La Commissione Europea ha pubblicato ‘Building Food 2040’, la sintesi dei contributi raccolti presso i portatori di interesse per definire la nuova agenda strategica UE di ricerca e innovazione (R&I) sui sistemi alimentari (European Commission, 2026a). Il rapporto, curato dalla direzione generale Ricerca e Innovazione, analizza 631 risposte al questionario e 63 contributi scritti – position paper, policy brief, roadmap e documenti di visione – raccolti nel marzo 2026 in tutto il panorama alimentare europeo.
Da Food 2030 a Food 2040, il contesto politico
Food 2030 rappresenta, dal 2016, il quadro di politica della ricerca destinato a promuovere sistemi alimentari sostenibili, resilienti, inclusivi e sani, con un approccio sistemico. Tra il 2017 e il 2024 ha sostenuto 117 progetti finanziati dall’Unione Europea, per un investimento di circa 770 milioni di euro (European Commission, 2026b). I suoi undici percorsi di azione – definiti nell’aggiornamento del 2023 – hanno orientato la ricerca sui sistemi alimentari in Horizon Europe (European Commission, 2023).
Food 2040 trae origine da un impegno assunto nella Life Sciences Strategy del 2025, ove la Commissione si è obbligata a definire un’agenda strategica di ricerca e innovazione sui sistemi alimentari, in grado di favorire soluzioni competitive, sostenibili e resilienti. La consultazione pubblica è stata aperta il 27 febbraio 2026 e si è conclusa il 13 marzo 2026, con l’obiettivo dichiarato di costruire una base di evidenze per l’agenda successiva (European Commission, 2026b).
Una consultazione a trazione accademica
Gli istituti di ricerca e il mondo accademico costituiscono il 51,5% dei rispondenti, a conferma della capacità di mobilitazione del quadro Food 2030 nella comunità scientifica. Seguono i singoli cittadini (9,4%), l’agricoltura (8,4%), le amministrazioni e gli attori delle politiche pubbliche (7,8%) e le ONG (7,6%). Per contro, l’industria alimentare e di trasformazione rappresenta appena il 6,7% del campione, la distribuzione e la logistica un mero 0,3%.
Uno squilibrio evidenziato dalla stessa Commissione, che auspica un coinvolgimento più profondo degli attori a valle della produzione primaria per assicurare rilevanza pratica e diffusione sul mercato.
Sul piano geografico, Spagna e Germania hanno fornito il maggior numero di risposte, mentre Belgio, Irlanda, Finlandia e Danimarca hanno registrato la partecipazione più elevata in rapporto alla popolazione. La distribuzione non è un dettaglio: un’agenda concepita per ridurre la distanza tra laboratorio e mercato viene disegnata, in prevalenza, dagli attori collocati all’estremo del laboratorio.
Gli undici percorsi sotto esame
I rispondenti hanno riconosciuto in modo ampio il valore aggiunto dell’approccio di pensiero sistemico introdotto da Food 2030. Più di un terzo dei partecipanti si è tuttavia dichiarato insufficientemente informato sul quadro per poterne valutare l’impatto, un dato che depone a favore di una comunicazione più incisiva e di un maggiore coinvolgimento dei portatori di interesse nella fase successiva.
Interrogati sull’evoluzione dei percorsi attuali, il 59,4% ha chiesto un migliore allineamento ai sistemi alimentari reali, il 38,7% obiettivi e impatti attesi più chiari, il 30,9% una semplificazione o un consolidamento degli undici percorsi, con indicatori di monitoraggio e di avanzamento più solidi. La direzione è quella di priorità meno numerose e più operative, con risultati misurabili.
Le priorità principali: ambiente, salute, resilienza
Tre priorità emergono in testa alla graduatoria quantitativa:
- la riduzione degli impatti ambientali e climatici degli attori a valle della produzione primaria guida con il 46,4%, seguita da
- il miglioramento della salute umana attraverso abitudini alimentari più sane (44,7%) e
- l’aumento della resilienza e della preparazione dei sistemi alimentari, ivi compresa l’autonomia strategica e la gestione delle crisi (44,1%).
Diversificazione proteica, circolarità e filiere corte
Le risposte aperte confermano tre temi ricorrenti: la diversificazione proteica e lo scale-up della produzione vegetale; l’economia circolare lungo le filiere, ivi inclusa la valorizzazione degli sprechi alimentari; la resilienza dei sistemi alimentari locali, fondata su filiere corte regionali e infrastrutture decentrate.
Il dato sulla salute viene collegato dalla Commissione alle proteine: i contributi chiedono una maggiore attenzione strategica alle fonti proteiche alternative, una terminologia più chiara e aggiornata in materia di nutrizione e diete sostenibili, e la riduzione delle dipendenze dalle importazioni per mangimi e input alimentari, additivi, ingredienti e micronutrienti compresi.
