Dermatite nodulare contagiosa, il piano d’emergenza dell’Italia

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La dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease, LSD) rappresenta una delle malattie animali transfrontaliere di maggior impatto economico, che colpiscono i bovini a livello globale. I recenti focolai in Italia e in Francia segnano la prima comparsa in assoluto in questi Paesi.

La presente analisi esamina il manuale operativo del Piano Nazionale di Emergenza dell’Italia (Versione 2.0, giugno 2025) insieme alle attuali evidenze scientifiche per fornire approfondimenti sui protocolli di risposta alle emergenze, i meccanismi di trasmissione vettoriale e le strategie di controllo. L’approccio sistematico del Ministero della Salute italiano alla gestione della LSD comprende il riconoscimento clinico, le procedure diagnostiche, le misure di biosicurezza e i sistemi di sorveglianza.

I recenti sviluppi epidemiologici al contempo dimostrano la continua espansione geografica del virus della dermatite nodulare contagiosa (LSDV) attraverso Europa e Asia, evidenziando l’importanza critica dei quadri di preparazione e della cooperazione internazionale nel contenimento della malattia.

Introduzione

La dermatite nodulare contagiosa è emersa come una minaccia critica per la produzione zootecnica globale, con la sua recente incursione nei territori europei precedentemente liberi che segna una pietra miliare epidemiologica significativa (Ministero della Salute, 2025). La malattia è causata dal virus della dermatite nodulare contagiosa (LSDV) – che appartiene al genere Capripoxvirus, nella famiglia Poxviridae – e rappresenta una malattia animale transfrontaliera di grande impatto economico sulla zootecnia bovina (Hidayatik et al., 2025). La conferma dell’Italia del suo primo focolaio di LSD il 21 giugno 2025 in Sardegna, seguito da un singolo focolaio in Lombardia (a Porto Mantovano, MN) e da ulteriori rilevazioni in Francia, sottolinea la natura dinamica di questo patogeno emergente e la necessità di robusti quadri di risposta alle emergenze.

Il manuale operativo del Ministero della Salute italiano, sviluppato in collaborazione con il Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche degli Animali (CESME) presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ‘G. Caporale’, fornisce un quadro completo per la gestione delle emergenze LSD. Questo documento rappresenta il culmine dell’esperienza internazionale e delle evidenze scientifiche, offrendo preziosi approfondimenti sulle migliori pratiche per il riconoscimento, il contenimento e l’eradicazione della malattia (Ministero della Salute, 2025).

Eziologia e caratteristiche virali

Il virus della dermatite nodulare contagiosa è un virus DNA grande e complesso che misura circa 310×240 nm, con una struttura ovale o parallelepipedica (Ministero della Salute, 2025). Il genoma virale comprende una singola molecola di DNA lineare a doppio filamento che codifica per oltre 150 proteine diverse, con 156 geni putativi inclusi 146 geni conservati coinvolti nella trascrizione, replicazione del DNA e assemblaggio del virione (Akther et al., 2023). Il virus presenta strette affinità genetiche e antigeniche con il virus del vaiolo ovino (SPPV) e quello del vaiolo caprino (GTPV), con i quali condivide un’elevata omologia di sequenza, pur mantenendo una specificità d’ospite ben distinta, rivolta esclusivamente alle specie bovine.

La persistenza ambientale rappresenta un fattore critico nell’epidemiologia della LSD, con il virus che dimostra una stabilità notevole sotto varie condizioni. Secondo il manuale italiano, LSDV può persistere nei noduli cutanei per oltre 33 giorni, nelle croste secche per più di 35 giorni, e per oltre 18 giorni nel pellame non trattato (Ministero della Salute, 2025). Questa persistenza ha impatto significativo sui protocolli di decontaminazione e sulle misure di biosicurezza richieste per un controllo efficace della malattia.

Il virus presenta stabilità del pH tra 6,6 e 8,6 per cinque giorni a 37°C ma dimostra sensibilità a vari disinfettanti chimici inclusi ipoclorito di sodio al 2-3%, formalina all’1% e composti di ammonio quaternario (Ministero della Salute, 2025). L’inattivazione termica si verifica a 55°C per due ore o 65°C per 30 minuti, fornendo importanti indicazioni per le procedure di decontaminazione.

