Gianluca Lelli esce dalla compagine di Consorzi Agrari d’Italia S.p.A. Un’uscita preannunciata, che arriva undici mesi dopo la revoca dei poteri e chiude la stagione dell’uomo che veniva indicato come il successore designato alla segreteria generale di Coldiretti.
Nello stesso arco di tempo il capitale di CAI si è ridisegnato due volte, la controllante BF S.p.A. è passata sotto un patto tra due soli azionisti e la direzione generale è tornata nelle mani di un dirigente che proviene dalle strutture confederali.
Vale la pena di osservare lo scenario d’insieme per cogliere la sequenza dei vari passaggi.
La fine di una stagione
Il consiglio di amministrazione di CAI aveva revocato i poteri all’amministratore delegato il 13 ottobre 2025, confermando la revoca dell’incarico il 23 ottobre successivo. Al suo posto era subentrato Roberto Sambuco, già partner dello Studio Vitale & Co e di Macquarie Capital, professionista di finanza straordinaria e ristrutturazioni.
La scelta venne letta — anche da chi scrive, illudendosi — come un cambio di registro. A distanza di undici mesi si comprende invece che non si trattava di una discontinuità di indirizzo, ma della necessità di un profilo finanziario di alto livello per chiudere le grandi partite dell’aumento di capitale e dell’offerta pubblica di acquisto sulla controllante.
La direzione torna a Coldiretti
A marzo 2026 la direzione generale di CAI viene affidata a Marco Allaria Olivieri, direttore della federazione regionale di Coldiretti in Emilia Romagna dal 2014. Già co-artefice, tra l’altro, del dissesto della CreditAgri-AgriCentro, per aver accaparrato il Palazzo Merendoni di Bologna (divenuto sede di Coldiretti Emilia Romagna) al prezzo simbolico di 516,46 euro più IVA (scrittura privata di cessione del contratto locazione finanziaria n. 1535320/002, 2020).
Il vertice esecutivo e la direzione operativa di CAI S.p.A. esprimono così due provenienze diverse, e complementari: la finanza al posto di comando formale, la struttura confederale al governo delle operazioni quotidiane. Il perimetro di chi decide, in altre parole, non si è spostato. Sono cambiate le persone che lo presidiano.
Il capitale si allontana dai soci
La ricapitalizzazione da 145 milioni di euro ha portato il capitale di CAI da 329 a 474 milioni, con quasi il 69% dell’aumento (100 milioni di euro) sottoscritto dal Fondo Nazionale Strategico gestito da Cassa Depositi e Prestiti. I consorzi agrari territoriali — cioè i soci che rappresentano gli agricoltori — sono scesi dal 63,95% al 44,39%. BF S.p.A. è a sua volta passata dal 36% al 32,37%.
Il 29 luglio 2026 è stato poi sottoscritto ed eseguito l’accordo di investimento per l’ingresso del Consorzio Agrario Friuli-Venezia Giulia e del Consorzio Agrario di Treviso e Belluno, che hanno conferito i rispettivi rami d’azienda, immobili, attrezzature, personale e debiti inclusi, per oltre 81 milioni di euro complessivi. L’efficacia dei conferimenti decorre dall’1 settembre 2026.
L’assetto che ne risulta:
- BF S.p.A. al 27,11%;
- Cassa Depositi e Prestiti al 10,81%;
- Consorzio Agrario Friuli-Venezia Giulia al 9,59%;
- Consorzio Agrario di Treviso e Belluno al 7,20%;
- altri consorzi territoriali e investitori istituzionali, a completare la compagine.
Due consorzi hanno conferito l’azienda, cioè il mezzo con cui servivano i propri soci, ricevendo in cambio quote di minoranza in una società di capitali dove nessuna delle due pesa un decimo. È il punto sul quale il professor Andrea Zoppini aveva già segnalato, in un caso precedente, la ‘frizione’ con l’ordinamento dei consorzi agrari, società cooperative tenute alla mutualità verso i soci agricoltori (legge 410/1999).
A monte, l’offerta su BF
Sopra CAI, la controllante ha cambiato padrone. Arum S.p.A. e Dompé Holdings S.r.l. hanno promosso un’offerta pubblica di acquisto totalitaria su BF S.p.A. a 5,00 euro per azione, per un controvalore massimo di 666,2 milioni.
Al termine del periodo di adesione sono state portate in adesione 101.997.262 azioni, pari al 38,933% del capitale e al 76,557% delle azioni oggetto dell’offerta, ripartite in parti uguali tra i due offerenti. La partecipazione aggregata ha raggiunto l’88,057% del capitale. Il pagamento è avvenuto il 10 luglio 2026, data nella quale gli offerenti hanno sottoscritto il patto parasociale sulla governance, la cui efficacia rimane sospesa fino all’ottenimento delle autorizzazioni antitrust del Kenya e della Commissione Europea.
La galassia Coldiretti partecipa ad Arum con l’11,33%, attraverso Germina Campus, 38 società Impresa Verde regionali, federazioni provinciali, consorzi agrari, Green Assicurazioni e Agritel. Il sempiterno segretario generale della confederazione, Vincenzo Gesmundo, presiede BF International, la società che opera in una quarantina di Paesi tra Africa e Asia, con 36.000 ettari a cereali in Algeria e 420 milioni di euro di investimento annunciato.
