Piatti pronti in Francia, l’impatto del nuovo Nutri-Score

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Un recente studio di Consommation Logement et Cadre de Vie (CLCV) offre una valutazione puntuale e approfondita dei piatti pronti freschi e surgelati in Francia, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo algoritmo Nutri-Score nel marzo 2025. L’analisi esamina le variazioni nei profili nutrizionali e nella lista degli ingredienti, nel periodo 2020-2025.

I risultati evidenziano l’impatto del nuovo algoritmo Nutri-Score sulle classificazioni dei prodotti e rivelano la persistente presenza di ingredienti inattesi. Sebbene siano stati osservati alcuni sforzi di riformulazione, sono necessari ulteriori e significativi miglioramenti nella qualità nutrizionale dei piatti pronti presenti sul mercato francese.

Introduzione

piatti pronti rappresentano una categoria di prodotti significativa, nelle moderne abitudini di consumo alimentare, offrendo praticità e sollevando al contempo interrogativi sulla qualità nutrizionale e degli ingredienti. In Francia, dove la tradizione culinaria rimane forte a dispetto dei cambiamenti negli stili di vita, la composizione nutrizionale dei piatti pronti è particolarmente importante per considerazioni di salute pubblica, data la crescente prevalenza di malattie croniche legate all’alimentazione (Touvier et al., 2011).

L’associazione francese dei consumatori Consommation Logement et Cadre de Vie (CLCV) ha condotto un’ampia indagine sui piatti pronti freschi e surgelati disponibili nel mercato francese. Il suo studio, pubblicato a maggio 2025, offre preziose informazioni sull’evoluzione di questi prodotti tra il 2020 e il 2025 – un periodo caratterizzato da una crescente consapevolezza dei consumatori riguardo alla nutrizione e da cambiamenti normativi relativi all’etichettatura degli alimenti (CLCV, 2025).

Il presente articolo presenta un’analisi completa dello studio CLCV, esaminando:

  1. la metodologia impiegata;
  2. i risultati chiave riguardanti la qualità nutrizionale e la trasparenza dell’etichettatura;
  3. le implicazioni per i consumatori, l’industria e le politiche di salute pubblica.

La rilevanza dello studio è accentuata dalla recente implementazione dell’algoritmo Nutri-Score rivisto nel marzo 2025 – sia per gli alimenti che per le bevande – che ha modificato le modalità di valutazione dei prodotti e potenzialmente influenzato le strategie di riformulazione dei produttori.

Metodologia

Selezione del campione

Lo studio CLCV ha impiegato una metodologia sistematica per valutare la qualità nutrizionale e la composizione dei piatti pronti nel mercato francese. L’indagine ha infatti esaminato 150 prodotti di piatti pronti freschi e surgelati, raccogliendo dati nel gennaio 2025 sia da negozi fisici che da piattaforme online di 10 importanti catene di distribuzione:

  • Aldi
  • Auchan
  • Carrefour
  • Coopérative U
  • Intermarché
  • Leclerc
  • Lidl
  • Monoprix
  • Picard
  • Thiriet.

La selezione dei prodotti ambiva a raccogliere un campione rappresentativo del mercato dei piatti pronti, includendo vari tipi di pasti come:

  • piatti di pasta
  • hachis Parmentier (versione francese della shepherd’s pie)
  • moussakas
  • couscous
  • tartiflettes.

Questa selezione diversificata ha permesso l’analisi della variabilità nutrizionale sia all’interno che tra le categorie di prodotti (CLCV, 2025).

Raccolta e analisi dei dati

I ricercatori hanno raccolto dati completi su ciascun prodotto, tra cui:

  • valutazione Nutri-Score (basata sull’algoritmo rivisto implementato nel marzo 2025);
  • composizione nutrizionale (calorie, grassi, grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine, sale);
  • analisi della lista degli ingredienti (concentrandosi sulla presenza di zuccheri aggiunti, additivi, carni lavorate, aromi artificiali);
  • ingredienti principali e loro posizione nell’elenco degli ingredienti;
  • cambiamenti nella formulazione rispetto al 2020 (ove possibile).