Presentazione clinica e patogenesi

La dermatite nodulare contagiosa si presenta con un caratteristico andamento febbrile a due fasi, seguito da un periodo di incubazione di 2-4 settimane in condizioni di campo (Ministero della Salute, 2025):

  • i segni clinici iniziali includono ipertermia, aumento della salivazione, lacrimazione, scolo nasale muco-purulento, cheratite e linfoadenopatia;
  • queste manifestazioni sistemiche precedono lo sviluppo delle lesioni cutanee patognomoniche che definiscono la malattia.

Le lesioni nodulari caratteristiche si sviluppano nel 40-50% degli animali infetti durante il secondo episodio febbrile e appaiono come noduli rilevati, ben circoscritti e non fluttuanti che misurano 0,5-5 cm di diametro (Ministero della Salute, 2025). Queste manifestazioni cutanee colpiscono prevalentemente la testa, il collo, la mammella e il perineo, sebbene esse possano verificarsi su tutta la superficie corporea. Le lesioni sviluppano una caratteristica linea circolare scura di necrosi con possibile ulcerazione centrale e formazione di tessuto di granulazione.

Le conseguenze riproduttive rappresentano un aspetto significativo della patogenesi della LSD, con tassi di aborto che variano dall’1-7% negli animali gravidi e potenziale orchite che porta a sterilità temporanea o permanente nei tori (Ministero della Salute, 2025). La produzione di latte tipicamente diminuisce in misura sostanziale, contribuendo al significativo impatto economico della malattia.

Le recenti indagini patologiche hanno rivelato andamenti di mortalità variabili tra diverse regioni. Recenti studi indiani riportano tassi di letalità significativamente più alti (9,37%) rispetto alle delle stime tradizionali, nelle ultime epidemie registrate (Manjunathareddy et al., 2024). Questa variabilità può riflettere differenze nei ceppi virali, suscettibilità dell’ospite, nonché fattori ambientali e gestionali.

Meccanismi di trasmissione e biologia dei vettori

La trasmissione vettoriale rappresenta la modalità primaria di disseminazione dell’LSDV, con la trasmissione meccanica da parte di artropodi ematofagi che costituisce il percorso epidemiologico più significativo (Ministero della Salute, 2025). Il manuale italiano identifica molteplici vettori artropodi inclusi mosche, zanzare, zecche e specie di Culicoides, ciascuno dei quali svolge ruoli distinti nella dinamica di trasmissione della malattia.

La ricerca recente ha ampliato la comprensione della competenza vettoriale e dell’efficienza di trasmissione. Gli studi hanno identificato le mosche stabili (Stomoxys calcitrans), le zanzare (Aedes aegypti) e le zecche dure (specie Rhipicephalus e Amblyomma) come i vettori più probabili per la trasmissione dell’LSDV (Tuppurainen et al., 2019). Si sottolinea tra l’altro come, nuove evidenze suggeriscano che l’onnipresente mosca domestica (Musca domestica) possa a sua volta contribuire alla trasmissione, espandendo il potenziale spettro vettoriale oltre gli artropodi ematofagi tradizionali.

La trasmissione non vettoriale ha ricevuto maggiore attenzione seguendo evidenze sperimentali di trasmissione per contatto diretto in condizioni libere da vettori (Kononov et al., 2020). Questo risultato sfida la comprensione tradizionale e può spiegare i focolai invernali e le modalità di diffusione geografica incompatibili con l’attività vettoriale. I meccanismi sottostanti la trasmissione per contatto non sono ancora del tutto chiariti. La trasmissione può avvenire anche tramite fomiti contaminati, ovvero superfici o oggetti che hanno raccolto agenti patogeni, attraverso fonti d’acqua condivise, oppure tramite goccioline respiratorie emesse durante la respirazione, la tosse o lo starnuto.

I modelli stagionali di comparsa dei focolai di LSD tipicamente correlano con l’attività degli artropodi, con trasmissione di picco che si verifica durante i mesi più caldi caratterizzati da aumentata abbondanza vettoriale e comportamento di ricerca dell’ospite (Ministero della Salute, 2025). Tuttavia, l’occorrenza di focolai al di fuori delle stagioni vettoriali ottimali suggerisce che molteplici percorsi di trasmissione possano operare simultaneamente.

