Coldiretti, l’agenda ‘profonda’ del re Gesmundo

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui il sempiterno segretario generale di Coldiretti – il Vincenzo Gesmundo – chiama a Roma i suoi colonnelli (direttori generali delle Federazioni regionali e provinciali dell’organizzazione), il 6 e 7 ottobre 2026, per definire ‘l’agenda profonda della Coldiretti per i prossimi anni’ e ‘innalzare l’asticella dello scontro’ (convocazione prot. 35/SG del 24 settembre 2026). Nell’occasione, a margine, un breve bilancio delle politiche agricole da lui influenzate negli ultimi anni.

L’agenda ‘profonda’ di un incontro che non ha nulla di rituale

La lettera si apre con l’indicazione del carattere dell’appuntamento. ‘Vi convoco a Roma nelle giornate del 6 e 7 ottobre, per un passaggio che non ha nulla di rituale né di ordinaria amministrazione’, scrive il segretario generale ai direttori. L’obiettivo viene definito ‘preciso e inderogabile: definire insieme l’agenda profonda della Coldiretti per i prossimi anni’. L’avverbio ‘insieme’, in una struttura ove le decisioni seguono da decenni un percorso noto, è l’unico elemento di suspense.

La convocazione rimane un atto interno di un’organizzazione privata. Il suo interesse pubblico deriva dal peso del soggetto che la esprime, poiché la Coldiretti è la più vocale organizzazione rappresentativa dell’agricoltura italiana, ove aggrega il 35% circa delle aziende censite, e interviene da decenni sulle scelte che riguardano un settore di rilievo costituzionale.

‘Non un’organizzazione di categoria come le altre’

Il secondo passaggio riguarda l’identità dell’organizzazione. ‘Sapete bene cosa siamo e cosa siamo diventati. La Coldiretti non è un’organizzazione di categoria come le altre: non lo è mai stata, e oggi meno che mai’. E ancora: ‘abbiamo scelto da tempo di rompere il recinto del settore e di lasciarci alle spalle la cittadella agricola dei questuanti. Con strappi, intuizioni repentine e scelte che a molti parevano azzardate, abbiamo costruito un potere negoziale inedito, saldando il destino dei nostri agricoltori a quello di milioni di cittadini e consumatori’.

Il ‘potere negoziale inedito‘ è un dato di fatto, anzi un eufemismo. Segretario organizzativo dal 1991 e segretario generale di Coldiretti dal 2010, Vincenzo Gesmundo ha avuto e ha tuttora un ruolo determinante sulle politiche agricole italiane, oltreché un’influenza significativa su quelle europee. La biografia ufficiale gli attribuisce tra l’altro, non a caso, la promozione della legge di orientamento del 2001, che ha riscritto la figura dell’imprenditore agricolo.

Nessuno potrà quindi sostenere che le politiche agricole dell’ultimo quarto di secolo siano state scritte contro il suo parere, a Roma come a Bruxelles. Rimane piuttosto da capire come mai, in quello stesso quarto di secolo, i ‘coltivatori diretti’ che quel potere negoziale avrebbe dovuto proteggere si siano dimezzati (si veda ultimo paragrafo).

‘Un soggetto anti-sistema dentro il sistema’

Il proclama più curioso arriva nel terzo capoverso. ‘Oggi siamo un soggetto anti-sistema dentro il sistema. Ed è proprio questa nostra anomalia che ci consente di disturbare le manovre delle tecnocrazie e dei potentati multinazionali, a Roma come a Bruxelles, difendendo non solo il reddito delle nostre imprese, ma l’idea stessa di futuro delle nostre comunità’.

L’anomalia, a ben vedere, era già stata spiegata ai quadri dell’organizzazione in tempi non sospetti. Nella relazione del 25 marzo 2021 il segretario generale rivendicava ‘il diritto/dovere di sostituirsi alle istituzioni stesse quando esse vengono meno, perché è questo che la gente si aspetta da noi’, per poi congedare la platea con la formula che riassume la dottrina, ‘ciò che fa bene a Coldiretti fa bene all’Italia!’.

Dal diritto di sostituirsi alle istituzioni al disturbo delle tecnocrazie il passo è breve, e percorribile in entrambe le direzioni. ‘Anti-sistema dentro il sistema’ rimane comunque una formula elegante per descrivere chi, nel sistema, siede sul trono da prima di tutti i soggetti che dichiara di voler disturbare. I governi, i parlamentari nazionali ed europei, i commissari europei e gli stessi presidenti di Coldiretti: tutto cambia nel sistema, al di fuori di re Gesmundo.

Lo scenario, ‘l’asticella dello scontro’ e la dedizione assoluta

‘Lo scenario che abbiamo davanti – segnato da una crisi profonda dei meccanismi democratici, da regolatori che pretendono di decidere senza rispondere a nessun popolo, e da un’asimmetria di potere sempre più vorace – impone un nuovo salto culturale e strategico‘, prosegue Gesmundo.

E dunque: ‘non possiamo limitarci a gestire l’esistente. Dobbiamo tracciare la rotta, alzare l’asticella dello scontro e riequilibrare i pesi: a chi pensa di archiviare i nostri territori e il nostro modello risponderemo dimostrando che non ci conoscono ancora abbastanza’.

La macchina organizzativa, infine, viene definita ‘il presidio quotidiano di una missione sindacale e civile vissuta con dedizione assoluta‘:

  • nei sindacati agricoli, in teoria, la struttura organizzativa (direttori) è a disposizione dei soci (imprenditori agricoli), i quali pagano quote e servizi e, con essi, stipendi ed emolumenti della struttura organizzativa;
  • la missione di re Gesmundo invece comprende una serie di operazioni su società di capitali che hanno coinvolto e coinvolgono sia le confederazioni, da ultimo con la conquista di BF, sia il sovrano stesso.