Superare la ‘valley of death’
Un messaggio centrale riguarda la nota ‘valley of death’ tra la ricerca promettente – fino al Technology Readiness Level 6 – e la sua commercializzazione su scala industriale. In eco alle preoccupazioni sulla competitività europea espresse nel rapporto Draghi (Draghi, 2024), gli stakeholder hanno individuato in percorsi regolatori prevedibili, nell’accesso al capitale e in infrastrutture industriali adeguate le condizioni abilitanti per la diffusione di nuovi ingredienti, proteine sostenibili e altre innovazioni alimentari.
Tra i rimedi suggeriti figurano il collegamento dei finanziamenti alla ricerca con impianti pilota, impianti dimostrativi, capacità di bio-manufacturing e infrastrutture condivise pubblico-private, insieme a sostegni mirati per i settori esposti a dipendenze critiche dalle importazioni, quali l’acquacoltura domestica e la trasformazione di proteine vegetali. La richiesta di procedure regolatorie UE più rapide ricorre nei contributi come condizione, e non come accessorio.
‘Regulatory by design’, dal laboratorio al mercato
La distanza tra validazione scientifica e commerciabilità giuridica è esattamente il terreno su cui la nostra WIISE benefit ha concentrato il proprio contributo ai consorzi di ricerca europei. Il metodo – ‘regulatory by design’ – consiste nel determinare la qualificazione giuridica di un risultato di ricerca all’avvio del progetto anziché alla sua conclusione:
- se una sostanza si qualifichi come alimento, integratore alimentare, additivo per mangimi o ingrediente cosmetico;
- se essa ricada nel campo di applicazione del regolamento sui novel food;
- quali dati di sicurezza ne richiederà l’autorizzazione. Un risultato tecnicamente validato ma giuridicamente incommerciabile è un fallimento di exploitation, per quanto solida sia la scienza che lo sorregge.
Due esempi illustrano l’approccio:
- in ProFuture, dedicato alle proteine da microalghe, l’analisi di quattro specie target ha condotto a una roadmap per autorizzazioni congiunte ai sensi del regolamento (UE) 2015/2283, così da consentire a PMI e organismi di ricerca di condividere i costi dei dossier di sicurezza, altrimenti proibitivi per i singoli richiedenti;
- in EcoeFISHent, il lavoro ha riguardato l’esame degli ostacoli regolatori al passaggio degli scarti della filiera ittica dallo status di sottoprodotti di origine animale – ai sensi del regolamento (CE) n. 1069/2009 – a quello di materie prime ad alto valore per usi alimentari, mangimistici, nutraceutici e cosmetici.
L’approccio prosegue in FAF (Future-proof microalgae-based foods), avviato l’1 aprile 2026 nell’ambito della partnership FutureFoods, in Horizon Europe, ove WIISE benefit svolge il ruolo di partner regolatorio per l’ingresso delle microalghe nei prodotti alimentari di largo consumo (Dongo & Della Penna, 2026a).
Un terzo esempio allarga il quadro. In CamelMilk, progetto PRIMA sulla filiera lattiero-casearia da camelidi nel Mediterraneo, il lavoro giuridico si è sviluppato su due binari:
- il primo ha riguardato le condizioni per l’importazione di prodotti di origine animale da Paesi terzi – requisiti dei controlli ufficiali, riconoscimento degli stabilimenti e standard igienici a cui devono venire adeguati i sistemi produttivi e di controllo in Algeria e Turchia – insieme allo status di novel food del latte di camelide e alla procedura semplificata per gli alimenti tradizionali da Paesi terzi, ai sensi del regolamento (UE) 2015/2283;
- il secondo binario, comune a ProFuture, ha riguardato la valorizzazione delle virtù nutrizionali e di salute: la revisione della letteratura scientifica ha permesso di individuare quali nutrition claim possano venire sostenuti sulla base della composizione, e quali proprietà salutistiche giustifichino la progettazione di studi clinici idonei a sorreggere un dossier di autorizzazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1924/2006, previa valutazione EFSA e autorizzazione della Commissione Europea.
Il medesimo criterio si applica alla misurazione. In WASTELESS (Horizon Europe, 2023-2026) il nostro ruolo di mediazione tecnico-giuridica ha riguardato l’architettura regolatoria del registro elettronico su blockchain e la sua sincronizzazione con le nomenclature statistiche UE, oltre ai percorsi di conformità per la trasformazione dei flussi secondari in ingredienti autorizzati per alimenti e mangimi. Il testimone passa ora a HomeWISE, dedicato alla misurazione degli sprechi alimentari domestici tramite strumenti digitali, ove WIISE benefit presidia gli aspetti legali ed etici – protezione dei dati personali, impiego dell’intelligenza artificiale, obblighi di rendicontazione degli Stati membri (Dongo & Della Penna, 2026b).
