Il cerchio magico di Coldiretti verso Africa e Asia

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Tre eventi ravvicinati rivelano la morfologia del potere dentro Coldiretti e la sua proiezione esterna. Il 7 maggio 2026 il presidente Ettore Prandini smentisce per la seconda volta in pochi mesi le voci di una sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia e dopo pochi giorni assume anche la presidenza dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA). Il 12 maggio 2026 il segretario generale Vincenzo Gesmundo emana due Ordini di Servizio che fotografano la struttura reale del sistema: con il primo annuncia la nomina di una sua diretta collaboratrice ai vertici esecutivi di Fondazione Campagna Amica e Associazione Nazionale Terranostra, due organizzazioni formalmente autonome; con il secondo affida a Carmelo Troccoli il ruolo di supporto alle attività di «cooperazione internazionale» di Coldiretti «in raccordo con BFI». Vale a dire BF International, la società basata a Londra di cui lo stesso Gesmundo è presidente. Sullo sfondo, il Piano Mattei del governo Meloni finanzia con fondi pubblici italiani la coltivazione di grano in Algeria e altri progetti agroindustriali in Africa e Asia, anziché in Italia.

Niente elezioni per il presidente 

Il 7 maggio 2026, con nota protocollata 109/P indirizzata a tutti i presidenti e direttori regionali e provinciali, Ettore Prandini ha comunicato di non avere intenzione di candidarsi alla presidenza della Regione Lombardia per le elezioni del 2027, né a qualsiasi altro incarico elettorale nazionale: «Sento il dovere, per il rispetto che nutro verso questa Organizzazione e verso il lavoro che ognuno di Voi svolge quotidianamente sui territori, di smentire categoricamente tali ipotesi» (v. Allegato 1).

Nell’ottobre 2025 le indiscrezioni sulla candidatura a governatore della Lombardia avevano già costretto Prandini a scrivere una lunga lettera su Il Sole 24 Ore per smentire le voci circa la sua possibile candidatura al ruolo di governatore della Regione Lombardia per il centrodestra. Si narrava che Fratelli d’Italia lo avrebbe potuto individuare come profilo civico (Policy Maker, 12 ottobre 2025), ma l’operazione non era decollata. Il nome di Prandini era poi circolato anche quale possibile candidato per il ministero dell’Agricoltura, quando si vociferava di un incarico europeo per Francesco Lollobrigida (Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2026). Anche in quel caso, nulla di fatto.

Non è chiaro se sia proprio Prandini a rinunciare alla politica o questa a non accoglierlo. E in tale ultima ipotesi, non ci si stupirebbe se l’ordine arrivasse da colui che davvero comanda, Vincenzo Gesmundo. In ogni caso Prandini, dopo due smentite pubbliche in meno di un anno, è tornato all’ovile. Letteralmente: il 19 maggio 2026, dodici giorni dopo la nota presidenziale ai direttori, egli ha assunto la guida dell’Associazione Italiana Allevatori.

Prandini accumula: ora anche gli allevatori

Dodici giorni dopo la nota presidenziale, il 19 maggio 2026, Prandini è stato eletto presidente dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA), raccogliendo il testimone di Roberto Nocentini per il prossimo triennio. Alla vicepresidenza sono stati nominati Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, e Claudio Destro, amministratore delegato della Maccarese S.p.A. Si chiude il cerchio: nella governance della principale associazione zootecnica nazionale è presente, attraverso Destro, la catena di controllo che da BF SpA arriva fino a Maccarese, un tempo gioiello dell’agricoltura laziale, oggi asset del gruppo.

Gli incarichi attuali di Ettore Prandini disegnano una mappa del potere agro-alimentare italiano che non ha precedenti per concentrazione: presidente nazionale di Coldiretti (carica ricoperta dal 2018 e confermata fino al 2028); presidente dell’Osservatorio Agromafie di Coldiretti; presidente di AIA (dal 19 maggio 2026); esponente di punta del sistema Campagna Amica; figura di riferimento di Ab Agrivenatoria Biodiversitalia, la branca Coldiretti che promuove le aziende faunistico-venatorie, di cui si è mostrato particolarmente soddisfatto spingendo il riconoscimento di soggetti privati che gestiscono aziende venatorie come imprenditori agricoli, in piena sintonia con il disegno di legge che punta a stravolgere la legge 157/92 sulla caccia (Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2026).

