OGM al buio. Dalla Conferenza di Asilomar alla deregulation

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La Conferenza di Asilomar del 1975 sul DNA ricombinante ha segnato un momento cruciale nella storia dell’ingegneria genetica, molto prima dell’avvento di CRISPR-Cas9 e delle NGT (Nuove Tecniche Genomiche). Gli scienziati si riunirono per affrontare i potenziali rischi di questa tecnologia emergente, stabilendo linee guida per una ricerca sicura che hanno gettato le basi per gli standard moderni di biosicurezza.

Tuttavia, mentre ci avviciniamo al 50° anniversario di questo evento, le organizzazioni della società civile, tra cui Égalité, sollevano preoccupazioni critiche sulla natura chiusa di tali discussioni e sulla loro rilevanza rispetto alle sfide odierne. Oggi affrontiamo rischi senza precedenti derivanti dai progressi nell’ingegneria genetica, nella biologia sintetica, nella ricerca virologica e nell’intelligenza artificiale (IA).

Queste tecnologie rappresentano minacce esistenziali per la salute, l’ambiente e la società. La proposta della Commissione Europea di deregolamentare le Nuove Tecniche Genomiche (NGT), spesso definite come nuovi OGM, è un passo sconsiderato che mina il principio di precauzione e non affronta adeguatamente questi rischi. La società civile sostiene un approccio basato sul rischio all’ingegneria genetica e chiede il rifiuto della proposta di deregolamentazione degli NGT dell’UE.

Conferenza di Asilomar, un modello ‘imperfetto’

La Conferenza di Asilomar, sebbene pionieristica, fu da principio profondamente antidemocratica. Tenutasi a porte chiuse, escludeva un contributo più ampio della società e si concentrava esclusivamente sul contenimento in laboratorio (Berg et al., 1975). La conferenza ignorava preoccupazioni etiche, morali e socioeconomiche cruciali, privilegiando gli interessi di un piccolo gruppo di scienziati e imprenditori.

Questo approccio ha avuto conseguenze durature, tra cui la commercializzazione della biotecnologia e la concentrazione del potere nelle mani di poche corporazioni (Connolly et al., 2022; Chang et al., 2024).

La Conferenza di Asilomar non ha rispettato le norme scientifiche delineate dal sociologo Thomas Merton – universalismo, disinteresse, comunismo (proprietà comune della conoscenza scientifica) e scetticismo organizzato (Merton, 1942). Invece, è diventata una piattaforma per la cattura della scienza biologica da parte di entità non responsabili, portando a danni diffusi, come la rovina delle aziende agricole familiari e la contaminazione ubiquitaria da erbicidi.

I rischi della biotecnologia: lezioni dalla storia

La storia della biotecnologia è costellata di esempi di conseguenze indesiderate e fallimenti sistemici. Di seguito, evidenziamo i principali rischi associati all’ingegneria genetica e alle tecnologie correlate:

  • sementi OGM resistenti agli insetti. Le sementi OGM progettate per produrre tossine proteiche (ad esempio, le tossine Cry) per la resistenza ai parassiti hanno danneggiato organismi non target, inclusi impollinatori e vita acquatica (Hilbeck et al., 1998; Rosi-Marshall et al., 2007). Il declino delle farfalle monarca negli Stati Uniti è un esempio emblematico di questi impatti ecologici (Taylor et al., 2020);
  • OGM tolleranti agli erbicidi. Queste colture hanno portato a un aumento esponenziale dei consumi di erbicidi, aggravando la contaminazione ambientale e i rischi per la salute (Benbrook, 2012). La natura guidata dal profitto dell’industria biotecnologica ha privilegiato la proprietà intellettuale rispetto alla salute ecologica e umana, guadagnandosi l’etichetta di ‘scienza della morte’;
  • ricerca virologica. L’origine in laboratorio di diverse pandemie, tra cui HIV, Ebola e COVID-19, sottolinea i pericoli della ricerca virologica non regolamentata (Hooper, 1999; Jain, 2020). Nonostante prove convincenti, le indagini su questi focolai sono state spesso ostacolate da barriere scientifiche e istituzionali (Harrison e Sachs, 2022);
  • manipolazione genetica umana. Il caso dei bambini geneticamente modificati di He Jiankui (i primi esseri umani al mondo, di cui si abbia notizia, modificati con CRISPR-Cas9 nel 2018) evidenzia i rischi etici e sanitari dell’ingegneria genetica umana, inclusa la possibilità di tecnogenetica (Hurlbut, 2020).

Ingegneria genetica e IA, una nuova frontiera di rischio

L’integrazione dell’intelligenza artificiale (IA) con l’ingegneria genetica introduce rischi senza precedenti. L’IA può progettare e distribuire rapidamente nuove varianti geniche e organismi geneticamente modificati, inclusi virus patogeni. Queste tecnologie potrebbero superare i quadri normativi esistenti, rendendo impossibile valutarne gli effetti cumulativi sulla salute e sull’ambiente.

La proposta della Commissione Europea di deregolamentare le NGT non tiene conto di questi rischi. Consentendo fino a 20 modifiche genetiche senza valutazione del rischio o monitoraggio post-mercato, la proposta ignora l’interazione complessa delle modifiche genetiche e i loro potenziali impatti. Non esiste una base scientifica per un ‘limite magico’, poiché il numero di mutazioni non è correlato al livello di rischio.

