Latticini e riduzione dei rischi di fratture negli anziani, studio clinico

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fratture ossee anziani

Il British Medical Journal pubblica uno studio clinico randomizzato ove si dimostra come un adeguato apporto di latticini – latte, yogurt e formaggi – riduca i rischi di cadute e fratture ossee negli anziani. (1)

Si riconferma così, in una prospettiva non affatto scontata, il valore dei prodotti lattiero-caseari quali ingredienti di salute. Nel contesto, com’è ovvio, di una dieta varia ma sana ed equilibrata.

Anziani, vulnerabilità e rischi di fratture ossee

L’aspettativa di vita e le quote di popolazione anziana aumentano, anche a causa del calo demografico. In Europa e in Italia soprattutto, come si è visto. Aumentano quindi le vulnerabilità che comportano, tra l’altro, una maggiore esposizione ai rischi di cadute e fratture ossee.

Le fratture alle anche sono le più problematiche poiché incidono drasticamente sull’autonomia delle persone anziane (attività quotidiane, mobilità e cura personale). Ed è difficile recuperare le funzionalità anteriori al trauma, anche a seguito di interventi chirurgici. È perciò necessario adottare apposite misure preventive. (2)

L’osteoporosi è una delle prime cause di fragilità che si associa al rischio di fratture ossee. Oltre all’avanzare dell’età e alle carenze nutrizionali che spesso ricorrono, come si è visto. In particolare per quanto attiene a vitamina D, proteine e calcio. (3)

Vitamina D, proteine e calcio. Lo studio

I ricercatori australiani hanno inteso verificare la possibilità di stimolare un miglioramento dello stato di salute complessivo (‘Health-related Quality of Life’) degli anziani attraverso l’integrazione della loro dieta. Avuto riguardo alle correlazioni tra fragilità muscolare e scheletrica, da un lato, e problemi psicologici che incidono negativamente sulla qualità della vita di queste persone. (4)

Latte, yogurt e formaggi sono stati perciò inseriti nella dieta di un gruppo di over-85 ospiti di 30 strutture di ricovero dedicate, in modo da garantire un apporto di 1.300 mg/die di calcio e 1,1 g di proteine per kg di peso corporeo. I valori medi di partenza mostravano infatti l’insufficienza degli apporti di calcio (600 mg/die) e proteine (0,9 g per kg di peso), senza invece riscontrare deficit dell’altrettanto indispensabile vitamina D di cui pure i latticini sono ricchi.

Più latticini, meno cadute e ancor meno fratture

Una riduzione significativa delle fratture ossee in generale (-33%) – le fratture all’anca soprattutto (-46%) – e delle cadute (-11%) è stata osservata nel gruppo di ultra-85enni sottoposti al programma di nutrizione specifico, a raffronto con il gruppo di controllo. Già a partire dai 3-5 mesi successivi all’avvio della supplementazione di latticini. Nell’ambito di una coorte di circa 7.200 anziani. Non si sono viceversa riscontrate variazioni sui tassi di mortalità.

I risultati della sperimentazione vengono attribuiti principalmente al rallentamento dell’osteoporosi e all’incremento dell’IGF-1 (Insulin-like Growth Factor-1), ormone coinvolto nella formazione e nel mantenimento delle ossa e dei muscoli. Dimostrandosi un fabbisogno minimo di 1-1,5 g di proteine per kg di peso corporeo, in questa fascia di età. (5)

Conclusioni provvisorie

La maggiore aspettativa di vita aumenta anche il numero di soggetti anziani che necessitano di assistenza e ricoveri, per via della loro crescente fragilità. Un’alimentazione appropriata alle loro esigenze sembra essere di grande aiuto per il mantenimento del loro stato di salute.

Un elevato apporto di proteine e calcio, combinato a un dosaggio ottimale di vitamina D, ha dimostrato la capacità di rallentare la progressiva fragilità ossea e così ridurre l’incidenza di cadute e di fratture ossee negli anziani. Maggiore attenzione deve perciò venire dedicata all’integrazione della dieta delle persone anziane con latte, yogurt e formaggi.

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) Iuliano et al. (2021). Effect of dietary sources of calcium and protein on hip fractures and falls in older adults in residential care: cluster randomised controlled trial. BMJ 375:n2364, http://doi.org/10.1136/bmj.n2364  

(2) Amarilla-Donoso et al. (2020). Quality of life in elderly people after a hip fracture: a prospective study. Health Qual. Life Outcomes 18:71, https://doi.org/10.1186/s12955-020-01314-2  

(3) Inderjeeth et al. (2021). Osteoporosis in older people. Journal of Pharmacy Practice and Research 51(3):265-274, https://doi.org/10.1002/jppr.1743

(4) Pollansky Silva e Farias et al. (2020). Physical and psychological states interfere with health-related quality of life of institutionalized elderly: a cross-sectional study. BMC Geriatrics 20:386, https://doi.org/10.1186/s12877-020-01791-6

(5) La maggiore presenza di telopeptide C-terminale (formato dalla degradazione del collagene di tipo I, che costituisce buona parte della struttura ossea) e una riduzione della densità minerale ossea si sono infatti osservate nel solo gruppo di controllo, non sottoposto all’integrazione dietetica con latticini

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Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.

Graduated in Food Technologies and Biotechnologies, qualified food technologist, he follows the research and development area. With particular regard to European research projects (in Horizon 2020, PRIMA) where the FARE division of WIISE Srl, a benefit company, participates.