Oltre ai singoli progetti, il nostro lavoro si estende all’evoluzione delle regole:
- sul fronte delle proteine, la strategia europea sulle proteine adottata a Strasburgo ha considerato la richiesta – avanzata tra gli altri dal cluster di consorzi Horizon4Proteins, cui il nostro team partecipa – di una semplificazione delle procedure sui novel food e di un accesso effettivo all’autorizzazione da parte di PMI, start-up innovative e istituti di ricerca, oggi spesso gravati da oneri sproporzionati (Dongo & Della Penna, 2023);
- sul fronte dell’economia circolare, la nostra analisi dei risultati EcoeFISHent sul collagene marino ha individuato nella complessità amministrativa dei SOA (Sottoprodotti di Origine Animale) un ostacolo strutturale, proponendo una classificazione basata sul rischio, l’approvazione semplificata dei metodi di trasformazione consolidati e una corsia accelerata per le applicazioni nutraceutiche e cosmetiche, in presenza di adeguati sistemi HACCP (Dongo, 2025).
Il punto merita di venire sottolineato nel dibattito su Food 2040. La consultazione inquadra la prevedibilità regolatoria come condizione abilitante per la scalabilità e l’inquadramento è corretto fin dove arriva. Rimane incompleto laddove l’analisi regolatoria continui a venire gestita come un adempimento di conformità a valle, appeso al progetto una volta definita la partita scientifica, anziché come parametro di progettazione necessario già in fase di proposta.
Conclusioni provvisorie
La consultazione conferma un forte interesse dei portatori di interesse verso un insieme di percorsi rinnovato e più operativo, che preservi l’ampiezza dell’approccio Food 2030 rendendo espliciti impatti attesi, indicatori e meccanismi di attuazione.
Se Food 2040 riuscirà a tradurre la qualità della ricerca in applicazione concreta – rafforzando le connessioni tra scienza degli alimenti, industria, politiche pubbliche e cittadini – dipenderà dalla volontà politica di accompagnare l’ambizione con gli investimenti, e dalla riforma parallela delle procedure autorizzative che oggi determinano quanto a lungo un risultato validato debba attendere prima di raggiungere il mercato. L’ambizione priva di riforma regolatoria riproduce quella ‘valley of death’ che l’agenda si propone di colmare.
Dario Dongo
Credit cover IRTA
Riferimenti
Rapporti istituzionali e documenti di politica pubblica
Draghi, M. (2024). The future of European competitiveness – Part A: A competitiveness strategy for Europe. European Commission. https://commission.europa.eu/topics/competitiveness/draghi-report_en
European Commission: Directorate-General for Research and Innovation, Gallina, A., & Pelissier, P.-M. (Eds.). (2026a). Building Food 2040: Stakeholder input for the new EU R&I strategic agenda for food systems – Analysis and synthesis of the results from the open consultation survey. Publications Office of the European Union. https://data.europa.eu/doi/10.2777/2306913
European Commission. (2026b, 27 febbraio). The Commission launches public survey for shaping Food 2040, the upcoming food systems research and innovation agenda. EU Agri-food Platform. https://transition-pathways.europa.eu/agri-food/news/commission-launches-public-survey-shaping-food-2040-upcoming-food-systems-research
European Commission, Directorate-General for Research and Innovation. (2023). Food 2030 – Pathways for action 2.0: R&I policy as a driver for sustainable, healthy, climate-resilient and inclusive food systems. Publications Office of the European Union. ISBN 978-92-68-01289-5. https://research-and-innovation.ec.europa.eu/knowledge-publications-tools-and-data/publications/all-publications/food-2030-pathways-action-20-ri-policy-driver-sustainable-healthy-climate-resilient-and-inclusive_en
European Commission, Directorate-General for Research and Innovation. (2026c, 13 luglio). New report published: Building Food 2040 – Stakeholder input for the new EU Strategic Research & Innovation Agenda for Food Systems. https://research-and-innovation.ec.europa.eu/news/all-research-and-innovation-news/new-report-published-building-food-2040-stakeholder-input-new-eu-strategic-research-innovation-2026-07-13_en
Articoli correlati
Dongo, D. (2025, 10 maggio). EcoeFISHent: collagen from fish discards – a practical & policy model. Food Times. https://www.foodtimes.eu/research/ecoefishent-mediterranean-fish-collagen-valorisation/
Dongo, D., & Della Penna, A. A. (2023, 27 ottobre). European protein strategy, the new resolution. Food Times. https://www.foodtimes.eu/planet/european-protein-strategy-the-new-resolution/
Dongo, D., & Della Penna, A. A. (2026a, 16 marzo). Future-proof microalgae-based foods (FAF): il progetto UE al via. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/ricerca/future-proof-microalgae-based-foods-faf-progetto-europeo/
Dongo, D., & Della Penna, A. A. (2026b, 21 luglio). HomeWISE, la ricerca UE per misurare e ridurre gli sprechi alimentari domestici. Food Times. https://www.foodtimes.eu/it/ricerca/homewise-ricerca-ue-sprechi-alimentari-domestici/
Dario Dongo, lawyer and journalist, PhD in international food law, founder of WIISE (FARE - GIFT - Food Times) and Égalité.








