico su tre in UE non è consapevole della propria condizione è emblema di enormi lacune nei programmi di screening e nei sistemi di rilevamento precoce.
L’onere del diabete si estende ben oltre i risultati di salute individuali, atteso che le sue sole complicazioni causano ogni anno in UE 686.000 casi e impongono costi economici sostanziali sui sistemi sanitari (Del Prato et al., 2024). La ricerca recente dimostra l’aumento della prevalenza del diabete di tipo 2 in tutti i paesi dell’UE, con variazioni significative nell’onere di malattia tra le regioni. Questo crescente onere di malattia colpisce in misura sproporzionata le popolazioni vulnerabili ed esacerba le disuguaglianze sanitarie esistenti nelle società europee.
Affrontare la sfida diabete in UE
L’urgente necessità di affrontare questa crisi di sanità pubblica necessita l’implementazione di una politica nutrizionale UE completa che trascenda gli approcci dei singoli Stati membri e stabilisca standard armonizzati per la prevenzione del diabete. Questa politica deve venire basata su un sistema armonizzato di classificazione degli alimenti in relazione ai loro profili nutrizionali – la cui avanguardia è oggi espressa dagli algoritmi alla base di Nutri-Score.
Su questa base si deve perciò procedere anzitutto, senza ulteriore ritardo, a:
- introdurre Nutri-Score quale il sistema armonizzato di Front-of-Pack Nutrition Labelling (FoPNL). Questo sistema è infatti l’unico, tra i diversi finora adottati, ad avere raggiunto un livello di diffusione significativo in diversi Paesi membri UE. Un livello di diffusione anzi straordinario, considerato il successo senza pari della app Yuka che su esso basa la valutazione nutrizionale degli alimenti. Nutri-Score, vale la pena aggiungere, è il sistema FoPNL con il più ampio supporto di letteratura scientifica e riconoscimento da parte di varie organizzazioni internazionali (OECD, IARC, WHO, (UNESCO);
- l’adozione obbligatoria del Nutri-Score su tutte le etichette alimentari e nei menu dei fast food a livello dell’Unione Europea deve diventare una priorità. Ad oggi, la Commissione europea non ha dato seguito al mandato legislativo che le imponeva di riconoscere il Nutri-Score come unico sistema armonizzato di etichettatura nutrizionale sul fronte delle confezioni. Questa inazione continua a privilegiare gli interessi privati delle Corporation che producono cibo spazzatura a discapito delle esigenze di salute pubblica della popolazione (Julia et al., 2025). Questa situazione deve cessare. La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato l’efficacia dell’etichettatura Nutri-Score nel favorire scelte alimentari più sane da parte di tutti i consumatori (Andreani et al., 2025), un elemento essenziale di una politica alimentare equa;
- riformare la Direttiva sui Servizi Audiovisivi (AVMSD) per rafforzare la protezione dei cittadini europei, a partire da bambini e adolescenti, contro il marketing aggressivo di cibi HFSS. Il fallimento della AVMSD – che si basa sulla ‘autoregolamentazione’ – è stato riconosciuto dalla stessa Commissione europea (2021), la quale però a tutt’oggi non ha ancora proposto la sua revisione. La Norvegia intanto, come si è visto, ha indicato la via da seguire.
#Égalité!
Dario Dongo
Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