Approcci diagnostici e metodi di laboratorio

La diagnosi rapida e accurata rappresenta una pietra angolare del controllo efficace della LSD. Il manuale italiano enfatizza perciò la PCR in tempo reale come metodo diagnostico primario per la rilevazione del genoma virale (Ministero della Salute, 2025). Il protocollo diagnostico comprende peraltro sia metodi diretti per l’identificazione virale, sia metodi indiretti per la sorveglianza sierologica.

Le procedure di raccolta dei campioni richiedono attenta considerazione dello stadio della malattia e della condizione dell’animale. Per animali vivi con segni clinici, noduli cutanei, croste e sangue anticoagulato con EDTA rappresentano i campioni ottimali per la rilevazione virale. L’esame post-mortem dovrebbe concentrarsi sui linfonodi, polmoni e lesioni cutanee per una valutazione patologica completa.

Il quadro italiano enfatizza i protocolli di triplo imballaggio per la biosicurezza durante il trasporto dei campioni, seguendo le regolamentazioni ADR-IATA-ICAO con contenitori P650 per materiali di categoria B (Ministero della Salute, 2025). Il mantenimento della catena del freddo a 4°C è cruciale per l’integrità del campione, con consegna obbligatoria entro 24 ore al laboratorio di riferimento.

I test sierologici utilizzando metodi ELISA e di neutralizzazione virale forniscono informazioni epidemiologiche preziose, sebbene la reattività crociata con altri capripoxvirus limiti le capacità di diagnosi differenziale. Recenti progressi nei saggi basati su proteine ricombinanti offrono specificità migliorata per la differenziazione vaccinale e i programmi di sorveglianza.

Procedure di risposta alle emergenze e sorveglianza

Il quadro di risposta alle emergenze dell’Italia stabilisce un sistema di notifica completo che richiede segnalazione immediata dei casi sospetti ai servizi veterinari locali (Ministero della Salute, 2025). Il protocollo enfatizza una risposta rapida con indagini preliminari per valutare la credibilità del caso e implementare misure di controllo provvisorie.

Le procedure di indagine dei focolai seguono standard internazionali con esame clinico sistematico, protocolli di campionamento e tracciamento epidemiologico. Il manuale italiano specifica requisiti di campionamento statistico basati sulla dimensione del gregge, variando dall’esame completo di greggi con meno di 20 animali al campionamento rappresentativo di 59 animali in greggi che superano 4.000 capi.

Le procedure di conferma richiedono verifica di laboratorio da parte del Centro Nazionale di Riferimento, con notifica immediata alle autorità regionali e nazionali alla diagnosi positiva. Il quadro stabilisce tempistiche chiare per l’implementazione della risposta e la mobilitazione delle risorse.

L’istituzione delle zone di controllo segue le regolamentazioni UE con zone di protezione di raggio minimo 20 km e zone di sorveglianza di raggio 50 km attorno ai focolai confermati (Ministero della Salute, 2025). Restrizioni di movimento, sorveglianza clinica e misure di biosicurezza potenziate rimangono in atto per periodi specificati seguendo la risoluzione del focolaio.

Misure di controllo e protocolli di biosicurezza

Le politiche di stamping-out – soppressione del focolaio tramite abbattimento degli animali infetti o sospetti, accompagnato da misure di quarantena e disinfezione – rappresentano la strategia di controllo primaria per i focolai di LSD in aree libere da malattia, con il manuale italiano che richiede depopolamento dei greggi colpiti seguito da disinfezione completa (Ministero della Salute, 2025). Questo approccio è in linea con le migliori pratiche internazionali e i requisiti regolamentari UE per il controllo delle malattie d’emergenza.

I protocolli di disinfezione specificano procedure di pulizia preliminari e finali utilizzando disinfettanti approvati inclusi ipoclorito di sodio, composti di ammonio quaternario e acido peracetico. Il trattamento del letame richiede trattamento a vapore a 70°C, incenerimento, seppellimento profondo o compostaggio con monitoraggio termico per un minimo di 42 giorni.