Gesmundo stringe il controllo sulle organizzazioni satellite

Il 12 maggio 2026, con Ordine di Servizio n. 412 (v. Allegato 2), il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo ha comunicato che la dott.ssa Sara Paraluppi — Capo Area Organizzazione e Servizi della Confederazione — è stata nominata nel contempo direttore della Fondazione Campagna Amica e segretario generale dell’Associazione Nazionale Terranostra.

Un unico Ordine di Servizio, firmato dal segretario generale di Coldiretti, che nomina ai vertici esecutivi di due organizzazioni formalmente autonome una propria diretta collaboratrice. La sovrapposizione tra posizione organica in Coldiretti e nuovi vertici di Campagna Amica e Terranostra non costituisce una trasparente separazione tra entità distinte, ma il suo esatto contrario: la conferma del controllo sostanziale esercitato da Palazzo Rospigliosi su strutture formalmente autonome.

Questa testata ha già documentato nell’ambito dell’inchiesta Vanghe Pulite il conflitto d’interessi strutturale tra il sistema Campagna Amica e gli interessi degli agricoltori italiani, nonché le irregolarità fiscali già segnalate a carico della triade costituita da Fondazione Campagna Amica (cioè Coldiretti nazionale), le federazioni locali e le Impresa Verde Srl di Coldiretti.

BF International e l’internazionalizzazione Coldiretti

L’Ordine di Servizio n. 413, emesso da Vincenzo Gesmundo lo stesso 12 maggio 2026, avvia formalmente «le attività a supporto dell’internazionalizzazione dei mercati della vendita diretta» e comunica la nomina di Carmelo Troccoli a direttore della World farmers market coalition, con una serie di mansioni che comprende: promuovere il modello Campagna Amica all’estero; sviluppare relazioni con governi, organismi multilaterali, agenzie ONU; favorire opportunità per aziende agricole italiane nell’ambito della cooperazione internazionale. E soprattutto — questa è la voce che merita attenzione — «supporta la Segreteria Generale [di Coldiretti, ndr] nelle attività di cooperazione internazionale Coldiretti in raccordo con BFI».

BFI — BF International Best Fields Best Food Ltd — è la società con sede a Londra, fondata nel 2023 da BF SpA. E Vincenzo Gesmundo ne ha di recente assunto la presidenza, come documentato da Food Times nell’inchiesta su Vecchioni, Coldiretti e Dompé alla conquista di BF (Food Times, 22 aprile 2026). Viene così formalizzato, in un documento ufficiale, il coordinamento operativo tra la segreteria generale di Coldiretti e una società privata britannica il cui presidente è lo stesso segretario generale del ‘sindacato’ degli agricoltori italiani.

Il Piano Mattei

Per comprendere la posta in gioco occorre inquadrare BF International nel contesto del Piano Mattei, l’iniziativa di cooperazione con l’Africa e in Asia lanciata dal governo Meloni. In questo perimetro, BF International — tramite la sua controllante BF SpA — si posiziona come protagonista del comparto agroindustriale italiano.

I fondi pubblici italiani per il frumento algerino

Il caso Algeria è emblematico. L’accordo più rilevante prevede una concessione di 36.000 ettari nella Wilaya di Timimoun, cuore del Sahara algerino, destinata alla produzione di cereali — grano duro e tenero per circa il 70% della superficie — e legumi (Il Resto del Carlino, luglio 2024). Il valore dell’investimento è di 420 milioni di euro, realizzato tramite una joint venture tra BF International e il Fondo Nazionale di Investimento algerino (Il Messaggero, 7 luglio 2024). 

L’accordo con SACE — la società pubblica italiana per l’assicurazione del credito all’export — costituisce «un ulteriore strumento di rafforzamento e consolidamento finanziario» dell’internazionalizzazione di BFI, come dichiarato dallo stesso Federico Vecchioni (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 23 luglio 2025). Rimane aperta la questione della trasparenza: BF avrebbe già avviato le coltivazioni in Algeria ma i risultati non sono stati pubblicati, nonostante un rapporto fosse stato promesso per giugno 2025 (giuseppecaprotti.it, gennaio 2026).