Per stabilire un punto di riferimento comparativo per il 2020, lo studio ha utilizzato i dati dell’Osservatorio Francese della Qualità Alimentare (OQALI), che mantiene un database completo dei prodotti alimentari trasformati in Francia. OQALI raccoglie regolarmente informazioni nutrizionali, a livello di prodotto di marca, per monitorare i cambiamenti nell’offerta alimentare nel tempo (Menard et al., 2011). Ciò ha permesso ai ricercatori di eseguire confronti significativi riguardo ai cambiamenti nella formulazione e nelle pratiche di etichettatura nel periodo di cinque anni.

L’analisi si è concentrata su tre aspetti chiave:

  1. Adozione e classificazione del Nutri-Score. Valutazione della prevalenza dell’etichettatura Nutri-Score e di come i prodotti sono stati classificati secondo l’algoritmo rivisto;
  2. Analisi della composizione nutrizionale. Valutazione della presenza di ingredienti inaspettati e della qualità nutrizionale all’interno delle categorie di prodotti;
  3. Confronto temporale. Identificazione dei cambiamenti nella formulazione e nell’etichettatura tra il 2020 e il 2025.

Risultati e discussione

Adozione del Nutri-Score e impatto della revisione dell’algoritmo

Uno dei risultati più significativi è stato il sostanziale aumento dell’adozione dell’etichettatura Nutri-Score. A inizio 2025, l’87% dei piatti pronti nel campione mostrava l’etichetta Nutri-Score, rappresentando un notevole miglioramento nella trasparenza e dimostrando l’impegno dell’industria nel fornire una guida nutrizionale ai consumatori.

Tuttavia, l’implementazione dell’algoritmo Nutri-Score rivisto nel marzo 2025 ha avuto un impatto notevole sulle classificazioni dei prodotti. Lo studio ha rivelato che il 66% dei prodotti che mostravano il Nutri-Score a inizio 2025 ha ricevuto una valutazione peggiore secondo il nuovo metodo di calcolo (CLCV, 2025). Questo declassamento riflette i criteri più rigorosi introdotti nella revisione dell’algoritmo, che è stato progettato per allinearsi meglio con le raccomandazioni nutrizionali contemporanee e fornire una differenziazione più accurata tra i prodotti.

L’analisi per categoria di piatti pronti ha rivelato parametri interessanti nella distribuzione del Nutri-Score:

  • valutazioni coerenti. Alcune categorie di pasti hanno mostrato una notevole coerenza nelle loro classificazioni Nutri-Score. Ad esempio, i piatti hachis Parmentier e tartiflette erano prevalentemente classificati come C, indicando profili nutrizionali relativamente uniformi all’interno di queste categorie;
  • valutazioni variabili. Altre categorie hanno dimostrato una considerevole variabilità nutrizionale. I piatti moussaka e couscous variavano da valutazioni B a C, mentre i piatti di pasta mostravano la distribuzione più ampia (da A a D). Questa variabilità all’interno delle categorie suggerisce differenze significative negli approcci di formulazione tra i produttori e evidenzia il potenziale di riformulazione per migliorare i profili nutrizionali.

Ingredienti ‘inaspettati’ e analisi della composizione

Lo studio di CLVC ha poi mostrato risultati preoccupanti circa la presenza di ingredienti inaspettati nei piatti pronti:

  • zuccheri aggiunti (40% dei prodotti campionati). Incluse aggiunte evidenti, come lo zucchero, ma anche forme più oscure quali sciroppo di glucosio destrosio;
  • acqua come ingrediente principale. Al primo posto nella lista ingredienti del 17% dei prodotti, al secondo posto nel 15% dei prodotti. Si sollevano interrogativi sul rapporto qualità-prezzo e sulla densità nutrizionale;
  • additivi (quasi il 50% dei piatti pronti). Tipicamente agenti texturizzanti, stabilizzanti, addensanti, emulsionanti, spesso utilizzati per creare volume o consistenza quando il contenuto di acqua è elevato;
    carni lavorate (un terzo dei prodotti). Elemento di attenzione per la sua potenziale influenza sia sulla qualità nutrizionale, sia sulle aspettative dei consumatori.