Le misure di controllo dei vettori rappresentano una componente cruciale della gestione integrata della malattia, con raccomandazioni per la pulizia meccanica al fine di eliminare i siti di riproduzione degli artropodi, applicazione mirata di insetticidi e protezione degli animali utilizzando repellenti e formulazioni pour-on, applicate cioè direttamente sulla pelle dell’animale (Ministero della Salute, 2025).

Situazione epidemiologica globale

La distribuzione globale della LSD si è espansa drammaticamente a partire dal 2012, poiché la malattia si è diffusa dal suo tradizionale areale africano verso il Medio Oriente, i Balcani, il Caucaso, la Federazione Russa e l’Asia (Lee et al., 2024). La recente conferma di focolai in Italia e Francia rappresenta l’estensione più a Ovest di questa espansione geografica.

I modelli epidemiologici dimostrano il raggruppamento stagionale di focolai durante periodi di attività artropoda, con incidenza di picco che si verifica specialmente durante i mesi di fine estate. La trasmissione durante tutto l’anno è stata tuttavia documentata in alcune regioni, suggerendo dinamiche di trasmissione complesse che coinvolgono molteplici percorsi.

Gli impatti economici dei focolai di LSD si estendono oltre le perdite dirette di animali per includere ridotta produzione di lattediminuita fertilità, danni alle pelli e restrizioni commerciali. Studi recenti dalla Thailandia hanno documentato perdite finanziarie significative nelle filiere lattiero-casearie colpite, evidenziando il grave impatto economico della malattia.

L’analisi della diversità dei ceppi rivela la circolazione di molteplici linee genetiche LSDV, a livello globale, con ceppi ricombinanti identificati in diverse regioni. Gli studi di epidemiologia molecolare suggeriscono eventi di introduzione indipendenti piuttosto che diffusione continua da singole fonti, complicando l’indagine dei focolai e la pianificazione del controllo.

Biosicurezza e gestione del rischio

I protocolli di biosicurezza rappresentano la difesa primaria contro l’introduzione e la diffusione della LSD, e i controlli di movimento  sono particolarmente critici per la prevenzione della trasmissione a lunga distanza. Il manuale italiano enfatizza il valore fondamentale di una strategia di biosicurezza completa, che comprenda restrizioni ai visitatori, disinfezione dei veicoli e igiene del personale (Ministero della Salute, 2025).

Le metodologie di valutazione del rischio hanno identificato i movimenti animali e il trasporto vettoriale come i percorsi a rischio più elevato per l’introduzione della LSD. I modelli quantitativi di rischio forniscono strumenti preziosi per lo sviluppo di politiche e l’allocazione di risorse per i programmi di sorveglianza.

I sistemi di rilevazione precoce si basano su sorveglianza clinica, monitoraggio sierologico e approcci di sorveglianza sindromica. La sorveglianza passiva attraverso reti di segnalazione veterinaria fornisce capacità di rilevazione della malattia con un buon rapporto tra costi e benefici, mentre la sorveglianza attiva in aree ad alto rischio offre una migliore sensibilità.

La cooperazione internazionale – tramite condivisione di informazioni, risposte coordinate e standard armonizzati che sono cruciali per la gestione delle malattie transfrontaliere – rimane essenziale per il controllo efficace della LSD. I recenti focolai in Italia e Francia dimostrano infatti l’importanza della notifica rapida e dei meccanismi di risposta coordinata.

Strategie di vaccinazione e considerazioni immunologiche

I programmi di vaccinazione si sono dimostrati altamente efficaci nel controllo della LSD, con campagne di vaccinazione di massa che hanno eradicato con successo i focolai nell’Europa sudorientale tra il 2015-2019 (Calistri et al., 2020). I vaccini omologhi, utilizzando ceppi LSDV vivi attenuati, forniscono protezione superiore rispetto ai vaccini eterologhi basati sul virus del vaiolo ovino.

Gli sforzi di sviluppo vaccinale recenti si concentrano su profili di sicurezza migliorati e capacità DIVA (Differentiate Infected from Vaccinated Animals). I vaccini ricombinanti e i vaccini a subunità sembrano rappresentare alternative promettenti ai vaccini vivi tradizionali, potenzialmente offrendo sicurezza migliorata per animali gravidi e greggi immunocompromessi.