Chi conferisce e chi decide
Vale la pena di illustrare il meccanismo di crescita di CAI, la Federconsorzi 2 come venne definita fin dal 2021, attraverso operazioni straordinarie. Un consorzio che conferisce il proprio ramo d’azienda trasferisce risorse specifiche, difficilmente recuperabili e prive di un mercato alternativo: magazzini, clientela, personale, rapporti di filiera. Da quel momento la sua posizione negoziale si indebolisce in modo permanente, perché il valore conferito rimane dentro una struttura che altri governano. È il fenomeno che la letteratura economica chiama hold-up, e che qui si presenta al plurale.
Accanto vi sono le opzioni che nessun patto scrive. Chi dispone di margini di discrezionalità in un’organizzazione che non misura i propri costi con precisione può esercitarle quando conviene, e il costo emerge altrove: nelle consulenze infragruppo, nelle valutazioni dei conferimenti, nella scelta di quali operazioni portare al consiglio e quali no. Le società del sistema hanno già dato prova di questa dinamica, dalle consulenze milionarie a Esiodo S.t.a.p.a., controllata di Germina Campus, alle vicende dell’Oleificio Paladino, del Centro Cooperativo Agroalimentare Sannita e della ex CAI Real Estate, ora Sviluppi Agricoli S.r.l., le cui quote di maggioranza, pari all’84,38% di un capitale il cui valore è stato dichiarato di ‘oltre 100 milioni di euro’ (Milano Finanza, 2026), sono state cedute per 50.000 euro a una società milanese il cui socio unico è una società anonima con sede a Lugano.
Il risultato è uno spostamento del soggetto che effettivamente decide. Formalmente decidono i consigli di amministrazione di CAI e di BF. Sostanzialmente l’indirizzo viene da un centro di potere che non figura in nessun organigramma societario — già definito ‘il cerchio magico di Coldiretti’ — e che non risponde né ai soci agricoltori dei consorzi né agli azionisti di minoranza di BF, unica società quotata del gruppo.
Le domande che rimangono
Le curiosità non mancano. Agli occhi di chi osserva il declino dell’agricoltura italiana, le prime domande che sorgono spontanee sono:
- su quali basi sono stati valutati i rami d’azienda conferiti dai consorzi del Nord-Est, e quale informativa hanno ricevuto i loro soci prima di votarli;
- come si concilia la diluizione dei consorzi agrari sotto la maggioranza del capitale con la loro natura di società cooperative;
- quale ritorno l’investimento pubblico di Cassa Depositi e Prestiti produca per gli agricoltori italiani, mentre le risorse del gruppo finanziano migliaia di ettari a cereali in Algeria.
#VanghePulite
Dario Dongo
Riferimenti
Fonti normative
Legge 28 ottobre 1999, n. 410.
Nuovo ordinamento dei consorzi agrari.
Normattiva (ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 20/06/2017). https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1999-11-11&atto.codiceRedazionale=099G0482&tipoDettaglio=multivigenza&qId=
Precedenti articoli
Dongo, D. (2021, 1 gennaio). Consorzi Agrari d’Italia SpA, Federconsorzi 2? Il dossier dei veleni. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/consorzi-agrari-ditalia-spa-federconsorzi-2-il-dossier-dei-veleni/
Dongo, D. (2025, 3 novembre). CAI S.p.A., cambio radicale di governance. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/cai-spa-cambio-governance/
Dongo, D. (2025, 2 ottobre). CAI SpA, alcuni dubbi sull’aumento di capitale. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/cai-spa-alcuni-dubbi-sullaumento-di-capitale/
Dongo, D. (2025, 10 ottobre). Le mani di CAI sul Centro Coop Agroalimentare Sannita. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/cai-centro-coop-agroalimentare-sannita/
Dongo, D. (2026, 23 marzo). Gli immobili degli agricoltori italiani a una fiduciaria svizzera. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/gli-immobili-degli-agricoltori-italiani-a-una-fiduciaria-svizzera/
Dongo, D. (2026, 22 aprile). Vecchioni, Coldiretti e Dompé alla conquista di BF. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/vecchioni-coldiretti-dompe-conquista-bf/
Dongo, D. (2026, 25 maggio). Il cerchio magico di Coldiretti verso Africa e Asia. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/coldiretti-verso-africa-asia/
Documenti societari e fonti di stampa
Arum S.p.A., Dompé Holdings S.r.l. Comunicato sui risultati definitivi dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni B.F. S.p.A., 6 luglio 2026. Consob. https://www.consob.it/documents/11973/11173223/opa_bf_cs20260706.pdf
B.F. S.p.A. Sottoscritto ed eseguito l’accordo di investimento per l’ingresso di Consorzio Agrario FVG e Consorzio Agrario di Treviso e Belluno in Consorzi Agrari d’Italia S.p.A., comunicato 29 luglio 2026.
Consorzi Agrari d’Italia si rafforza nel Nord Est. Terra e Vita, Edagricole. https://terraevita.edagricole.it/attualita/consorzi-agrari-ditalia-si-rafforza-nel-nord-est/
Consorzi Agrari d’Italia, cereali: qualità in crescita ma criticità su superfici, prezzi e costi di produzione. il Giornale, 14 maggio 2026. https://www.ilgiornale.it/news/aziende/consorzi-agrari-d-italia-cereali-qualit-crescita-criticit-su-2664570.html
Nicola Carosielli (2026, 25 marzo). Héra punta sul mattone agricolo. Milano Finanza.
Scrittura privata di cessione del contratto locazione finanziaria n. 1535320/002. (2020, 28 dicembre). Studio notarile Errani, Giacobbe & Malaguti; Ufficio Territoriale di Bologna, reg. n. 56192, Serie 1T.
Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