Lo studio ha anche identificato l’uso frequente di ingredienti leganti o componenti disidratati, come:

  • amido non modificato (47% dei prodotti);
  • pangrattato (21%);
  • fiocchi di patate (19%);
  • amido (10%);
  • fibre vegetali da piselli, frumento o lino (13%).

I ricercatori suggeriscono che questi ingredienti – combinati con un alto contenuto di acqua e additivi addensanti – potrebbero rappresentare misure di risparmio sui costi piuttosto che scelte di formulazione orientate alla qualità (CLCV, 2025).

Cambiamenti nella formulazione (2020–2025)

Confrontando i dati del 2025 con il riferimento OQALI del 2020, lo studio ha identificato diverse tendenze significative nella riformulazione dei prodotti:

  • moderato miglioramento del Nutri-Score. Mentre la maggior parte dei prodotti ha mantenuto valutazioni Nutri-Score simili (tenendo conto dei cambiamenti dell’algoritmo), circa il 10% ha ottenuto punteggi migliori attraverso la riformulazione, dimostrando che il miglioramento nutrizionale è fattibile;
  • riduzione degli zuccheri aggiunti. Dei 60 prodotti contenenti zuccheri aggiunti nel 2020, 13 (≈22%) avevano eliminato questi ingredienti a inizio 2025, mostrando progressi nella riduzione del contenuto di zucchero non necessario;
  • diminuzione dell’uso di additivi. La proporzione di piatti pronti contenenti additivi è diminuita del 16% tra il 2020 e il 2025, suggerendo una tendenza verso clean labels e formulazioni meno elaborate;
  • ridotto uso di aromi. I prodotti contenenti aromi artificiali sono diminuiti del 13%, riflettendo potenzialmente un cambiamento verso profili di ingredienti più naturali.

Nonostante queste tendenze positive, i ricercatori hanno sottolineato che gli sforzi di riformulazione rimangono complessivamente insufficienti, con molti prodotti che continuano a contenere alti livelli di sale, grassi saturi e additivi non necessari. Lo studio ha notato che esempi di piatti pronti con profili nutrizionali equilibrati – senza additivi, carne lavorata, zuccheri aggiunti o aromi artificiali – esistono nel mercato, dimostrando che formulazioni più sane sono commercialmente praticabili. E hanno anche successo, come suggeriscono recenti evidenze dal Lussemburgo.

Implicazioni e raccomandazioni

Sulla base dei risultati, la CLCV ha emesso diverse raccomandazioni sia per i produttori e i distributori, sia per i decisori politici.

Per produttori e distributori

  1. Adozione universale del Nutri-Score. Le aziende che non hanno ancora implementato l’etichettatura Nutri-Score dovrebbero farlo per migliorare la trasparenza e supportare una scelta informata dei consumatori. In Francia, ma anche in tutta l’Unione Europea e oltre, fino agli Emirati Arabi Uniti;
  2. Riformulazione accelerata. I produttori e i distributori dovrebbero intensificare gli sforzi per migliorare i profili nutrizionali:
    • riducendo ulteriormente additivi, aromi artificiali e zuccheri aggiunti;
    • dando priorità alle carni fresche piuttosto che a quelle lavorate;
    • diminuendo il contenuto di sale e grassi saturi;
    • incorporando ingredienti più sani (ad esempio, olio di girasole o di colza invece di fonti di grassi meno sane).