Le risposte immunologiche all’infezione e vaccinazione della LSD coinvolgono sia immunità umorale che cellulo-mediata. Le risposte anticorpali forniscono protezione a lungo termine contro la reinfezione, con anticorpi neutralizzanti che persistono per anni a seguito di infezione naturale o vaccinazione.

L’efficacia vaccinale dipende da una pluralità di fattori inclusi ceppo vaccinale, via di somministrazione, tempistica e fattori dell’ospite. Le strategie di vaccinazione ad anello – che consistono nel vaccinare gli individui (o gli allevamenti) situati attorno a un focolaio identificato, creando una ‘barriera immunitaria’ per impedire la diffusione dell’infezione – si sono dimostrate efficaci nel controllo dei focolai, sebbene la vaccinazione di massa possa risultare necessaria in aree ad alto rischio.

Sfide future e direzioni di ricerca

Il cambiamento climatico può impattare in misura significativa l’epidemiologia della LSD attraverso distribuzioni vettoriali alterate, stagioni di trasmissione estese e suscettibilità dell’ospite modificata. I modelli predittivi che incorporano variabili climatiche diventeranno sempre più importanti per la valutazione del rischio e la pianificazione delle strategie preventive.

La resistenza antimicrobica nelle infezioni batteriche secondarie rappresenta una preoccupazione emergente, con corsi di trattamento prolungati che potenzialmente selezionano patogeni resistenti. Approcci di trattamento integrati che combinano cure di supporto con terapia antimicrobica mirata possono aiutare a mitigare questo rischio.

Le priorità di sviluppo vaccinale includono profili di sicurezza migliorati, efficacia potenziata, capacità DIVA e formulazioni termostabili per contesti con risorse limitate. Nuove piattaforme vaccinali inclusi vettori virali e vaccini mRNA offrono approcci promettenti per vaccini LSD di prossima generazione.

Le innovazioni in campo diagnostico si focalizzano sullo sviluppo di test rapidi eseguibili direttamente sul posto (point-of-care), saggi in grado di rilevare simultaneamente più agenti patogeni (saggi multiplex) e nuovi sistemi di rilevazione che sfruttano la tecnologia CRISPR per una diagnosi precisa e veloce. La diagnostica pen-side – vale a dire, l’insieme di test e dispositivi portatili che permettono di ottenere risultati diagnostici immediati direttamente in azienda o sul luogo ove si trovano gli animali – potrebbe rivoluzionare la risposta ai focolai abilitando conferma rapida dei casi e implementazione immediata del controllo.

Conclusioni provvisorie

Il quadro di risposta alle emergenze del Ministero della Salute italiano per la dermatite nodulare contagiosa rappresenta un approccio all’avanguardia alla gestione delle malattie animali transfrontaliere. I recenti focolai in Italia e Francia dimostrano la continua espansione della distribuzione geografica dell’LSDV e sottolineano l’importanza della pianificazione, della preparazione e della cooperazione internazionale.

Le strategie di controllo integrate che combinano sorveglianza, risposta rapida, vaccinazione e misure di biosicurezza si sono dimostrate efficaci nei focolai precedenti e rimangono il fondamento operativo della gestione della LSD. La natura dinamica dell’epidemiologia della LSD richiede adattamento continuo delle strategie di controllo basato su evidenze emergenti e fattori di rischio in cambiamento.

La ricerca futura dovrebbe venire rivolta a migliorare la comprensione dei meccanismi di trasmissione, lo sviluppo vaccinale, innovazioni diagnostiche e impatti del cambiamento climatico sull’epidemiologia della malattia. La collaborazione internazionale rimane essenziale per una risposta efficace a questa minaccia transfrontaliera per la produzione zootecnica globale.

Il manuale italiano fornisce un modello prezioso per altri Paesi che sviluppino piani di preparazione alla LSD, mentre i focolai recenti offrono lezioni importanti per strategie di risposta future. Vigilanza continua e innovazione scientifica saranno cruciali per proteggere le popolazioni bovine globali da questa minaccia di malattia emergente.

Dario Dongo

Cover art copyright © 2025 Dario Dongo (AI-assisted creation)

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Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.