La domanda che neppure le opposizioni politiche risultano aver sollevato è quasi banale: perché il governo Meloni, nel nome della «sovranità alimentare», finanzia con risorse pubbliche italiane la coltivazione di grano in Algeria anziché sostenere gli agricoltori italiani costretti a vendere grano duro a prezzi inferiori ai costi di produzione? Il Piano Mattei si presenta come piattaforma per aumentare l’autosufficienza alimentare dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo (Il Messaggero, 7 luglio 2024).

Le ambizioni in Africa, Asia e oltre

L’obiettivo dichiarato da Federico Vecchioni, presidente di BF – Bonifiche Ferraresi SpA, è «replicare l’infrastruttura agro-industriale di BF su scala globale, con controllo sulla filiera dal genoma al prodotto finito», attraverso la creazione delle cosiddette BFuture Farm, descritte come «il più grande network agricolo ad alta tecnologia del mondo» (Leonardo S.p.A., 17 gennaio 2025). Il piano, illustrato dallo stesso Vecchioni, prevede interventi in «circa 40 Paesi nel mondo, di cui 30 africani», con una media di 10.000 ettari di superficie coltivata ciascuno e una visione trentennale (Editoriale Domani, agosto 2024):

  • in Africa, oltre all’Algeria, BFI sembrerebbe essere già operativa o in avanzata trattativa in Ghana (con una concessione di 10.000 ettari nella regione del Volta), Senegal, Costa d’Avorio, Mozambico, Repubblica del Congo, Etiopia, Kenya, Angola, Tanzania e Mauritania (BF International, marzo 2026; Università Cattolica – Osservatorio CPI, luglio 2025);
  • in America Latina il gruppo è presente in Brasile, con l’acquisizione di Kaiima Sementes per i semi di ricino destinati anche ai biocarburanti;
  • in Asia centrale Vecchioni ha indicato esplicitamente Uzbekistan e Kazakistan come aree di investimento prioritario, in ragione delle loro vaste superfici agricole (Geagency, novembre 2024; Editoriale Domani, agosto 2024). Paesi verso i quali, non a caso, il governo Meloni ha intensificato la propria presenza diplomatica nel 2025, con la visita della premier a Samarcanda e Astana (Euronews, maggio 2025). 

A novembre 2025 BF SpA ha poi siglato una Lettera di Intenti con l’IFAD — il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo delle Nazioni Unite — per «promuovere un’agricoltura sostenibile, innovativa e inclusiva» nei Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione all’Africa (ONU Italia, novembre 2025). 

Conclusioni provvisorie 

Gesmundo è il segretario generale di Coldiretti e il presidente di BF International. Troccoli deve «supportare la segreteria generale nelle attività di cooperazione internazionale in raccordo con BFI». L’architettura del sistema è ora formalmente definita: la rappresentanza degli agricoltori italiani e la società inglese che gestisce progetti miliardari in Africa e Asia con fondi pubblici italiani sono guidate, in ‘raccordo’ ufficiale, dalla stessa persona. Cooperazione internazionale o conflitto di interessi strutturale? Nell’interesse collettivo degli agricoltori italiani o in quelli privati degli aderenti al cerchio magico di Coldiretti?

#VanghePulite

Dario Dongo 

Credit cover Zedou Njankouo

Allegati 

1) Coldiretti. (2026, 7 maggio). Nota del Presidente n. 109/P – Chiarimenti in merito a voci, indiscrezioni, rumours e impegni futuri [Documento interno]. Confederazione Nazionale Coldiretti.

2) Coldiretti. (2026, 12 maggio). Ordine di Servizio n. 412 [Documento interno, prot. 9SG]. Confederazione Nazionale Coldiretti.

3) Coldiretti. (2026, 12 maggio). Ordine di Servizio n. 413 [Documento interno, prot. 10SG]. Confederazione Nazionale Coldiretti.

Riferimenti

Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.