Per le autorità pubbliche

  1. Nutri-Score obbligatorio. La CLCV sostiene di rendere l’etichettatura Nutri-Score obbligatoria piuttosto che volontaria – come approvato dall’Assemblea nazionale francese il 4 novembre 2024 – garantendo informazioni nutrizionali coerenti su tutti i prodotti.
  2. Monitoraggio rafforzato. Continua sorveglianza del mercato dei piatti pronti per tracciare i progressi di riformulazione e responsabilizzare i produttori rispetto agli impegni di qualità nutrizionale.
  3. Educazione dei consumatori. Iniziative efficaci di educazione dei consumatori su come interpretare le informazioni in etichetta e scegliere alimenti con profili nutrizionali equilibrati, grazie a Nutri-Score (Andreani et al., 2025).
  4. Incentivi fiscali per opzioni più sane. Sebbene non discusso nello studio CLCV, è opinione dello scrivente che il governo francese – e altre autorità nazionali – dovrebbero promuovere il consumo degli alimenti con i profili nutrizionali più equilibrati, riducendo l’imposta sul valore aggiunto (IVA) sui prodotti non ultraprocessati con le classificazioni Nutri-Score migliori rispetto alla media, nelle rispettive categorie. Nonostante le evidenze che il Nutri-Score sia più efficace delle misure fiscali nell’incoraggiare scelte alimentari più sane (Crosetto et al., 2024), gli incentivi fiscali dovrebbero comunque venire considerati per promuovere e garantire l’accesso a cibi sani – inclusi i prodotti biologici – in particolare per i consumatori a basso reddito.

Considerazioni aggiuntive per ricerche future

Mentre lo studio CLCV (2025) fornisce un’analisi robusta delle tendenze nutrizionali nei piatti pronti, diverse aree meritano ulteriori indagini:

  1. Percezione e comportamento dei consumatori. Come interpretano i consumatori le etichette sulla parte anteriore delle confezioni come il Nutri-Score, e quali fattori influenzano maggiormente le loro decisioni di acquisto?
  2. Accessibilità economica. In quale misura i prezzi incidono sulle opzioni di piatti pronti più sani? Queste opzioni sono accessibili nei diversi gruppi socio-economici (Darmon & Drewnowski, 2015)?
  3. Impatto ambientale. Quali sono le implicazioni ambientali comparative – comprese le pratiche agricole e l’impronta di carbonio – dei piatti pronti freschi rispetto a quelli surgelati?

Conclusioni provvisorie

Lo studio CLCV offre importanti spunti sullo stato attuale del mercato dei piatti pronti e evidenzia opportunità di progresso verso una maggiore trasparenza, qualità nutrizionale e accessibilità.

Un cambiamento reale richiede peraltro un impegno collettivo dell’industria, i responsabili politici e i cittadini.

Nell’affrontare le sfide e le contraddizioni del sistema alimentare odierno, è necessario lavorare assieme insieme per promuovere l’equità nutrizionale e garantire che scelte più sane siano disponibili e accessibili a tutti.

#Égalité!

Dario Dongo

Riferimenti

  • Andreani, G., Sogari, G., Wongprawmas, R., Menozzi, D., & Mora, C. (2025). Nutri-Score and Eco-Score Labeling: A Systematic Review of Their Impact on Consumer Understanding, Attitudes, and Behaviors. Food Reviews International 1-25. https://doi.org/10.1080/87559129.2025.2460052
  • CLCV (2025). Enquête – Plats cuisinés frais et surgelés 2020–2025. https://www.clcv.org/storage/app/media/DP_plats_cuisinés_clcv-2.pdf
  • Crosetto P., Muller L., Ruffieux B. (2024). Label or taxes: why not both? Testing nutritional mixed policies in the lab. Journal of Economic Behavior and Organizationhttps://doi.org/10.1016/j.jebo.2024.106825
  • Darmon, N., & Drewnowski, A. (2015). Contribution of food prices and diet cost to socioeconomic disparities in diet quality and health: a systematic review and analysis. Nutrition reviews, 73(10), 643–660. https://doi.org/10.1093/nutrit/nuv027
  • Menard, C., Dumas, C., Goglia, R., Spiteri, M., Gillot, N., Combris, P., Ireland, J., Soler, L. G., & Volatier, J. L. (2011). OQALI: A French database on processed foods. Journal of Food Composition and Analysis, 24(4-5), 744-749. https://doi.org/10.1016/j.jfca.2010.09.001
  • Touvier, M., Kesse-Guyot, E., Méjean, C., Pollet, C., Malon, A., Castetbon, K., & Hercberg, S. (2011). Comparison between an interactive web-based self-administered 24 h dietary record and an interview by a dietitian for large-scale epidemiological studies. The British journal of nutrition, 105(7), 1055–1064. https://doi.org/10.1017/S0007114510004617
Dario Dongo
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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.