L’olio di calano (Calanus finmarchicus), un novel food già autorizzato nell’UE, sta attirando l’attenzione per la sua pregevole composizione e i suoi benefici ambientali. Questo articolo analizza cosa rende questo ingrediente un ‘superfood’ di spicco, concentrandosi sul suo peculiare profilo di esteri cerosi, sull’alta concentrazione di Omega-3 ed esteri di astaxantina e sulle sue ottime performance nelle valutazioni di sostenibilità. Vengono inoltre descritte le recenti revisioni della sua autorizzazione nell’Unione Europea.
Calanus finmarchicus
Il calano (Calanus finmarchicus) è un copepode erbivoro, un piccolo crostaceo che appartiene allo zooplancton (perciò caratterizzato dal vivere sospeso nella colonna d’acqua, trasportato dalle correnti). La sua distribuzione è concentrata nella parte settentrionale dell’Oceano Atlantico, nel Mare del Nord e nel Mar di Norvegia. Rappresenta una risorsa trofica essenziale per numerose specie ittiche tra cui merluzzo atlantico, aringa, sgombro e altri pesci pelagici.
Oltre al ruolo cruciale nella rete alimentare marina, C. finmarchicus è studiato per la migrazione verticale – lo spostamento quotidiano tra superficie e profondità per nutrirsi e ridurre il rischio di predazione – e per il contributo essenziale al ciclo del carbonio oceanico, poiché trasferisce materia organica dagli strati superficiali a quelli profondi. È inoltre un organismo modello nello studio delle dinamiche degli ecosistemi marini naturali (Chamorro et al., 2025).
Profili degli acidi grassi e astaxantina
L’olio di calano, autorizzato in UE come nuovo alimento, presenta un peculiare profilo degli acidi grassi, in prevalenza polinsaturi (PUFA, inclusi Omega-3, circa 20-30%) e monoinsaturi (MUFA), ma anche saturi (SFA). La riserva di lipidi è funzionale a sopperire alla carenza di cibo nei fondali oceanici, nonché ad assistere la funzione riproduttiva e la tolleranza agli stress ambientali, anche di natura stagionale.
La frazione lipidica dell’olio di Calanus è costituita principalmente (80–90%) da esteri di cera, monoesteri formati dall’esterificazione di acidi grassi con alcoli grassi a lunga catena (policosanoli marini). A differenza degli oli di pesce convenzionali, costituiti principalmente da trigliceridi, la struttura a esteri di cera dell’olio di Calanus influisce sulla digestione, in particolare su assorbimento e profilo metabolico.
Un’ulteriore peculiarità dell’olio di calano è l’importante concentrazione di astaxantina, il carotenoide con azione antiossidante contenuto in molte alghe, lieviti e batteri. Ed è proprio l’astaxantina al centro della richiesta di modifica delle specifiche di autorizzazione del novel food relativo all’olio di Calanus, quale ingrediente di integratori alimentari, in quanto essa è appunto presente sotto forma di esteri.

Modifica delle condizioni d’uso
La società norvegese Calanus A/S – che fu il primo richiedente dell’autorizzazione dell’olio di calano come novel food ai sensi del reg. (CE) n. 258/97 e aveva già presentato una prima richiesta di modifica delle specifiche autorizzata dal reg. (UE) 2022/966 – ha presentato il 16 dicembre 2024 una richiesta di modifica dei livelli massimi giornalieri dell’integratore a seguito dell’incremento degli esteri di astaxantina, pur mantenendo l’esclusione per i lattanti e i bambini nella prima infanzia.
La Commissione europea ha ritenuto non necessario richiedere un’opinione scientifica dell’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare (EFSA), poiché l’aggiornamento richiesto è presumibile di non avere un effetto sulla salute umana. L’aumento degli esteri, anche in combinazione con l’assunzione di astaxantina da altre fonti alimentari, non dovrebbe superare nei diversi gruppi di popolazione la dose giornaliera ammissibile (DGA) di 0,2 mg di astaxantina/kg di peso corporeo, come identificata da EFSA.
Calanus finmarchicus, il Life-Cycle Assessment
La Norwegian University of Science and Technology di Trondheim (Cantillo et al., 2025) ha eseguito un’analisi del ciclo di vita (Life-Cycle Assessment, LCA) della filiera del calano gestita da Calanus A/S, con approccio ‘cradle-to-gate’ (dalla culla al cancello) che considera sia l’attività di pesca, sia la produzione dell’olio e altri prodotti quali la polvere e l’idrolizzato di calano, utilizzato come fonte lipidica e proteica soprattutto in acquacoltura.
L’analisi ha tenuto conto dell’influenza di questa filiera sul cambiamento climatico (CC), la riduzione dell’ozono (OD), l’acidificazione (A) e l’eutrofizzazione (E). I risultati della valutazione sono poi stati messi a confronto con alcuni ingredienti tradizionali quali il panello proteico e l’olio di soia, la farina e l’olio di pesce, altri mangimi o ingredienti di origine acquatica (es. olio di krill). I dati che emergono, se pure soggetti a un’importante fattore di incertezza dovuta alla limitata disponibilità di dati nel settore, appaiono interessanti sotto vari aspetti:
- l’olio di calano ha ottenuto risultati migliori in alcune categorie di impatto rispetto all’olio di soia (cambiamento climatico ed eutrofizzazione, CC ed E) e all’olio di krill (cambiamento climatico e CC e acidificazione, A);
- l’idrolizzato di calano, in base al tipo di allocazione economica o di massa, ha mostrato migliori prestazioni ambientali in alcune categorie di impatto, come climate change (CC), rispetto a farina di pesce, concentrato di proteine di soia (SPC) e farina di krill;
- la polvere di calano ha a sua volta mostrato risultati migliori rispetto a SPC e farina di krill in alcune categorie di impatto;
- per altri parametri, le altre matrici hanno mostrato alcune prestazioni con una maggiore performance.

Conclusioni provvisorie
Il calano rappresenta una potenziale promessa per un’acquacoltura e un’alimentazione sostenibile, almeno in Norvegia ove la sua presenza è abbondante e contribuisce in modo fondamentale alla preservazione dell’ecosistema marino. I prodotti si confrontano molto bene con le altre fonti tradizionali di Omega-3 oggi presenti sul mercato.
L’olio di Calanus finmarchicus è, almeno in UE, commercializzato come integratore alimentare e può contribuire a fornire un’integrazione di acidi grassi Omega-3 (EPA, DHA) e astaxantina naturale, la quale, con la sua potente capacità antiossidante, ha un ruolo importante nel preservare la salute umana ed animale.
Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna
Riferimenti
- Aasum et al. (2025). A Novel Marine Oil from the Copepod Calanus finmarchicus: Source, Harvesting, Chemistry and Potential Application in Human Health. Lipidology 2(2):11, https://doi.org/10.3390/lipidology2020011
- Cantillo J. et al. (2025). Life cycle assessment of Calanus finmarchicus products. The International Journal of Life Cycle Assessment 30:511-524, https://doi.org/10.1007/s11367-024-02424-5
- Chamorro E. et al. (2025). Meta-analysis of stage-specific Calanus finmarchicus vertical distribution in relation to hydrography and chlorophyll in the North Atlantic. Journal of Plankton Research 47(4): fbaf019, https://doi.org/10.1093/plankt/fbaf019
- Commission Implementing Regulation (EU) 2025/1513 of 28 July 2025 amending Implementing Regulation (EU) 2017/2470 as regards the conditions of use and the additional labelling requirements of the novel food Calanus finmarchicus oil. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2025/1513/oj