Il confronto con la realtà

L’agenda profonda del re Gesmundo per i prossimi anni andrebbe confrontata con i risultati delle politiche agricole da lui influenzate, se non comandate, negli ultimi decenni. I dati ufficiali disponibili sono i seguenti:

  • le aziende agricole italiane sono scese da 2.396.274 nel 2000 a 1.133.023 nel 2020, con una perdita di 1.263.251 unità, pari al 52,7% (ISTAT, 2022);
  • la superficie agricola utilizzata è scesa del 4,9% tra il 2000 e il 2020, da 13,18 a 12,54 milioni di ettari, e di un ulteriore 1,9% nel triennio successivo, a 12,3 milioni di ettari nel 2023, con la dimensione media aziendale in flessione per la prima volta in quarant’anni, da 11,1 a 10,9 ettari (ISTAT, 2022; ISTAT, 2026);
  • la forza lavoro agricola è arretrata del 35,6% rispetto al 2010 e il lavoro familiare, capi azienda esclusi, del 75,3%, da 1,31 milioni a 324.000 persone (ISTAT, 2026);
  • i capi azienda fino a 44 anni sono il 13% del totale nel 2020, contro il 17,6% del 2010, mentre quelli over-75 sono il 21,3%; nel 2023 la quota degli under 40 scende al 7,9%, dall’8,4% del 2010 (ISTAT, 2022; ISTAT, 2026);
  • i capi azienda under 41 sono 104.886 nel 2020, pari al 9,3% del totale e in calo del 43% rispetto al 2010, quando erano l’11,3%, con un tasso di sostituzione tra under 41 e over 60 fermo al 16,1% (Licciardo et al., 2023);
  • le imprese agricole iscritte nel Registro delle imprese sono diminuite da 721.614 a fine 2022 a 676.530 a fine 2025 (-6,25%), con un saldo negativo di 8.068 unità nel solo 2025 (-1,18%), quando il sistema imprenditoriale italiano cresceva nello stesso anno dello 0,96% (Unioncamere & InfoCamere, 2026);
  • gli allevamenti bovini a orientamento latte e misto sono passati da 41.479 nel giugno 2019 a 33.843 nel giugno 2026, con una riduzione del 18,4% a fronte di un patrimonio bovino sceso del 2,9% (TESEO-CLAL, 2026).

Un’azienda agricola su due è scomparsa in vent’anni, il lavoro familiare si è dissolto, il ricambio generazionale è fermo. Gli ultrasettantacinquenni sono più del doppio dei giovani, e il sovrano regna così su un popolo che non si rinnova. La terra invece rimane in coltivazione, accorpata in strutture di dimensione crescente o affidata a conto-terzisti: la selezione ha colpito le micro-aziende, quelle che l’organizzazione dichiara di rappresentare. Ciò che ha fatto bene al sovrano e ai suoi adepti, insomma, non ha fatto altrettanto bene agli agricoltori italiani.

#VanghePulite

Dario Dongo

Riferimenti

Documento

Gesmundo, V. (2026, 24 settembre). Convocazione dei Direttori – Roma, 6-7 ottobre 2026 [Lettera ai Direttori delle Federazioni Regionali e Provinciali, prot. 35/SG]. Confederazione Nazionale Coldiretti. ALLEGATO_Prot. 35SG_Convocazione Incontro Direttori Regionali_Provinciali 6_7_10_2026

Fonti statistiche istituzionali

ISTAT. (2022). 7° Censimento generale dell’agricoltura: primi risultati. Istituto nazionale di statistica. https://www.istat.it/it/files/2022/06/REPORT-CENSIAGRI_2021-def.pdf

ISTAT. (2026). Struttura produttiva, pratiche gestionali e forza lavoro delle aziende agricole. Anno 2023. Istituto nazionale di statistica. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/07/Focus-Struttura-produttiva-pratiche-gestionali-e-forza-lavoro-delle-aziende-agricole_Anno-2023.pdf

Licciardo, F., Zanetti, B., Tarangioli, S., Gargano, G., & Tomassini, S. (2023, settembre). I giovani agricoltori secondo i dati del 7° Censimento generale dell’agricoltura. PianetaPSR, 127. CREA – Politiche e bioeconomia. http://www.pianetapsr.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2961

TESEO-CLAL. (2026). Allevamenti bovini a orientamento latte e misto [Elaborazioni su dati della Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica, ministero della Salute]. Consultato il 20 agosto 2026. https://teseo.clal.it

Unioncamere & InfoCamere. (2026, 23 gennaio). Imprese: nel 2025 la crescita tocca il +1%. Saldo positivo di 57mila unità [Comunicato stampa, Movimprese]. https://www.infocamere.it/dam/jcr:b69525da-fd2b-437a-87e2-5f803d17e20c/2025_a_4c.pdf

Altre fonti

Coldiretti. (s.d.). Vincenzo Gesmundo. Biografia del Segretario Generale. Consultato il 24 settembre 2026. https://www.coldiretti.it/vincenzo-gesmundo

Dongo, D. (2021, 27 giugno). Pubblica amministrazione, fedeltà allo Stato o a Coldiretti? #VanghePulite. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/pubblica-amministrazione-fedelta-allo-stato-o-a-coldiretti-vanghepulite/

Dongo, D. (2024, 4 aprile). Coldiretti, la parata al Brennero e le azioni giudiziarie. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/coldiretti-la-parata-al-brennero-e-le-azioni-giudiziarie/

Valentini, V. (2023, 26 dicembre). Coldiretti è di destra, di sinistra e di centro. Il Post. https://www.ilpost.it/2023/12/26/coldiretti-agricoltura-politica/

Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.