Proposta di deregolamentazione degli NGT in UE, una minaccia per la biosicurezza

La proposta della Commissione Europea (2023) di creare una ‘categoria 1’ per le piante NGT – falsamente considerate equivalenti alle piante convenzionali – esenterebbe questi organismi dalla valutazione del rischio e dal monitoraggio post-mercato. Questo approccio è fondamentalmente errato, poiché ignora il sito, la funzione e le conseguenze fenotipiche delle modifiche genetiche. Le preoccupazioni principali includono:

  • la mancanza di una base scientifica per le soglie proposte;
  • il fallimento nel considerare gli effetti cumulativi di più modifiche genetiche;
  • il potenziale di conseguenze indesiderate, inclusa la perturbazione ecologica e i rischi per la salute.

Un appello per un approccio basato sul rischio

Il principio di precauzione deve guidare la regolamentazione dell’ingegneria genetica. Invece di deregolamentare le NGT, l’UE dovrebbe:

  • rafforzare i requisiti di valutazione del rischio per tenere conto della complessità delle modifiche genetiche;
  • garantire trasparenza e responsabilità nello sviluppo e nella distribuzione della biotecnologia;
  • promuovere il coinvolgimento pubblico e il dibattito informato sulle implicazioni etiche, sociali e ambientali dell’ingegneria genetica.

La Commissione Europea dovrebbe ritirare la sua proposta di deregolamentazione degli NGT, che sta ancora affrontando la resistenza di alcuni Stati membri (come Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Grecia, Germania, Ungheria, Romania, Slovenia e Slovacchia. Fonte: Friends of the Earth Europe), e dare priorità alla sicurezza della salute e dell’ambiente rispetto agli interessi corporativi. La pseudoscienza e le agende guidate dal profitto non hanno posto nella regolamentazione della biotecnologia.

Conclusioni provvisorie

Il 50° anniversario della Conferenza di Asilomar serve come promemoria della necessità di un processo decisionale democratico, trasparente e inclusivo nella scienza e nella tecnologia.

I rischi posti dall’ingegneria genetica e dall’IA richiedono un approccio basato sul rischio che dia priorità al benessere pubblico rispetto al guadagno privato.

L’UE dovrebbe perciò ritirare la proposta di deregolamentazione degli NGT e sostenere il principio di precauzione per garantire un futuro sicuro e sostenibile.

Dario Dongo

Note

(1) 50 anni dopo Asilomar: non rinunciate al controllo degli impianti NGT”. Lettera aperta. 20.2.25. https://tinyurl.com/4zc5vbrt

(2) 10 domande e risposte: perché la Commissione europea dovrebbe ritirare la sua proposta per la futura regolamentazione delle piante NGT. Test Biotech https://tinyurl.com/49575fbz

(3) Benbrook, C. M. (2012). Impatto delle colture geneticamente modificate sull’uso dei pesticidi negli Stati Uniti. Environmental Sciences Europe, 24, 24. DOI: 10.1186/2190-4715-24-24

(4) Berg, P., et al. (1975). Dichiarazione riassuntiva della conferenza di Asilomar sulle molecole di DNA ricombinante. Proceedings of the National Academy of Sciences, 72(6), 1981-1984. DOI: 10.1073/pnas.72.6.1981

(5) Chang, V. C., et al. (2024). Biomonitoraggio urinario dell’esposizione al glifosato tra agricoltori maschi e non agricoltori nello studio Biomarkers of Exposure and Effect in Agriculture (BEEA). Environment International, 187, 108644. DOI: 10.1016/j.envint.2024.108644

(6) Connolly, A., et al. (2022). Uno studio di biomonitoraggio umano per valutare l’esposizione al glifosato e agli AMPA tra famiglie di agricoltori e non. Toxics, 10(11), 690. DOI: 10.3390/toxics10110690

(7) Harrison, N. L. e Sachs, J. D. (2022). Un appello per un’indagine indipendente sull’origine del virus SARS-CoV-2. Proceedings of the National Academy of Sciences, 119(21), e2202769119. DOI: 10.1073/pnas.2202769119

(8) Hilbeck, A., et al. (1998). Effetti di prede transgeniche alimentate con mais Bacillus thuringiensis sulla mortalità e sul tempo di sviluppo di Chrysoperla cornea immatura. Environmental Entomology, 27(2), 480-487. DOI: 10.1093/ee/27.2.480

(9) Hurlbut, J. B. (2020). Imperativi di governance: l’editing del genoma umano e il problema del progresso. Perspectives in Biology and Medicine, 63(1), 177-194. DOI: 10.1353/pbm.2020.0014

(10) Merton, R. K. (1942). La struttura normativa della scienza. Journal of Legal and Political Sociology, 1, 115-126.

(11) Rosi-Marshall, E. J., et al. (2007). Le tossine presenti nei sottoprodotti delle colture transgeniche possono influenzare gli ecosistemi dei corsi d’acqua. Proceedings of the National Academy of Sciences, 104(41), 16204-16208. DOI: 10.1073/pnas.0707177104

(12) Taylor Jr, O. R., et al. (2020). Valutazione dell’ipotesi della mortalità da migrazione utilizzando i dati dei tag delle monache. Frontiers in Ecology and Evolution, 8, 264. DOI: 10.3389/fevo.2020.00264

(13) Matthias Juhas, Andreas Bauer-Panskus, Christoph Then (2023). L’ingegneria genetica in agricoltura: tra grandi aspettative e rischi complessi. Test Biotech  https://tinyurl.com/4fd7ha3y

(14) Zhou, S., Tian, D., Liu, H., Lu, X., Zhang, D., Chen, R., Yang, S., Wu, W., & Wang, F. (2025). Editing the RR-TZF Gene Subfamily in Rice Uncovers Potential Risks of CRISPR/Cas9 for Targeted Genetic Modification. International Journal of Molecular Sciences, 26(3), 1354. https://doi.org/10.3390/ijms26031354

Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.